Antico Testamento,
Levitico 10,1:
Ora Nadab e Abiu, figli di Aronne, presero ciascuno un braciere, vi
misero dentro il fuoco e il profumo e offrirono davanti al Signore un
fuoco illegittimo, che il Signore non aveva loro ordinato. Ma un fuoco
si staccò dal Signore e li divorò e morirono così davanti al
Signore. […]
Certo che in un sito che tratta di scienza e tecnologia è strano trovare una
prefazione tratta dalla Bibbia, ma proprio da qui si deve partire per
spiegare la storia del primo condensatore. Ebbene sì, avete capito
bene proprio un condensatore! In qualche riga
cercherò di dimostrare quella che è la teoria del fisico Georg
Cristoph Lìchetenberg riguardante il primo condensatore della storia.
Lìchetenberg ipotizzò che l’Arca dell'Alleanza fu il primo esempio
di condensatore e che questo potrebbe anche essere motivo per ritenere
che nell’antichità gli ebrei avessero già dimestichezza con
l’elettricità: da quanto riportato dalle cronache, l’Arca
dell'Alleanza era
costituita da legno secco d’acacia rivestita all’interno e
all’esterno da lamine di oro. Anche tutto il tabernacolo su cui veniva
poggiata per le funzioni era costituito da una struttura di metalli
vari quali ottone argento e ancora oro. L’Arca viaggiava per il
deserto durante l’esodo del popolo ebraico e il fatto che fosse
costituito completamente da materiale metallico gli consentiva di
caricarsi elettrostaticamente. Ragionando infatti in termini più
moderni, si può dire che le due lamine costituissero i conduttori del
condensatore mentre il legno d’acacia l’isolante (o dielettrico).
L’episodio riportato nel Levitico e
sopra riportato, sarebbe quindi imputabile ad un incauto avvicinamento
da parte dei figli di Aronne all’Arca (identificata come il
Signore), questa scaricò sui due malcapitati tutta l’energia
elettrostatica di cui si era caricata folgorandoli all’istante
“… un fuoco si staccò dal Signore e li divorò …”.
Stampa
questa pagina
|