DIABOLIK

 

1967

 

Interpreti principali: John Phillip Law, Marisa Mell, Michel Piccoli, Adolfo Celi, Claudio Gora, Therry Thomas, Renzo Palmer, Caterina Boratto

Trama: dopo l'ennesima beffa da parte di Diabolik ed Eva Kant (il furto di 10 milioni di dollari super scortati), l'ispettore Ginko giura a sé stesso di riuscire ad arrestare il famoso criminale nerovestito. Chiede ed ottiene dal governo il conferimento di poteri speciali, grazie ai quali inizia a ripulire il paese da tutti i criminali; Ginko spera così di ottenere la collaborazione del famoso gangster Valmont, il quale accetta, costretto dalla pressione, ma in definitiva ben contento di togliersi dai piedi il più pericoloso dei rivali. Il suo piano è semplice: catturare Eva per arrivare a Diabolik. Il problema è che nessuno ha mai visto Eva e tanto meno Diabolik, ma l'arrivo dell'ambasciatore britannico (e della consorte, che in occasione del ricevimento sfoggerà una celeberrima collana di smeraldi) viene in aiuto di Valmont. Grazie ad una fitta rete di spie, Valmont riesce ad identificare Eva che, come previsto, farà da palo a Diabolik nel clamoroso furto della collana. Eva viene rapita dalla banda di Valmont ed a Diabolik non resta che cedere al ricatto. L'incontro tra i due avviene sull'aereo di Valmont, Diabolik capisce subito che si tratta di una trappola e quando Valmont gli ordina di buttarsi con il paracadute sopra un bosco, all'interno del quale c'è Eva, Diabolik con una mossa fulminea lo trascina giù, appena prima di far saltare in aria l'aereo. Diabolik riesce a far fuggire Eva ma viene messo in trappola da Ginko, che nel frattempo ha circondato l'area. Dopo aver ucciso Valmont con una raffica di smeraldi (!?!), Diabolik ingerisce una compressa di un veleno che lo lascerà in uno stato di morte apparente per 12 ore e, durante l'autopsia, Eva lo salva iniettandogli l'antidoto: Ginko è beffato ancora. L'ultimo colpo della coppia è la rapina di 20 tonnellate d'oro che il governo deve spedire all'estero per ottenere valuta pregiata, ultimo perché stavolta neanche la diabolica mente del ladro può prevedere che Ginko ha reso leggermente radioattivo l'oro per poi localizzarlo con un contatore geiger. L'irruzione della polizia nel covo sotterraneo sorprende la coppia intenta nella fusione dell'oro (Diabolik indossa una tuta con la quale, sono parole sue, potrebbe andare anche al centro del sole!) con una potentissima lancia termica che però, in seguito al conflitto a fuoco scatenatosi, esplode inondando di oro, fino a farlo diventare una statua, il povero Diabolik, il quale, tuttavia, chiude il film con una fragorosa risata, dimostrando a tutti che è impossibile ucciderlo.

Note: delirio di colori e musiche, Diabolik è un vero manifesto alla pop - art, tanto in voga in quegli anni. Il film venne definito dall'esperto cinematografico Tullio Kezich "uno dei più stupidi film degli anni '60", come riportato sul Dizionario dei film di Mereghetti. Probabilmente, il film merita oggi un giudizio molto meno severo, ricco com'è di scene da antologia, soprattutto quella del gigantesco (in ogni senso) joint party nel locale di Valmont, centro della droga, con la classica irruzione della polizia, immortalato da coloratissime riprese distorte e da luci psichedeliche, sottolineato da una musica psicotica e incalzante del maestro per eccellenza del cinema italiano, Ennio Morricone (finalmente non un western!) o quella della conferenza stampa del Ministro dell'Interno, visitata dalla nostra coppia in vesti di fotografi, che finisce per essere una colossale comica grazie al gas esilarante sparso da Diabolik nella stanza. Come detto, un film da rivalutare, una scenografia (curata dal futuro regista Flavio Mogherini) assolutamente invidiabile (fra tutti, il futuristico letto circolare girevole, un must), le Jaguar E-Type, nera classica per Diabolik e bianca per Eva, la nazione (la Francia, anche se non viene mai nominata come tale) messa in ginocchio da un uomo solo, tutti i congegni mirabolanti, anche se assolutamente inverosimili (ma se la verosimiglianza non è mai stata d'obbligo per James Bond, perché allora dovrebbe esserlo per Diabolik?), protagonisti azzeccati (seri e professionali i criminali, caricature i tutori dell'ordine, tranne il povero Ginko), particolari questi che fanno dimenticare l'assenza di una trama vera e propria (probabilmente dovuta ai contrasti tra il maestro ed il produttore, preoccupato dell'opinione pubblica sfavorevole) ma che tutti insieme contribuiscono a fare di un film un grande film, quale è appunto il Diabolik di Mario Bava.

AKA

Danger Diabolik (1968)

 

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