anno  2001

dolomiti  sinistra  piave

 

 e  alpi  carniche

 

il monte duranno (prima tappa)

 

 

la valle di fleons (quinta tappa)

fra due diversi obiettivi, avevamo raggiunto un compromesso sull'itinerario: due tappe (da sud a nord) dell'alta via dei silenzi sul monte duranno poi spostamento per una parte della traversata carnica dalla val visdende al monte coglians

il duranno è una severa cima dolomitica di 2660 m. che si trova sulla sinistra orografica del piave all'altezza di ospitale di cadore, anche se dal fondovalle non è visibile quasi mai; passa di qui l'alta via dei silenzi, n° 6, andando dai monfalconi e dagli spalti di toro verso sud

il coglians è un notevole monte, alto 2780 m., di roccia calcarea che fa parte di una bellissima cresta sul confine con l'austria, che dai monti di volaia prosegue verso est con le "crete", dove è stata tracciata la "traversata carnica", che noi abbiamo seguito solo in piccola parte

siamo partiti in estate e dopo tre giorni ci siamo ritrovati in inverno, con la neve poco sopra i duemila metri! domenica siamo partiti in tre, gli altri tre ci hanno raggiunto lunedì, quindi eravamo sei: g., d., io, m., l., e infine f. al primo anno

la prima notte  l'abbiamo passata in bivacco, e avevamo come vicino uno stambecco; la terza in una casèra dove la mattina presto fanno il formaggio; le altre sere abbiamo, come sempre, cenato e dormito in rifugio

il mio diario

domenica 2 settembre: si cominicia con il sole, da erto (sopra la frana del vajont) saliamo lungo la val zemola verso il rifugio maniago (1700 m) l'ultimo tratto è faticoso con gli zaini pesanti venti chili; dopo pranzo viene il bello: sentiero alpinistico, ripida salita alla forcella duranno (2200 m), visti dei camosci; e discesa in un selvaggio anfiteatro roccioso, a volte un po' friabile, con passaggi di 1° grado e tratti di corda fissa in discesa; finalmente al bivacco greselin (1920 m), dove ci organizziamo per la cena, con fornellino; peccato che siamo avvolti nelle nuvole; andiamo alla fonte a lavare, e presto si spenge la candela 

lunedì 3: è bellissimo svegliarsi col sole, inoltre a venti metri da noi un grosso stambecco bruca l'erba con grande calma; purtroppo dopo un'ora di cammino c'è un passaggio esposto che non mi sembra sicuro, non abbiamo neanche un pezzetto di corda e tutti e tre cambiamo itinerario: torniamo indietro!

di nuovo al bivacco, poi tre ore di ripida discesa alla val cimoliana (750 m), dove ci ritroviamo con i nostri tre amici prima che vadano verso la meta originaria (cioè la casera laghetto); decidiamo quindi di andare al più comodo rifugio pordenone (1200 m), che era originariamente in programma per domani; facciamo il nuovo itinerario, anche considerando che le previsioni del tempo sono di pioggia; per cena consumiamo in parte il cibo che avevamo per il 2° bivacco

foto di gruppo in val montanaia con il campanile

 

4 sett. (martedì): la mattina, senza zaini, si va a vedere il famoso campanile di val montanaia, stupendo; al ritorno inizia a piovere, come previsto; andiamo alle auto, si pranza in paese a cimolais, ci trasferiamo in val visdende; attesa per parcheggiare la seconda auto a forni, poi partiamo sotto le mantelline (però è un piacere avere un po' alleggerito lo zaino) e si arriva dopo le sette alla malga antola (1870 m); la cena è in cucina con il gestore-pastore, l'atmosfera è calda anche grazie al vino e alle barzellette, alle dieci tutti a letto

mercoledì 5: è ancora tempo brutto e le cime sono innevate; si parte con comodo dopo bella colazione con latte "vero"; si va al passo dell'oregone (2300 m) dove c'è neve, fa freddo e all'ora di pranzo siamo al rifugio calvi, molto affollato. 

alle tre il tempo sembra rimesso e si decide di salire al monte peralba (2670 m), c'è neve e vento ma è bello il sentiero "del papa", al ritorno son proprio contento di essere stati in cima; si va anche alle fortificazioni e ci perdiamo la doccia, cena presto con tanto alcool; per telefonare a mia moglie mi devo far prestare il telefonino; fuori è stellato meraviglioso ma molto freddo, il vento fa gran rumore sul tetto di lamiera   

6 settembre (giov.): si parte tutti coperti con giacca a vento, poi però il sole scalda; lunga discesa in una bella valle tutta verde fra monti diversi (chiari a destra, scuri a sinistra sul confine) fino alla stretta di fleons, poi salita alla forcella sissanis dove lo scenario cambia di colpo e ci appare un mondo tutto di roccia; mangiamo a un minuscolo lago, al riparo dal vento, poi passo giramondo (2000 m), discesa, traverso, infine c'è una specie di sfida con degli escursionisti austriaci e l'ultima salita la facciamo di passo svelto per arrivare prima.

al rifugio austriaco sul lago wolayer (1950 m) birre e strudel ! poi andiamo al rifugio lambertenghi al passo volaia, dove facciamo la doccia; dopo cena telefonata a casa, giochi di carte, la camerata è confortevole  

 

sul wolayer see, in austria; il confine è là in fondo

venerdì 7: poco dopo la partenza, raggiungiamo una famiglia e facciamo con loro il sentiero attrezzato "spinotti", daniele porta la bimba e ci sono dei passaggi non per tutti; si arriva su alle undici, è bello farsi le foto insieme e salutarsi; lasciamo gli zaini e saliamo il ghiaione del monte coglians ma, quando ormai manca poco, il tempo ci impedisce di uscire in cresta, piove e c'è nebbia; per la seconda volta ci tocca rinunciare!

scendiamo, mangiamo qualcosa e di nuovo piove; arriviamo bagnati al rifugio marinelli (2100 m. - di recente ristrutturazione - molto simpatica la "gestora"), dessert, poi non sappiamo più cosa fare: si gioca a carte, due camminate sui colli vicini, il mio telefonino non prende, alle sei ci sistemiamo nella stanza, alle sette cena, con allegria e vino

 

  

mattina sulla conca del cadin dei frari e sul bivacco

 

lo stambecco del bivacco greselin al duranno

 

prime due tappe: ecco le cartine

 

la valle dell'oregone spruzzata di neve

in vetta al peralba

il monte peralba, dal basso

 

sul sentiero "spinotti"

uno sguardo dal paese al monte coglians: ho evidenziato il percorso del sentiero attrezzato

 

 

8 settembre: il nostro giro è finito, scendiamo alla strada asfaltata e fa sempre una strana impressione sentire il puzzo degli scarichi delle auto; il paese si chiama collina, da qui autostop per forni avoltri, si recuperano le auto, a sappada compriamo prosciutto e formaggio per mangiare a un tavolo da picnic; ci salutiamo e andiamo verso l'autostrada; le nostre mogli, le nostre figlie ci aspettano 

 

terza e quarta tappa: ecco le cartine

  le cartine della quinta e della sesta tappa

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aggiornato estate 2005