Ultimo aggiornamento
21 settembre 2016

SUPPLEMENTO del 16/9/2016 (Formato PDF)

- Alla GLS di Piacenza un operaio del picchetto travolto a mezzanotte da un TIR che forza il blocco.
È un assassinio che grida vendetta. Il ricatto dei capetti aziendali e delle imprese appaltatrici elevato a killeraggio!
Non possiamo piangere sempre i morti bisogna fare, quando occorre, giustizia sul campo.
Onore al lavoratore ucciso. La nostra solidarietà e il nostro appoggio ai facchini in lotta.
Dare la risposta che merita alla violenza padronale e statale

Il movimento operaio e il sindacalismo di classe dal dopoguerra ai giorni nostri - SEZIONE SETTIMA: L'INIZIATIVA PROLETARIA CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLA VITA SOCIALE 1980-1982 (CXCV: La “mobilità provinciale”, primo passo verso l’ armata del lavoro, precario e sotto-pagato, al servizio dell’economia di guerra e dello Stato. Volantino della sezione di Torino del 15 e 22 marzo 1982 - Sussidio - Agenzia del lavoro - Servizio nazionale del lavoro modi di costituzione dell’armata del lavoro. Tratto da RCSud n. 26 del 28 febbraio 1982)

SUPPLEMENTO del 16/7/2016 (Formato PDF)

- Fronte proletario di tutti i lavoratori locali e immigrati - Chi si batte contro il razzismo, le guerre di rapina, il capitalismo, partecipi alla costruzione del Fronte Rivoluzionario mediterraneo - europeo (Risoluzione politica del 45° Congresso di Rivoluzione Comunista tenutosi il 2 e 3 luglio)


 

SUPPLEMENTO del 1/5/2016 (Formato PDF)

- L’internazionalismo proletario, cui devono ispirarsi le mobilitazioni e le forme più avanzate di lotta di classe, debbono tendere nella fase attuale alla costruzione del fronte proletario e del fronte rivoluzionario mediterraneo-europeo, motore propulsivo, in questa area in pieno sconvolgimento umano sociale statuale, di un cambiamento radicale della società.
La guerra di classe contro il padronato l’oligarchia finanziaria lo stato capitalistico l’italo imperialismo gli altri imperialismi, e la sua forma più alta la guerra rivoluzionaria, non può essere condotta e resa efficace senza costruire il fronte proletario interno e l’unione delle avanguardie rivoluzionarie dell’area.
Le forze più attive e combattive del proletariato, operai disoccupati studenti, giovani adulti anziani donne e uomini locali ed immigrati debbono organizzarsi nei modi e tempi necessari nel fronte proletario e nel partito rivoluzionario per scampare allo sfacelo capitalistico, impadronirsi del potere, distruggere le macchine belliche e costruire una società senza classi di liberi ed eguali.
Il movimento operaio e il sindacalismo di classe dal dopoguerra ai giorni nostri - SEZIONE SETTIMA: L'INIZIATIVA PROLETARIA CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLA VITA SOCIALE 1980-1982 (CLXXXVII: Economia di guerra
e salario. Qual è il vero- significato dell’attacco alla scala mobile. In che forma e in quali modi gli operai devono passare alla reale difesa dei loro interessi. Volantino dell’8 maggio 1981 della Commissione Operaia della Sezione di Milano)

SUPPLEMENTO del 1/4/2016 (Formato PDF)

- Lo sciopero generale del 18 marzo promosso da diverse organizzazioni del sindacalismo di base, una mobilitazione riuscita, che impone la costruzione di una organizzazione unitaria e lo sviluppo dello scontro di classe Varare piattaforme comuni, generalizzare i metodi incisivi di lotta, raggrupparsi nel fronte proletario, unirsi nel sindacato di classe. Ogni pratica di sostegno, sociale o politico, ogni sentimento di solidarietà, deve ispirarsi alla lotta antipadronale antistatale anticapitalistica antibellica e cimentarsi nella costruzione del fronte rivoluzionario mediterraneo - europeo, primo motore in questa fase dell’internazionalismo proletario.
Il movimento operaio e il sindacalismo di classe dal dopoguerra ai giorni nostri - SEZIONE SETTIMA: L'INIZIATIVA PROLETARIA CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLA VITA SOCIALE 1980-1982 (CLXXXV: LA RIFORMA DEL COLLOCAMENTO SERVE ALLO STATO ED AI PADRONI PER ARRUOLARE L’ARMATA DEL LAVORO COATTO, MILITARIZZATO, SOTTOPAGATO, SUPERSFRUTTATO, PER LE ESIGENZE DELL’ECONOMIA DI GUERRA.
COMBATTIAMO IL NUOVO COLLOCAMENTO, ORGANIZZANDOCI NEI COMITATI E NEL PARTITO PER IMPEDIRE L’USO DELL’ARMATA DEL LAVORO, LO SVILUPPO DELL’ECONOMIA DI GUERRA, IL CONTROLLO MILITARE E LO STATO REAZIONARIO. Volantino della Commissione Giovanile Centrale del 29 marzo 1981 - ECONOMIA DI GUERRA -
CLASSE OPERAIA Tratto da R.C.Sud n. 20 del 12 aprile 1981)

SUPPLEMENTO del 16/3/2016 (Formato PDF)

- 8 marzo giornata di mobilitazione delle donne. L’8 marzo venne istituito più di un secolo fa come giornata di mobilitazione e di lotta per l’emancipazione femminile e il ribaltamento del capitalismo. Le lavoratrici e le giovani, locali ed immigrate, sono sottoposte ancora più profondamente del passato alla schiavizzazione padronale, alla violenza statale e maschile, al dominio distruttivo della finanza, alle aggressioni belliche delle maggiori potenze contro i paesi più deboli. Bisogna spezzare queste catene! Organizzarsi politicamente, formare il fronte rivoluzionario mediterraneo-europeo per disfarci del sistema stramarcito del supersfruttamento del lavoro, dell’impoverimento assurdo, della violenza bestiale e realizzare una società di liberi e eguali.
- SCIOPERO GENERALE DEL 18 MARZO 2016 unirsi contro il padronato, scalzare il governo del lavoro ricattato e a straccia mercato. No allo straordinario, riduzione d’orario e aumento del salario - Salario minimo garantito
di € 1.250 mensili intassabili a favore di disoccupati, sottopagati, pensionati con assegni inferiori - Niente IRPEF sui salari dei lavoratori e niente IVA sui generi di largo consumo - Case ai senza tetto e blocco degli sfratti - Cancellare il debito pubblico. Costruire il fronte proletario e il partito rivoluzionario.
Il movimento operaio e il sindacalismo di classe dal dopoguerra ai giorni nostri - SEZIONE SETTIMA: L'INIZIATIVA PROLETARIA CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLA VITA SOCIALE 1980-1982 (CLXXXIV: OSSERVAZIONI SULL’ASSEMBLEA DEI MACCHINISTI MM DI SABATO 21MARZO 1981 - AMMEZZATO PIAZZA ARGENTINA Volantino del 25 marzo 1981della Commissione Operaia di Milano - COSTRUIAMO GLI ORGANISMI DI DIFESA OPERAIA PER DIFENDERE IL SALARIO DALLA MANNAIA STATALE E DAGLI ATTACCHI PADRONALI E SINDACALI.. ESIGIAMO 100.000 LIRE DI AUMENTO SALARIALE E NIENTE TASSE PRELIEVI FORZOSI O RIFORME SUL SALARIO OPERAIO. RAFFORZIAMO IL PARTITO DI CLASSE. Volantino del 28 marzo 1981della commissione operaia di Busto A.)

SUPPLEMENTO MURALE- INDICE 2016 - 2015 - 2014 - 2013 - 2012 - 2011 - 2010 - 2009 - 2008 -
2007 - 2006 - 2005 - 2004 - 2003 - 2002 -
2001

È USCITO IL QUINTO VOLUME
DELLA STORIA DOCUMENTARIA
DEL COMUNISMO RIVOLUZIONARIO ITALIANO

La fine del P.C.d'It.
Il Congresso di Lione
1926

Il fondamentale testo di questa storia si incentra sul 1926: l’anno spartiacque del percorso del Partito Comunista d’Italia, in cui i dirigenti centristi del Partito abbandonano il “programma di Livorno” in cambio del nazionalismo democratico; ed inizia la disgregazione del movimento comunista. Ne riportiamo la copertina e lo schema.

SUPPLEMENTO del 16/1/2016 (Formato PDF)

- Roma Parigi Londra e il supremo Pentagono iniziano la spartizione della Libia distrutta. E col pretesto della lotta al “terrorismo islamico” inaugurano il più vasto capitolo della suddivisione armata occidentale dell’Africa.
Chi porta guerra avrà guerra! Abbasso i guerrafondai di casa nostra! Guerra di classe proletaria contro ogni imperialismo e statalismo borghese.
I lavoratori libici, nordafricani, centro-sudafricani, debbono organizzarsi politicamente, attrezzarsi del marxismo, unirsi al fronte rivoluzionario mediterraneo – europeo per rovesciare il dominio capitalistico.
-
Le molestie e i borseggi compiuti a Colonia nella notte di Capodanno contro le donne in piazza un fenomeno predatorio sottoproletario indicativo dello stato di malessere dei rapporti tra locali e immigrati.
Le avanguardie femminili tedesche debbono trascinare l’antisessismo e l’antirazzismo nella guerra di classe anti-statale. Promuovere l’autodifesa. Darle di “santa ragione” a quanti mettono le mani addosso.
È USCITO IL QUINTO VOLUME DELLA STORIA DOCUMENTARIA DEL COMUNISMO RIVOLUZIONARIO ITALIANO: La fine del P.C.d'It. - Il Congresso di Lione 1926 - Il fondamentale testo di questa storia si incentra sul 1926: l’anno spartiacque del percorso del Partito Comunista d’Italia, in cui i dirigenti centristi del Partito abbandonano il “programma di Livorno” in cambio del nazionalismo democratico; ed inizia la disgregazione del movimento comunista.

SUPPLEMENTO del 1/12/2015 (Formato PDF)

- La manovra finanziaria, per il 2016 chiamata “legge di stabilità”, in discussione alla Camera un piano di detassazione della proprietà e dei profitti e, per converso, un dissanguamento di massa, a sostegno di una politica ipernazionalista parassitaria guerrafondaia fallimentare. Spazzar via il governo del parassitismo e dell’immiserimento. Esigere il salario minimo garantito di € 1250 mensili intassabili a favore di disoccupati, giovani in cerca di lavoro, sottopagati, pensionati con importi inferiori. Esigere l’abolizione dell’Iva sui generi fondamentali, dell’Irpef su salari e pensioni, dell’accise sui carburanti; la cancellazione del debito pubblico. Fronte proletario sud-nord - Guerra rivoluzionaria contro guerra statale.
Il movimento operaio e il sindacalismo di classe dal dopoguerra ai giorni nostri - SEZIONE SETTIMA: L'INIZIATIVA PROLETARIA CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLA VITA SOCIALE 1980-1982 (CLXXVIII: Valutazione delle manifestazioni di Roma e di Napoli dei "disoccupati organizzati" nonché della trattativa tra commissario straordinario -  giunta - liste. Volantino del 21-2-1981 - La timbratura del cartellino inizia la militarizzazione del lavoro alla SIP (valutazione della campagna di sensibilizzazione del nostro nucleo) - Volantino del 24 febbraio 1981 della commissione operaia di Milano)

 

SUPPLEMENTO del 16/11/2015 (Formato PDF)

- 13 novembre di sangue a Parigi. Una pattuglia di Jihadisti semina morti e feriti nel centro città. È un attentato stragista ordinato dalla teocrazia dell'ISIS in risposta ai bombardamenti francesi. Abbasso i massacratori del mucchio! Abbasso il delirio di sicurezza e di guerra di Hollande e compagnia. Respingere le misure di emergenza. Proseguire le lotte e le mobilitazioni operaie.
- Lo sconvolgimento mediorientale e nordafricano
e il fronte rivoluzionario mediterraneo-europeo

SUPPLEMENTO del 1/10/2015 (Formato PDF)

- Superare la spaccatura territoriale con la saldatura sociale
Fronte unitario di occupati e disoccupati per l’aumento del salario, la riduzione d’orario, il salario minimo
garantito di € 1250 mensili intassabili a favore di giovani e donne in cerca di lavoro o sottopagati e di pensionati
con i minimi. Fronte rivoluzionario mediterraneo-europeo per il potere proletario. (III-Fine)
Il movimento operaio e il sindacalismo di classe dal dopoguerra ai giorni nostri - SEZIONE SETTIMA: L'INIZIATIVA PROLETARIA CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLA VITA SOCIALE 1980-1982 (CLXXV: Straordinari e cassa integrazione sono state sempre di casa in questi ultimi anni all'Alfa per produrre più macchine con meno operai. Volantino della Commissione Operaia di
Milano del 5 febbraio 1981 - L'appetito vien mangiando!
La Fiat annuncia altra cassa integrazione mentre "congela" i 24.000 operai sospesi in ottobre. Volantino del responsabile della sezione di Torino del 14 febbraio 1981 - "Timbratura" strumento della nuova disciplina produttivi­stica e militare del lavoro alla SIP. No alla timbratura! Organizzazione operaia. Volantino della Commissione Operaia di Milano del 15 febbraio 1981 - La timbratura del cartellino inizia la militarizzazione del lavoro alla Sip (valutazione della campagna di sensibilizzazione del nostro nucleo). Volantino della Commissione Operaia di Milano del 24 febbraio 1981)

SUPPLEMENTO del 16/9/2015 (Formato PDF)

- La spaccatura Sud-Nord l’indice più alto della putrefazione capitalistica del nostro paese
I disoccupati e i lavoratori debbono mettere tutto sottosopra. Il riscatto del Sud è possibile soltanto con la rivoluzione. La gioventù meridionale deve costituire l’avamposto per il fronte proletario e per il fronte rivoluzionario mediterraneo europeo (II).
- L’Ilva di Taranto prossima al collasso senza risanamento e sullo spreco dei sacrifici operai. Il governo emana il nono decreto legge illegale per prolungare la produzione mortifera e cedere a spezzoni il colosso. Senza uno scatto di “orgoglio operaio” il disastro sarà enorme.
Il movimento operaio e il sindacalismo di classe dal dopoguerra ai giorni nostri - SEZIONE SETTIMA: L'INIZIATIVA PROLETARIA CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLA VITA SOCIALE 1980-1982 (CLXXIV: Fronte operai licenziati - giovani - disoccupati per combattere l'economia di guerra e lo Stato reazionario. Formiamo i comitati di difesa di classe alla Montedison unica alternativa al sindacato  dell'economia di guerra. Rafforziamo il partito rivoluzionario. Volantino della Commissione operaia di Busto A. del 21 gennaio 1981 - Respingiamo i licenziamenti Montedison. Costruiamo l'organizzazione di difesa di classe. Volantino della Commissione operaia di Busto A. del 28 gennaio 1981 - La Montedison si riconverte all'economia di guerra. Costituire i comitati di difesa di classe per la difesa degli interessi proletari. Tratto dal Bollettino n. 6 del nucleo chimici-farmaceutici del 10 febbraio 1981)

SUPPLEMENTO del 1/9/2015 (Formato PDF)

- La spaccatura meridionale mai così profonda come negli anni 2008 – 2015
Il “masterplan” per il Sud annunciato da Renzi una forsennata spinta alla razzia del lavoro e alla devastazione territoriale (I).
- Tsipras si accoda alla troika mentre Syriza si spacca restando sempre nel pantano dell’illusionismo democratico.
Le avanguardie marxiste e operai greci debbono prendere nelle loro mani le redini della situazione e costruire il partito rivoluzionario anticapitalista e internazionalista.
Il movimento operaio e il sindacalismo di classe dal dopoguerra ai giorni nostri - SEZIONE SETTIMA: L'INIZIATIVA PROLETARIA CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLA VITA SOCIALE 1980-1982 [CLXXIII: Cronaca politica dei 35 giorni alla Fiat (settembre-ottobre 1980) Fronte operai - sospesi - giovani per la difesa di classe contro la Fiat dell’economia di guerra (opuscoletto pubblicato nel febbraio 1981 dal responsabile sez. di Torino - parte terza: conclusione)]

I governi europei varano la flotta navale per il respingimento armato dei migranti.
Roma al comando della “missione” Eunavfor Med diretta al pattugliamento, distruzione dei barconi, intervento nelle acque libiche.
Dare l’aiuto possibile a migranti e rifugiati.
Creare cordoni anti-razzisti e anti-polizieschi.
Formare i comitati di autodifesa.
Promuovere l’organizzazione autonoma dei rifugiati.
Esigere il salario minimo garantito di € 1.250,00 mensili intassabili a favore di tutti i proletari disponibili al lavoro.
Sabotare i piani di intervento dell’imperialismo italiano in Libia.
Costituire il fronte rivoluzionario mediterraneo - europeo.

PER UNA SCUOLA A SERVIZIO DELLE MASSE
NON DELLE IMPRESE
Ribaltare la “Buona scuola” di Giannini-Renzi

(pubblicato l'11 settembre 2015)

INDICE: PRESENTAZIONE pag. 2
- La “Buona scuola” ideata da Giannini-Renzi ultima tappa dell’aziendalizzazione della scuola; cioè della gratuità del lavoro, della selezione culturale da parte delle imprese, del disciplinarismo, dell’ignoranza 3
- La scuola del lavoro gratuitificato messa a servizio della competizione capitalistica di sopravvivenza e di distruzione. Ribaltare il modello di istruzione renziano ultimo anello del riassetto privatistico-elitario della formazione 7
- La “Buona scuola” di Renzi Giannini un modello competitivo di sopravvivenza basato sull’olocausto delle nuove generazioni e sul fallimento culturale e scientifico. Non si esce dalle secche dei riassetti reazionari senza ribaltare i pilastri del sistema a partire dal potere statale. 1 2
- La riorganizzazione manageriale del modello di formazione riclassa gli insegnanti e imprigiona gli studenti nel labirinto delle differenziazioni e nel nazional-sciovinismo. Non piegarsi a nessun modello privatistico territoriale differenziatore di scuola. Lavoraree battersi per una scuola a servizio delle masse e dello sviluppo sociale e culturale 1 5
- Abbasso il modello gerarchico di scuola incentrato sulla chiamata diretta degli insegnanti da parte dei presidi e sul disciplinarismo degli studenti al lavoro schiavistico! Non piegarsi all’autoritarismo governativo. Battersi per una scuola anti-aziendalista a servizio delle masse. 1 9
- Ribaltare la “Buona scuola”modello di gerarchia dispotica sul personale insegnante e di schiavizzazione del lavoro giovanile. Costituire in ogni Istituto i Comitati Studenteschi Rivoluzionari unica forza in grado di trasformare l’avvilente scuola-azienda del capitalismo putrescente in uno strumento di sapere collettivo. Senza rovesciare l’oligarchia dominante
e instaurare il potere proletario non si finirà di marcire nella degenerazione sociale e nella tecno-ignoranza. 2 4

FRONTE RIVOLUZIONARIO MEDITERRANEO - EUROPEO
- MATERIALI DEL 43° CONGRESSO DI PARTITO
21-22 giugno 2014 -

(pubblicato il 20 giugno 2015)

INDICE: Presentazione pag. 1 - Rapporto politico al 43° Congresso di Partito 21-22 giugno 2014 2
Premessa 2
Parte I: Dinamica della crisi sistemica e rigerarchizzazione mondiale di aree e stati 4
Cap. 1 Depressione e rigerarchizzazione del mondo 4
Cap. 2 Il ridimensionamento del sistema Italia e la gratuitificazione del lavoro come arma competitiva di sopravvivenza 12
Cap. 3 Lo sconvolgimento mediorientale e nord africano ed il fronte mediterraneo 17
Parte II: Il dilaniamento e le contrapposizioni tra classi 28
Cap. 4 Lo sbandamento delle classi medie e l’aspirazione confusa a un “governo forte” 29
Cap. 5 L’insorgenza giovanile e la compattezza operaia forze dorsali della dinamica proletaria nello sviluppo della guerra civile 30
Cap. 6 Il riassetto verticistico della macchina di potere 34 risoluzione politica del 43° Congresso 39

Murale Speciale del 29 Giugno 2015 (PDF)

A tutti i lavoratori e raggruppamenti marxisti greci e del nostro paese
- smarcarsi dai giuochi parlamentari del governo
Tsipras
- prendere in pugno le redini della situazione
- serrare le fila per combattere il padronato e il marciume politico puntelli degli oligarchi europei e della troika
- assicurare ai senza salario ai sottopagati ai pensionati con la minima un salario adeguato a salvaguardarne l’esistenza: elettricità,alloggi, sanità, gratuiti

- partecipare alla costruzione del “Fronte rivoluzionario mediterraneo-europeo” come passo continentale per una nuova Internazionale Comunista.

Murale Speciale del 1° Maggio 2015 (PDF)

Un saluto a pugno chiuso a Vincenzo Finocchiaro, una figura di primo piano nel campo internazionalista, che ha dedicato la propria vita alla causa del proletariato

SUPPLEMENTO del 1/7/2014 (Formato PDF)

Fronte rivoluzionario mediterraneo europeo
Contro la schiavizzazione del lavoro, l’oppressione della donna, la distruzione bellica,
per il potere proletario
(Risoluzione politica del 43° Congresso di Rivoluzione Comunista)

 

 

OPUSCOLI - INDICE GENERALE

 

225 - La spartizione della Libia
Fronte rivoluzionario europeo-mediterraneo contro la guerra imperialista

(pubblicato il 20 aprile 2015)

INDICE - PRESENTAZIONE pag. 1 - Cap. 1: Reagan-Craxi-Gheddafi.Gli anni ottanta del ‘900 5 - La rappresaglia permanente 20 - Cap. 2: Roma “protegge” Tripoli . Dagli anni ottanta al duemila: l’amico Gheddafi 25 - Agosto 2004: Roma sposta la frontiera anti-immigrati da Lampedusa alla Libia 25 - 17 febbraio 2006: la rivolta anti-italiana di Bengasi, inizio della crisi libica 27 - Cap. 3: 2011: La guerra di Libia. Il conflitto intereuropeo e la possibile spartizione del paese 34 - 1. La rivolta di Bengasi e della Cirenaica 34 - 2. La spaccatura del regime di fronte alla rivolta 35 - 3. Francia-Gran Bretagna sostengono ed organizzano la rivolta 36 - 4. Il conflitto tra le potenze europee si trasferisce in terra libica 37 - 5. L’impotenza degli insorti e la controffensiva di Gheddafi 38 - 6. La risoluzione 1973/2011 del Consiglio di Sicurezza ONU 39 - 7. L’operazione “Odissey Dawn” 40 - 8. L’imperialismo italiano trema e trama 41 - 9. La “contabilità della morte”: i numeri di “Unified Protector” 43 - 10. La resistenza del regime di Gheddafi e gli sviluppi della guerra civile 45 - 11. Verso la spartizione della Libia? 47 - Cap. 4: 2014-2015: La Libia sotto spartizione 52 - Sciacalli arabi e africani e avvoltoi imperialistici si disputano le spoglie del paese sulla pelle del popolo e dei proletari africani 52 - 1. Un paese nelle mani di iene, sciacalli ed avvoltoi 52 - 2. Il “caos libico” e lo spauracchio del “terrorismo islamico”, pretesti per nuovi interventi militari imperialisti 57 - 3. Tutti gli imperialisti vogliono intervenire in Libia, ma l’Italia più di tutti 58 - 4. Contro l’interventismo “antiterroristico” in Libia, che si ammanta di “conflitto di civiltà”. Contro il becero nazional-imperialismo, che fomenta le rivalità intereuropee e prepara nuovi macelli. Per il fronte rivoluzionario europeo-mediterraneo contro le distruzioni belliche e per il potere proletario 61 - Cap. 5: Risoluzione politica del 43° Congresso 63

UCRAINA IN FIAMME
Formare il Fronte rivoluzionario Mediterraneo - Europeo dei lavoratori

(Indice dell'opuscolo pubblicato il 24/11/2014: Presentazione pag. 1 - Cap. I: Il bagno di sangue di Piazza Majdan 3 - La struttura economico-sociale e ordinamentale dell’Ucraina 3 - Genesi della protesta e degli scontri di piazza 5 - Cap. II: La spaccatura dell’Ucraina e il giuoco sciacallesco di Stati Uniti Germania Russia 6 - Il presidente Yanukovich spodestato dai rivoltosi “euro-Majdan” 6 - La “Rada” forma un governo provvisorio e mette sotto accusa Yanukovich che scappa da Kiev 8 - Cap. III: La Crimea si stacca dall’Ucraina e si unisce alla Russia 9 - Il collasso del potere statale 9 - L’est si solleva contro Kiev, la Crimea si unisce a Mosca 10 - Cap. IV: L’Ucraina nella morsa NATO-Mosca 11 - La formazione della Guardia Nazionale e l’inizio della resa dei conti nel miscuglio reazionario di Majdan 11 - Le sanzioni occidentali e le contromosse russe strumenti di pressione e di acutizzazione delle rivalità interimperialistiche 13 - Cap. V: La strada da seguire in Ucraina 15 - Sulle sanzioni si sa come cominciano ma non come finiscono 15 - La condotta e il ruolo del proletariato ucraino 17 - Non basta una Ucraina libera neutrale e federale. Ci vuole una Ucraina comunista ed internazionalista 18 - Cap. VI: Lo sviluppo della guerra civile in Ucraina 20 - L’autoproclamata “Repubblica popolare di Donetsk” 20 - La reazione violenta di Kiev e il tonfo dei tank governativi 21 - Il vertice di Ginevra travolto dall’inconciliabilità interna ed interimperialistica del conflitto 22 - L’attacco a Sloviansk un giorno di guerra preceduto da un forte sciopero dei minatori di Krasnodon 24 - Cap. VII: L’ampliamento delle sanzioni aggrava le condizioni dei lavoratori 25 - USA e U.E. aumentano le sanzioni contro la Russia 25 - Il massacro di Odessa e il macello di Mariupol una valanga di sale sulla piaga della spaccatura territoriale 27 - I referendum sudorientali dell’11 maggio modificano l’assetto politico costituzionale dell’Ucraina segnandone la prima linea di divisione 28 - La corsa alle presidenziali un processo di epurazione filo occidentale 29 - Lo sterminio dei separatisti mostrificati come terroristi l’obbiettivo principale della nuova dirigenza 30 - Cap. VIII: La guerra civile accende scontri bellici e spinge il nazionalismo nella contesa interimperialistica 32 - Il compito dei lavoratori nella bufera che infuria 32 - La nuova Direzione Poroshenko tra ingannevoli annunci di pacificazione e reale pugno di ferro 33 - L’abbattimento del quadrigetto II-76 delle truppe speciali 34 - La firma dell’accordo di associazione da parte di Ucraina Georgia Moldavia 35 - Poroshenko indossa l’uniforme e si eleva la guerra interna 36 - Cap. IX: Soltanto una sollevazione generalizzata dei lavoratori può mettere a tacere i cannoni e rimarginare la divisione dell’Ucraina 38 - Le dimissioni di Yatsenyuk un momento della crisi politico-sociale del g?overno 38 - Gli accordi di Minsk un compromesso temporaneo diretto al recupero da parte di Kiev del perso Donbass 39 - Gli inizi di formalizzazione politica della spaccatura mentre si progettano soluzioni di forza 41 - I lavoratori nella morsa della divisione territoriale e del conflitto interborghese. Più fronti di azione più unitarietà di lotta 43 - Risoluzione politica del 43° Congresso di Rivoluzione Comunista 45)

SERGIO ROSOLA -15 giugno 2003
A 10 anni dalla scomparsa del compagno Sergio

(INDICE: SERGIO ROSOLA 1952 - 2003 pag. 3 - LA GIOVENTÙ E L’ISTINTO DI CLASSE 3 - IL NUCLEO INTERNAZIONALISTA DELLA SIP 4 - IL MILITANTE COMUNISTA 8 - IL DIRIGENTE RIVOLUZIONARIO 9 - DOCUMENTI 11: Le principali prese di posizione del Nucleo Telecom 11; No ai carichi di lavoro. Per l’unità degli operai SIP e di quelli appaltati; Contro le intimidazioni dell’azienda scioperiamo domani 4 novembre 1977 11; L’esercito alla SIP. Organizziamo il comitato (1/8/1979) 12; Le chiavi non sono «uno strumento di lavoro» (29/3/1982) 14; Nel lavoro di oggi la morte è dietro l’angolo (1/5/1987) 15; Che fare contro il disciplinarismo (20/11/1989) 16; «Legalità padronale» - «Legalità operaia». (20/7/1993) 17; Rinnovo contrattuale e sindacato di classe (27/7/1995) 18; Organizzarsi, lottare, scioperare, contro il «diktat» dei licenziamenti (2/4/2000) 23; Per un contratto di settore a difesa degli interessi dei lavoratori. Contro il nuovo regolamento padronale della schiavitù informatica (25/5/2000) 25; 2500 dipendenti Telecom respingono il contratto di settore (16/10/2000) 28; Piattaforma per tutti i lavoratori del settore telefonico (13/3/2003) 29; Le principali prese di posizione come dirigente della Sezione di Milano 31; Il «patto di Milano» unisce la «razzia del lavoro» alla «tolleranza zero» (27/11/1999) 31; Contro la «fabbrica flessibile» strumento di super-sfruttamento dei giovani, ci vogliono organizzazione, decisione e metodi adeguati di lotta (20/9/2001) 33; Il disastro di Linate figlio dell’affarismo (9/10/2001) 36; Solidarietà con i lavoratori sanzionati ed inquisiti della SEA. La gabbia delle misure antisciopero si rompe con l’organizzazione di lotta (21/1/2002) 37; La “lotta per la casa” e’ un fronte della lotta contro il blocco di potere parassitario e reazionario (28/10/2002) 39; Sciopero generale contro la guerra imperialista per la guerra di classe (20/3/2003) 41; Gli interessi e i «diritti» operai si affermano e difendono solo con la forza (19/5/2003) 42)

Che cosa è stato il 12 dicembre
Strage di Stato, terrorismo fascista, ipocrisia democratica

Contro la violenza borghese
lotta rivoluzionaria
(Volantino della Sezione di Milano del 12 dicembre 1970 dopo l'uccisione di Saverio Saltarelli)

"L'AGITATORE COMUNISTA - organo dei gruppi studenteschi di Rivoluzione Comunista n. 11 - Dicembre 1970"
sull'uccisione del compagno Saverio Saltarelli

I GRUPPI DI ESTREMA SINISTRA
E L'ASSASSINIO DEL COMPAGNO SAVERIO SALTARELLI
("L'AGITATORE COMUNISTA n. 12 - Gennaio 1971")