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Associazione Pendolari Piacenza

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Ultimo aggiornamento del sito: 29 Gennaio 2010

Altre informazioni le potete trovare in Archivio o Lettere dai pendolari

Email per chiedere la rimozione dei dirigenti FS (versione.txt)
Email per chiedere la rimozione dell'Assessore Peri (versione.doc)
Email per revisione del progetto parcheggi Borgofaxhall
Altre info e dibattiti su Piacenza, provincia e pendolarismo sul Blog: PiacenzaSette
Da Piacenza a Milano in 20 minuti si può, basta volerlo!
Orario dal 14-12-2008 Piacenza-Milano REVISIONE del 6 dicembre
Orario dal 14-12-2008 Parma-Piacenza-Milano revisione 4 novembre 08
Tabelle di confronto IC prima e dopo il 14 dicembre 2008 (PDF 33Kb)
Accordo Comune-Provincia-TAV (non rispettato!!)
Protocollo Comune di Piacenza-FS (non rispettato!!)
Inaugurazione della TAV Milano-Bologna: guarda i filmati

Bonus per gli abbonamenti di febbraio (29/1/2010)

A febbraio tra Piacenza e Milano l'abbonamento a tariffa lombarda (non il Pontenure - Milano) dovrebbe essere scontato del 20% e quindi diventare più conveniente del Pontenure - Milano.

Leggete l'avviso ai viaggiatori (file .PDF 90Kb).

Aria di elezioni regionali (29/1/2010)

Il Sig. Alfredo rag. Peri, già assessore ai trasporti della nostra regione con l'avvicinarsi delle prossime elezioni regionali cerca di recuperare un decennio di disastrosa gestione del trasporto ferroviario con un regalino per ingolosire i pendolari.
Lo scorso 27 gennaio il Sig. Alfredo si è infatti affannato a chiedere un nuovo treno da Parma a Milano con arrivo previsto a Milano centrale per le 9.10 del mattino.

Le elezioni sono alle porte e la fretta del Sig. Alfredo è tanta, così si è affannato a richiedere l'entrata in servizio di quel treno il più presto possibile, senza attendere il nuovo orario ferroviario di giugno. Che strano, quattro anni or sono, a valle del disastroso cambio d’orario del dicembre 2005, quando vi sarebbe stato molto più bisogno di fare immediate modifiche all'orario, il signorino fingeva di litigare con le FS, ma non ha mosso un dito per cambiare gli orari. Eh già, ma allora mica c’erano le elezioni regionali.
Questa modifica invece verrà pure pagata dalla regione, senza considerare che il buco d’orario l’hanno creato le ferrovie, per giunta in questo periodo il servizio fornito ai pendolari si può definire peggio che inqualificabile, dunque si sarebbe potuto pretendere di avere quel nuovo treno senza sborsare altro denaro.

Sarebbe bello (per lei) Sig. Alfredo poter cancellare con un colpo di spugna tutti disastri che ha combinato in tanti anni. Purtroppo anche prendendoci a martellate sulla testa è dura dimenticarsi di chi nel dicembre 2005, incurante degli appelli dei pendolari, ha deciso di sostituire i treni Interregionali con gli Intercity; di chi ha autorizzato le ferrovie alla riduzione di carrozze e di posti a sedere senza dare alcuna penale; di chi invece di restituire ai viaggiatori il 100% delle penali pagate dalle ferrovie, preferisce ridare la maggior parte di quel denaro alle stesse ferrovie, comprando per loro motrici e carrozze nuove di pacca; di chi autorizza le ferrovie a far circolare treni con carrozze sporche, gelate. scomode e non funzionanti, fidandosi delle certificazioni propinate dalle ferrovie; di chi trova ogni scusa per foraggiare gli amici FS con nuove sovvenzioni; di chi si alza durante le riunioni ed esce dalla sala quando parlano i pendolari piacentini; di chi stipula i contratti di servizio ad uso e consumo delle ferrovie, senza minimamente ascoltare quello che suggeriscono i veri pendolari; di chi utilizza associazioni e comitati infarciti di tesserati di partito per far credere all'opinione pubblica che i pendolari stanno dalla sua parte; di chi ha permesso il sistematico allungamento dei tempi di percorrenza dei treni pendolari; di chi non fa nulla per consentire il transito dei treni pendolari sulle tratte ad alta velocità (costruite con i soldi pubblici); di chi autorizza ogni aumento dei biglietti voluto dalle ferrovie (+10% solo nell’ultimo anno, alla faccia dell’inflazione).

Persone come lei Sig. Alfredo sarebbe medio che invece di occuparsi della cosa pubblica si prendessero una lunga vacanza dall'altra parte dell'universo.

I deportati della Piacenza-Milano (28/1/2010)

Il 26 gennaio, giorno della memoria, giorno in cui nella stazione centrale di Milano si ricordavano i treni che negli anni dell’occupazione nazista partivano verso Auschwitz carichi di ebrei, la direzione di Trenitalia ha deciso di celebrare a modo suo la ricorrenza, facendo rivivere ai pendolari della linea Milano-Piacenza un travaglio che, seppur non paragonabile alla deportazione, ha rappresentato ben più che un semplice disguido. Verso le ore 16, infatti, per cause che rimangono da accertare, il deragliamento di un treno all’altezza di Secugnago ha portato lo scompiglio su tutta la linea. Vabbè, si dirà, un deragliamento non si può prevedere. Forse, ma resta da chiedersi come mai, nel giro di soli 10 giorni, per ben due volte (era già accaduto il 18 u.s.) un treno sia uscito dai binari a pochi chilometri di distanza da Piacenza, fortunatamente senza conseguenze per i passeggeri. Viene il sospetto che – malgrado l’ingente quantità di danaro incamerata dalle casse di Trenitalia - molto dipenda dall’incuria riservata a mezzi e strutture, dal momento che questa volta non ci si può appellare alle avverse condizioni meteo: a meno che, naturalmente, 15 fiocchi di neve non rappresentino per Trenitalia un ostacolo insormontabile.

Ma torniamo ai fatti. Il deragliamento, come un sasso lanciato in uno stagno, ha provocato una serie di ritardi di entità tale da paralizzare le stazioni milanesi. Se alcuni – pochi – fortunati pendolari hanno dovuto subire ritardi di “soli” 30-40 minuti, chiunque abbia cercato di tornare da Milano a Piacenza verso le 19 ha dovuto fare i conti con la soppressione di due treni consecutivi (nota bene: uno dei due, il 2287 per Bologna, secondo il sito di Trenitalia ha viaggiato regolarmente e con un trascurabile ritardo, peccato che la tratta percorsa si limitasse alla Piacenza-Bologna, con esclusione di quella Milano-Piacenza). I viaggiatori si sono dovuti rassegnare a salire su un convoglio partito alle 19.35 (già gravato da un ritardo di oltre 60 minuti) e giunto, dopo interminabili tribolazioni, alla stazione di Piacenza oltre due ore dopo, con un ritardo complessivo di oltre tre ore. Cause indipendenti dalla volontà dei movimentatori, dunque? Può essere: qualche pendolare di buon animo potrebbe pensarlo.

Nemmeno un santo però potrebbe giustificare quanto accaduto il giorno seguente, 27 gennaio, in occasione dello sciopero dichiarato dai dipendenti di Trenitalia. In tali circostanze, in genere, vi sono alcuni treni garantiti, che viaggiano in orario pendolari; fra questi, solitamente, l’8.04 da Piacenza (la fascia pendolare considerata dalle ferrovie per la mattina è tra le 6 e le 9). Bene, mercoledì 27 gennaio, gli altoparlanti annunciavano che il suddetto era stato soppresso; sul binario 3, però, era in arrivo (con un ritardo di 22 minuti) il treno delle 7.35 per Milano - Sesto San Giovanni. Quel treno è lento e in quell’occasione avrebbe fatto tutte le fermate; arricciando un po’ il naso i pendolari sono saliti sul regionale, convinti che si sarebbe comportato come l’8.04. Invece, con grande sorpresa e comprensibile rabbia di molti viaggiatori, il treno è partito alle 8.01, lasciando a piedi tutti coloro che sono costretti ad arrivare in stazione all’ultimo minuto. Interpellato sui motivi di tale scelta, il capotreno ha scaricato il barile sulle spalle del dirigente centrale operativo della stazione di Piacenza. Una persona che quindi dovrebbe ben conoscere le dinamiche e le esigenze del pendolarismo piacentino.

Anche questa volta le ferrovie invece di offrire un servizio hanno creato un pesante disservizio, aggravato dal fatto che si era in presenza di uno sciopero. Il treno ha poi fermato in tutte le stazioni successive accumulando un ritardo di oltre 50 minuti all’arrivo a Milano.
Su un ritardo complessivo di oltre 50 minuti facevano la differenza i 180 secondi che avrebbero permesso a tanti pendolari piacentini di salire su quel treno? Si può ancora parlare di cause indipendenti dalla volontà di Trenitalia?

Lo stillicidio dei ritardi continua (18/1/2010)

E’ trascorso più d’un mese dal cambio d’orario ferroviario, le nevicate prenatalizie sono per fortuna alle spalle, ma l’assestamento della circolazione ferroviaria non è ancora terminato e i pendolari piacentini non trovano pace sui binari. I troppi errori di progettazione del servizio fanno ora sentire tutto il loro peso. I ritardi di tutti i treni nelle fasce pendolari sono cresciuti a dismisura. Non esiste una fascia che offra un servizio almeno equivalente a quello dell’orario precedente. Non stiamo chiedendo un servizio dignitoso, facciamo semplicemente riferimento al già penoso orario precedente.

Al mattino per Milano si comincia coi regionali 2272 e 20416 in partenza prima delle sette. Sulla carta dovrebbero essere più veloci di prima, invece per i tanti lavoratori costretti ad arrivare entro le otto in ufficio non ci sono più speranze, se non prendendo il treno da zombi delle 6.22.
Il regionale 2122 delle 7.08, uno dei più importanti, ha accumulato ritardi fino ai 72’ del giorno 13 gennaio. Il treno delle 8.04 ha passato tutto il mese ad effettuare fermate straordinarie in Lombardia. Un controllore ci ha riferito che a seguito delle lamentele dei pendolari, la regione Emilia-Romagna ha vietato le fermate straordinarie in Lombardia. Il risultato è che ora quel treno viene quotidianamente fermato, non più nelle stazioni lombarde, ma appena fuori, obbligandolo a decine di minuti di sosta in attesa dell'arrivo o del sorpasso di altri treni della Lombardia. Sembra proprio che i treni e i pendolari emiliani in Lombardia abbiano gli stessi diritti dei lavoratori di colore a Rosarno, con la differenza che loro almeno se ne sono potuti andare. Noi invece quelle sfinenti mortificazioni, frutto anche della superficialità con cui la regione Emilia-Romagna approva le tracce orarie, dobbiamo continuare a subirle ogni giorno, almeno fino a quando non potremo portare i nostri treni sull’alta velocità.
La mattina termina col regionale R20400 con partenza ritardata alle 8.51. Oltre ad aver subito un allungamento di percorrenza, arriva a Milano sempre più in ritardo con orari insostenibili anche per chi è costretto a prenderlo dopo aver accompagnato i figli a scuola o all'asilo.

Di sera la situazione non cambia, tutti i treni per Parma, Bologna o Livorno tra le 17 e le 20 viaggiano con pesanti ritardi e, aspetto comune anche a molti treni del mattino, sono diventati stracolmi di viaggiatori rimasti orfani dei loro treni. Capita così che già a Lambrate non si trovi più posto e a Rogoredo non si riesca nemmeno a salire. La carenza di posti a sedere è anche dovuta all'enorme riduzione di carrozze imposta a molti treni. Dalle 13 carrozze di qualche anno fa, si è passati alle 10 di qualche mese fa per arrivare alle 7-8 di adesso. Per inserire nuovi convogli (lenti), e pretendere quindi altri soldi dalle regioni, le ferrovie hanno mutilato, di carrozze e personale, i treni esistenti. Si saturano così le tratte e si appesantisce la circolazione, con ovvie ripercussioni sulla puntualità e la disponibilità di posti su quei pochi treni pseudo-veloci rimasti. Basti pensare che in un’ora ad altissimo afflusso pendolare come tra le 17.40 e le 18.00 partono da Milano ben 3 treni diretti a Piacenza, tutti però fermano nelle stazioni intermedie e nessuno arriva velocemente nella nostra città. Le centinaia di pendolari piacentini di quella fascia sono così costrette ad ammucchiarsi, senza alcuna sicurezza, sui predellini e nei giunti tra le carrozze del successivo R2285 delle 18.20. Grazie a scelte come questa però gli assessori regionali ai trasporti possono vantarsi di aver incrementato il numero di treni-chilometro.
Quello che servirebbe ai piacentini nelle fasce pendolari è invece l’opposto, meno treni, meglio cadenzati, molto più veloci e con più carrozze (salvaguardando quindi il numero totale di “carrozze-chilometro”, un parametro più adatto dei “treni-chilometro” a valutare la quantità di servizio erogato). Questa soluzione produrrebbe due effetti interessanti: 1) ridurrebbe i costi del servizio (che è parametrizzato sul numero di “treni-chilometro”), quindi i soldi che le regioni versano alle ferrovie; 2) libererebbe molte tracce orarie per eventuali concorrenti. Ma Trenitalia non gradisce la concorrenza e molti amministratori, politici e soprattutto manager delle ferrovie, non amano disporre di meno denaro per gestire i tanti appalti ferroviari, è quindi molto probabile che il servizio continui a peggiorare per poter versare sempre più soldi nelle capienti tasche FS.

Dagli altoparlanti della stazione arrivano inutili frastuoni (18/1/2010)

Con il nuovo orario ferroviario è stata introdotta “un’innovazione” alla stazione di Piacenza. Dagli altoparlanti si sente continuamente una radio trasmessa a tutto volume. Una scelta veramente di cattivo gusto per chi la mattina arriva assonnato in stazione e non vede l'ora di trovare un po' di quiete e silenzio. Dagli altoparlanti, che ovviamente non sono HI-FI, arrivano suoni distorti, fastidiosi e inutili, oltretutto nel solito stile da propaganda nazionalsocialista dei tempi che furono. Faccio un esempio. Una delle sere prima di Natale, al rientro da Milano, con un'ottantina di minuti di ritardo per neve sulle spalle e un viaggio ad alta “compressione”, i viaggiatori hanno dovuto sentire da quegli altoparlanti i vaneggiamenti di chi alla radio annunciava con voce suadente che la neve non aveva causato problemi alla circolazione ferroviaria e che l'efficienza ed il comfort dei treni FS erano a disposizione dei viaggiatori nonostante le avversità meteorologiche.
Probabilmente a breve trasmetteranno anche la pubblicità, visto che alcuni nuovi grandi monitor sono già comparsi in diversi punti. V’immaginate nelle lunghe attese per i ritardi, oltre allo stress e all’arrabbiatura, doversi sorbire continui annunci pubblicitari?
Per contrastare queste scelte applico da tempo una soluzione molto semplice ma efficace. Ho deciso di non acquistare mai nessuno dei prodotti reclamizzati sotto qualsiasi forma in stazione o sui treni. Quando le ditte scopriranno che quella pubblicità potrebbe trasformarsi in un boomerang, ci penseranno bene prima di spendere soldi per tormentare ulteriormente i pendolari.

Lettere dai pendolari: Anche in città solo disagi per i pendolari (18/1/2010)

I pendolari sono trattati male non solo in treno, ma anche nel tragitto per arrivare in stazione. Io per esempio, come tanti altri vado in bici, passo da via Tibini (ed è un rally!), viale dei Mille (anche qui è un rally tra i cubetti di porfido sparsi nella via) per poi buttarmi alla spera in Dio nella rotonda .... e se la passo indenne alle 6.45 - 7.00 del mattino (c'è buio) devo fare lo slalom tra bus e camion di fornitori della mensa FS e di Borgofaxall e auto di pendolari. E’ vero che stanno facendo i lavori, ma non mi sembra stiano predisponendo una pista ciclabile ...anzi hanno ridotto lo spazio transitabile piratamente in bici (perché pedonale) davanti a Borgofaxall. Invece di far passare noi ciclisti e pedoni, il comune ha fatto una splendida aiuola per i fannulloni che quest'estate di sicuro bivaccheranno lì!
Il ritorno è ancora più difficile perché manca anche l'ingresso in rotonda (sempre dalla parte di Borgofaxall). E’ giusto che le macchine abbiano un senso unico, ma per le bici si potrebbe predisporre una pista ciclabile che porti dal deposito biciclette a via dei Mille. Non mi sembra una cosa assurda, mi meraviglia che nessuno ci abbia pensato visto che si vuole tanto ridurre il traffico automobilistico! Se piove è un dramma anche per i pedoni: avete presente il percorso obbligato da transenne? Ecco a metà diventa un guado, ma che problema c'è, tanto ti lava anche il bus o l'automobilista che sfreccia sulla pozzanghera da parte a te! Non si trovino scuse con i lavori in corso: sono mesi che vanno avanti. Il povero pendolare può accettare un disagio di una settimana, ma il disagio di mesi no! Ma è possibile che nessuno si (pre)occupi di noi? Provino Reggi e Brambati a passare una mattina presto ed una sera verso le 19 per verificare di persona.

Lettere dei pendolari: Disastroso il servizio pendolari del mattino presto. Appello di molti viaggiatori a Peri (18/1/2010)

Egregio Rag. Peri,
Con la presente intendo portarLa a conoscenza dei gravissimi disagi, che Lei senz’altro già conoscerà, che dobbiamo sopportare noi pendolari piacentini dopo la sciagurata decisione di Trenitalia di invertire gli orari dei treni del mattino e più precisamente: anticipare la partenza del treno 20416 dalle 6.48 alle 6.43 e posticipare la partenza del treno 2272 dalle 6.43 alle 6.48.
Questa astuta mossa ha così generato il quotidiano ritardo di quei treni a Milano Rogoredo (ogni giorno minimo 10 minuti entrambi), stazione che dovrebbero raggiungere da orario rispettivamente alle 7.30 e alle 7.29. Un solo minuto di differenza, neanche fossero le celebri ed inimitabili ferrovie nipponiche. Questi ritardi hanno poi, come Lei certo immaginerà, effetti devastanti sulle coincidenze con i treni del passante. Insomma se prima col 2272 (in partenza da PC alle 7.43) si giungeva in ufficio alle 7.58 – 8.00, ora col medesimo treno, quando va bene, si arriva alle 8.20 - 8.25!
Trascuro il 20416, che da orario dovrebbe giungere in stazione un minuto dopo. Le chiedo quindi, e con me tanti miei sventurati compagni di viaggio, di attivarsi celermente al fine di ripristinare almeno la situazione precedente.
Per pura carità di patria sorvolo sui disservizi relativi al rientro con le “FRECCEBIANCHE” ex 16.00 ora 16.35, ex 17 ora 17.35 e buco delle 19.00.
Auspicando un suo significativo e rapido intervento Le inviamo distinti saluti

Lettere dai pendolari: Abbonamento col prezzo maggiorato, chi paga per l’errore? (18/1/2010)

Il 30/12 mi reco alla biglietteria per il rinnovo dell'abbonamento Pontenure-Milano. Con mio stupore mi è stato detto che le tariffe erano cambiate e il costo di tale abbonamento era aumentato, superando il costo dell'abbonamento Piacenza-Milano, che quindi risultava essere il più conveniente. Dopo brevi discussioni al riguardo con il bigliettaio, ho dovuto accettare tale realtà, considerandola come ulteriore beffa ai danni dei pendolari, soprattutto in considerazione degli enormi ritardi subiti “causa maltempo” la settimana di natale. Ho così comprato l'abbonamento Piacenza-Milano al costo di 74 Euro, invece del consueto Pontenure-Milano (69 Euro).

Solo successivamente, ho scoperto da altri pendolari che hanno rinnovato l'abbonamento in gennaio, che hanno acquistato regolarmente il Pontenure-Milano all'usuale prezzo di 69 Euro. Pensavo il mio fosse un caso isolato, dovuto all'incompetenza dell'operatore di turno della biglietteria, tuttavia altri pendolari mi hanno fatto notare che molti altri che hanno rinnovato negli ultimi giorni di dicembre hanno avuto lo stesso problema.

Lettere dai pendolari: Diario pendolare 4a puntata (12/1/2010)

12 gennaio. Pendolari ammassati, la “suina” ci andrà a nozze!?!?
Non si capisce assolutamente il motivo che ha spinto Trenitalia a ridurre il numero di carrozze che compongono il treno R2274 (Bologna-Milano), considerando che questo convoglio, con l'entrata in vigore del nuovo orario 2010, raccoglie anche quei viaggiatori (non necessariamente pendolari) che fino al 13/12 scorso viaggiavano con ES*9776 Bologna-Milano.
Non siamo noi a non capire, ma è la decisione presa dai "soloni" che organizzano il trasporto ferroviario che è semplicemente assurda e incomprensibile! Non resta quindi che viaggiare tutti i giorni in carrozze vecchie e luride, stracolme di passeggeri, spesso non riscaldate (se non tramite il calore emanato, appunto, dalle persone stesse ammassate ovunque l'una contro l'altra).
Come descritto sopra, anche stamattina, a bordo del R2274, i pendolari da Piacenza in poi hanno potuto viaggiare "cheek-to-cheek" aggrappandosi con un braccio al portapacchi e con l'altro alla persona o al sedile più vicini: lascio solo immaginare quanto si sia aggravata la situazione a Lodi, dove sono salite tantissime persone!
Se a tutto ciò aggiungiamo che il viaggio è durato anche 11 minuti in più NATURALMENTE SENZA NESSUN TIPO DI MOTIVAZIONE!!! Possiamo avere una "fotografia" abbastanza realistica delle condizioni disumane in cui abbiamo viaggiato anche oggi, a causa del DISSERVIZIO CRONICO "offerto" e del menefreghismo più totale mostrato puntualmente ad ogni viaggio da Trenitalia nei confronti di noi poveri pendolari.
Alla stazione di Rogoredo è terminata la "Via Crucis" quotidiana. Si legge in questi giorni
che l'allarme legato all'influenza "suina" sarebbe stato un bluff; io posso solo affermare che se riusciremo a superare "indenni" l'inverno, date le condizioni quotidiane di viaggio assolutamente "favorevoli" al contagio, potremo gridare ad un piccolo miracolo!

100.000 contatti per il nostro sito! (7/1/2010)

Il 2009 si è chiuso positivamente per il nostro sito. I contatti complessivi dall'apertura, avvenuta 9 anni fa, sono stati oltre 100.000 di cui oltre 20.000 solo nell'ultimo anno.
Un risultato gratificante se si pensa che questo sito di norma non viene aggiornato quotidianamente.

L'informazione e la circolazione delle idee sono alla base della democrazia. Con questo sito manteniamo viva la voce dei pendolari che tanti potenti vorrebbero zittire.
Continuate a seguirci per tenere viva l'attenzione sui nostri problemi e continuare la battaglia per la tutela dei nostri diritti.

Lettere dai pendolari: Diario pendolare 3a puntata (7/1/2010)

Questa mattina (28/12) ho viaggiato con il treno R2274 che nel tratto Piacenza-Lodi ha accumulato solo qualche minuto di ritardo. Alla stazione di Lodi però è successa una cosa strana e preoccupante: la voce metallica ha annunciato che il nostro treno, prima di Milano, avrebbe effettuato fermata in tutte le stazioni tranne in quella di Tavazzano.
A bordo ci siamo scambiati sguardi increduli e per l'ennesima volta rassegnati. Dopo qualche istante, una voce umana rettifica quanto detto sopra e avvisa che il treno fermerà a Rogoredo e Lambrate , come sempre....
In realtà il treno si è poi fermato diversi minuti alle porte di tutte le stazioni intermedie avallando quindi l'annuncio effettuato per sbaglio nella stazione di LODI; è stato infatti instradato sulla linea storica e si è mantenuto in scia ad un tragico regionale che fermava in tutte le stazioni!

Non è mai superfluo ripetere che tutto ciò avviene sempre nel più totale menefreghismo nei confronti dei pendolari, senza avvisarli, senza metterli al corrente di nulla, lasciandoli in balia delle malefatte quotidiane del servizio ferroviario più vergognoso della terra!!

Il quarto mondo è qui! Il servizio ferroviario fa schifo, viviamo quotidianamente nell'emergenza; quando saliamo in treno non sappiamo se arriveremo, se torneremo, quante ore trascorreremo a bordo di carrozze sporche e invivibili.
Un sentito grazie a Trenitalia che si diverte a rovinarci quotidianamente l'esistenza!
Per la cronaca il treno R2274 ha raggiunto la stazione di Rogoredo con 19 MINUTI DI RITARDO anche se il sito ufficiale di Trenitalia ne indicava 17...

Adiconsum chiede a Trenitalia i bonus per risarcire i passeggeri (31/12/2009)

Adiconsum chiede a Trenitalia di prevedere bonus per risarcire i passeggeri dei disagi causati dal blocco della circolazione di una settimana fa. Adicumsum ha anche preparato un vademecum sui diritti dei passeggeri del trasporto ferroviario.
Per saperne di più leggi il documento ADICONSUM (file PDF 132Kb)

Disservizi emblematici (24/12/2009)

Quello che sta succedendo in questi giorni al sistema ferroviario italiano è qualcosa di emblematico. A dispetto delle rassicuranti, ma fasulle, affermazioni dell’amministratore delegato, decine di migliaia di viaggiatori e pendolari sono rimaste bloccate in totale assenza di un servizio pubblico che invece dovrebbe essere garantito in ogni modo, soprattutto perchè le previsioni meteo erano note da tempo. Treni soppressi per ore senza fornire per tempo uno straccio di pullman sostitutivo. Centinaia di passeggeri abbandonati a se stessi, al gelo sui binari senza alcuna informazione reale a parte l'inutile blaterare dell'altoparlante che vomitava giustificazioni del tutto inverosimili, come il riferimento alle “avverse condizioni meteorologiche”, quando invece il cielo era completamente sereno e la neve abbondantemente sciolta dal sole.

Le ferrovie chiedono, a chi procura ritardo ai suoi treni, un risarcimento superiore a 500Euro per ogni minuto di ritardo causato. In questi giorni abbiamo potuto toccare con mano la disorganizzazione, la negligenza, l’imperizia e l’incompetenza di chi avrebbe dovuto sorvegliare e manutenere il sistema ferroviario. Chi risarcirà noi viaggiatori per i disagi subiti?
Purtroppo il peso politico delle ferrovie è tale che ancora una volta tenteranno di giustificare l'accaduto con la solita scusa delle “cause di forza maggiore”, sperando di affossare le giustificate denunce dei viaggiatori.

Pensiamo che le cause di questi disservizi non debbano finire come sempre nel dimenticatoio, nascoste dalle poco verosimili motivazioni che ogni volta vengono sbandierate dal management ferroviario.
Sappiamo bene che gli scambi sono riscaldati e devono essere adeguatamente manutenuti per poter funzionare anche in condizioni di ghiaccio. E’ anche possibile evitare la formazione di ghiaccio sulle linee aeree, altrimenti non si capisce come nei decenni precedenti si sia potuto convivere con questo fenomeno e come mai in paesi come la Finlandia circolino regolarmente i treni. Senza andar troppo lontano basti dire che le Ferrovie Nord hanno avuto problemi di molto inferiori, correlati all’irrisoria quantità di neve presente. Sarebbe forse bastato organizzare il transito periodico, anche nelle ore notturne, di qualche motrice, per scongiurare la formazione di ghiaccio sulla linea ed evitare gli ingenti danni economici procurati ai viaggiatori a seguito del suo danneggiamento.

Sembra invece che le FS abbiano ormai perso ogni competenza in materia di trasporto ferroviario, forse colpa delle stratificazioni di burocrati nominati in base a logiche non sempre meritocratiche.
Non resta che confidare che la giustizia faccia il suo corso ed abbia il coraggio di affondare la lama del diritto in quel grasso ventre ripieno d’inefficienza che sono le ferrovie italiane.

23 dicembre 2009: altra giornata da dimenticare (24/12/2009)

La mattina del 23 dicembre 2009 è stata bloccata l'intera circolazione da e per Milano causa "ghiaccio". Il tutto mentre splendeva il sole, il cielo era sereno e la neve si scioglieva. Nessun pulman sostitutivo è partito nelle fasce pendolari da Piacenza. Nessuna informazione utile ai viaggiatori è stata fornita per ore dagli altoparlanti, solo inutili scuse e giustificazioni.

Foto ritardi

Per chi non lo sapesse i treni pendolari viaggiano in queste condizioni (23/12/2009)

R2285 venerdì 18 dicembre 2009 (18.20 da Milano centrale diretto a Bologna)
Foto1, Foto2

R2122 lunedì 21 dicembre 2009 (da Bologna per Milano, partenza alle 7.08 da Piacenza)
Foto1, Foto2, Foto3

Ovviamente moltissimi treni sono in queste condizioni, solo che non sempre si ha una fotocamera sottomano per documentarle. Chissà quale penale prevede il contratto di servizio della Regione Emilia Romagna per le carrozze in queste condizioni?

Lettere dai pendolari: Dichiarazioni di Moretti, inaffidabili come il servizio che propina ai viaggiatori (23/12/2009)

Vedo sul sito di Repubblica un video in cui l'amministratore delegato Moretti sostiene che la situazione è eccezionale come nell'85 e '86. Se ben ricordo in quegli anni scese quasi un metro di neve, oggi siamo attorno ai 20 cm, peraltro ampiamente previsti da diversi giorni!
Come può fare un'affermazione del genere, e mi chiedo come una testata seria come Repubblica possa permetterglielo senza smentirlo!
Oggi pomeriggio (21 dicembre) ho trascorso circa due ore nel gelo della stazione centrale di Milano, nell'attesa che Trenitalia di degnasse di dire quando un treno sarebbe partito alla volta di Piacenza. Gli annunci agli altoparlanti si affannavano a dare informazioni sull'alta velocità (anche questa falcidiata da ritardi e soppressioni), per tutti gli altri il nulla, si parlava solo di "soppressioni mirate".
Io dico che con 20 cm di neve è normale, in un Paese civile aspettarsi ritardi contenuti, ma visto che una corretta manutenzione costa e che le risorse sono state tutte dedicate all'alta velocità, quanto meno Trenitalia potrebbe sforzarsi di dare quanto meno informazioni. Non chiedo molto, solo una comunicazione del tipo "il primo treno utile sulla direttrice per Bologna è il ...... pronto al binario ... che partirà alle ore ....." evidentemente è chiedere troppo.

Altra lettera (spedita a Corriere.it, FS e a noi in copia)

Forse l'ing. Moretti non sa che nel 1985/86 vennero 90 - NOVANTA - cm di neve non 15/20 come in questi giorni!
Qualcuno può per favore fermare l'arroganza di quest'uomo? Ma possibile che oltre a subire disagi (!?) dobbiamo sentire queste dichiarazioni? Ho messo in Cc l'ufficio pubbliche relazioni di Trenitalia: a voi mi rivolgo per consigliare il vostro "capo" prima di dare alla stampa simili dichiarazioni...
Colgo l'occasione di "invitare " l'ing. Moretti a provare l'ebbrezza di viaggiare sui magnifici treni dei pendolari (non credo che abbia mai provato un treno che non fosse l'alta velocità), solo per una settimana e senza "avverse condizioni atmosferiche", in modo che capisca cosa significa fare il pendolare.
PS: qualora decidesse di accettare l'invito, gli consiglio di seguire il suo stesso consiglio: portarsi un panino, dell'acqua ...
(riferimento Corriere)

Altra lettera

Caro ing. Moretti,
ritardi e cancellazioni da paesi da terzo mondo da Voi giustificati da qualche grado sotto lo zero e qualche fiocco di neve, eppure non siamo all'equatore ed eventi del genere sono, in questa stagione, tutt'altro che eccezionali.

La informo quindi che, in questo momento, nel paese di Babbo Natale, l'IC 49 partito da Helsinki alle 13:06 è arrivato, dopo quasi 900 km, tra gelo siberiano e tempeste di neve, a Rovaniemi alle 22:27 con ben 1 minuto di ritardo (vd. "Rovaniemi_train.jpg", oppure consulta il seguente sito) ).
Eppure lì la temperatura è ben più rigida che da noi (vd. "Lapland_meteo.jpg") e la neve ben più abbondante (vd. la foto in live webcam della casetta degli elfi, "SantaClausLiveWebcam.jpg").

Le consigliamo vivamente di andare a seguire uno stage dalle parti di Babbo Natale, anziché continuare a raccontarci le solite favole... per il suo, ma soprattutto per il bene di milioni di pendolari italiani! Noi non siamo nel paese dei balocchi...
Buon Natale.

Altra lettera

Le nevicate di questi ultimi giorni hanno dimostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, la totale incapacità di una certa classe dirigente ad affrontare e risolvere i problemi. Sono bastati 20 cm di neve per mandare in crisi aeroporti, ferrovie, e servizi pubblici urbani. Tutti i manager si sono affannati a trovare giustificazioni, anche preventive, e a fare improbabili comparazioni con altre situazioni geografiche o del passato, in verità per nulla simili.
L'abilità di questa classe dirigente, che non proviene dalla gavetta ma da nomine politiche o di vario genere, non sta nel conoscere, affrontare e risolvere i problemi, ma nella capacità di creare giustificazioni plausibili sia per l'opinione pubblica che per la classe politica che l’ha posta sulle poltrone che occupa. Classe politica che spesso unisce una scarsa competenza tecnica dei problemi, insufficiente per controbattere alle idiozie che le vengono propinate, ad una conoscenza fortemente alterata dello stato reale dei fatti.
Penso valga la pena riflettere su come questo sistema, solo all'apparenza “democratico”, stia producendo caste di personaggi autoreferenziati che nulla hanno a che vedere con il vero progresso di una società civile.

Lettere dai pendolari: Diario pendolare 2a puntata (23/12/2009)

14-12-2009 S.Lucia non ha portato in dono la puntualità...
Niente di nuovo da segnalare, a parte il nuovo orario di Trenitalia.
Al mio arrivo nella stazione piacentina (h.8 circa),spiccava sul tabellone il RITARDO del R2122 (delle h.7:08) BEN 65 MINUTI!!!
Il mio R2274, al quale è stata spostata in avanti la partenza di 5 minuti, è partito in orario,
ma ha rallentato lungo la tratta e ha accumulato i soliti 4/5 min.di ritardo.

E' già stato segnalato da altri pendolari piacentini che,dopo le 8:04, da Piacenza verso Milano c'è IL NULLA; quindi da oggi in poi E' VIETATO DORMIRE UN SECONDO IN PIU'!!?? non c'è più la valvola di sicurezza delle h.8:08 perché è stata sostituita da un treno FRECCIABIANCA che parte da PC alle 8:41!!

Ringrazio sentitamente Trenitalia per averci fatto questo dono!!!!

21 dicembre 2009: Agonia di una giornata in ferrovia (22/12/2009)

Nel fine settimana le ferrovie hanno avuto tutto il tempo per recuperare i disagi prodotti dalla leggera nevicata di venerdì 18 dicembre, seguita da due giorni con assenza di precipitazioni e anche un po' di sole. Nessuno poteva immaginare invece che lunedì 21 dicembre la situazione sulle linee italiane forse ancora criticissima con la maggioranza dei treni soppressa o in fortissimo ritardo. Soppressi i treni regionali: R20416 delle 6.43, R2272 delle 6.48, R2912 delle 7.35 l’R2274 delle 8.04. Praticamente l’80% dei treni pendolari da Piacenza a Milano. Pesanti ritardi per i treni R20408 delle 6.13 (45’), R2122 delle 7.08 (23’) stracolmo di gente vista la soppressione dei due treni precedenti, R20422 delle 7.21 (26’), R20400 delle 8,51 (oltre 45’). Ovviamente in ritardo anche Espressi, IC ed EScity, in particolare l'IC 782 che vantava innumerevoli ore di ritardo.

Beffati i viaggiatori del treno R2274 soppresso senza provvedere ad alcun servizio sostitutivo. A dispetto del servizio il treno regionale R20424 in ritardo è stato fatto partire 5’ prima dell'orario del 2274 lasciando così ai piedi la maggioranza delle centinaia di viaggiatori che utilizzano quel treno. Ovviamente nessuno degli addetti alla stazione/circolazione ha pensato al disastro colposo arrecato ai viaggiatori rimasti a piedi. Atteggiamento ancor più deprecabile è la motivazione data per evitare fermate straordinarie al successivo espresso E830. È stato detto che non c'era bisogno di fermare l'espresso in quanto dopo la partenza dell'espresso, avvenuta verso le 8.14, era partito il regionale R20424. Falso perché l’R20424 è partito prima delle 8.00. Ricordiamo che per molto meno i colleghi lombardi riescono a far fermare i treni emiliani senza che nessuno si preoccupi del danno procurato a chi subisce il rallentamenti. Ai pendolari emiliani invece è stata ancora una volta negata la possibilità di utilizzare un servizio alternativo come l'espresso E830 negando le fermate richieste per Lodi, Rogoredo e Lambrate, sebbene il suddetto treno abbia poi di fatto fermato ripetutamente fuori da quelle stazioni e, come se non bastasse, dato l'orario enormemente dilatato è persino arrivato a Milano Centrale con oltre 10’ di anticipo. È la dimostrazione che quelle fermate si sarebbero potute effettuare senza recare il minimo danno ai viaggiatori dell’espresso. E’ l’ennesima dimostrazione dell'incompetenza, inettitudine, e falsità che contraddistinguono il personale addetto alla definizione della circolazione dei treni.

Le palle raccontate ai pendolari però non finiscono qua. Visto che sono state esaurite tutte le scuse possibili per giustificare i ritardi, visto che tutta la tratta Piacenza - Milano presentava una quasi totale assenza di neve sui binari, con le traversine ben visibili, visto che non si poteva più dire che era colpa degli scambi ghiacciati perché si sarebbe dovuto ammettere di non aver effettuato le necessarie manutenzioni sui sistemi di scongelamento, l'ultima scusa inventata dai manager FS (devono averne assunto qualcuno creativo solo per trovare scuse nuove) è quella delle “rotaie ghiacciate”. Un controllore ci ha infatti detto che il ghiaccio sui binari obbliga il treno a fermarsi 8km dopo l'inizio della frenata. Facciamo notare a quel controllore e a tutti i suoi colleghi capziosi che non solo non c'era ghiaccio sulle rotaie, ma se anche così fosse, il peso del treno è tale da sbriciolare il ghiaccio sulla rotaia, oltretutto il transito del primo treno elimina di fatto il problema per i treni successivi; soprattutto nel caso in cui, come era il 21 dicembre mattina, non erano in corso altre precipitazioni.
Il ghiaccio era invece presente sulle sei carrozze di coda del treno partito alle 9.15 da Milano centrale in direzione Mantova. Quel treno aveva solo le prime due carrozze di testa aperte. Nessun controllore si è però degnato d’informare i poveri disgraziati che in fondo al treno tentavano invano di aprire le porte che non si trattava di un treno abbandonato come sembrava essere guardandolo dall’inizio del binario 13 di Milano centrale, ma che in testa si poteva salire. Così molta gente se l'è visto partire davanti senza poter nemmeno capire di cosa si trattava.

In risposta alla mattinata di forti emozioni regalate da FS ai viaggiatori fanno eco i treni della sera, anch'essi completamente allo sbando, per una nevicata che alle 17 aveva lasciato sul terreno solo pochi centimetri di neve. Addirittura un treno EScity dopo ore di agonia tra Milano Centrale e Milano Lambrate è dovuto rientrare in retromarcia all'ovile causa guasto, abbandonando i viaggiatori al proprio destino. Era incredibile vedere mamme con carrozzine e figli al seguito perse nella bolgia dei sottopassaggi di Milano Lambrate senza nemmeno capire da che parte dovevano dirigersi per cercare un altro treno che le portasse destinazione.

A fronte di tutto questo ci sentiamo dire dal signor FS che solo il 5,6% dei treni regionali è stato soppresso. Farebbe meglio, quel signore, invece di strapagare manager e sparpagliare soldi pubblici a destra e a manca per avere in cambio dei treni catorcio (dai regionali agli Eurostar), ad andare a studiarsi come fanno in certi paesi, dove la neve è presente per sei mesi all'anno, a far funzionare i treni molto meglio che da noi, senza il bisogno di raccontare frottole ai viaggiatori e all’opinione pubblica. Visto che siamo sotto Natale è bene che le sue “palle” se le tenga appese all’albero.

Scarica la trasmissione "Mi manda Rai 3" con i pendolari piacentini (21/12/2009)

Ci è stato segnalato che è disponibile in rete il dibattito sul pendolarismo (60 MB) mandato in onda con la nota trasmissione di Rai3 che venerdì 17 dicembre si è collegata in diretta con l'Associazione pendolari di Piacenza per discutere i problemi del servizio ferroviario.

Il nuovo orario mostra subito tutte le sue pecche (21/12/2009)

Un pessimo inizio per il nuovo orario ferroviario. Ritardi su tutti i treni, carrozze chiuse, ghiacciate e perfino un treno in fiamme: l’R2285 che il 17 dicembre è stato soppresso a Lodi dopo oltre mezz’ora d’illusori annunci sulla sua ripartenza. Il treno R2122 delle 7.08 per Milano, uno dei pochi che erano affidabili, è diventato imprendibile. Ci sono poi i 17 minuti d’attesa a Piacenza, previsti da orario, per i passeggeri dell’R2274 in partenza alle 8.04 per Milano. Si chiama “polmone per nascondere i ritardi”, è uno dei tanti con cui Trenitalia ha infarcito il nuovo orario col benestare della regione Emilia Romagna che così regala agli amici FS ricchi sconti sul fronte penali. Tornate copiose anche le fermate straordinarie che quel treno effettua nel regno di Lombardia e la penosa via crucis prima di Casalpusterlengo, con annessi ritardi, causa nuova precedenza a un treno locale per Pavia.
Sulla bretella che da Tavazzano porta alla linea veloce per Milano è comparsa la nuova fermata (la quattordicesima tra PC e MI-Centrale) per consentire agli Eurostar di passarci davanti.

Interrotto a Lodi, per ora solo in fascia non pendolare, il servizio dei treni che effettuavano tutte le fermate. Per oltrepassare Lodi ora si deve cambiare in quella stazione. Questo comporta oltretutto il raddoppio dei treni sulla linea con ovvi rischi per la circolazione e la puntualità. Ma vi sono anche due vantaggi non indifferenti, solo per FS però: 1) Trenitalia può finalmente chiedere più soldi perché fa circolare più treni; 2) si saturano le tracce orarie e non ci sarà più spazio per un’eventuale concorrente. Con più treni in circolazione però sembra corretto dover aumentare i finanziamenti. Ma siamo sicuri che non sia il solito giochino delle tre carte che rosicchia carrozze ad altri treni per creare quelli nuovi? Il parametro utilizzato per valutare la quantità del servizio è infatti il numero di trenichilometro, non il numero di carrozzechilometro come dovrebbe essere. Quindi che il treno abbia una o 13 carrozze non fa differenza. E’ chiaro che conviene far circolare molti treni con poche carrozze per far risultare un incremento del servizio e aspirare quanti più soldi possibile dalle amministrazioni. Con più treni però serve perlomeno più personale ed infatti sono ricomparse le carrozze chiuse per mancanza di personale, segnalate sull’R2283 e sull’R2287 in partenza da Milano. I passeggeri rimasti in piedi ringraziano.

In tutto questo sfacelo un treno in anticipo però c’è stato. E’ l’R20409 in partenza alle 18.50 da Milano Lambrate che il 14 dicembre scorso, a dispetto degli 8 minuti di ritardo alla partenza, è arrivato a Piacenza alle 19.48, con ben 5’ d'anticipo. È la dimostrazione che quel treno, come moltissimi altri, potrebbe percorrere la stessa tratta impiegando 13 minuti in meno.
Tante lamentele anche per l’eliminazione degli Eurostarcity, in particolare quello delle 19.00 da MI-Centrale. A quell’ora restano solo treni lumaca. Così in quella fascia oraria anche Milano Centrale s’adegua, con 4 anni di ritardo, al buco di servizio veloce per i pendolari piacentini, già presente dal 2005 in altre stazioni milanesi.
Molti di coloro che hanno sborsato 110Euro (+ i 323Euro messi dalla regione Emilia Romagna) per viaggiare per tutto il 2009 anche su Intercity ed Eurostarcity, in questi ultimi 15 giorni dell’anno sono rimasti senza treno. Trenitalia dovrebbe restituire a quei viaggiatori e alla Regione quantomeno un ventiquattresimo della somma percepita. Sono quasi 18 Euro per abbonamento che moltiplicati per le molte migliaia di orfani da Intercity/EScity rappresenta un bel gruzzoletto. Vogliamo scommettere che anche questa volta la Regione Emilia Romagna si guarderà bene dal farsi ridare quei soldini?

Dietro le quinte del collegamento a Mi manda Raitre (21/12/2009)

Come forse alcuni sapranno venerdì scorso l’associazione pendolari di Piacenza ha partecipato, con un collegamento in diretta, alla trasmissione “Mi manda Raitre”. Una bella e meritata gratifica per i tanti sforzi dedicati all'impari confronto col colosso di Stato, monopolista del servizio ferroviario. Ovviamente la controparte FS, seppur invitata in trasmissione, non s’è presentata. Il tempo previsto dalla scaletta per affrontare la nostra questione era di 25 minuti, ma il dilungarsi della querelle sui metodi dimagranti ha ridotto a meno d’un quarto d'ora l'angolino dedicato ai pendolari e a pochi minuti lo spazio riservato al nostro collegamento. Solo il presidente Fittavolini è riuscito a dire qualcosa; all'avvocato Fantigrossi, che avrebbe potuto dare utili indicazioni su come e perché avviare cause contro Trenitalia, è stata tolta la parola dopo poche frasi. Per i tanti pendolari presenti in sede nemmeno il piacere di farsi sentire con qualche coro di disapprovazione. E’ vero, sarebbe servita un'intera trasmissione per snocciolare tutti problemi con un contraddittorio, invece l’incalzante ritmo televisivo ha imposto i suoi tempi per non compromettere sua maestà l’indice d’ascolto.

Nonostante l’ingrata nevicata tanti pendolari si sono stipati nella piccola sala per raccontare degli eterni e infiniti problemi che ormai saturano d’inefficienze il servizio ferroviario e smascherare le falsità di chi ne propaganda le virtù fasulle. Purtroppo a nessuno è stato lasciato il tempo di esprimersi. Sentiamo di doverli ringraziare tutti a cominciare da quei genitori che si sono fatti in quattro per riuscire a partecipare. La nostra fatica però non è stata vana. Noi, gente comune che non cerca la fama mediatica, siamo andati in onda davanti a milioni di persone per riaffermare, anche solo con la nostra presenza fisica, che in questo paese il servizio ferroviario tutto sta colando a picco.
Un altro grazie va ai tecnici che hanno organizzato il collegamento lavorando in condizioni proibitive. Abbiamo saputo che il rutilante mondo televisivo, coi compensi da favola ai conduttori e i dorati cachet per gli invitati, è assai lontano dalla loro realtà quotidiana, fatta di lavoro precario, subappaltato, senza i più elementari diritti come avere il tempo per pranzare o cenare.
Invece d’infestare l’etere con tante inutili banalità, sarebbe opportuno che in TV si parlasse più spesso, con tutto il dettaglio necessario, di come è la dura vita di coloro che in questo paese subiscono i nefasti effetti dell'opportunismo altrui.

Lettere dai pendolari: Milano Greco-Pirelli stazione dimenticata da Trenitalia (21/12/2009)

Sono una studentessa universitaria che da Piacenza, ogni mattina si sposta a Milano per studiare. Sfortunatamente ho scelto un corso che mi porta ogni mattina alla volta di Milano Greco-Pirelli, stazione ben poco servita dalle ferrovie dello stato. Faccio quindi tanta fatica, tra coincidenze e vari cambi di treno, ad arrivare in orario. Guardando i nuovi orari notato che per me sarà un vero e proprio supplizio. La mattina, avendo ritardato il treno delle ore 7.59 alle 8.04, spero vivamente di continuare a prendere la coincidenza per Seregno delle 8.53, già poco rispettata quando il treno partiva 5 minuti prima. Noto inoltre un gigantesco buco tra le 14 e le 16, possibile che nessuno oltre alla sottoscritta abbia bisogno di un treno che arrivi alle 16 a Milano? Per il ritorno poi è una tragedia anche peggiore...
Non vedo più il treno delle 12.12 da Lambrate, che riuscivo a prendere con il passante per San Cristoforo. Dalle 11.30 alle 14… dovrei forse prendere il treno delle 12.26 per Codogno e poi cambiare per arrivare a Piacenza alle 13.28? Ahimè è scomparso il mio amato 16.10 da Lambrate, con arrivo a Piacenza alle 17.28. Grave! So che le lamentele di una singola persona non valgono molto, ma mi sembrava giusto far presente che non solo i lavoratori che ogni giorno scendono a Rogoredo o Lambrate sono importanti, ma anche tutte quelle persone che, oltre ad impiegare un’ora di pullman per arrivare alla stazione di Piacenza, devono poi sprecare giornate intere per la mancanza di coincidenze, o treni.

Lettere dai pendolari: Bonus abbonamento dicembre, questione di lessico (21/12/2009)

Sono un pendolare e uso un abbonamento Milano-Piacenza IC con estensione regionale. Qualche giorno fa ho trovato in stazione un avviso di Trenitalia che annunciava uno sconto del 20% per l'acquisto di abbonamenti su questa tratta per il mese di Dicembre. Il comunicato parla di bonus per tutti i titolari di "abbonamento mensile", il che in italiano dovrebbe indicare ogni tipo di abbonamento: regionale, IC, ES e tutta la giungla di combinazioni escogitate da Trenitalia. In italiano però. In Trenitaliano invece no: mi è stato spiegato che "abbonamento" significa solo "abbonamento regionale", e in base a questa forzatura lessicale mi è stato negato il bonus.
A parte il fatto che viaggiano in ritardo anche gli Intercity, se ho acquistato l'abbonamento con estensione ai treni regionali è perché mi capita spesso di viaggiare anche con quei treni. E non mi pare di aver ricevuto un trattamento migliore di chi ha acquistato un "abbonamento" tout-court.

Lettere dai pendolari: Appello disperato da un pendolare di Parma (21/12/2009)

Abito a Parma, lavoro a Milano e sono un pendolare in possesso di abbonamento annuale interregionale.

Vorrei segnalare l'inchiesta sui nuovi orari ferroviari pubblicata oggi dal Corriere della Sera (e non solo) del 16 dicembre scorso a pag. 1, 16, 24, 25 dove si parla di come Tranitalia non consideri importante il trasporto pendolare (Moretti ha però sottoscritto molto di recente il dato che il trasporto pendolare è la prima voce di bilancio di Trenitalia) prendendo ad esempio linee come la Milano-Bologna (ripeto: la Milano-Bologna, non la Corleone-Caltagirone, senza nulla togliere alla nostra bella Sicilia), la Cremona, e l'area di Firenze.

I tempi di percorrenza degni di trasporto a cavallo che hanno sempre contraddistinto il trasporto pendolare e che sono addirittura peggiorati con il nuovo orario (conseguenza, probabilmente, delle nuove frecce multicolor che teletrasportano i business-men su e giù per l'Italia), condizionano pesantemente la vita professionale e, di conseguenza, quella privata di chi dà un contributo importante al PIL (e di chi le tasse le paga. Tutte.), e cioè, di noi pendolari.

Vi invito a leggere, oltre che il giornale cartaceo, anche alcuni temi presenti sul sito del corriere ed, in particolare, di notare i commenti dei viaggiatori.

E' possibile tra le 6 e le 9 del mattino un treno regionale Parma-Milano percorra i 129 KM che separano le due città in una media di 1 ora e 39 minuti? Dove sono finiti i contratti di servizio tra Regioni e Trenitalia che dovrebbero assicurare un tempo massimo di trasporto tra città e città?
E' possibile tra le 7:05 e le 8:10 non ci sia un treno che da Parma va a Milano? Stiamo parlando di 7:05 - 8:10, quando la gente normale va a lavorare, non di 12:00 - 13:00, quando la gente normale è in pausa pranzo.
Mi spiegate perchè, a parità di numero di fermate (ve lo garantisco: non confrono mele con pere) alcuni treni impiegano 1:20 (R 20400 delle 8:13) ed altri 1:55 (R 2274 delle 7:05)?

Mi spiega, Ass. Peri, perchè dovrei pagare 110 euro/anno (e gravare sul bilancio regionale per altri X euro) per l'acquisto del supplemento che consente l'accesso al frecciabianca delle 8:10 o all'ICN delle 6:48 per, nel primo caso, impiegare lo stesso tempo del treno che parte tre minuti dopo, nel secondo caso, per arrivare alla stessa ora e dormire 10 minuti in meno ed, in entrambi i casi non fermare a Lambrate, che è la stazione più vicina al mio posto di lavoro?

C'è qualcuno di voi Signori che legge gli orari, sì o no?

E' possibile che il treno che il 12 dicembre partiva alle 7:19 a Parma per raggiungere Milano alle 9:00 (1h 41'), ora parta alle 7:05 per arrivare a Milano alla stessa ora, facendo una sosta a Piacenza di 18 minuti? Abbiamo fatto presente, come associazione pendolari, questa dissonanza agli oraristi di Trenitalia, che però hanno risposto che è stata una scelta territoriale. Se questo è vero, ci spiega, Ass. Peri, se è stato lei a rendere quel treno impossibile da prendere? Tra l'altro, ci spiega perchè quando incontra i pendolari, lei, oltre al tempo istituzionale che ci deve in quanto democraticamente eletto, non si dedica a cercare di discutere con la gente per capire come risolvere i problemi (es. riunione con i pendolari dello scorso 1/12), come invece, essendo, ripeto, eletto democraticamente, dovrebbe fare? Se lavorasse in una qualunque Azienda privata con un minimo di struttura, il suo responsabile non sarebbe molto contento del suo spirito di collaborazione, credo. Ma lei questo problema non ce l'ha, giusto?

Fino ad adesso ho parlato di come dovrebbe, purtroppo, essere sulla carta. Poi, tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare, occorre considerare i ritardi, le soppressioni, la pulizia. Stamttina il mio treno (6:58 da Parma: non ho più alternative) aveva mezz'ora di ritardo, il 6:10 (sempre da Parma) è stato soppresso e a Lambrate il monitor sembrava un bollettino di guerra con troppi, veramente troppi, caduti provenienti da tutto il Nord Italia.

Detto ciò, vi chiedo, come cittadino e come elettore, di fare qualcosa. Non un'interrogazione che va a finire nel vuoto. Non discussioni infinite tra destra e sinistra, non azioni per mettersi in mostra e denigrare la controparte: la situazione dei trasporti in questo Paese disastrato (la P maiuscola l'ho messa a fatica) è e deve essere interesse bipartisan, alla stregua di sanità, scuola, sviluppo, sicurezza.

Voglio che vengano fatte azioni: rigidità nei confronti di Trenialia, rispetto dei contratti, monitoraggio della qualità del servizio da parte delle Regioni, non appaltate a Trenitalia stessa, e, se questo non è possibile (dovete spiegarne il perchè in televisione), vorrei che si rompessero i contratti di trasporto regionali (la Società sceglie che è più profittevole puntare sull'Alta Velocità, e mi sta bene, i soldi sono soldi) e si destinassero i 360 milioni di Euro che annualmente Emilia-Romagna e Lombardia pagano a Trenitalia, per creare società di trasporto interregionale che funzionano presto, non nel 2050. Il regime di concorrenza già stenta a funzionare (vedi carterlli tra Assicurazioni, Banche ecc.) quando ci sono in campo più soggetti; sicuramente la concorrenza non funziona quando c'è un solo soggetto senza concorrenti...

Come cittadino che vi elegge (e quindi, in un certo senso, come vostro azionista) pretendo che facciate qualcosa per consentirmi di continuare a lavorare e pagare i vostri stipendi con le mie tasse.
Fate qualcosa
Fate qualcosa
Fate qualcosa
Fate qualcosa adesso!
Yes, you can.

Lettere dai pendolari: Scambio di treni (21/12/2009)

Vorrei fare un commento relativo al nuovo orario del vecchio regionale da Parma per Milano centrale, prima 6.43 ed ora scambiato con il Sesto San Giovanni alle ore 6.48. Il risultato di questa brillantissima pensata è che ora il regionale da Parma arriva a Milano Rogoredo puntualmente in ritardo di 10 minuti, facendo perdere varie coincidenze con il passante ferroviario.
Non ultimo non si capisce il motivo per cui sia il regionale da Parma a raccogliere i naufraghi alla stazione di Codogno, quando ora dovrebbe essere preceduto dal Sesto San Giovanni.
Non è forse il caso di organizzare qualche protesta seria, visto che qui in Italia chi ottiene qualcosa è sempre e solo chi alza di più la voce ?

Le prime pecche del nuovo orario (14/12/2009)

Un difficile inizio per il nuovo orario ferroviario. Stamattina 14 dicembre il treno delle 7.08 da Piacenza per Milano ha inaugurato il nuovo orario con quasi 70’ di ritardo. I suoi passeggeri hanno dovuto prendere il successivo R20422 delle 7.21 che però è arrivato pure in ritardo di alcuni minuti. Che dire poi dei 17 minuti di attesa alla stazione di Piacenza, rigorosamente previsti da orario, per i passeggeri del 2274 in partenza per Milano alle 8.04. Al 2274 hanno di nuovo messo davanti il regionale da Codogno per Pavia, ripristinando così la penosa via crucis a due all’ora nei cinque chilometri prima di Casalpusterlengo ed ovviamente annessi ritardi. A Lodi i viaggiatori erano già tutti in piedi. Nove minuti di ritardo anche al neopromosso Eurostarcity 9802 Frecciabianca delle 8.41 per Milano. Nonostante quel treno impieghi già da orario ben 49’ per arrivare, senza fermate intermedie, fino a Milano centrale. Un’autentica propria presa in giro per chi deve sborsare tanti soldi per utilizzarlo.

Al ritorno i ritardi sono stati più contenuti grazie agli enormi tempi di percorrenza cui ormai sono soggetti moltissimi treni. Un esempio per tutti è il regionale R20409 in partenza alle 18.50 da Milano Lambrate. Nonostante sia partito con 8’ di ritardo, alle 18. 58, è arrivato a Piacenza con ben 5’ d'anticipo, alle 19. 48 anziché alle 19.53. Questo almeno quanto è riportato sul sito viaggiatreno.it delle ferrovie. È la dimostrazione che quel treno potrebbe percorrere la stessa tratta impiegando almeno 13’ di meno. Le ferrovie gioiscono perché grazie questi rallentamenti e ai conseguenti minori ritardi, pagheranno meno penali.

Qualche novità anche sul fronte carrozze: sono riapparse le carrozze chiuse. Il regionale R2283 in partenza da Milano Centrale alle 17.20 ha viaggiato con le due carrozze di testa chiuse. Il gentile capotreno ci ha spiegato che era per causa mancanza di personale. L’evento però non è temporaneo, dovuta ad un imprevisto, bensì pianificato a priori. Il problema delle carrozze chiuse comunque su quel treno potrebbe essere risolto in maniera molto elegante dalle ferrovie che, stando a quanto ci dice lo stesso ferroviere, potrebbero decidere di togliere le due carrozze di troppo, al motto di: “occhio non vede cuore non duole”. Ecco come le ferrovie fanno il gioco delle tre carte e riescono ad aumentare il numero di treni chilometro, senza disporre delle carrozze sufficienti: basta rubarle ai treni che le tengono chiuse.
E intanto l'assessore ai trasporti della regione gioisce perché avremmo tanti “nuovi” treni in più. Chissà da dove li avranno presi?

Cosa succede sulle altre tratte (7/12/2009)

Le modifiche più importanti sulla tratta Fiorenzuola - Milano sono che il treno R2122 delle 6.52 rimane dov'è anziché essere anticipato alle 6,44 com’era stato prospettato nelle bozze precedenti, evitando così una pericolosa sovrapposizione con l’R2272 delle 6.32. Il reinserito Livorno delle 17.05 (R2039), che era stato tolto dalle precedenti bozze, arriverà a Fiorenzuola alle 18.17 anziché alle 18.24 con un risparmio di ben 7’. Anche il 2274 è stato risistemato all'orario attuale anziché essere anticiparlo di 15' com'era stato prospettato. L'unico nervo scoperto rimane l'IC 549 delle 20,05 da Milano Centrale che è ancora in esame alle autorità competenti. Sono piccoli passi in avanti, ma questo non può bastare ai pendolari di Fiorenzuola che puntano alla realizzazione dei treni pendolari veloci utilizzando il transito sulla linea ad alta velocità.

I treni sulla tratta Piacenza - Parma avranno anch'essi qualche aggiustamento. Stando alle ultime bozze che ci sono pervenute quello delle 6.52 dovrebbe avere la percorrenza aumentata di 2’ come quello delle 7.54 che verrà anticipato 7.52. Velocizzato invece di 4’ l'attuale R20403 che però partirà alle 7.05, mantenendo quindi il buco di treni regionali nella fascia fino alle 7.52. Questo obbligherà molti viaggiatori a servirsi dell’Eurostarcity alle 7.22 o dell’Intercity delle 7.43 che arriverà a Parma alle 8.17.
Per quanto riguarda il ritorno serale il treno delle 17.09 sarà anticipato alle 17.05 con un allungamento di 4’. Due minuti di allungamento anche al treno delle 17.27 che dovrebbe partire da Parma alle 17. 23. Non c’è più traccia del treno delle 17.57, al suo posto un Intercity alle 17.36 che arriverà alle 18.12 ed un EScity alle 18.09 in arrivo a Piacenza alle 18.39. Il treno delle 18.27 sarà velocizzato di 4’ e partirà alle 18.20, mentre quello delle 19.05 verrà rallentato di ben 7’ con arrivo previsto a Piacenza alle 19.48.
Restano al momento oscure le modifiche sulle altre linee come la Piacenza - Pavia, la Piacenza - Alessandria o la Piacenza - Cremona. Sul sito di Trenitalia sono in fase di aggiornamento i nuovi orari, ma ci dicono che ci vorranno alcuni giorni.

Lettere dai pendolari: Per i turnisti la vita diventa più dura (7/12/2009)


Alla lettura delle bozze di orario ho avuto un mancamento... dov'è finito il "Locale" delle 12.33 da Piacenza a Milano? Io sono una pendolare atipica, poiché lavorando su turni utilizzo diversi treni ad orari diversi, perciò per quel che mi riguarda i problemi in questi orari sono "diffusi", ma andiamo con ordine.
DA PIACENZA A MILANO. Già dall'anno scorso il R20408 delle 6.13 da PC ha "ricevuto" un ritardo all'arrivo a Lambrate, causa giro “degli Orti” (la linea lenta tra Rogoredo e Lambrate). Il problema persiste anche quest'anno. Il R 20402 locale delle 12.33 da Piacenza sembra essere scomparso nel nulla lasciando grossi buchi nell'orario (dalle 9.50 alle 11.50 e dalle 11.50 alle 13.09)
Come risaputo la maggior parte dei turni pomeridiani (comunità, ospedali, supermercati, ecc.) inizia alle 14, come pure la sessione pomeridiana delle lezioni universitarie. Ora i turnisti e gli universitari avranno 2 scelte: arrivare con 30’ di ritardo o con 1 ora e 30’ di anticipo. Anche la sera per raggiungere Milano il R20436 è stato anticipato in partenza di 11’, per arrivare solo 6’ prima a Lambrate.
DA MILANO A PIACENZA. Il R20407 delle 8.12 da Lambrate è stato anticipato di ben 30’, alle 7.43. Trenta minuti prima è un altro treno, per altre persone.
Il treno successivo è alle 9.27 da Lambrate. Ridateci almeno l'IC per Firenze SMN delle 8.10 da centrale. Il regionale R2289 che passava a Lambrate alle 21.27 ora è previsto per le 21.22 mentre il R20413 partirà alle 21.23: due treni in partenza nel giro di 120 secondi e poi più nulla fino alle 23.10!
Unico vantaggio per me il treno R20419 che forse riuscirò a usare qualche volta visto che partirà 34’ più tardi. Confidiamo come sempre negli IC, che però ci spillano 110€ all'anno (per quest'anno almeno, il prossimo chissà?)

Lettere dai pendolari: "Eau de Trenitalia" (7/12/2009)

Da qualche mese per recarmi al lavoro ho cominciato a utilizzare il treno 20422 che parte da Piacenza alle 7.19. Da quando ho cominciato a prendere questo treno sono arrivato in orario nella stazione di Lambrate pochissime volte (forse sono io che porto sfortuna?). A parte le volte in cui è soppresso (a novembre è successo per tre lunedì consecutivi), parte sempre spaccando il minuto da Piacenza, il problema è dopo, fra soste prima e dopo Codogno (fermata non compresa nel tragitto) in mezzo ai campi per dare precedenze ad altri treni, alla fine arriva sempre in ritardo. Ma non è solo questo, da qualche giorno, metà treno è praticamente senza riscaldamento. E non è finita qui. Capita spesso di vedere i sedili conciati in un modo allucinante, sporchissimi, da azzurri a marroni. Mi è venuto veramente schifo al pensiero di sedermi, per questo ho cercato un sedile un po’ più pulito, solo che l'ho trovato nella carrozza senza riscaldamento ovviamente, ma meglio arrivare a Milano congelati piuttosto che sedermi in tale zozzeria. Ma Trenitalia per chi ci ha preso? Dovrebbero venire i loro dirigenti a sedersi su un treno simile (invece che viaggiare sugli Eurostar). Per non parlare dell'odore di sporco che si appiccica ai vestiti: Eau de Trenitalia! Bleah!
Quando vedo questi treni, penso che neanche nel terzo mondo sono ridotti così. Con tutto il rispetto per il terzo mondo.

Lettere dai pendolari: Diario pendolare 1° puntata, una settimana di furore (7/12/2009)

OCCHIO ALL’INGANNO!
In novembre, nei 13gg in cui ho usufruito del treno per spostarmi sulla tratta Piacenza-Milano ho "accumulato" 162 minuti di ritardo, (in media 12,5 minuti al giorno).
È importante osservare però che il conteggio non tiene presente quanto segue:
rispetto allo scorso anno, il treno ES9776 (ex ICplus 552), da tabella, prevede un tempo di percorrenza di 42 minuti anziché 33! quindi altri 9 minuti di ritardo quotidiani li regaliamo già a Trenitalia!
Lo scorso anno, nello stesso mese,viaggiando tutti i giorni in treno, avevo totalizzato più di 600 minuti di ritardo, con la media "spaventosa" di 30 minuti al giorno!
Diciamo che apparentemente un lieve miglioramento potrebbe esserci stato; di fatto non e' cosi' perché per farci credere che i ritardi sono diminuiti, Trenitalia ha dilatato notevolmente i tempi di percorrenza facendosi quindi un grosso autogol
ufficializzando i ritardi stessi!
E il 13 dicembre prossimo, Santa Lucia ci porterà in dono l'orario nuovo con i tempi di percorrenza ulteriormente gonfiati per molti treni regionali!
CHE SCHIFO!

30-11-2009: Eurostar 9776 ribattezzato “FRECCIALENTA”
Stamattina ho viaggiato su ES9776, da me ribattezzato “FRECCIALENTA” dato che da sempre tutti i treni “VELOCI”(?) hanno il prefisso “FRECCIA”.
A Piacenza era annunciato con 5’ di ritardo, ma è partito con almeno 10’, senza motivazioni particolari ovviamente e soprattutto senza modificare il “display” con i minuti di ritardo (sport preferito dalle FS per evitare che gli utenti ritardatari perdano il treno!!!). Il treno ha raggiunto la stazione di Milano Rogoredo dopo 37’ di viaggio SENZA FERMATE INTERMEDIE.
Questo “gioiello” della tecnologia ha percorso 64 km alla media spaventosa di 100 km/h. Nella carrozza nr.9 dove ho trovato posto, ho potuto viaggiare in modo “confortevole” con alcuni finestrini semi-aperti, le porte di comunicazione che non si chiudevano, creando quindi un frastuono assordante a bordo.
Se uno dei fiori all’occhiello della “flotta” Eurostar è questo, IMMAGINATE IN QUALI CONDIZIONI VIAGGIAMO ABITUALMENTE SUI CONVOGLI DI CATEGORIA INFERIORE!


01-12-2009 EMERGENZA COSTANTE
Ieri sera l’IC597 è arrivato abbastanza puntuale nella stazione di Rogoredo, con una porta APERTA nella carrozza 3; sulla banchina, i viaggiatori in attesa hanno commentato ironicamente il “fatto”: “Avranno voluto cambiare un po’ l’aria …….” ecc.
L’IC 597 è ripartito con la PORTA APERTA, ALLA FACCIA DELLA SICUREZZA!. Dopo aver peregrinato nelle carrozze del convoglio alla ricerca del capotreno per informarlo del “MALFUNZIONAMENTO” e dopo diversi minuti , un altro viaggiatore ha finalmente incontrato un controllore e gli ha fatto presente la “situazione” di pericolo in cui stavamo viaggiando: ma il controllo non dovrebbe essere fatto quando il treno è fermo nella stazione? Mah….! (A Piacenza la porta era chiusa con un gancio metallico)
Nel frattempo il convoglio ha proceduto a singhiozzo fino alla stazione lodigiana dove ha accumulato una decina di minuti di ritardo.
Dopo Lodi, l’IC597 si è fermato inspiegabilmente a Casalpusterlengo ( non prevista), è rimasto qualche fermo qualche minuto, è ripartito lentamente e si fermato nuovamente e inspiegabilmente a Codogno (non prevista).
Incavolato (a dir poco….) sono balzato in piedi e mi sono fiondato verso l’uscita per chiedere lumi al controllore: QUI HO AVUTO UNA AMARA SORPRESA: Tre donne erano appena scese dal treno e, ringraziando il controllore per non so cosa, gli hanno fatto perdere ancora qualche minuto “bloccandolo” sul marciapiede per chiedergli informazioni sull’orario ferroviario. ESTERREFATTO sono tornato gonfio di rabbia al mio posto convinto che fosse successo qualcosa di molto strano…
Arrivati finalmente a Piacenza con 19 MINUTI DI RITARDO, pochi istanti dopo la discesa dal treno, ho notato due agenti POLFER avvicinarsi al controllore e chiedergli quale fosse il motivo per cui erano stati allertati; il controllore mi è sembrato “stranamente” sorpreso e mi è sembrato che cadesse un po’ dalle nuvole…
Fatto sta che anche ieri sera ABBIAM REGALATO QUASI 20 MINUTI DELLA NOSTRA ESISTENZA A TRENITALIA E AI SUOI INFINITI DISSERVIZI!
VERGOGNA!

02-12-2009 EMERGENZA CONTINUA
Stamattina il R2274 è arrivato a Piacenza con una sola carrozza di prima classe all’interno della quale, una delle porte di comunicazione era senza vetro, probabilmente per migliorare la circolazione dell’aria?! Andatura tartarughina da Piacenza a Lodi (accumulati 15 di ritardo) e lieve peggioramento anche all’arrivo a Mi Rogoredo ( 16 minuti)

2 Dicembre SERA
Ieri sera a Rogoredo alle 17.55 i tabelloni erano aggiornati ai treni in partenza alle 17.10 circa! Ho temuto il peggio, invece gli annunci sonori erano abbastanza attendibili. Il treno IC597, dopo lodi ha viaggiato come al solito a singhiozzo effettuando lunghe soste senza informarci dei motivi sia a Casalpusterlengo che a Codogno. Risultato. arrivo a Piacenza con 15 minuti di ritardo.

3 Dicembre: FERROVIE DA QUARTO MONDO!: DELIRIO ALLA STAZIONE DI PIACENZA
Mattinata indimenticabile alla stazione di Piacenza, sono arrivato qualche minuto prima delle 7.00 davanti al tabellone, ho notato subito che l’R20422 delle 7.01 era stato cancellato; l’ R2122 delle 7.08, invece, era indicato solo in partenza per Milano, ma non in arrivo da Bologna e, ovviamente, "senza binario".... Mmmmhhhh....sento puzza di guai anche oggi!!!
Dopo qualche minuto viene diffuso l'annuncio che l’R2122 delle 7.08 partirà con 10’ di ritardo dal binario 2, ma "niente nuove" sul suo arrivo da Bologna: qui non si tratta più di guai in arrivo, ma di un vero e proprio "disastro"! Ore .7.06: viene diffuso l'avvertimento di allontanarsi dal binario 2 causa "piazzamento treno": scommettiamo che sarà un treno di riserva camuffato da R2122? Non mi sbagliavo!!!
Un treno vecchio come "il cucco" riesumato da qualche magazzino FS giunge lentamente
Dalle rimesse al binario 2 e, contemporaneamente, sul tabellone posto sul marciapiede corrispondente viene visualizzato "R2122" con +10' di ritardo. Facile profezia!!!
Ma il "vero" R2122 sarà stato bombardato sulla Bologna-Piacenza? Sarà stato rapito e nessuno ha chiesto il riscatto??
Il "quarto mondo" delle ferrovie è qui!! Coi "nostri" treni siam messi peggio del Bangla-desh (nazione che probabilmente non è più riconosciuta ufficialmente), e del Congo!
Tutto il mondo ride dello schifo in cui brancola il nostro servizio ferroviario e inorridisce al solo pensiero di dover usufruire un giorno del nostro "materiale rotabile"!
Torniamo a "noi": siamo saliti sul treno (fantasma) congelatore che, naturalmente, era già abitato con gioia dai pinguini (di Madagascar) e altre razze antartiche comodamente sistemati sui sedili ghiacciati!
Trascorrono altri minuti ed ecco un nuovo annuncio:il regionale delle 7.19 per Milano oggi effettuerà fermata straordinaria in tutte le stazioni, decidiamo quindi di rimanere a bordo del freezer R2122. Ore 7.28: nonostante naso e orecchie stiano perdendo sensibilità, riesco a capire che non siamo ancora partiti e che nessun altro avviso è stato diffuso: disinformazione cronica! Ma ecco che arriva puntualissimo sul binario.3 il treno ICN784 (da Crotone): decidiamo di....fiondarci giù dal freezer perché si è fatta largo la convinzione che l’ICN partirà prima del nostro "avanzo di magazzino". Giusto il tempo di avvicinarci al "Crotone" e viene diffuso l'annuncio della partenza del freezer dal quale siamo appena scesi. Attimi d’incertezza..... Il capotreno del freezer non da ancora l'OK, ICN non "lampeggia" sul tabellone.... Booooooh! Decidiamo di risalire sul freezer, dove, nel frattempo, abbiam perso i posti a sedere: alle 7.31 lentamente si parteeeeeeee! Almeno una scelta è stata azzeccata! Ore 8:00: all'altezza di Secugnago il capotreno (via altoparlante) informa che "causa ritardo nella preparazione del materiale, il treno viaggia con 25' di ritardo" ennesima presa-per-il-culo clamorosissima: saranno almeno 35'; infatti, poco dopo il treno raggiunge la stazione di Lodi con 42’di ritardooooo! (il tabellone indica però +30') la "via crucis" è terminata finalmente a Rogoredo alle ore.8.25 dove il freezer è arrivato con 42 minuti di ritardo.
Ormai ho superato anche l'esasperazione: non hanno il diritto di rovinarci l'esistenza in questo modo! Tutto ciò è 'schifosissimo e vergognosissimo! Da questa sera non esibirò più il titolo di viaggio al controllore (tanto non passa mai!)

Resoconto dell'incontro in Provincia di Piacenza del 1° dicembre 2009 (2/12/2009)

Il primo dicembre 2009 s'è svolto l'incontro presso la provincia di Piacenza per discutere le bozze del prossimo orario ferroviario che entrerà in vigore il 13 dicembre prossimo. Presenti le associazione pendolari, la delegazione della regione Emilia-Romagna, un rappresentante della regione Lombardia e le ferrovie emiliane e lombarde.

Il Presidente della Provincia Trespidi ha letto la lettera inviata a suo tempo a Ferrovie e Regione con cui si faceva portavoce della richiesta di velocizzazione (con tempo di percorrenza entro 50’) di due treni pendolari da Piacenza per Milano della mattina e dello sdoppiamento dell'attuale treno di ritorno delle 18. 20 da Milano in due treni veloci, uno alle 18.00 con 40’ di percorrenza e l'altro alle 18.40. Trepidi ha precisato che la richiesta è tuttora completamente disattesa.

L'assessore ai trasporti dell’Emilia Romagna ha invece esordito con le soliti frasi: “…vi sono dei risultati positivi, …vi sono ampi margini di miglioramento, …ci sono condizioni irrinunciabili, …non considero il lavoro finito”. Sono le solite frasi che snocciola dal 2001, intanto in un decennio quelle parole di circostanza hanno portato le ferrovie a far man bassa del servizio pendolari straziandone i collegamenti a tal punto che, come dimostrato dai pendolari (vedi tabella PDF), i treni pendolari del 1998 era molto più veloci.

I pendolari hanno poi dettagliato i numerosi peggioramenti del nuovo orario sia per le tratte verso Milano che verso Parma (per Parma forniremo i dettagli appena possibile). Come si vede dalla precedente tabella il servizio prospettato nell'ultima bozza d'orario peggiora i caddenzamenti e allunga i tempi di percorrenza, tanto che la velocità media dei nostri convogli è scesa 65 km/h per l'andata e 60 km/h per il ritorno a fronte dei 200 km/h consentiti dalla linea storica o dei 160km/h a cui potrebbero viaggiare i treni attuali. 120Km/h di velocità madia sarebbero facilmente garantibili con poche fermate intermedie. Nell’era tecnologica del terzo millennio siamo invece relegati ai tempi delle prime locomotive a vapore di metà ottocento.

L'assessore ai trasporti dell’Emilia-Romagna Alfredo Peri, infastidito dalle numerose critiche, si è alzato e si è allontanato per non ascoltare i pendolari. Un segno d’insofferenza che però va compreso. Certi potenti sono soliti circondarsi di yes-men sempre pronti ad ossequiare le scelte fatte. Non accettano quindi di buon grado che qualcuno avvia il coraggio di dire la verità, dissotterrando come in questo caso le tante magagne infilate sotto il tappeto del trasporto ferroviario.

I pendolari hanno pure atteso invano le risposte, a specifiche domande, dalla nutrita rappresentanza FS. Per esempio su come mai certi treni siano stati rallentati. Il rappresentante FS lombardo con la mano sul cuore chiedeva scusa per la sporcizia sui treni: “sapete stiamo ancora definendo i nuovi appalti per le pulizie”, ma nonostante la premessa non ha saputo giustificare i rallentamenti. Il suo compare emiliano invece ha sfoggiato il solito discorso modello nebbia in val padana, degno di un commento della Gialappas. Ha parlato per 10’ senza che si capisse cosa volesse dire, un vero cinema. Non un dato tecnico, non un'informazione che valesse la pena di segnalare sul taccuino. Unica frase comprensibile quella che loro “sono sul mercato” e se vogliono sopravvivere devono fare come la Fiat che taglia i rami secchi. Chi è che lo sveglia e gli dice che la Fiat, a differenza delle FS, non fornisce un servizio pubblico. Ha poi concluso con una delle sue mitiche chicche. Non poteva lasciarci senza (questa era quella precedente rilasciata a Telelibertà). Alla domanda: “perché ci sono gli allungamenti di percorrenza”, ha terminato l’inutile discorso dicendo: “… poi ci sono gli allungamenti di percorrenza che hanno segnalato i pendolari e che noi non contestiamo, eccetera”. “Eccetera” l’ha detto lui senza aggiungere altro! Cosa vuol dire? Qual è la causa dei ritardi?

Unica nota positiva è arrivata al termine della riunione quando abbiamo scoperto che, relegati in fondo alla stanza, c'erano i tecnici che preparano l'orario ferroviario. Ci sono sembrate persone sveglie e preparate, a conoscenza delle magagne che abbiamo segnalato. Avremmo preferito che invece di sentire i soliti discorsi generici dei loro capi, fossero stati loro a dare direttamente le risposte. Abbiamo   vuto appena il tempo di segnalare le urgenze e ricevere qualche promessa (per chi crede ancora alla promesse). Abbiamo segnalato l’insensato anticipo dell’R2122 delle 7.08 alle 7.00, e l'assenza di un servizio veloce ed efficiente per Milano Rogoredo e Lambrate dopo le 8 di mattina, per i tanti genitori che devono prima accompagnare a scuola i propri figli. Ci hanno risposto che per l’R2122 è possibile che torni alle 7. 08 , mentre per l’altra richiesta valuteranno la possibilità di ritardare la partenza (senza ovviamente ritardarne l'arrivo) del treno delle 7.59 che ora col nuovo orario avrebbe tutto il tempo per arrivare a Lodi alle 8.28.
Il presidente delle Provincia ha anticipato di voler aggiornare l’incontro prima dell’entrata in vigore del nuovo orario per verificare gli aggiustamenti.

E’ il momento di protestare e segnalare a Regioni e Ferrovie tutti i problemi perché, come hanno ammesso le stesse ferrovie, questo non è ancora l’orario ufficiale e può essere modificato!

10 Domande per Mauro Moretti Amministratore Delegato di FS (23/11/2009)

1. Lei ha recentemente dichiarato alla stampa che le FS non ricevono sovvenzioni dallo Stato; come spiega allora il pareggio dei bilanci (sempre dalle sue dichiarazioni alla stampa il gruppo FS chiuderà l’anno in utile), visto che i ricavi da vendita dei biglietti coprono solo una parte dei costi?

2. Ferrovie dello Stato è un gruppo che appartiene al 100% al Ministero del Tesoro e nessuna parte politica ha nel suo programma una vendita neppure parziale di questa partecipazione. Questo secondo Lei è solo un’arretratezza della cultura politica o ha a che fare con gli interessi pubblici connessi ai trasporti ferroviari?

3. Lei sostiene che la scarsa qualità dei servizi per i pendolari è da addebitare alle Regioni ed alle scarse risorse finanziarie che mettono a disposizione per i contratti di servizio. Ma questi contratti perché li avete accettati e sottoscritti se non erano remunerativi?

4. Decine di pendolari piacentini vi hanno fatto causa per danni esistenziali, perché invece di opporvi in giudizio sostenendo che non siete obbligati a rispettare gli standard di qualità del servizio non avete proposto spontaneamente un accordo bonario offrendo un indennizzo che sarebbe comunque inferiore ai costi legali che state sostenendo?

5. Lei è in grado di dire quanti sono i treni (es. gli interregionali) che avete soppresso negli ultimi cinque anni ed i passeggeri che avete perso di conseguenza?

6. Lei è d’accordo che la capacità di trasporto delle nuove linee ad alta velocità vada utilizzata anche a vantaggio dei pendolari, nel rispetto degli indirizzi comunitari e degli accordi a suo tempo sottoscritti con gli enti locali?

7. Il Sindaco di Piacenza ed il Presidente della Provincia Le hanno notificato un atto di diffida a rispettare quelle intese. Come avete risposto?

8. Quante volte negli ultimi 4 anni ha viaggiato in incognito su un treno regionale per pendolari, in seconda classe, nelle ore di punta?

9. Il giornalista del Sole 24 Ore Claudio Gatti nel suo recente volume “Fuori Orario” addebita il disastro delle ferrovie italiane a malagestione e ad un sistema di corruzione diffusa. Perché non lo avete querelato?

10. Lei ha fatto tutta la carriera in ferrovia ed è stato sindacalista. Lei pensa che anche in un gruppo privato le sarebbe stato possibile arrivare ai vertici aziendali?

Lettere dai pendolari: 8 ore di viaggio per farne 7 di lavoro (23/11/2009)

Voglio dire la mia rispetto alla vita che i poveri pendolari sono costretti a fare. La mia giornata inizia prestissimo, mi alzo ogni giorno alle 5.30 e prendo il treno delle 6.43 per Milano centrale dalla stazione di Piacenza. Per un anno ho preso il treno regionale delle 7.08, ma alla fine per il disagio che vivevo a causa di quel treno sempre affollato e in ritardo, ho deciso di alzarmi presto e prendere quello precedente giusto per fare un viaggio più "dignitoso", E' da due anni e mezzo che faccio questa vitaccia e le ferrovie Italiane anziché migliorare sono solo peggiorate: continui e soliti ritardi, carrozze sporche e maleodoranti, freddo in inverno e caldo in estate. Durante i mesi estivi sul treno delle 6.43 l'aria condizionata era attiva quando a quell'ora non serviva mentre al pomeriggio alle 16.00 si faceva la sauna. Veramente la mia non è vita: per 7 ore di lavoro ne trascorro altre 8 tra viaggio e spostamenti vari senza contare i ritardi. In certe occasioni posso totalizzare anche 16 ore fuori casa. Nessuno ci da mai informazioni, magari dicono che il treno partirà con qualche minuto di ritardo e dopo aver totalizzato 60 minuti sono stati capaci di farci scendere dal treno e farci prendere quello successivo. Un delirio totale. Trenitalia si fa grande con l'alta velocità dicendo di accorciare le distanze peccato che allunghi quella brevissima distanza che separa Piacenza da Milano.
Grazie a chi potrà aiutarci.

Lettere dai pendolari: Arrivano i treni a 18 km/h (23/11/2009)

Il giorno 29 ottobre ho provato l'ebbrezza di salire sul treno R20409 da Milano Lambrate per Piacenza. Un tempo era un treno interregionale relativamente veloce che partiva da Milano centrale. Oggi è diventato uno dei tanti finti servizi con cui le FS infarciscono l'orario ferroviario che propinano a caro prezzo a regioni e pendolari. E’ un treno lento, in ritardo, lercio e scomodo.
Dovrebbe partire alle 18.50, non più da Milano Centrale come avveniva un tempo, ma da Lambrate. Quel giorno però alle 18.56 eravamo ancora fermi senza che nessuno si degnasse di dirci di che morte saremmo dovuti morire. Per i 6 km che separano la successiva stazione di Rogoredo sono previsti da orario ben 11’ alla fantastica media di 33 km/h. Alle 19.08 eravamo ancora fermi fuori Rogoredo per farci sorpassare da due treni. Ci sono voluti 20’ per completare il tragitto Lambrate - Rogoredo alla folle velocità media di 18 km/h, roba da guinness dei primati. Che sia il preludio al nuovo orario? Cerco un bagno per lavarmi le mani, del sapone neanche a parlarne, quella è roba da Eurostar. Il problema è che pure l'acqua è diventata un miraggio. Che sia colpa della desertificazione? Dopo le rotaie che si piegano al sole anche questa giustificazione ci potrebbe stare. Chissà quanto si faranno pagare le FS, nei contratti di servizio con le regioni, per garantire acqua e sapone nei bagni delle carrozze?
Intanto ad oltre mezz’ora dalla partenza giungiamo alla successiva fermata di Melegnano. Tra un'altra mezz'ora dovremmo essere Piacenza, ma ci sono ancora 50 km da percorrere a fronte dei 20 fatti. A Piacenza arriviamo due minuti prima delle 20. Dieci minuti di ritardo nonostante gli abissali tempi di percorrenza di quel treno. C‘è voluta 1h e 10’ per 68 km con solo quattro fermate intermedie.
Dedico questa lettera a quei manager FS è a quegli amministratori che aprono bocca solo per decantare i miglioramenti del servizio ferroviario, senza tener in alcun conto le esigenze di noi pendolari e senza conoscere la reale situazione del trasporto regionale.

“Fuori orario”, un libro che mette a nudo le nostre ferrovie (11/11/2009)

La lettura di Fuori Orario, il libro di Claudio Gatti appena pubblicato dall’editore Chiarelettere, consente al pendolare di capire l’origine di quello che l’autore definisce il disastro delle ferrovie dello stato. Un volume certamente ben documentato perché frutto di un’indagine giornalistica approfondita basata su interviste a decine di ex dirigenti del gruppo e sull’esame di documenti d’indagine anche interni.
L’autore è riuscito a trovare testimonianze, rapporti riservati ed email di dirigenti ed ex dirigenti, consulenti, imprenditori, fornitori: parole che rivelano un quadro allarmante frutto di disorganizzazione, sbagli, truffe, ruberie ripetute per anni.
Le tappe più impressionanti di questo viaggio all’interno del mondo ferroviario italiano sono quelle che riguardano la guerra tra aziende di pulizia, i carri merci scomparsi (anche perché qualcuno si rivende i pezzi al mercato nero), i percorsi cambiati per puro interesse elettorale, le lenzuola sporche fatte passare per pulite, le gare truccate, i dirigenti che intrattengono rapporti incestuosi con i fornitori, i treni in ritardo fatti passare per treni in orario, le locomotive rotte che continuano a rompersi. E regali, favori, ma anche minacce, licenziamenti e vendette per la minoranza che osa opporsi.

Ne emerge un quadro sconsolante: ciò che conta non è la qualità del servizio ma la distribuzione di almeno 6 miliardi che ogni anno affluiscono nelle casse di FS e che valgono ad alimentare, secondo Gatti, un sistema di collusione diffusa contro qualsiasi tentativo di cambiamento e che comporta per ciascuna famiglia italiana una tassa occulta di almeno 273 euro all’anno. Più del canone Rai. Il che serve a dimostrare l’inconsistenza della propaganda dell’attuale amministratore delegato Moretti che addossa alle Regioni la responsabilità dei disservizi cronici, perché in sostanza metterebbero a disposizione finanziamenti troppo ridotti. In realtà dall’inchiesta di Gatti risulta che il fiume di denaro di cui dispone il gestore è sempre molto consistente ma che dalla privatizzazione, dallo spezzatino societario e dalla regionalizzazione è derivato un complessivo indebolimento dei controlli e conseguentemente le patologie del sistema si sono aggravate. L’indagine di Gatti non tocca però il lato delle istituzioni (centrali e locali) le quali si sono di fatto limitate a regolare il rubinetto dei fondi ma senza preoccuparsi di tutelare adeguatamente gli utenti e di ben esercitare il ruolo di indirizzo e controllo che sempre deve spettare alla parte pubblica, quando si tratta di pubblici servizi. Qui la debolezza del sistema è aggravata dal fatto che FS non sono un vero “privato” e che lo stesso Moretti frequenta la politica e gode di buone coperture (nel libro ampiamente descritte). Il che spiega anche la ragione del fatto che non tutte le regioni e gli enti locali reagiscono allo stesso modo di fronte all’inefficienza di FS e di Trenitalia, le quali possono permettersi di non rispettare gli standard di qualità fissati nei contratti di servizio o di fregarsene delle diffide dei Sindaci al rispetto delle convenzioni dell’alta velocità, senza che succeda nulla.
Dall’impietosa analisi del libro viene quindi una conferma che solo dall’azione sempre più incisiva ed organizzata dei cittadini-utenti potrà venire una spinta a cambiare le cose sui binari italiani.

Pendolari emiliani: figli di un Dio minore (11/11/2009)

Ci sono Regioni che si preoccupano attivamente delle condizioni di trasporto dei loro cittadini pendolari, verificano il rispetto del Contratto di Servizio (pagato profumatamente) ed a fronte delle reiterate violazioni in tema di ritardi e mancate pulizie comminano fior di penali a Trenitalia.
Ma poiché le penali devono essere un risarcimento tangibile ed effettivo (seppur sempre inferiore ai molteplici disagi subiti) i soldi incassati vengono girati ai pendolari in modalità chiara e consistente.
E’ quanto abbiamo appreso, ad esempio, sul sito ufficiale della Regione Liguria, ove si legge testualmente:
“ Buone notizie per i pendolari ferroviari liguri: anche nel 2009 tornano i rimborsi per i disagi patiti nel corso del 2008. La novità sta nell'entità del rimborso, che raddoppia.
Dal 15 ottobre al 31 dicembre è possibile presentare la domanda di indennizzo recandosi nelle biglietterie di Trenitalia. Per ottenere il rimborso è sufficiente presentare, assieme alla domanda, otto abbonamenti mensili o quello annuale del 2008: in questo caso, si ha diritto a un abbonamento gratuito per i mesi di novembre e di dicembre 2009, oppure a uno sconto del 20% sul rinnovo dell'abbonamento annuale.
Chi non dispone di otto abbonamenti (o di un abbonamento annuale) può comunque richiedere, a partire dal 15 novembre (e fino al 31 dicembre), il rimborso: come lo scorso anno, presentando almeno quattro abbonamenti mensili del 2008, ha diritto a una riduzione del 10% sul rinnovo dell'abbonamento annuale o di un abbonamento gratuito per il mese di dicembre.
La Regione (Liguria) stanzia oltre un milione e quattrocentomila euro, grazie ai quali, oltre a risarcire i pendolari, verranno aggiunte macchine automatiche per l'emissione di biglietti ferroviari regionali nelle stazioni e saranno installati schermi informativi e antenne wi-fi nelle principali stazioni e nei nodi d'interscambio della rete ferroviaria ligure. “

Come si potrà notare, non un contentino, ma un tangibile segno che i soldi ricevuti vengono interamente devoluti al risarcimento ed al miglioramento delle strutture.
Avendo potuto conoscere i referenti dell’Assessorato Ligure, non avevamo dubbi.
Ci sono invece altre Regioni cui non passa nemmeno per l’anticamera del cervello di darsi da fare a riguardo, e non si preoccupano minimamente di informare, verificare e comminare.
Una a caso, l’Emilia Romagna.
Che i disagi subiti nel corso del 2008, perpetuatisi e tuttora evidenti anche in tutti mesi del 2009 sinora trascorsi, siano stati e continuino ad essere sotto gli occhi di tutti, è una realtà incontrovertibile.
Li viviamo tutti i giorni. Da figli di un dio minore.
Con un gestore del servizio che ne combina di cotte e di crude, tra ritardi, guasti alle porte ed ai locomotori, toilettes impresentabili, aria condizionata e riscaldamento perennemente guasti, carrozze fuori servizio o mancanti del tutto, e chi più ne ha più ne metta.
E che fa la Regione ? Nulla.
Tutto scorre nel silenzio assordante di due soggetti (chi paga e chi eroga) che, per come è andata a finire la manfrina del nuovo contratto di Servizio, vanno a braccetto.
Gara effettuata con una sola offerta ricevuta, e quindi vincitrice a prescindere, dal Consorzio formato da Trenitalia, FER (Ferrovie Emilia Romagna) ed ATC. Guarda caso FER è di proprietà della Regione.
Committente e fornitore, controllante e controllato sono praticamente la stessa cosa. Un gran bel “confittone“ di interessi.
Forse è per questo che non si hanno notizie da quella casa di vetro che dovrebbe essere la Regione, nonostante noi le si chieda da anni, degli importi delle penali comminate, e di quanto di queste somme nel passato sia tornato, come dovrebbe essere, nelle nostre tasche a parziale ma mai sufficiente risarcimento per i disagi subiti.
Siamo a fine 2009, dopo un ennesimo “annus horribilis“, e ci ritroviamo, come direbbero a Napoli, “cornuti e mazziati“.
Ricordiamo però a lor signori che, parafrasando un famoso titolo sulle formiche, che “anche i figli di un dio minore, nel loro piccolo, a volte s'incazzano“.

13 dicembre 2009: un nuovo cataclisma per l'orario ferroviario? (26/10/2009)

Si avvicina la scadenza del 13 dicembre, giorno in cui entrerà in vigore il nuovo orario ferroviario. Delle bozze che le ferrovie sono tenute a fornirci per tempo come sempre non v'è traccia. Così ancora una volta rischiamo di subire le imposizioni della Lombardia e il menefreghismo dell’Emilia-Romagna. Chissà se le nostre amministrazioni riusciranno ad ottenerle per tempo facendo sentire la loro voce alle due regioni. Per ora le notizie arrivano a spizzichi e bocconi. La Lombardia preannuncia di voler inserire i Regio-Express. Sembrerebbero convogli di un sovrano, invece a dispetto del roboante nome quei treni effettueranno tutte le fermate tra Piacenza e Lodi. Il bel nome è stato copiato dai treni svizzeri, solo che là (come si legge su Wikipedia, l’enciclopedia di Internet) “il Regio-Express è un treno considerevolmente più veloce dei treni regionali poiché non ferma in tutte le stazioni servite dai treni regionali”. Per ora i Regio-Express dovrebbero essere confinati tra le 9 e le 16, ma non sappiamo se occuperanno nuove tracce orarie, andando quindi ad appesantire la circolazione o se, ancor peggio, sostituiranno gli attuali treni tra Parma e Milano.
E’ ovvio che questo non può definirsi un servizio per i tantissimi pendolari piacentini diretti a Milano che, riuscendo a saturare tranquillamente tre treni all’andata e altrettanti al ritorno, avrebbero il diritto, senza togliere niente a nessuno, di disporre di altrettanti convogli in grado di connetterli direttamente e molto velocemente con tutte le stazioni di Milano. Ricordiamo che la Piacenza - Milano Centrale è una tratta che potrebbe essere percorsa in 40’ anche con le fermate di Lodi, Milano Rogoredo e Milano Lambrate.

La Lombardia per i suoi pendolari ha pensato anche di creare collegamenti frequenti tra Lodi e Milano col prolungamento, si pensa da dicembre prossimo, della linea S1 da Saronno a Lodi. Si useranno convogli delle Ferrovie Nord che da Rogoredo a Lodi viaggeranno sulla linea dello Stato. Il 3 agosto scorso infatti Trenitalia e le Ferrovie Nord Milano hanno dato il via sperimentale alla società Trenitalia - Le Nord con il compito di gestire in maniera unitaria il trasporto ferroviario lombardo.
Per questo alla stazione di Lodi fervono i lavori per sistemare i binari in cui si attesteranno i treni delle Nord. Si tratta di treni regionali che effettueranno tutte le fermate e che quindi andranno ad appesantire ulteriormente la linea da e per Milano. Il problema però non sta solo in questo. Chi di ferrovie ha esperienza ci fa sapere che il grosso rischio è legato alla scarsa affidabilità e alle facili soppressioni dei treni delle Nord. Questo produrrebbe due effetti nefasti. Il primo è l'aumento dei problemi alla circolazione sulla linea rispetto a quanto avviene oggi, il secondo è il forte rischio che nella tratta Milano - Lodi, in caso di guasto o soppressione dei treni delle Nord, saranno come sempre i treni diretti o provenienti da Piacenza a dover supplire alle deficienze di servizio sobbarcandosi ulteriori fermate straordinarie.

A dicembre quindi si preannuncia un nuovo cataclisma ferroviario che potrebbe essere paragonabile al memorabile cambio d’orario del dicembre 2005. Ma non è tutto, le ferrovie vorrebbero anche smerciare alle Regioni il fallimentare servizio Intercity, che nonostante i camuffamenti e gli artifici, nessuno vuole più utilizzare. Perchè mai proprio noi pendolari dovremmo usare quei treni lenti, cari e inaffidabili, responsabili della sparizione dei nostri interregionali? A noi servono treni che possano viaggiare costantemente a 160 km/h senza essere continuamente fermati o rallentati.
Insomma, visto il prevedibile re-intasamento che da dicembre potrebbe subire la linea storica l’unico modo per migliorare il servizio ai pendolari piacentini diretti a Milano resta il transito sull'alta velocità. Torniamo quindi a chiedere per l’ennesima volta che chi di dovere faccia valere in tutte le sedi questo nostro diritto.

Le FS dovranno pagare i pendolari per i disagi sistematici (6/1/2009)

Inizia bene il 2009 per i pendolari. E' finalmente arrivata la sentenza per la prima delle cause pilota per danno esistenziale che la nostra associazione ha iniziato un anno fa. Il giudice, che peraltro ha erroneamente inteso che il pendolare avesse beneficiato del bonus-Lombardia per i ritardi ferroviari (mentre il nostro abbonamento non ricade tra quelli che hanno diritto a ricevere quel bonus), riconosce comunque il diritto al rimborso del danno esistenziale legato alla sistematicità dei disagi che sono fonte di stress per i pendolari.
La somma risarcita è di 1000€ per un anno di disagi, più 1500€ di spese legali.
La cosa importante è che questa sentenza, per come è stata concepita, farà giurisprudenza. Quindi vincolerà le FS a risarcire ogni pendolare che subisca danno esistenziale.

Se vogliono evitare le cause le FS (e tutti i loro amichetti sparsi nelle amministrazioni, sempre pronti a fingersi dalla parte dei pendolari per poi fare gli interessi delle ferrovie) possono rimboccarsi le maniche, mandare a casa i dirigenti incompetenti, lottizzati e raccomandati e far funzionare il servizio a dovere, con treni veloci, cadenzati, adeguatamente climatizzati e capienti, puliti, puntuali e con la necessaria, tempestiva e corretta informazione fornita ai viaggiatori.
Inutile dire che non temiamo eventuali ricorsi, siamo forti delle nostre Scarica gli estremi della sentenza (file .PDF 400Kb).

Ricordiamo che mercoledì 7 gennaio alle ore 19.00 presso la nostra sede si terrà a riguardo una conferenza stampa.

Maestro di contraddizione (2/1/2009)

Desideriamo mostrare questo filmato (file .avi 2Mb), trasmesso da Telelibertà lo scorso dicembre, di un'intervista al responsabile FS Emilia Romagna. Durante l'intervista il dirigente contraddice le affermazioni da lui stesso appena rilasciate. Lasciamo ai lettori eventuali considerazioni.

Inaugurazione della TAV Milano-Bologna: Diario di una messinscena (14/12/08 aggiornato il 22/12/08 con foto e filmati)

Milano 13 Dicembre 2008 - Noi “c’eravamo” e abbiamo visto quello che molti media non hanno raccontato.

L’andata
Ecco il resoconto di una giornata che resterà nella memoria di molti pendolari. Partenza ore 12.10 dalla stazione di Piacenza, destinazione Milano centrale, sede dell’inaugurazione della tratta ad alta velocità Milano - Bologna. L’unico treno veloce per Milano in quella fascia oraria è l’Intercity plus 558 che però ha molti minuti di ritardo. Approfittiamo dell’Intercity plus 580 delle 11.08 che sta viaggiando con oltre un’ora di ritardo. Saliamo in piedi in prima classe sul treno stracarico di viaggiatori. Appena saputo che facciamo parte di un associazione pendolari, alcuni viaggiatori seduti in uno scompartimento ci raccontano la loro disavventura, proprio il giorno dell’inaugurazione dell’alta velocità, con la preghiera di riportare al signor Moretti ("di cui abbiamo una diapositiva"), amministratore delegato delle ferrovie dello Stato, le loro lamentele. Sarà un compito arduo, ma stiamo ad ascoltare. Sono partiti da villa San Giovanni (sullo stretto di Messina) con un treno che ha deciso di fermarsi per guasto poco dopo la stazione di Bologna. Le ferrovie hanno pensato bene di spostare il treno nella successiva stazione di Castelfranco, il treno viene però messo su un marciapiede diverso da quello in cui sosta l’Intercity che li dovrà portare a Milano. Così una fiumana di persone molte delle quali anziane coi bagagli caricati dai figli o nipoti che li avevano accompagnati alla stazione, e che sarebbero stati scaricati da altrettanti figli o nipoti che li avrebbero raccolti alla stazione di arrivo, si trovano a dover fare i conti - da soli - con un cambio di treno e relativo trasbordo da un marciapiede all’altro. Un’autentica odissea come ci hanno confermato moltissimi dei presenti. Tra questi anche due ferrovieri, per loro fortuna in pensione, e quindi autorizzati a dire tutto quello che pensano di queste ferrovie così tanto malate. Dicono di aver fatto presente ai colleghi in servizio che i due treni sarebbero dovuti essere sullo stesso marciapiede per evitare gli enormi disagi ai viaggiatori. Ci dicono con amarezza che le ferrovie nel corso degli anni sono state smantellate da persone prive di scrupoli che puntavano più all’interesse personale che non al bene della società. Una buona responsabilità, dicono ce l’hanno anche i sindacati, troppo spesso colpevoli di scambi di favori con la classe dirigente, guarda caso spesso costituita da ex sindacalisti.

L’arrivo a Milano
Con un viaggio a singhiozzo a una velocità deprimente arriviamo finalmente a Milano centrale con tantissime persone che scendono dal treno inveendo contro le ferrovie e i loro amministratori (vedi filmato). Quelli che erano sul treno partito da villa San Giovanni hanno accumulato quasi 2h di ritardo e molti di loro hanno perso le coincidenze per altre destinazioni. Gli toccherà aspettare diverse ore o prendere, a loro spese, treni di categoria superiore.
A pochi metri di distanza da noi, al binario 14, è ben visibile l’impalcatura creata per l’inaugurazione dell’alta velocità Milano-Bologna. È ancora presto però e al momento non esistono né transenne, né polizia che controlla. Possiamo filmare senza problemi una flotta di persone che tira a lucido quella parte di stazione e raccoglie le cartacce dai binari (vedi foto). Mai visto nulla di simile.
Ci rechiamo verso la piazza antistante la stazione per cercare i colleghi pendolari venuti a manifestare contro l’alta velocità. È ancora presto e non troviamo nessuno così, restando nella parte coperta della stazione, ci soffermiamo di fronte al palco su cui tra alcune ore suonerà una prestigiosa orchestra. Di fronte al palco un ricco buffet accoglierà eminenti personaggi politici, ospiti dell’inaugurazione della TAV. Mentre osserviamo il tutto ci accorgiamo che intorno a noi i tecnici della sicurezza FS stanno predisponendo una serie di transenne. Nostro malgrado rimaniamo recintati all’interno di quell’area d’onore con schiere di poliziotti, carabinieri e guardie di sicurezza di RFI e FS che sbarrano tutti gli accessi. La cosa è davvero paradossale, noi manifestanti con gli striscioni nella borsa siamo finiti al centro della manifestazione d’onore, e nessuno che ci dice nulla. Stiamo al gioco e vediamo fin dove riusciremo ad arrivare.
Imbracciamo la telecamera e da reporter improvvisati cominciamo a filmare e a documentare l’evento dall’interno. Scambiamo qualche battuta con i primi e pochi presenti, tutta gente in un modo o nell’altro legata alle ferrovie. Qualcuno con ironia ci fa notare l’orologio della stele in piazza duca d’Aosta. Era stato messo a testimonianza di evento straordinario (come si fece per il cambio di millennio) più di un anno fa per segnare quanti giorni, ore, minuti e secondi mancavano all’entrata in vigore della TAV MI-BO. Invece ha terminato il suo conteggio con un giorno di anticipo (vedi foto) perché si erano dimenticati che il 2008 è un anno bisestile e ha un giorno in più. Una volta tanto le ferrovie sono in anticipo, ma, pur non volutamente, barando. Comunque in un questo caso l’anticipo e il ritardo si equivalgono a dimostrare l’incapacità di far funzionare correttamente anche un semplice orologio elettronico.

I vip
Il primo vip ad arrivare è l’ingegner Moretti che con passo veloce si dirige verso il buffet, non tanto per mangiare, quanto per attirare, con quella corsetta improvvisata, l’attenzione dei numerosi fotografi e giornalisti che in un attimo lo circondano e cominciano a fargli domande. Noi siamo a un paio di metri e da bravi reporter ci mescoliamo ai giornalisti. Poco dopo però una giornalista riconosce il nostro presidente Fittavoli e comincia a fargli qualche domanda. Ben presto molti fotografi e cineoperatori lo circondano e il buon Fittavolini, rosicchiando poco alla volta notorietà a Moretti che diceva frasi di circostanza, riesce nell’eccezionale impresa di raccontare i disagi che quest’alta velocità porterà ai pendolari in pieno territorio nemico, a meno di 3 m dall’amministratore delegato che tanto intento a sparar sentenze, non si accorge nemmeno della nostra scomoda presenza (vedi filmato1, filmato2).
Subito dopo con ospiti e giornalisti si parte per la visita alla stazione recentemente ristrutturata, si tratta di scendere una scala mobile che porta al piano inferiore, ma poco dopo che Moretti è salito la scala s’inceppa e si blocca. È in discesa e per nulla stracarica di gente, ma il buon Moretti, che deve difendere l’azienda sempre e comunque, ha il coraggio di affermare che è colpa dei giornalisti che si sono ammassati sulla scala. Il vero manager sa sempre dare la colpa a qualcun altro. Moretti non sai che le scale mobili in una stazione dovrebbero essere progettate proprio per sopportare il peso di tantissime persone e altrettanti bagagli? Immediatamente viene chiamata l’assistenza (le vecchie scale mobili quando si rompevano solitamente restavano bloccate per giorni), ma è comunque troppo tardi, l’atletico Moretti è già risalito a piedi (vedi filmato) con un sorriso a denti stretti dovendo ingoiare la prima figuraccia.
Dopo un po’ cominciano ad arrivare i personaggi della politica. Inizia con l’ex ministro Bersani a cui chiediamo cosa ne pensi del fatto che, proprio il giorno dell’inaugurazione della TAV, Comune e Provincia di Piacenza abbiano mandato una diffida alle ferrovie per non aver rispettato gli accordi presi sul servizio pendolari. La risposta non ci è chiara, la TAV è o no per i pendolari? (vedi filmato1, filmato2). Arriva anche l’assessore ai trasporti della regione Lombardia Cattaneo a cui chiediamo se si unirà alla protesta delle amministrazioni piacentine dato che la tratta PC-MI è quasi tutta lombarda. Precisa subito che Piacenza non è in Lombardia e quindi a questo ci deve pensare la regione Emilia Romagna, ribadisce però che il nostro assessore Peri ha fatto un buon lavoro (vedi filmato1, filmato2). Quindi su Cattaneo non possiamo contare. Arrivano poi Lunardi, la Moratti e Gianni Letta in rappresentanza del governo, e anche l’ex ministro Castelli che propaganda i tanti nuovi treni per i pendolari che il governo si appresta ad acquistare. Gli facciamo notare che i pendolari si lamentano perché i nuovi treni sono sempre guasti e malfunzionamenti. Castelli ci risponde dapprima che ci vorrebbe un po’ più di civiltà da parte dei pendolari, come se i guasti fossero causati da noi, poi che comunque i treni non li costruisce lui (vedi filmato1, filmato2). E’ vero, ma il governo come acquirente che paga con soldi pubblici avrebbe il dovere di verificarne l’affidabilità e le caratteristiche.
Veniamo a sapere che il Presidente della Repubblica, Napolitano, ha declinato l’invito. Un altro sonoro schiaffo all’Ing. Moretti e a queste ferrovie. Reggi e Boiardi non sono i soli ad averglielo dato.
Nel frattempo beneficiamo del ricco buffet offerto dalle ferrovie e visti i bocconi amari che in trent’anni di pendolarismo questi signori ci hanno fatto ingoiare, tentiamo di rifarci assaggiando ogni ben di dio presente sulla lunga tavola (vedi foto). L‘impressione è comunque sgradevole, siamo circondati da persone strane, molte delle quali sembrano di plastica, si complimentano vicendevolmente per il grande risultato ottenuto. Se lo dicono tra loro. Poi un’enorme quantità di divise, un bel sottofondo di musica sinfonica e tanti camerieri che girano coi vassoi pieni offrendo dolciumi a tutti. Ci ricordano tanto quelle feste in pompa magna stile Germania anni ’40, così lontane dalla realtà di milioni di cittadini, dove, nonostante un sistema allo sfascio, si preferiva illudersi con presunti successi rinchiudendosi in una gabbia dorata.
Nel frattempo siamo ancora dentro, con i nostri cartelli di protesta rigorosamente chiusi nella borsa. Al loro posto avremmo potuto portare ben altro, nessuno ci ha perquisito, nessuno ci ha fatto una domanda.

La contromanifestazione
Nel frattempo è iniziata la contromanifestazione con tante persone, cartelli e slogan, chiaramente udibili anche dalla nostra postazione. È giunta l’ora di portare anche lì il nostro sostegno attivo, così Fittavolini abbandona il paradiso dorato per raggiungere i manifestanti. Ci sono cordoni di polizia ovunque e ampi spazi mantenuti deserti come a fare una camera morta per meglio isolare il gruppo dei vip. Ci sono cori di protesta e soprattutto ci sono pendolari venuti da diverse parti del nord Italia, nonostante la fredda giornata di pioggia, a ribadire la loro contrarietà a un servizio privilegio per pochi che peggiorerà tutto il traffico pendolare. Scopriamo anche che per far posto a nove treni dell’alta velocità che arriveranno a Milano centrale ben 30 treni pendolari sono stati sgomberati da quella stazione.
Alle 16 ci spostiamo di fronte il binario 14, riusciamo a ritornare tra i vip (potremmo andare a lavorare alle Iene), sempre senza essere perquisiti. Il corteo dei manifestanti inneggianti cori viene tenuto indietro dalla polizia (vedi filmato). Non ci sono incidenti.

La partenza del treno AV
Nei tabelloni di stazione tutti i ritardi sono stati azzerati (vedi foto). Non bisogna far sapere ai politici e ai giornalisti che dovranno fare i reportage del treno che la stazione di Milano centrale è paralizzata per questa pantomima. Anche gli annunci all’altoparlante sono interrotti per tutto il tempo della manifestazione, non è bello che le voci automatiche informino sul reale stato dei ritardi. Così anche i normali viaggiatori che necessitano di informazioni non le ricevano e come non bastasse per uscire dalla stazione o per raggiungere il proprio treno sono costretti a lunghissimi percorsi per non intralciare il corridoio dei vip che devono accedere al supertreno AV. En passant notiamo che è stato messo un nuovo cartellone luminoso per informare sugli orari dei treni, i caratteri sono però più piccoli e risultano essere molto meno visibili e leggibili di quelli attuali con scritte bianche su sfondo nero (vedi foto). Sono pessimi, un altro segno di come le FS progettano o appaltano i lavori. Alle 16.19 il treno alta velocità col suo carico di personalità e giornalisti accreditati parte con 1 minuto di anticipo sulla tabella di marcia (vedi filmato). Si sa, fare una figuraccia e non arrivare a Bologna nei 65 minuti previsti, con la linea completamente sgombra, tutti i semafori verdi, e tutti gli altri treni fermati per far uscire l’ETR 600 da Milano, sarebbe uno smacco, quindi la partenza anticipata anche di un solo minuto può aiutare.
Dopo la partenza del treno un piccolo carrellino, come quello dei gelatai di un tempo, viene rimosso dal marciapiede del binario 14 (vedi foto e filmato). Si tratta dell’ufficietto mobile dell’assistenza alla clientela, messo lì per l’occasione per dare informazioni ai viaggiatori che dovevano prendere il treno ad alta velocità. Avete mai visto un ufficio del genere in una stazione, magari sovraffollata con tanta gente che ha bisogno di spiegazioni? Eppure anche questo fa parte della messinscena. Non è finita qui, la cosa più grave deve ancora accadere. I ferrovieri della sorveglianza RFI, ignari della nostra identità, ci informano che sul binario di fianco al supertreno ve n’è un altro identico (vedi foto), occultato alla vista del pubblico perché messo in fondo alla stazione, che partirà poco dopo (vedi filmato) e che sarà il treno di scorta al treno con gli ospiti, pronto ad imbarcarli in caso di inconvenienti e guasti. Pensate un po’ a quanto ci costa tutta questa sceneggiata.

Il ritorno a Piacenza
Alle 17, soddisfatti per l’ottimo lavoro svolto e per aver gabbato questi signori ci imbarchiamo sul treno Eurostarcity per Pescara che dovrebbe partire alle 17.10 e riportarci a Piacenza, senza fermate intermedie dopo 41 minuti. È un Intercity camuffato e dovrebbe rappresentare la classe immediatamente sottostante i treni Eurostar (vedi filmato1, filmato2). Appena seduti non possiamo che constatare gli innumerevoli difetti. Si va dallo spreco energetico nell’illuminazione, schermata da grossi pannelli metallici che obbligano ad utilizzare senza motivo potenze luminose più elevate per compensare l’effetto oscurante dei pannelli. Gli spazi per i bagagli sono alti e poco accessibili, tanto che eventuali chiavi, portafogli o oggetti usciti dalle tasche dei vestiti rimarranno per sempre adagiati su quei ripiani che nascondono gli oggetti alla vista dei viaggiatori. Come non menzionare poi il soffione d’aria che sgorga dalle feritoie poste di fianco ai finestrini e che colpisce senza pietà il collo e le orecchie di quel 50% di viaggiatori che hanno la fortuna di sedersi di fianco al finestrino. Altro esempio di come in FS non si sappia ne progettare ne collaudare le carrozze viaggiatori.
Intanto alle 17.10 il nostro costoso treno di partire non ne vuol proprio sapere. Dopo 20 minuti siamo ancora lì fermi in centrale e nessun annuncio ci ha informato del motivo del ritardo, è impossibile trovare un ferroviere, figuriamoci l’ufficietto informazioni portatile in grado di darci qualche spiegazione. Il treno parte con 25 minuti di ritardo, ma dopo i primi 100 m si blocca fuori dalla stazione e non c’è più verso di farlo ripartire. Stiamo fermi un altro quarto d’ora e nessuno dice nulla sulle ragioni dell’arresto. Vuoi vedere che sta già ritornando l’ETR da Bologna? Dopo un viaggio alla velocità media di 100 km/h, con un treno che di chilometri all’ora potrebbe farne 200, arriviamo a Piacenza e constatiamo finalmente sul tabellone, che i ritardi su tutti i treni della linea sono tutt’altro che nulli (vedi foto1, foto2).

Veniamo informati telefonicamente da un nostro agente a l’Havana, che alla fine il treno AV super raccomandato non è nemmeno riuscito ad arrivare puntuale a Bologna. Due sono i minuti di ritardo, che sommati al minuto rubato con la partenza anticipata da Milano, fanno 3 minuti in più di percorrenza su 65, ovvero quasi il 5% più del dovuto. Non è certo la stessa entità dei ritardi dei treni pendolari, ma considerato che si tratta del viaggio inaugurale, provato per mesi e per il quale si è bloccato mezza Italia ferroviaria, tutto lascia sperare che anche a questa alta velocità toccheranno i disastrosi effetti di una gestione penosa.

La morale
Si conclude una lunga giornata che ha dimostrato, se ce ne fosse bisogno, che il mondo FS è semplicemente costruito a immagine e somiglianza di coloro che lo amministrano. Un mondo finto del tutto artificioso, creato per illudere i politici che lo finanziano, della magnificenza e delle capacità di chi lo amministra.
Tutto questo ci sembra un insulto al popolo italiano, in particolare al grande popolo di viaggiatori pendolari che quotidianamente viene mutilato dei servizi essenziali a beneficio di privilegi per pochi.

Dossier Borgofaxhall  (14/10/2006)

Nel corso della serata organizzata da "Piacenza Rivista", lo scorso 12 ottobre presso lo Spazio Rosso Tiziano, la nostra associazione ha presentato un dossier (Rev08.zip - 1Mb) che racconta la lunga e travagliata storia che ha portato alla pesante cementificazione dell'ex area SEA SIFT, prevista in origine per uso pubblico. Poiché i progetti in quell'area continuano a susseguirsi, certi che la conoscenza dei fatti sia l'unico modo per scongiurare ulteriori danni, invitiamo tutti a prendere visione di come sono andate veramente le cose.

Da Piacenza a Milano in 20 minuti! (18/7/2006)

TrenitaliaNOgrazie.gif (10780 byte) Presentiamo finalmente una soluzione che potrebbe cambiare la vita a migliaia di pendolari. Velocizzare i collegamenti tra l'Emilia occidentale e Milano rendendo dignitosa l'esistenza di noi pendolari è possibile. Per ottenere tutto questo dobbiamo fin d'ora chiedere alle amministrazioni locali che si facciano promotrici dell'iniziativa e che tale progetto venga inserito nei programmi delle formazioni politiche che intendono tutelare i diritti di noi cittadini, soprattutto in vista delle future elezioni comunali, provinciali e regionali.

E' arrivato il tempo in cui il servizio ferroviario deve davvero potersi definire tale e la tratta ad alta velocità, costruita con i soldi di noi cittadini, può costituire un'enorme vantaggio per i pendolari piacentini ed emiliani diretti a Milano e combattere il disastroso monopolio di Trenitalia.
Ecco la proposta della nostra associazione (PDF 88Kb). Spargete la voce.

Il bando di gara della regione: Un regalo al futuro gestore? (17/7/2006)

In questi giorni in regione si discute il bando di gara con cui la regione intende appaltare il servizio ferroviario regionale. Da quanto sappiamo sembra che si tratti del solito documento molto generico che lascerà mano libera al futuro gestore, con penali ridicole che incentiveranno la riduzioni delle carrozze e la soppressione dei treni, senza punire adeguatamente i ritardi e senza richiedere un servizio adeguato.

Chi fosse interessato troverà in questo documento (133Kb) tutte le nostre osservazioni. Invitiamo tutti a far pressione sull'amministrazione regionale affinché ascolti le nostre richiestele (indirizzi.pdf; indirizzi.doc).

Ricordiamo inoltre che la nostra associazione sta preparando una proposta per la gestione efficiente, NON affidata a Trentilaia, dei collegamenti Parma - Piacenza - Milano quando la linea ad alta velocità sarà disponibile. Sappiamo che Trenitalia e Regione Emilia Romagna faranno di tutto per affondare il nostro progetto che prevede fortissime velocizzazioni del servizio per chi è diretto a Milano Rogoredo, Milano Lambrate e Milano Centrale. Abbiamo bisogno del vostro sostegno, a breve diffonderemo tutti i dettagli.

Lettera aperta ai consiglieri della Lombardia sui blocchi totali della circolazione "solo per alcuni" (7/7/2006)

Scarica lettera (.txt 5Kb)

A casa i dirigenti FS raccomandati, lottizzati o incompetenti! (30/1/2006)

Parte la campagna contro quella parte della classe dirigente FS che sta distruggendo il servizio ferroviario e sta cercando di aumentare i profitti sulla pelle di noi viaggiatori.

Se vuoi contribuire a ripulire le Ferrovie dai raccomandati scarica l'email già pronta con gli indirizzi, se vuoi modificala, e poi spediscila.
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Questa pagina è stata aggiornata il 28/01/10.