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Ultimo aggiornamento del sito: 29
Gennaio 2010
Altre informazioni le potete trovare in Archivio
o Lettere dai pendolari
Email per chiedere la
rimozione dei dirigenti FS (versione.txt)
Email per chiedere la rimozione
dell'Assessore Peri (versione.doc)
Email per revisione del
progetto parcheggi Borgofaxhall
Altre info e
dibattiti su Piacenza, provincia e pendolarismo sul Blog: PiacenzaSette
Da Piacenza a Milano in 20 minuti
si può, basta volerlo!
Orario dal 14-12-2008 Piacenza-Milano
REVISIONE del 6 dicembre
Orario dal 14-12-2008 Parma-Piacenza-Milano
revisione 4 novembre 08
Tabelle di confronto IC prima e dopo il 14
dicembre 2008 (PDF 33Kb)
Accordo Comune-Provincia-TAV (non rispettato!!)
Protocollo Comune di Piacenza-FS
(non rispettato!!)
Inaugurazione della TAV Milano-Bologna: guarda i filmati
Bonus per gli abbonamenti di febbraio (29/1/2010)
A febbraio tra Piacenza e Milano l'abbonamento a tariffa lombarda (non
il Pontenure - Milano) dovrebbe essere scontato del 20% e quindi diventare più
conveniente del Pontenure - Milano.
Leggete l'avviso ai
viaggiatori (file .PDF 90Kb).

Aria
di elezioni regionali (29/1/2010)
Il Sig. Alfredo rag. Peri, già assessore ai trasporti della nostra
regione con l'avvicinarsi delle prossime elezioni regionali cerca di recuperare un
decennio di disastrosa gestione del trasporto ferroviario con un regalino per ingolosire i
pendolari.
Lo scorso 27 gennaio il Sig. Alfredo si è infatti affannato a chiedere un nuovo treno da
Parma a Milano con arrivo previsto a Milano centrale per le 9.10 del mattino.
Le elezioni sono alle porte e la fretta del Sig. Alfredo è tanta,
così si è affannato a richiedere l'entrata in servizio di quel treno il più presto
possibile, senza attendere il nuovo orario ferroviario di giugno. Che strano, quattro anni
or sono, a valle del disastroso cambio dorario del dicembre 2005, quando vi sarebbe
stato molto più bisogno di fare immediate modifiche all'orario, il signorino fingeva di
litigare con le FS, ma non ha mosso un dito per cambiare gli orari. Eh già, ma allora
mica cerano le elezioni regionali.
Questa modifica invece verrà pure pagata dalla regione, senza considerare che il buco
dorario lhanno creato le ferrovie, per giunta in questo periodo il servizio
fornito ai pendolari si può definire peggio che inqualificabile, dunque si sarebbe potuto
pretendere di avere quel nuovo treno senza sborsare altro denaro.
Sarebbe bello (per lei) Sig. Alfredo poter cancellare con un colpo di spugna tutti
disastri che ha combinato in tanti anni. Purtroppo anche prendendoci a martellate sulla
testa è dura dimenticarsi di chi nel dicembre 2005, incurante degli appelli dei
pendolari, ha deciso di sostituire i treni Interregionali con gli Intercity; di chi ha
autorizzato le ferrovie alla riduzione di carrozze e di posti a sedere senza dare alcuna
penale; di chi invece di restituire ai viaggiatori il 100% delle penali pagate dalle
ferrovie, preferisce ridare la maggior parte di quel denaro alle stesse ferrovie,
comprando per loro motrici e carrozze nuove di pacca; di chi autorizza le ferrovie a far
circolare treni con carrozze sporche, gelate. scomode e non funzionanti, fidandosi delle
certificazioni propinate dalle ferrovie; di chi trova ogni scusa per foraggiare gli amici
FS con nuove sovvenzioni; di chi si alza durante le riunioni ed esce dalla sala quando
parlano i pendolari piacentini; di chi stipula i contratti di servizio ad uso e consumo
delle ferrovie, senza minimamente ascoltare quello che suggeriscono i veri pendolari; di
chi utilizza associazioni e comitati infarciti di tesserati di partito per far credere
all'opinione pubblica che i pendolari stanno dalla sua parte; di chi ha permesso il
sistematico allungamento dei tempi di percorrenza dei treni pendolari; di chi non fa nulla
per consentire il transito dei treni pendolari sulle tratte ad alta velocità (costruite
con i soldi pubblici); di chi autorizza ogni aumento dei biglietti voluto dalle ferrovie
(+10% solo nellultimo anno, alla faccia dellinflazione).
Persone come lei Sig. Alfredo sarebbe medio che invece di occuparsi della cosa pubblica si
prendessero una lunga vacanza dall'altra parte dell'universo.

I deportati
della Piacenza-Milano (28/1/2010)
Il 26 gennaio, giorno della memoria, giorno in cui nella stazione
centrale di Milano si ricordavano i treni che negli anni delloccupazione nazista
partivano verso Auschwitz carichi di ebrei, la direzione di Trenitalia ha deciso di
celebrare a modo suo la ricorrenza, facendo rivivere ai pendolari della linea
Milano-Piacenza un travaglio che, seppur non paragonabile alla deportazione, ha
rappresentato ben più che un semplice disguido. Verso le ore 16, infatti, per cause che
rimangono da accertare, il deragliamento di un treno allaltezza di Secugnago ha
portato lo scompiglio su tutta la linea. Vabbè, si dirà, un deragliamento non si può
prevedere. Forse, ma resta da chiedersi come mai, nel giro di soli 10 giorni, per ben due
volte (era già accaduto il 18 u.s.) un treno sia uscito dai binari a pochi chilometri di
distanza da Piacenza, fortunatamente senza conseguenze per i passeggeri. Viene il sospetto
che malgrado lingente quantità di danaro incamerata dalle casse di
Trenitalia - molto dipenda dallincuria riservata a mezzi e strutture, dal momento
che questa volta non ci si può appellare alle avverse condizioni meteo: a meno che,
naturalmente, 15 fiocchi di neve non rappresentino per Trenitalia un ostacolo
insormontabile.
Ma torniamo ai fatti. Il deragliamento, come un sasso lanciato in uno
stagno, ha provocato una serie di ritardi di entità tale da paralizzare le stazioni
milanesi. Se alcuni pochi fortunati pendolari hanno dovuto subire ritardi di
soli 30-40 minuti, chiunque abbia cercato di tornare da Milano a Piacenza
verso le 19 ha dovuto fare i conti con la soppressione di due treni consecutivi (nota
bene: uno dei due, il 2287 per Bologna, secondo il sito di Trenitalia ha viaggiato
regolarmente e con un trascurabile ritardo, peccato che la tratta percorsa si limitasse
alla Piacenza-Bologna, con esclusione di quella Milano-Piacenza). I viaggiatori si sono
dovuti rassegnare a salire su un convoglio partito alle 19.35 (già gravato da un ritardo
di oltre 60 minuti) e giunto, dopo interminabili tribolazioni, alla stazione di Piacenza
oltre due ore dopo, con un ritardo complessivo di oltre tre ore. Cause indipendenti dalla
volontà dei movimentatori, dunque? Può essere: qualche pendolare di buon animo potrebbe
pensarlo.
Nemmeno un santo però potrebbe giustificare quanto accaduto il giorno
seguente, 27 gennaio, in occasione dello sciopero dichiarato dai dipendenti di Trenitalia.
In tali circostanze, in genere, vi sono alcuni treni garantiti, che viaggiano in orario
pendolari; fra questi, solitamente, l8.04 da Piacenza (la fascia pendolare
considerata dalle ferrovie per la mattina è tra le 6 e le 9). Bene, mercoledì 27
gennaio, gli altoparlanti annunciavano che il suddetto era stato soppresso; sul binario 3,
però, era in arrivo (con un ritardo di 22 minuti) il treno delle 7.35 per Milano - Sesto
San Giovanni. Quel treno è lento e in quelloccasione avrebbe fatto tutte le
fermate; arricciando un po il naso i pendolari sono saliti sul regionale, convinti
che si sarebbe comportato come l8.04. Invece, con grande sorpresa e comprensibile
rabbia di molti viaggiatori, il treno è partito alle 8.01, lasciando a piedi tutti coloro
che sono costretti ad arrivare in stazione allultimo minuto. Interpellato sui motivi
di tale scelta, il capotreno ha scaricato il barile sulle spalle del dirigente centrale
operativo della stazione di Piacenza. Una persona che quindi dovrebbe ben conoscere le
dinamiche e le esigenze del pendolarismo piacentino.
Anche questa volta le ferrovie invece di offrire un servizio hanno
creato un pesante disservizio, aggravato dal fatto che si era in presenza di uno sciopero.
Il treno ha poi fermato in tutte le stazioni successive accumulando un ritardo di oltre 50
minuti allarrivo a Milano.
Su un ritardo complessivo di oltre 50 minuti facevano la differenza i 180 secondi che
avrebbero permesso a tanti pendolari piacentini di salire su quel treno? Si può ancora
parlare di cause indipendenti dalla volontà di Trenitalia?

Lo stillicidio dei ritardi continua (18/1/2010)
E trascorso più dun mese dal cambio dorario
ferroviario, le nevicate prenatalizie sono per fortuna alle spalle, ma lassestamento
della circolazione ferroviaria non è ancora terminato e i pendolari piacentini non
trovano pace sui binari. I troppi errori di progettazione del servizio fanno ora sentire
tutto il loro peso. I ritardi di tutti i treni nelle fasce pendolari sono cresciuti a
dismisura. Non esiste una fascia che offra un servizio almeno equivalente a quello
dellorario precedente. Non stiamo chiedendo un servizio dignitoso, facciamo
semplicemente riferimento al già penoso orario precedente.
Al mattino per Milano si comincia coi regionali 2272 e 20416 in partenza prima delle
sette. Sulla carta dovrebbero essere più veloci di prima, invece per i tanti lavoratori
costretti ad arrivare entro le otto in ufficio non ci sono più speranze, se non prendendo
il treno da zombi delle 6.22.
Il regionale 2122 delle 7.08, uno dei più importanti, ha accumulato ritardi fino ai
72 del giorno 13 gennaio. Il treno delle 8.04 ha passato tutto il mese ad effettuare
fermate straordinarie in Lombardia. Un controllore ci ha riferito che a seguito delle
lamentele dei pendolari, la regione Emilia-Romagna ha vietato le fermate straordinarie in
Lombardia. Il risultato è che ora quel treno viene quotidianamente fermato, non più
nelle stazioni lombarde, ma appena fuori, obbligandolo a decine di minuti di sosta in
attesa dell'arrivo o del sorpasso di altri treni della Lombardia. Sembra proprio che i
treni e i pendolari emiliani in Lombardia abbiano gli stessi diritti dei lavoratori di
colore a Rosarno, con la differenza che loro almeno se ne sono potuti andare. Noi invece
quelle sfinenti mortificazioni, frutto anche della superficialità con cui la regione
Emilia-Romagna approva le tracce orarie, dobbiamo continuare a subirle ogni giorno, almeno
fino a quando non potremo portare i nostri treni sullalta velocità.
La mattina termina col regionale R20400 con partenza ritardata alle 8.51. Oltre ad aver
subito un allungamento di percorrenza, arriva a Milano sempre più in ritardo con orari
insostenibili anche per chi è costretto a prenderlo dopo aver accompagnato i figli a
scuola o all'asilo.
Di sera la situazione non cambia, tutti i treni per Parma, Bologna o Livorno tra le 17 e
le 20 viaggiano con pesanti ritardi e, aspetto comune anche a molti treni del mattino,
sono diventati stracolmi di viaggiatori rimasti orfani dei loro treni. Capita così che
già a Lambrate non si trovi più posto e a Rogoredo non si riesca nemmeno a salire. La
carenza di posti a sedere è anche dovuta all'enorme riduzione di carrozze imposta a molti
treni. Dalle 13 carrozze di qualche anno fa, si è passati alle 10 di qualche mese fa per
arrivare alle 7-8 di adesso. Per inserire nuovi convogli (lenti), e pretendere quindi
altri soldi dalle regioni, le ferrovie hanno mutilato, di carrozze e personale, i treni
esistenti. Si saturano così le tratte e si appesantisce la circolazione, con ovvie
ripercussioni sulla puntualità e la disponibilità di posti su quei pochi treni
pseudo-veloci rimasti. Basti pensare che in unora ad altissimo afflusso pendolare
come tra le 17.40 e le 18.00 partono da Milano ben 3 treni diretti a Piacenza, tutti però
fermano nelle stazioni intermedie e nessuno arriva velocemente nella nostra città. Le
centinaia di pendolari piacentini di quella fascia sono così costrette ad ammucchiarsi,
senza alcuna sicurezza, sui predellini e nei giunti tra le carrozze del successivo R2285
delle 18.20. Grazie a scelte come questa però gli assessori regionali ai trasporti
possono vantarsi di aver incrementato il numero di treni-chilometro.
Quello che servirebbe ai piacentini nelle fasce pendolari è invece lopposto, meno
treni, meglio cadenzati, molto più veloci e con più carrozze (salvaguardando quindi il
numero totale di carrozze-chilometro, un parametro più adatto dei
treni-chilometro a valutare la quantità di servizio erogato). Questa
soluzione produrrebbe due effetti interessanti: 1) ridurrebbe i costi del servizio (che è
parametrizzato sul numero di treni-chilometro), quindi i soldi che le regioni
versano alle ferrovie; 2) libererebbe molte tracce orarie per eventuali concorrenti. Ma
Trenitalia non gradisce la concorrenza e molti amministratori, politici e soprattutto
manager delle ferrovie, non amano disporre di meno denaro per gestire i tanti appalti
ferroviari, è quindi molto probabile che il servizio continui a peggiorare per poter
versare sempre più soldi nelle capienti tasche FS.

Dagli altoparlanti della stazione arrivano
inutili frastuoni (18/1/2010)
Con il nuovo orario ferroviario è stata introdotta
uninnovazione alla stazione di Piacenza. Dagli altoparlanti si sente
continuamente una radio trasmessa a tutto volume. Una scelta veramente di cattivo gusto
per chi la mattina arriva assonnato in stazione e non vede l'ora di trovare un po' di
quiete e silenzio. Dagli altoparlanti, che ovviamente non sono HI-FI, arrivano suoni
distorti, fastidiosi e inutili, oltretutto nel solito stile da propaganda
nazionalsocialista dei tempi che furono. Faccio un esempio. Una delle sere prima di
Natale, al rientro da Milano, con un'ottantina di minuti di ritardo per neve sulle spalle
e un viaggio ad alta compressione, i viaggiatori hanno dovuto sentire da
quegli altoparlanti i vaneggiamenti di chi alla radio annunciava con voce suadente che la
neve non aveva causato problemi alla circolazione ferroviaria e che l'efficienza ed il
comfort dei treni FS erano a disposizione dei viaggiatori nonostante le avversità
meteorologiche.
Probabilmente a breve trasmetteranno anche la pubblicità, visto che alcuni nuovi grandi
monitor sono già comparsi in diversi punti. Vimmaginate nelle lunghe attese per i
ritardi, oltre allo stress e allarrabbiatura, doversi sorbire continui annunci
pubblicitari?
Per contrastare queste scelte applico da tempo una soluzione molto semplice ma efficace.
Ho deciso di non acquistare mai nessuno dei prodotti reclamizzati sotto qualsiasi forma in
stazione o sui treni. Quando le ditte scopriranno che quella pubblicità potrebbe
trasformarsi in un boomerang, ci penseranno bene prima di spendere soldi per tormentare
ulteriormente i pendolari.

Lettere dai pendolari: Anche in città solo
disagi per i pendolari (18/1/2010)
I pendolari sono trattati male non solo in treno, ma anche nel tragitto
per arrivare in stazione. Io per esempio, come tanti altri vado in bici, passo da via
Tibini (ed è un rally!), viale dei Mille (anche qui è un rally tra i cubetti di porfido
sparsi nella via) per poi buttarmi alla spera in Dio nella rotonda .... e se la passo
indenne alle 6.45 - 7.00 del mattino (c'è buio) devo fare lo slalom tra bus e camion di
fornitori della mensa FS e di Borgofaxall e auto di pendolari. E vero che stanno
facendo i lavori, ma non mi sembra stiano predisponendo una pista ciclabile ...anzi hanno
ridotto lo spazio transitabile piratamente in bici (perché pedonale) davanti a
Borgofaxall. Invece di far passare noi ciclisti e pedoni, il comune ha fatto una splendida
aiuola per i fannulloni che quest'estate di sicuro bivaccheranno lì!
Il ritorno è ancora più difficile perché manca anche l'ingresso in rotonda (sempre
dalla parte di Borgofaxall). E giusto che le macchine abbiano un senso unico, ma per
le bici si potrebbe predisporre una pista ciclabile che porti dal deposito biciclette a
via dei Mille. Non mi sembra una cosa assurda, mi meraviglia che nessuno ci abbia pensato
visto che si vuole tanto ridurre il traffico automobilistico! Se piove è un dramma anche
per i pedoni: avete presente il percorso obbligato da transenne? Ecco a metà diventa un
guado, ma che problema c'è, tanto ti lava anche il bus o l'automobilista che sfreccia
sulla pozzanghera da parte a te! Non si trovino scuse con i lavori in corso: sono mesi che
vanno avanti. Il povero pendolare può accettare un disagio di una settimana, ma il
disagio di mesi no! Ma è possibile che nessuno si (pre)occupi di noi? Provino Reggi e
Brambati a passare una mattina presto ed una sera verso le 19 per verificare di persona.

Lettere dei pendolari: Disastroso il
servizio pendolari del mattino presto. Appello di molti viaggiatori a Peri (18/1/2010)
Egregio Rag. Peri,
Con la presente intendo portarLa a conoscenza dei gravissimi disagi, che Lei
senzaltro già conoscerà, che dobbiamo sopportare noi pendolari piacentini dopo la
sciagurata decisione di Trenitalia di invertire gli orari dei treni del mattino e più
precisamente: anticipare la partenza del treno 20416 dalle 6.48 alle 6.43 e posticipare la
partenza del treno 2272 dalle 6.43 alle 6.48.
Questa astuta mossa ha così generato il quotidiano ritardo di quei treni a Milano
Rogoredo (ogni giorno minimo 10 minuti entrambi), stazione che dovrebbero raggiungere da
orario rispettivamente alle 7.30 e alle 7.29. Un solo minuto di differenza, neanche
fossero le celebri ed inimitabili ferrovie nipponiche. Questi ritardi hanno poi, come Lei
certo immaginerà, effetti devastanti sulle coincidenze con i treni del passante. Insomma
se prima col 2272 (in partenza da PC alle 7.43) si giungeva in ufficio alle 7.58
8.00, ora col medesimo treno, quando va bene, si arriva alle 8.20 - 8.25!
Trascuro il 20416, che da orario dovrebbe giungere in stazione un minuto dopo. Le chiedo
quindi, e con me tanti miei sventurati compagni di viaggio, di attivarsi celermente al
fine di ripristinare almeno la situazione precedente.
Per pura carità di patria sorvolo sui disservizi relativi al rientro con le
FRECCEBIANCHE ex 16.00 ora 16.35, ex 17 ora 17.35 e buco delle 19.00.
Auspicando un suo significativo e rapido intervento Le inviamo distinti saluti

Lettere dai pendolari: Abbonamento col
prezzo maggiorato, chi paga per lerrore? (18/1/2010)
Il 30/12 mi reco alla biglietteria per il rinnovo dell'abbonamento
Pontenure-Milano. Con mio stupore mi è stato detto che le tariffe erano cambiate e il
costo di tale abbonamento era aumentato, superando il costo dell'abbonamento
Piacenza-Milano, che quindi risultava essere il più conveniente. Dopo brevi discussioni
al riguardo con il bigliettaio, ho dovuto accettare tale realtà, considerandola come
ulteriore beffa ai danni dei pendolari, soprattutto in considerazione degli enormi ritardi
subiti causa maltempo la settimana di natale. Ho così comprato l'abbonamento
Piacenza-Milano al costo di 74 Euro, invece del consueto Pontenure-Milano (69 Euro).
Solo successivamente, ho scoperto da altri pendolari che hanno rinnovato l'abbonamento in
gennaio, che hanno acquistato regolarmente il Pontenure-Milano all'usuale prezzo di 69
Euro. Pensavo il mio fosse un caso isolato, dovuto all'incompetenza dell'operatore di
turno della biglietteria, tuttavia altri pendolari mi hanno fatto notare che molti altri
che hanno rinnovato negli ultimi giorni di dicembre hanno avuto lo stesso problema.

Lettere dai
pendolari: Diario pendolare 4a puntata (12/1/2010)
12 gennaio. Pendolari ammassati, la suina ci andrà a
nozze!?!?
Non si capisce assolutamente il motivo che ha spinto Trenitalia a ridurre il numero di
carrozze che compongono il treno R2274 (Bologna-Milano), considerando che questo
convoglio, con l'entrata in vigore del nuovo orario 2010, raccoglie anche quei viaggiatori
(non necessariamente pendolari) che fino al 13/12 scorso viaggiavano con ES*9776
Bologna-Milano.
Non siamo noi a non capire, ma è la decisione presa dai "soloni" che
organizzano il trasporto ferroviario che è semplicemente assurda e incomprensibile! Non
resta quindi che viaggiare tutti i giorni in carrozze vecchie e luride, stracolme di
passeggeri, spesso non riscaldate (se non tramite il calore emanato, appunto, dalle
persone stesse ammassate ovunque l'una contro l'altra).
Come descritto sopra, anche stamattina, a bordo del R2274, i pendolari da Piacenza in poi
hanno potuto viaggiare "cheek-to-cheek" aggrappandosi con un braccio al
portapacchi e con l'altro alla persona o al sedile più vicini: lascio solo immaginare
quanto si sia aggravata la situazione a Lodi, dove sono salite tantissime persone!
Se a tutto ciò aggiungiamo che il viaggio è durato anche 11 minuti in più NATURALMENTE
SENZA NESSUN TIPO DI MOTIVAZIONE!!! Possiamo avere una "fotografia" abbastanza
realistica delle condizioni disumane in cui abbiamo viaggiato anche oggi, a causa del
DISSERVIZIO CRONICO "offerto" e del menefreghismo più totale mostrato
puntualmente ad ogni viaggio da Trenitalia nei confronti di noi poveri pendolari.
Alla stazione di Rogoredo è terminata la "Via Crucis" quotidiana. Si legge in
questi giorni
che l'allarme legato all'influenza "suina" sarebbe stato un bluff; io posso solo
affermare che se riusciremo a superare "indenni" l'inverno, date le condizioni
quotidiane di viaggio assolutamente "favorevoli" al contagio, potremo gridare ad
un piccolo miracolo!

100.000 contatti per il nostro sito! (7/1/2010)
Il 2009 si è chiuso positivamente per il nostro sito. I contatti
complessivi dall'apertura, avvenuta 9 anni fa, sono stati oltre 100.000 di cui oltre
20.000 solo nell'ultimo anno.
Un risultato gratificante se si pensa che questo sito di norma non viene aggiornato
quotidianamente.
L'informazione e la circolazione delle idee sono alla base della
democrazia. Con questo sito manteniamo viva la voce dei pendolari che tanti potenti
vorrebbero zittire.
Continuate a seguirci per tenere viva l'attenzione sui nostri problemi e continuare la
battaglia per la tutela dei nostri diritti.

Lettere dai pendolari: Diario pendolare 3a
puntata (7/1/2010)
Questa mattina (28/12) ho viaggiato con il treno R2274 che nel tratto
Piacenza-Lodi ha accumulato solo qualche minuto di ritardo. Alla stazione di Lodi però è
successa una cosa strana e preoccupante: la voce metallica ha annunciato che il nostro
treno, prima di Milano, avrebbe effettuato fermata in tutte le stazioni tranne in quella
di Tavazzano.
A bordo ci siamo scambiati sguardi increduli e per l'ennesima volta rassegnati. Dopo
qualche istante, una voce umana rettifica quanto detto sopra e avvisa che il treno
fermerà a Rogoredo e Lambrate , come sempre....
In realtà il treno si è poi fermato diversi minuti alle porte di tutte le stazioni
intermedie avallando quindi l'annuncio effettuato per sbaglio nella stazione di LODI; è
stato infatti instradato sulla linea storica e si è mantenuto in scia ad un tragico
regionale che fermava in tutte le stazioni!
Non è mai superfluo ripetere che tutto ciò avviene sempre nel più totale menefreghismo
nei confronti dei pendolari, senza avvisarli, senza metterli al corrente di nulla,
lasciandoli in balia delle malefatte quotidiane del servizio ferroviario più vergognoso
della terra!!
Il quarto mondo è qui! Il servizio ferroviario fa schifo, viviamo quotidianamente
nell'emergenza; quando saliamo in treno non sappiamo se arriveremo, se torneremo, quante
ore trascorreremo a bordo di carrozze sporche e invivibili.
Un sentito grazie a Trenitalia che si diverte a rovinarci quotidianamente l'esistenza!
Per la cronaca il treno R2274 ha raggiunto la stazione di Rogoredo con 19 MINUTI DI
RITARDO anche se il sito ufficiale di Trenitalia ne indicava 17...

Adiconsum chiede a Trenitalia i bonus per
risarcire i passeggeri (31/12/2009)
Adiconsum chiede a Trenitalia di prevedere bonus per risarcire i
passeggeri dei disagi causati dal blocco della circolazione di una settimana fa. Adicumsum
ha anche preparato un vademecum sui diritti dei passeggeri del trasporto ferroviario.
Per saperne di più leggi il documento
ADICONSUM (file PDF 132Kb)

Disservizi emblematici (24/12/2009)
Quello che sta succedendo in questi giorni al sistema ferroviario
italiano è qualcosa di emblematico. A dispetto delle rassicuranti, ma fasulle,
affermazioni dellamministratore delegato, decine di migliaia di viaggiatori e
pendolari sono rimaste bloccate in totale assenza di un servizio pubblico che invece
dovrebbe essere garantito in ogni modo, soprattutto perchè le previsioni meteo erano note
da tempo. Treni soppressi per ore senza fornire per tempo uno straccio di pullman
sostitutivo. Centinaia di passeggeri abbandonati a se stessi, al gelo sui binari senza
alcuna informazione reale a parte l'inutile blaterare dell'altoparlante che vomitava
giustificazioni del tutto inverosimili, come il riferimento alle avverse condizioni
meteorologiche, quando invece il cielo era completamente sereno e la neve
abbondantemente sciolta dal sole.
Le ferrovie chiedono, a chi procura ritardo ai suoi treni, un risarcimento superiore a
500Euro per ogni minuto di ritardo causato. In questi giorni abbiamo potuto toccare con
mano la disorganizzazione, la negligenza, limperizia e lincompetenza di chi
avrebbe dovuto sorvegliare e manutenere il sistema ferroviario. Chi risarcirà noi
viaggiatori per i disagi subiti?
Purtroppo il peso politico delle ferrovie è tale che ancora una volta tenteranno di
giustificare l'accaduto con la solita scusa delle cause di forza maggiore,
sperando di affossare le giustificate denunce dei viaggiatori.
Pensiamo che le cause di questi disservizi non debbano finire come sempre nel
dimenticatoio, nascoste dalle poco verosimili motivazioni che ogni volta vengono
sbandierate dal management ferroviario.
Sappiamo bene che gli scambi sono riscaldati e devono essere adeguatamente manutenuti per
poter funzionare anche in condizioni di ghiaccio. E anche possibile evitare la
formazione di ghiaccio sulle linee aeree, altrimenti non si capisce come nei decenni
precedenti si sia potuto convivere con questo fenomeno e come mai in paesi come la
Finlandia circolino regolarmente i treni. Senza andar troppo lontano basti dire che le
Ferrovie Nord hanno avuto problemi di molto inferiori, correlati allirrisoria
quantità di neve presente. Sarebbe forse bastato organizzare il transito periodico, anche
nelle ore notturne, di qualche motrice, per scongiurare la formazione di ghiaccio sulla
linea ed evitare gli ingenti danni economici procurati ai viaggiatori a seguito del suo
danneggiamento.
Sembra invece che le FS abbiano ormai perso ogni competenza in materia di trasporto
ferroviario, forse colpa delle stratificazioni di burocrati nominati in base a logiche non
sempre meritocratiche.
Non resta che confidare che la giustizia faccia il suo corso ed abbia il coraggio di
affondare la lama del diritto in quel grasso ventre ripieno dinefficienza che sono
le ferrovie italiane.

23 dicembre 2009: altra giornata da
dimenticare (24/12/2009)
La mattina del 23 dicembre 2009 è stata bloccata l'intera circolazione
da e per Milano causa "ghiaccio". Il tutto mentre splendeva il sole, il cielo
era sereno e la neve si scioglieva. Nessun pulman sostitutivo è partito nelle fasce
pendolari da Piacenza. Nessuna informazione utile ai viaggiatori è stata fornita per ore
dagli altoparlanti, solo inutili scuse e giustificazioni.
Foto ritardi

Per chi non lo sapesse i treni pendolari
viaggiano in queste condizioni (23/12/2009)
R2285 venerdì 18 dicembre 2009 (18.20 da Milano centrale diretto a
Bologna)
Foto1, Foto2
R2122 lunedì 21 dicembre 2009 (da Bologna per Milano, partenza alle
7.08 da Piacenza)
Foto1, Foto2,
Foto3
Ovviamente moltissimi treni sono in queste condizioni, solo che non
sempre si ha una fotocamera sottomano per documentarle. Chissà quale penale prevede il
contratto di servizio della Regione Emilia Romagna per le carrozze in queste condizioni?

Lettere dai pendolari: Dichiarazioni di
Moretti, inaffidabili come il servizio che propina ai viaggiatori (23/12/2009)
Vedo sul sito di Repubblica un video in cui l'amministratore delegato
Moretti sostiene che la situazione è eccezionale come nell'85 e '86. Se ben ricordo in
quegli anni scese quasi un metro di neve, oggi siamo attorno ai 20 cm, peraltro ampiamente
previsti da diversi giorni!
Come può fare un'affermazione del genere, e mi chiedo come una testata seria come
Repubblica possa permetterglielo senza smentirlo!
Oggi pomeriggio (21 dicembre) ho trascorso circa due ore nel gelo della stazione centrale
di Milano, nell'attesa che Trenitalia di degnasse di dire quando un treno sarebbe partito
alla volta di Piacenza. Gli annunci agli altoparlanti si affannavano a dare informazioni
sull'alta velocità (anche questa falcidiata da ritardi e soppressioni), per tutti gli
altri il nulla, si parlava solo di "soppressioni mirate".
Io dico che con 20 cm di neve è normale, in un Paese civile aspettarsi ritardi contenuti,
ma visto che una corretta manutenzione costa e che le risorse sono state tutte dedicate
all'alta velocità, quanto meno Trenitalia potrebbe sforzarsi di dare quanto meno
informazioni. Non chiedo molto, solo una comunicazione del tipo "il primo treno utile
sulla direttrice per Bologna è il ...... pronto al binario ... che partirà alle ore
....." evidentemente è chiedere troppo.
Altra lettera (spedita a Corriere.it, FS e a noi in copia)
Forse l'ing. Moretti non sa che nel 1985/86 vennero 90 - NOVANTA - cm di neve non 15/20
come in questi giorni!
Qualcuno può per favore fermare l'arroganza di quest'uomo? Ma possibile che oltre a
subire disagi (!?) dobbiamo sentire queste dichiarazioni? Ho messo in Cc l'ufficio
pubbliche relazioni di Trenitalia: a voi mi rivolgo per consigliare il vostro
"capo" prima di dare alla stampa simili dichiarazioni...
Colgo l'occasione di "invitare " l'ing. Moretti a provare l'ebbrezza di
viaggiare sui magnifici treni dei pendolari (non credo che abbia mai provato un treno che
non fosse l'alta velocità), solo per una settimana e senza "avverse condizioni
atmosferiche", in modo che capisca cosa significa fare il pendolare.
PS: qualora decidesse di accettare l'invito, gli consiglio di seguire il suo stesso
consiglio: portarsi un panino, dell'acqua ...
(riferimento
Corriere)
Altra lettera
Caro ing. Moretti,
ritardi e cancellazioni da paesi da terzo mondo da Voi giustificati da qualche grado sotto
lo zero e qualche fiocco di neve, eppure non siamo all'equatore ed eventi del genere sono,
in questa stagione, tutt'altro che eccezionali.
La informo quindi che, in questo momento, nel paese di Babbo Natale, l'IC 49 partito da
Helsinki alle 13:06 è arrivato, dopo quasi 900 km, tra gelo siberiano e tempeste di neve,
a Rovaniemi alle 22:27 con ben 1 minuto di ritardo (vd. "Rovaniemi_train.jpg",
oppure consulta il seguente sito) ).
Eppure lì la temperatura è ben più rigida che da noi (vd.
"Lapland_meteo.jpg") e la neve ben più abbondante (vd. la foto in live webcam
della casetta degli elfi, "SantaClausLiveWebcam.jpg").
Le consigliamo vivamente di andare a seguire uno stage dalle parti di Babbo Natale,
anziché continuare a raccontarci le solite favole... per il suo, ma soprattutto per il
bene di milioni di pendolari italiani! Noi non siamo nel paese dei balocchi...
Buon Natale.
Altra lettera
Le nevicate di questi ultimi giorni hanno dimostrato, se ce ne fosse
ancora bisogno, la totale incapacità di una certa classe dirigente ad affrontare e
risolvere i problemi. Sono bastati 20 cm di neve per mandare in crisi aeroporti, ferrovie,
e servizi pubblici urbani. Tutti i manager si sono affannati a trovare giustificazioni,
anche preventive, e a fare improbabili comparazioni con altre situazioni geografiche o del
passato, in verità per nulla simili.
L'abilità di questa classe dirigente, che non proviene dalla gavetta ma da nomine
politiche o di vario genere, non sta nel conoscere, affrontare e risolvere i problemi, ma
nella capacità di creare giustificazioni plausibili sia per l'opinione pubblica che per
la classe politica che lha posta sulle poltrone che occupa. Classe politica che
spesso unisce una scarsa competenza tecnica dei problemi, insufficiente per controbattere
alle idiozie che le vengono propinate, ad una conoscenza fortemente alterata dello stato
reale dei fatti.
Penso valga la pena riflettere su come questo sistema, solo all'apparenza
democratico, stia producendo caste di personaggi autoreferenziati che nulla
hanno a che vedere con il vero progresso di una società civile.

Lettere dai pendolari: Diario pendolare 2a
puntata (23/12/2009)
14-12-2009 S.Lucia non ha portato in dono la puntualità...
Niente di nuovo da segnalare, a parte il nuovo orario di Trenitalia.
Al mio arrivo nella stazione piacentina (h.8 circa),spiccava sul tabellone il RITARDO del
R2122 (delle h.7:08) BEN 65 MINUTI!!!
Il mio R2274, al quale è stata spostata in avanti la partenza di 5 minuti, è partito in
orario,
ma ha rallentato lungo la tratta e ha accumulato i soliti 4/5 min.di ritardo.
E' già stato segnalato da altri pendolari piacentini che,dopo le 8:04, da Piacenza verso
Milano c'è IL NULLA; quindi da oggi in poi E' VIETATO DORMIRE UN SECONDO IN PIU'!!?? non
c'è più la valvola di sicurezza delle h.8:08 perché è stata sostituita da un treno
FRECCIABIANCA che parte da PC alle 8:41!!
Ringrazio sentitamente Trenitalia per averci fatto questo dono!!!!

21 dicembre 2009: Agonia di una giornata in
ferrovia (22/12/2009)
Nel fine settimana le ferrovie hanno avuto tutto il tempo per
recuperare i disagi prodotti dalla leggera nevicata di venerdì 18 dicembre, seguita da
due giorni con assenza di precipitazioni e anche un po' di sole. Nessuno poteva immaginare
invece che lunedì 21 dicembre la situazione sulle linee italiane forse ancora
criticissima con la maggioranza dei treni soppressa o in fortissimo ritardo. Soppressi i
treni regionali: R20416 delle 6.43, R2272 delle 6.48, R2912 delle 7.35 lR2274 delle
8.04. Praticamente l80% dei treni pendolari da Piacenza a Milano. Pesanti ritardi
per i treni R20408 delle 6.13 (45), R2122 delle 7.08 (23) stracolmo di gente
vista la soppressione dei due treni precedenti, R20422 delle 7.21 (26), R20400 delle
8,51 (oltre 45). Ovviamente in ritardo anche Espressi, IC ed EScity, in particolare
l'IC 782 che vantava innumerevoli ore di ritardo.
Beffati i viaggiatori del treno R2274 soppresso senza provvedere ad alcun servizio
sostitutivo. A dispetto del servizio il treno regionale R20424 in ritardo è stato fatto
partire 5 prima dell'orario del 2274 lasciando così ai piedi la maggioranza delle
centinaia di viaggiatori che utilizzano quel treno. Ovviamente nessuno degli addetti alla
stazione/circolazione ha pensato al disastro colposo arrecato ai viaggiatori rimasti a
piedi. Atteggiamento ancor più deprecabile è la motivazione data per evitare fermate
straordinarie al successivo espresso E830. È stato detto che non c'era bisogno di fermare
l'espresso in quanto dopo la partenza dell'espresso, avvenuta verso le 8.14, era partito
il regionale R20424. Falso perché lR20424 è partito prima delle 8.00. Ricordiamo
che per molto meno i colleghi lombardi riescono a far fermare i treni emiliani senza che
nessuno si preoccupi del danno procurato a chi subisce il rallentamenti. Ai pendolari
emiliani invece è stata ancora una volta negata la possibilità di utilizzare un servizio
alternativo come l'espresso E830 negando le fermate richieste per Lodi, Rogoredo e
Lambrate, sebbene il suddetto treno abbia poi di fatto fermato ripetutamente fuori da
quelle stazioni e, come se non bastasse, dato l'orario enormemente dilatato è persino
arrivato a Milano Centrale con oltre 10 di anticipo. È la dimostrazione che quelle
fermate si sarebbero potute effettuare senza recare il minimo danno ai viaggiatori
dellespresso. E lennesima dimostrazione dell'incompetenza, inettitudine,
e falsità che contraddistinguono il personale addetto alla definizione della circolazione
dei treni.
Le palle raccontate ai pendolari però non finiscono qua. Visto che sono state esaurite
tutte le scuse possibili per giustificare i ritardi, visto che tutta la tratta Piacenza -
Milano presentava una quasi totale assenza di neve sui binari, con le traversine ben
visibili, visto che non si poteva più dire che era colpa degli scambi ghiacciati perché
si sarebbe dovuto ammettere di non aver effettuato le necessarie manutenzioni sui sistemi
di scongelamento, l'ultima scusa inventata dai manager FS (devono averne assunto qualcuno
creativo solo per trovare scuse nuove) è quella delle rotaie ghiacciate. Un
controllore ci ha infatti detto che il ghiaccio sui binari obbliga il treno a fermarsi 8km
dopo l'inizio della frenata. Facciamo notare a quel controllore e a tutti i suoi colleghi
capziosi che non solo non c'era ghiaccio sulle rotaie, ma se anche così fosse, il peso
del treno è tale da sbriciolare il ghiaccio sulla rotaia, oltretutto il transito del
primo treno elimina di fatto il problema per i treni successivi; soprattutto nel caso in
cui, come era il 21 dicembre mattina, non erano in corso altre precipitazioni.
Il ghiaccio era invece presente sulle sei carrozze di coda del treno partito alle 9.15 da
Milano centrale in direzione Mantova. Quel treno aveva solo le prime due carrozze di testa
aperte. Nessun controllore si è però degnato dinformare i poveri disgraziati che
in fondo al treno tentavano invano di aprire le porte che non si trattava di un treno
abbandonato come sembrava essere guardandolo dallinizio del binario 13 di Milano
centrale, ma che in testa si poteva salire. Così molta gente se l'è visto partire
davanti senza poter nemmeno capire di cosa si trattava.
In risposta alla mattinata di forti emozioni regalate da FS ai viaggiatori fanno eco i
treni della sera, anch'essi completamente allo sbando, per una nevicata che alle 17 aveva
lasciato sul terreno solo pochi centimetri di neve. Addirittura un treno EScity dopo ore
di agonia tra Milano Centrale e Milano Lambrate è dovuto rientrare in retromarcia
all'ovile causa guasto, abbandonando i viaggiatori al proprio destino. Era incredibile
vedere mamme con carrozzine e figli al seguito perse nella bolgia dei sottopassaggi di
Milano Lambrate senza nemmeno capire da che parte dovevano dirigersi per cercare un altro
treno che le portasse destinazione.
A fronte di tutto questo ci sentiamo dire dal signor FS che solo il 5,6% dei treni
regionali è stato soppresso. Farebbe meglio, quel signore, invece di strapagare manager e
sparpagliare soldi pubblici a destra e a manca per avere in cambio dei treni catorcio (dai
regionali agli Eurostar), ad andare a studiarsi come fanno in certi paesi, dove la neve è
presente per sei mesi all'anno, a far funzionare i treni molto meglio che da noi, senza il
bisogno di raccontare frottole ai viaggiatori e allopinione pubblica. Visto che
siamo sotto Natale è bene che le sue palle se le tenga appese
allalbero.

Scarica la trasmissione "Mi manda Rai
3" con i pendolari piacentini (21/12/2009)
Ci è stato segnalato che è disponibile in rete il dibattito sul pendolarismo
(60 MB) mandato in onda con la nota trasmissione di Rai3 che venerdì 17 dicembre si
è collegata in diretta con l'Associazione pendolari di Piacenza per discutere i problemi
del servizio ferroviario.

Il nuovo orario mostra subito tutte le sue
pecche (21/12/2009)
Un pessimo inizio per il nuovo orario ferroviario. Ritardi su tutti i
treni, carrozze chiuse, ghiacciate e perfino un treno in fiamme: lR2285 che il 17
dicembre è stato soppresso a Lodi dopo oltre mezzora dillusori annunci sulla
sua ripartenza. Il treno R2122 delle 7.08 per Milano, uno dei pochi che erano affidabili,
è diventato imprendibile. Ci sono poi i 17 minuti dattesa a Piacenza, previsti da
orario, per i passeggeri dellR2274 in partenza alle 8.04 per Milano. Si chiama
polmone per nascondere i ritardi, è uno dei tanti con cui Trenitalia ha
infarcito il nuovo orario col benestare della regione Emilia Romagna che così regala agli
amici FS ricchi sconti sul fronte penali. Tornate copiose anche le fermate straordinarie
che quel treno effettua nel regno di Lombardia e la penosa via crucis prima di
Casalpusterlengo, con annessi ritardi, causa nuova precedenza a un treno locale per Pavia.
Sulla bretella che da Tavazzano porta alla linea veloce per Milano è comparsa la nuova
fermata (la quattordicesima tra PC e MI-Centrale) per consentire agli Eurostar di passarci
davanti.
Interrotto a Lodi, per ora solo in fascia non pendolare, il servizio
dei treni che effettuavano tutte le fermate. Per oltrepassare Lodi ora si deve cambiare in
quella stazione. Questo comporta oltretutto il raddoppio dei treni sulla linea con ovvi
rischi per la circolazione e la puntualità. Ma vi sono anche due vantaggi non
indifferenti, solo per FS però: 1) Trenitalia può finalmente chiedere più soldi perché
fa circolare più treni; 2) si saturano le tracce orarie e non ci sarà più spazio per
uneventuale concorrente. Con più treni in circolazione però sembra corretto dover
aumentare i finanziamenti. Ma siamo sicuri che non sia il solito giochino delle tre carte
che rosicchia carrozze ad altri treni per creare quelli nuovi? Il parametro utilizzato per
valutare la quantità del servizio è infatti il numero di trenichilometro, non il numero
di carrozzechilometro come dovrebbe essere. Quindi che il treno abbia una o 13 carrozze
non fa differenza. E chiaro che conviene far circolare molti treni con poche
carrozze per far risultare un incremento del servizio e aspirare quanti più soldi
possibile dalle amministrazioni. Con più treni però serve perlomeno più personale ed
infatti sono ricomparse le carrozze chiuse per mancanza di personale, segnalate
sullR2283 e sullR2287 in partenza da Milano. I passeggeri rimasti in piedi
ringraziano.
In tutto questo sfacelo un treno in anticipo però cè stato.
E lR20409 in partenza alle 18.50 da Milano Lambrate che il 14 dicembre scorso,
a dispetto degli 8 minuti di ritardo alla partenza, è arrivato a Piacenza alle 19.48, con
ben 5 d'anticipo. È la dimostrazione che quel treno, come moltissimi altri,
potrebbe percorrere la stessa tratta impiegando 13 minuti in meno.
Tante lamentele anche per leliminazione degli Eurostarcity, in particolare quello
delle 19.00 da MI-Centrale. A quellora restano solo treni lumaca. Così in quella
fascia oraria anche Milano Centrale sadegua, con 4 anni di ritardo, al buco di
servizio veloce per i pendolari piacentini, già presente dal 2005 in altre stazioni
milanesi.
Molti di coloro che hanno sborsato 110Euro (+ i 323Euro messi dalla regione Emilia
Romagna) per viaggiare per tutto il 2009 anche su Intercity ed Eurostarcity, in questi
ultimi 15 giorni dellanno sono rimasti senza treno. Trenitalia dovrebbe restituire a
quei viaggiatori e alla Regione quantomeno un ventiquattresimo della somma percepita. Sono
quasi 18 Euro per abbonamento che moltiplicati per le molte migliaia di orfani da
Intercity/EScity rappresenta un bel gruzzoletto. Vogliamo scommettere che anche questa
volta la Regione Emilia Romagna si guarderà bene dal farsi ridare quei soldini?

Dietro le quinte del collegamento a Mi manda
Raitre (21/12/2009)
Come forse alcuni sapranno venerdì scorso lassociazione
pendolari di Piacenza ha partecipato, con un collegamento in diretta, alla trasmissione
Mi manda Raitre. Una bella e meritata gratifica per i tanti sforzi dedicati
all'impari confronto col colosso di Stato, monopolista del servizio ferroviario.
Ovviamente la controparte FS, seppur invitata in trasmissione, non sè presentata.
Il tempo previsto dalla scaletta per affrontare la nostra questione era di 25 minuti, ma
il dilungarsi della querelle sui metodi dimagranti ha ridotto a meno dun quarto
d'ora l'angolino dedicato ai pendolari e a pochi minuti lo spazio riservato al nostro
collegamento. Solo il presidente Fittavolini è riuscito a dire qualcosa; all'avvocato
Fantigrossi, che avrebbe potuto dare utili indicazioni su come e perché avviare cause
contro Trenitalia, è stata tolta la parola dopo poche frasi. Per i tanti pendolari
presenti in sede nemmeno il piacere di farsi sentire con qualche coro di disapprovazione.
E vero, sarebbe servita un'intera trasmissione per snocciolare tutti problemi con un
contraddittorio, invece lincalzante ritmo televisivo ha imposto i suoi tempi per non
compromettere sua maestà lindice dascolto.
Nonostante lingrata nevicata tanti pendolari si sono stipati
nella piccola sala per raccontare degli eterni e infiniti problemi che ormai saturano
dinefficienze il servizio ferroviario e smascherare le falsità di chi ne propaganda
le virtù fasulle. Purtroppo a nessuno è stato lasciato il tempo di esprimersi. Sentiamo
di doverli ringraziare tutti a cominciare da quei genitori che si sono fatti in quattro
per riuscire a partecipare. La nostra fatica però non è stata vana. Noi, gente comune
che non cerca la fama mediatica, siamo andati in onda davanti a milioni di persone per
riaffermare, anche solo con la nostra presenza fisica, che in questo paese il servizio
ferroviario tutto sta colando a picco.
Un altro grazie va ai tecnici che hanno organizzato il collegamento lavorando in
condizioni proibitive. Abbiamo saputo che il rutilante mondo televisivo, coi compensi da
favola ai conduttori e i dorati cachet per gli invitati, è assai lontano dalla loro
realtà quotidiana, fatta di lavoro precario, subappaltato, senza i più elementari
diritti come avere il tempo per pranzare o cenare.
Invece dinfestare letere con tante inutili banalità, sarebbe opportuno che in
TV si parlasse più spesso, con tutto il dettaglio necessario, di come è la dura vita di
coloro che in questo paese subiscono i nefasti effetti dell'opportunismo altrui.

Lettere dai pendolari: Milano Greco-Pirelli
stazione dimenticata da Trenitalia (21/12/2009)
Sono una studentessa universitaria che da Piacenza, ogni mattina si
sposta a Milano per studiare. Sfortunatamente ho scelto un corso che mi porta ogni mattina
alla volta di Milano Greco-Pirelli, stazione ben poco servita dalle ferrovie dello stato.
Faccio quindi tanta fatica, tra coincidenze e vari cambi di treno, ad arrivare in orario.
Guardando i nuovi orari notato che per me sarà un vero e proprio supplizio. La mattina,
avendo ritardato il treno delle ore 7.59 alle 8.04, spero vivamente di continuare a
prendere la coincidenza per Seregno delle 8.53, già poco rispettata quando il treno
partiva 5 minuti prima. Noto inoltre un gigantesco buco tra le 14 e le 16, possibile che
nessuno oltre alla sottoscritta abbia bisogno di un treno che arrivi alle 16 a Milano? Per
il ritorno poi è una tragedia anche peggiore...
Non vedo più il treno delle 12.12 da Lambrate, che riuscivo a prendere con il passante
per San Cristoforo. Dalle 11.30 alle 14
dovrei forse prendere il treno delle 12.26
per Codogno e poi cambiare per arrivare a Piacenza alle 13.28? Ahimè è scomparso il mio
amato 16.10 da Lambrate, con arrivo a Piacenza alle 17.28. Grave! So che le lamentele di
una singola persona non valgono molto, ma mi sembrava giusto far presente che non solo i
lavoratori che ogni giorno scendono a Rogoredo o Lambrate sono importanti, ma anche tutte
quelle persone che, oltre ad impiegare unora di pullman per arrivare alla stazione
di Piacenza, devono poi sprecare giornate intere per la mancanza di coincidenze, o treni.

Lettere dai pendolari: Bonus abbonamento
dicembre, questione di lessico (21/12/2009)
Sono un pendolare e uso un abbonamento Milano-Piacenza IC con
estensione regionale. Qualche giorno fa ho trovato in stazione un avviso di Trenitalia che
annunciava uno sconto del 20% per l'acquisto di abbonamenti su questa tratta per il mese
di Dicembre. Il comunicato parla di bonus per tutti i titolari di "abbonamento
mensile", il che in italiano dovrebbe indicare ogni tipo di abbonamento: regionale,
IC, ES e tutta la giungla di combinazioni escogitate da Trenitalia. In italiano però. In
Trenitaliano invece no: mi è stato spiegato che "abbonamento" significa solo
"abbonamento regionale", e in base a questa forzatura lessicale mi è stato
negato il bonus.
A parte il fatto che viaggiano in ritardo anche gli Intercity, se ho acquistato
l'abbonamento con estensione ai treni regionali è perché mi capita spesso di viaggiare
anche con quei treni. E non mi pare di aver ricevuto un trattamento migliore di chi ha
acquistato un "abbonamento" tout-court.

Lettere dai pendolari: Appello disperato da
un pendolare di Parma (21/12/2009)
Abito a Parma, lavoro a Milano e sono un pendolare in possesso di
abbonamento annuale interregionale.
Vorrei segnalare l'inchiesta sui nuovi orari ferroviari pubblicata oggi dal Corriere della
Sera (e non solo) del 16 dicembre scorso a pag. 1, 16, 24, 25 dove si parla di come
Tranitalia non consideri importante il trasporto pendolare (Moretti ha però sottoscritto
molto di recente il dato che il trasporto pendolare è la prima voce di bilancio di
Trenitalia) prendendo ad esempio linee come la Milano-Bologna (ripeto: la Milano-Bologna,
non la Corleone-Caltagirone, senza nulla togliere alla nostra bella Sicilia), la Cremona,
e l'area di Firenze.
I tempi di percorrenza degni di trasporto a cavallo che hanno sempre contraddistinto il
trasporto pendolare e che sono addirittura peggiorati con il nuovo orario (conseguenza,
probabilmente, delle nuove frecce multicolor che teletrasportano i business-men su e giù
per l'Italia), condizionano pesantemente la vita professionale e, di conseguenza, quella
privata di chi dà un contributo importante al PIL (e di chi le tasse le paga. Tutte.), e
cioè, di noi pendolari.
Vi invito a leggere, oltre che il giornale cartaceo, anche alcuni temi presenti sul sito
del corriere ed, in particolare, di notare i
commenti dei viaggiatori.
E' possibile tra le 6 e le 9 del mattino un treno regionale Parma-Milano percorra i 129 KM
che separano le due città in una media di 1 ora e 39 minuti? Dove sono finiti i contratti
di servizio tra Regioni e Trenitalia che dovrebbero assicurare un tempo massimo di
trasporto tra città e città?
E' possibile tra le 7:05 e le 8:10 non ci sia un treno che da Parma va a Milano? Stiamo
parlando di 7:05 - 8:10, quando la gente normale va a lavorare, non di 12:00 - 13:00,
quando la gente normale è in pausa pranzo.
Mi spiegate perchè, a parità di numero di fermate (ve lo garantisco: non confrono mele
con pere) alcuni treni impiegano 1:20 (R 20400 delle 8:13) ed altri 1:55 (R 2274 delle
7:05)?
Mi spiega, Ass. Peri, perchè dovrei pagare 110 euro/anno (e gravare sul bilancio
regionale per altri X euro) per l'acquisto del supplemento che consente l'accesso al
frecciabianca delle 8:10 o all'ICN delle 6:48 per, nel primo caso, impiegare lo stesso
tempo del treno che parte tre minuti dopo, nel secondo caso, per arrivare alla stessa ora
e dormire 10 minuti in meno ed, in entrambi i casi non fermare a Lambrate, che è la
stazione più vicina al mio posto di lavoro?
C'è qualcuno di voi Signori che legge gli orari, sì o no?
E' possibile che il treno che il 12 dicembre partiva alle 7:19 a Parma per raggiungere
Milano alle 9:00 (1h 41'), ora parta alle 7:05 per arrivare a Milano alla stessa ora,
facendo una sosta a Piacenza di 18 minuti? Abbiamo fatto presente, come associazione
pendolari, questa dissonanza agli oraristi di Trenitalia, che però hanno risposto che è
stata una scelta territoriale. Se questo è vero, ci spiega, Ass. Peri, se è stato lei a
rendere quel treno impossibile da prendere? Tra l'altro, ci spiega perchè quando incontra
i pendolari, lei, oltre al tempo istituzionale che ci deve in quanto democraticamente
eletto, non si dedica a cercare di discutere con la gente per capire come risolvere i
problemi (es. riunione con i pendolari dello scorso 1/12), come invece, essendo, ripeto,
eletto democraticamente, dovrebbe fare? Se lavorasse in una qualunque Azienda privata con
un minimo di struttura, il suo responsabile non sarebbe molto contento del suo spirito di
collaborazione, credo. Ma lei questo problema non ce l'ha, giusto?
Fino ad adesso ho parlato di come dovrebbe, purtroppo, essere sulla carta. Poi, tra il
dire ed il fare c'è di mezzo il mare, occorre considerare i ritardi, le soppressioni, la
pulizia. Stamttina il mio treno (6:58 da Parma: non ho più alternative) aveva mezz'ora di
ritardo, il 6:10 (sempre da Parma) è stato soppresso e a Lambrate il monitor sembrava un
bollettino di guerra con troppi, veramente troppi, caduti provenienti da tutto il Nord
Italia.
Detto ciò, vi chiedo, come cittadino e come elettore, di fare qualcosa. Non
un'interrogazione che va a finire nel vuoto. Non discussioni infinite tra destra e
sinistra, non azioni per mettersi in mostra e denigrare la controparte: la situazione dei
trasporti in questo Paese disastrato (la P maiuscola l'ho messa a fatica) è e deve essere
interesse bipartisan, alla stregua di sanità, scuola, sviluppo, sicurezza.
Voglio che vengano fatte azioni: rigidità nei confronti di Trenialia, rispetto dei
contratti, monitoraggio della qualità del servizio da parte delle Regioni, non appaltate
a Trenitalia stessa, e, se questo non è possibile (dovete spiegarne il perchè in
televisione), vorrei che si rompessero i contratti di trasporto regionali (la Società
sceglie che è più profittevole puntare sull'Alta Velocità, e mi sta bene, i soldi sono
soldi) e si destinassero i 360 milioni di Euro che annualmente Emilia-Romagna e Lombardia
pagano a Trenitalia, per creare società di trasporto interregionale che funzionano
presto, non nel 2050. Il regime di concorrenza già stenta a funzionare (vedi carterlli
tra Assicurazioni, Banche ecc.) quando ci sono in campo più soggetti; sicuramente la
concorrenza non funziona quando c'è un solo soggetto senza concorrenti...
Come cittadino che vi elegge (e quindi, in un certo senso, come vostro azionista) pretendo
che facciate qualcosa per consentirmi di continuare a lavorare e pagare i vostri stipendi
con le mie tasse.
Fate qualcosa
Fate qualcosa
Fate qualcosa
Fate qualcosa adesso!
Yes, you can.

Lettere dai pendolari: Scambio di treni (21/12/2009)
Vorrei fare un commento relativo al nuovo orario del vecchio regionale
da Parma per Milano centrale, prima 6.43 ed ora scambiato con il Sesto San Giovanni alle
ore 6.48. Il risultato di questa brillantissima pensata è che ora il regionale da Parma
arriva a Milano Rogoredo puntualmente in ritardo di 10 minuti, facendo perdere varie
coincidenze con il passante ferroviario.
Non ultimo non si capisce il motivo per cui sia il regionale da Parma a raccogliere i
naufraghi alla stazione di Codogno, quando ora dovrebbe essere preceduto dal Sesto San
Giovanni.
Non è forse il caso di organizzare qualche protesta seria, visto che qui in Italia chi
ottiene qualcosa è sempre e solo chi alza di più la voce ?

Le prime pecche del nuovo orario (14/12/2009)
Un difficile inizio per il nuovo orario ferroviario. Stamattina 14
dicembre il treno delle 7.08 da Piacenza per Milano ha inaugurato il nuovo orario con
quasi 70 di ritardo. I suoi passeggeri hanno dovuto prendere il successivo R20422
delle 7.21 che però è arrivato pure in ritardo di alcuni minuti. Che dire poi dei 17
minuti di attesa alla stazione di Piacenza, rigorosamente previsti da orario, per i
passeggeri del 2274 in partenza per Milano alle 8.04. Al 2274 hanno di nuovo messo davanti
il regionale da Codogno per Pavia, ripristinando così la penosa via crucis a due
allora nei cinque chilometri prima di Casalpusterlengo ed ovviamente annessi
ritardi. A Lodi i viaggiatori erano già tutti in piedi. Nove minuti di ritardo anche al
neopromosso Eurostarcity 9802 Frecciabianca delle 8.41 per Milano. Nonostante quel treno
impieghi già da orario ben 49 per arrivare, senza fermate intermedie, fino a Milano
centrale. Unautentica propria presa in giro per chi deve sborsare tanti soldi per
utilizzarlo.
Al ritorno i ritardi sono stati più contenuti grazie agli enormi tempi
di percorrenza cui ormai sono soggetti moltissimi treni. Un esempio per tutti è il
regionale R20409 in partenza alle 18.50 da Milano Lambrate. Nonostante sia partito con
8 di ritardo, alle 18. 58, è arrivato a Piacenza con ben 5 d'anticipo, alle
19. 48 anziché alle 19.53. Questo almeno quanto è riportato sul sito viaggiatreno.it
delle ferrovie. È la dimostrazione che quel treno potrebbe percorrere la stessa tratta
impiegando almeno 13 di meno. Le ferrovie gioiscono perché grazie questi
rallentamenti e ai conseguenti minori ritardi, pagheranno meno penali.
Qualche novità anche sul fronte carrozze: sono riapparse le carrozze
chiuse. Il regionale R2283 in partenza da Milano Centrale alle 17.20 ha viaggiato con le
due carrozze di testa chiuse. Il gentile capotreno ci ha spiegato che era per causa
mancanza di personale. Levento però non è temporaneo, dovuta ad un imprevisto,
bensì pianificato a priori. Il problema delle carrozze chiuse comunque su quel treno
potrebbe essere risolto in maniera molto elegante dalle ferrovie che, stando a quanto ci
dice lo stesso ferroviere, potrebbero decidere di togliere le due carrozze di troppo, al
motto di: occhio non vede cuore non duole. Ecco come le ferrovie fanno il
gioco delle tre carte e riescono ad aumentare il numero di treni chilometro, senza
disporre delle carrozze sufficienti: basta rubarle ai treni che le tengono chiuse.
E intanto l'assessore ai trasporti della regione gioisce perché avremmo tanti
nuovi treni in più. Chissà da dove li avranno presi?

Cosa succede sulle altre tratte (7/12/2009)
Le modifiche più importanti sulla tratta Fiorenzuola - Milano sono che
il treno R2122 delle 6.52 rimane dov'è anziché essere anticipato alle 6,44 comera
stato prospettato nelle bozze precedenti, evitando così una pericolosa sovrapposizione
con lR2272 delle 6.32. Il reinserito Livorno delle 17.05 (R2039), che era stato
tolto dalle precedenti bozze, arriverà a Fiorenzuola alle 18.17 anziché alle 18.24 con
un risparmio di ben 7. Anche il 2274 è stato risistemato all'orario attuale
anziché essere anticiparlo di 15' com'era stato prospettato. L'unico nervo scoperto
rimane l'IC 549 delle 20,05 da Milano Centrale che è ancora in esame alle autorità
competenti. Sono piccoli passi in avanti, ma questo non può bastare ai pendolari di
Fiorenzuola che puntano alla realizzazione dei treni pendolari veloci utilizzando il
transito sulla linea ad alta velocità.
I treni sulla tratta Piacenza - Parma avranno anch'essi qualche aggiustamento. Stando alle
ultime bozze che ci sono pervenute quello delle 6.52 dovrebbe avere la percorrenza
aumentata di 2 come quello delle 7.54 che verrà anticipato 7.52. Velocizzato invece
di 4 l'attuale R20403 che però partirà alle 7.05, mantenendo quindi il buco di
treni regionali nella fascia fino alle 7.52. Questo obbligherà molti viaggiatori a
servirsi dellEurostarcity alle 7.22 o dellIntercity delle 7.43 che arriverà a
Parma alle 8.17.
Per quanto riguarda il ritorno serale il treno delle 17.09 sarà anticipato alle 17.05 con
un allungamento di 4. Due minuti di allungamento anche al treno delle 17.27 che
dovrebbe partire da Parma alle 17. 23. Non cè più traccia del treno delle 17.57,
al suo posto un Intercity alle 17.36 che arriverà alle 18.12 ed un EScity alle 18.09 in
arrivo a Piacenza alle 18.39. Il treno delle 18.27 sarà velocizzato di 4 e partirà
alle 18.20, mentre quello delle 19.05 verrà rallentato di ben 7 con arrivo previsto
a Piacenza alle 19.48.
Restano al momento oscure le modifiche sulle altre linee come la Piacenza - Pavia, la
Piacenza - Alessandria o la Piacenza - Cremona. Sul sito di Trenitalia sono in fase di
aggiornamento i nuovi orari, ma ci dicono che ci vorranno alcuni giorni.

Lettere dai pendolari: Per i turnisti la
vita diventa più dura (7/12/2009)
Alla lettura delle bozze di orario ho avuto un mancamento... dov'è finito il
"Locale" delle 12.33 da Piacenza a Milano? Io sono una pendolare atipica,
poiché lavorando su turni utilizzo diversi treni ad orari diversi, perciò per quel che
mi riguarda i problemi in questi orari sono "diffusi", ma andiamo con ordine.
DA PIACENZA A MILANO. Già dall'anno scorso il R20408 delle 6.13 da PC ha
"ricevuto" un ritardo all'arrivo a Lambrate, causa giro degli Orti
(la linea lenta tra Rogoredo e Lambrate). Il problema persiste anche quest'anno. Il R
20402 locale delle 12.33 da Piacenza sembra essere scomparso nel nulla lasciando grossi
buchi nell'orario (dalle 9.50 alle 11.50 e dalle 11.50 alle 13.09)
Come risaputo la maggior parte dei turni pomeridiani (comunità, ospedali, supermercati,
ecc.) inizia alle 14, come pure la sessione pomeridiana delle lezioni universitarie. Ora i
turnisti e gli universitari avranno 2 scelte: arrivare con 30 di ritardo o con 1 ora
e 30 di anticipo. Anche la sera per raggiungere Milano il R20436 è stato anticipato
in partenza di 11, per arrivare solo 6 prima a Lambrate.
DA MILANO A PIACENZA. Il R20407 delle 8.12 da Lambrate è stato anticipato di ben
30, alle 7.43. Trenta minuti prima è un altro treno, per altre persone.
Il treno successivo è alle 9.27 da Lambrate. Ridateci almeno l'IC per Firenze SMN delle
8.10 da centrale. Il regionale R2289 che passava a Lambrate alle 21.27 ora è previsto per
le 21.22 mentre il R20413 partirà alle 21.23: due treni in partenza nel giro di 120
secondi e poi più nulla fino alle 23.10!
Unico vantaggio per me il treno R20419 che forse riuscirò a usare qualche volta visto che
partirà 34 più tardi. Confidiamo come sempre negli IC, che però ci spillano
110 all'anno (per quest'anno almeno, il prossimo chissà?)

Lettere dai pendolari: "Eau de
Trenitalia" (7/12/2009)
Da qualche mese per recarmi al lavoro ho cominciato a utilizzare il
treno 20422 che parte da Piacenza alle 7.19. Da quando ho cominciato a prendere questo
treno sono arrivato in orario nella stazione di Lambrate pochissime volte (forse sono io
che porto sfortuna?). A parte le volte in cui è soppresso (a novembre è successo per tre
lunedì consecutivi), parte sempre spaccando il minuto da Piacenza, il problema è dopo,
fra soste prima e dopo Codogno (fermata non compresa nel tragitto) in mezzo ai campi per
dare precedenze ad altri treni, alla fine arriva sempre in ritardo. Ma non è solo questo,
da qualche giorno, metà treno è praticamente senza riscaldamento. E non è finita qui.
Capita spesso di vedere i sedili conciati in un modo allucinante, sporchissimi, da azzurri
a marroni. Mi è venuto veramente schifo al pensiero di sedermi, per questo ho cercato un
sedile un po più pulito, solo che l'ho trovato nella carrozza senza riscaldamento
ovviamente, ma meglio arrivare a Milano congelati piuttosto che sedermi in tale zozzeria.
Ma Trenitalia per chi ci ha preso? Dovrebbero venire i loro dirigenti a sedersi su un
treno simile (invece che viaggiare sugli Eurostar). Per non parlare dell'odore di sporco
che si appiccica ai vestiti: Eau de Trenitalia! Bleah!
Quando vedo questi treni, penso che neanche nel terzo mondo sono ridotti così. Con tutto
il rispetto per il terzo mondo.

Lettere dai pendolari: Diario pendolare 1°
puntata, una settimana di furore (7/12/2009)
OCCHIO ALLINGANNO!
In novembre, nei 13gg in cui ho usufruito del treno per spostarmi sulla tratta
Piacenza-Milano ho "accumulato" 162 minuti di ritardo, (in media 12,5 minuti al
giorno).
È importante osservare però che il conteggio non tiene presente quanto segue:
rispetto allo scorso anno, il treno ES9776 (ex ICplus 552), da tabella, prevede un tempo
di percorrenza di 42 minuti anziché 33! quindi altri 9 minuti di ritardo quotidiani li
regaliamo già a Trenitalia!
Lo scorso anno, nello stesso mese,viaggiando tutti i giorni in treno, avevo totalizzato
più di 600 minuti di ritardo, con la media "spaventosa" di 30 minuti al giorno!
Diciamo che apparentemente un lieve miglioramento potrebbe esserci stato; di fatto non e'
cosi' perché per farci credere che i ritardi sono diminuiti, Trenitalia ha dilatato
notevolmente i tempi di percorrenza facendosi quindi un grosso autogol
ufficializzando i ritardi stessi!
E il 13 dicembre prossimo, Santa Lucia ci porterà in dono l'orario nuovo con i tempi di
percorrenza ulteriormente gonfiati per molti treni regionali!
CHE SCHIFO!
30-11-2009: Eurostar 9776 ribattezzato FRECCIALENTA
Stamattina ho viaggiato su ES9776, da me ribattezzato FRECCIALENTA dato che da
sempre tutti i treni VELOCI(?) hanno il prefisso FRECCIA.
A Piacenza era annunciato con 5 di ritardo, ma è partito con almeno 10, senza
motivazioni particolari ovviamente e soprattutto senza modificare il display
con i minuti di ritardo (sport preferito dalle FS per evitare che gli utenti ritardatari
perdano il treno!!!). Il treno ha raggiunto la stazione di Milano Rogoredo dopo 37
di viaggio SENZA FERMATE INTERMEDIE.
Questo gioiello della tecnologia ha percorso 64 km alla media spaventosa di
100 km/h. Nella carrozza nr.9 dove ho trovato posto, ho potuto viaggiare in modo
confortevole con alcuni finestrini semi-aperti, le porte di comunicazione che
non si chiudevano, creando quindi un frastuono assordante a bordo.
Se uno dei fiori allocchiello della flotta Eurostar è questo,
IMMAGINATE IN QUALI CONDIZIONI VIAGGIAMO ABITUALMENTE SUI CONVOGLI DI CATEGORIA INFERIORE!
01-12-2009 EMERGENZA COSTANTE
Ieri sera lIC597 è arrivato abbastanza puntuale nella stazione di Rogoredo, con una
porta APERTA nella carrozza 3; sulla banchina, i viaggiatori in attesa hanno commentato
ironicamente il fatto: Avranno voluto cambiare un po laria
. ecc.
LIC 597 è ripartito con la PORTA APERTA, ALLA FACCIA DELLA SICUREZZA!. Dopo aver
peregrinato nelle carrozze del convoglio alla ricerca del capotreno per informarlo del
MALFUNZIONAMENTO e dopo diversi minuti , un altro viaggiatore ha finalmente
incontrato un controllore e gli ha fatto presente la situazione di pericolo in
cui stavamo viaggiando: ma il controllo non dovrebbe essere fatto quando il treno è fermo
nella stazione? Mah
.! (A Piacenza la porta era chiusa con un gancio metallico)
Nel frattempo il convoglio ha proceduto a singhiozzo fino alla stazione lodigiana dove ha
accumulato una decina di minuti di ritardo.
Dopo Lodi, lIC597 si è fermato inspiegabilmente a Casalpusterlengo ( non prevista),
è rimasto qualche fermo qualche minuto, è ripartito lentamente e si fermato nuovamente e
inspiegabilmente a Codogno (non prevista).
Incavolato (a dir poco
.) sono balzato in piedi e mi sono fiondato verso
luscita per chiedere lumi al controllore: QUI HO AVUTO UNA AMARA SORPRESA: Tre donne
erano appena scese dal treno e, ringraziando il controllore per non so cosa, gli hanno
fatto perdere ancora qualche minuto bloccandolo sul marciapiede per chiedergli
informazioni sullorario ferroviario. ESTERREFATTO sono tornato gonfio di rabbia al
mio posto convinto che fosse successo qualcosa di molto strano
Arrivati finalmente a Piacenza con 19 MINUTI DI RITARDO, pochi istanti dopo la discesa dal
treno, ho notato due agenti POLFER avvicinarsi al controllore e chiedergli quale fosse il
motivo per cui erano stati allertati; il controllore mi è sembrato
stranamente sorpreso e mi è sembrato che cadesse un po dalle
nuvole
Fatto sta che anche ieri sera ABBIAM REGALATO QUASI 20 MINUTI DELLA NOSTRA ESISTENZA A
TRENITALIA E AI SUOI INFINITI DISSERVIZI!
VERGOGNA!
02-12-2009 EMERGENZA CONTINUA
Stamattina il R2274 è arrivato a Piacenza con una sola carrozza di prima classe
allinterno della quale, una delle porte di comunicazione era senza vetro,
probabilmente per migliorare la circolazione dellaria?! Andatura tartarughina da
Piacenza a Lodi (accumulati 15 di ritardo) e lieve peggioramento anche allarrivo a
Mi Rogoredo ( 16 minuti)
2 Dicembre SERA
Ieri sera a Rogoredo alle 17.55 i tabelloni erano aggiornati ai treni in partenza alle
17.10 circa! Ho temuto il peggio, invece gli annunci sonori erano abbastanza attendibili.
Il treno IC597, dopo lodi ha viaggiato come al solito a singhiozzo effettuando lunghe
soste senza informarci dei motivi sia a Casalpusterlengo che a Codogno. Risultato. arrivo
a Piacenza con 15 minuti di ritardo.
3 Dicembre: FERROVIE DA QUARTO MONDO!: DELIRIO ALLA STAZIONE DI PIACENZA
Mattinata indimenticabile alla stazione di Piacenza, sono arrivato qualche minuto prima
delle 7.00 davanti al tabellone, ho notato subito che lR20422 delle 7.01 era stato
cancellato; l R2122 delle 7.08, invece, era indicato solo in partenza per Milano, ma
non in arrivo da Bologna e, ovviamente, "senza binario".... Mmmmhhhh....sento
puzza di guai anche oggi!!!
Dopo qualche minuto viene diffuso l'annuncio che lR2122 delle 7.08 partirà con
10 di ritardo dal binario 2, ma "niente nuove" sul suo arrivo da Bologna:
qui non si tratta più di guai in arrivo, ma di un vero e proprio "disastro"!
Ore .7.06: viene diffuso l'avvertimento di allontanarsi dal binario 2 causa
"piazzamento treno": scommettiamo che sarà un treno di riserva camuffato da
R2122? Non mi sbagliavo!!!
Un treno vecchio come "il cucco" riesumato da qualche magazzino FS giunge
lentamente
Dalle rimesse al binario 2 e, contemporaneamente, sul tabellone posto sul marciapiede
corrispondente viene visualizzato "R2122" con +10' di ritardo. Facile
profezia!!!
Ma il "vero" R2122 sarà stato bombardato sulla Bologna-Piacenza? Sarà stato
rapito e nessuno ha chiesto il riscatto??
Il "quarto mondo" delle ferrovie è qui!! Coi "nostri" treni siam
messi peggio del Bangla-desh (nazione che probabilmente non è più riconosciuta
ufficialmente), e del Congo!
Tutto il mondo ride dello schifo in cui brancola il nostro servizio ferroviario e
inorridisce al solo pensiero di dover usufruire un giorno del nostro "materiale
rotabile"!
Torniamo a "noi": siamo saliti sul treno (fantasma) congelatore che,
naturalmente, era già abitato con gioia dai pinguini (di Madagascar) e altre razze
antartiche comodamente sistemati sui sedili ghiacciati!
Trascorrono altri minuti ed ecco un nuovo annuncio:il regionale delle 7.19 per Milano oggi
effettuerà fermata straordinaria in tutte le stazioni, decidiamo quindi di rimanere a
bordo del freezer R2122. Ore 7.28: nonostante naso e orecchie stiano perdendo
sensibilità, riesco a capire che non siamo ancora partiti e che nessun altro avviso è
stato diffuso: disinformazione cronica! Ma ecco che arriva puntualissimo sul binario.3 il
treno ICN784 (da Crotone): decidiamo di....fiondarci giù dal freezer perché si è fatta
largo la convinzione che lICN partirà prima del nostro "avanzo di
magazzino". Giusto il tempo di avvicinarci al "Crotone" e viene diffuso
l'annuncio della partenza del freezer dal quale siamo appena scesi. Attimi
dincertezza..... Il capotreno del freezer non da ancora l'OK, ICN non
"lampeggia" sul tabellone.... Booooooh! Decidiamo di risalire sul freezer, dove,
nel frattempo, abbiam perso i posti a sedere: alle 7.31 lentamente si parteeeeeeee! Almeno
una scelta è stata azzeccata! Ore 8:00: all'altezza di Secugnago il capotreno (via
altoparlante) informa che "causa ritardo nella preparazione del materiale, il treno
viaggia con 25' di ritardo" ennesima presa-per-il-culo clamorosissima: saranno almeno
35'; infatti, poco dopo il treno raggiunge la stazione di Lodi con 42di ritardooooo!
(il tabellone indica però +30') la "via crucis" è terminata finalmente a
Rogoredo alle ore.8.25 dove il freezer è arrivato con 42 minuti di ritardo.
Ormai ho superato anche l'esasperazione: non hanno il diritto di rovinarci l'esistenza in
questo modo! Tutto ciò è 'schifosissimo e vergognosissimo! Da questa sera non esibirò
più il titolo di viaggio al controllore (tanto non passa mai!)

Resoconto dell'incontro in Provincia di
Piacenza del 1° dicembre 2009 (2/12/2009)
Il primo dicembre 2009 s'è svolto l'incontro presso la provincia di
Piacenza per discutere le bozze del prossimo orario ferroviario che entrerà in vigore il
13 dicembre prossimo. Presenti le associazione pendolari, la delegazione della regione
Emilia-Romagna, un rappresentante della regione Lombardia e le ferrovie emiliane e
lombarde.
Il Presidente della Provincia Trespidi ha letto la lettera inviata a
suo tempo a Ferrovie e Regione con cui si faceva portavoce della richiesta di
velocizzazione (con tempo di percorrenza entro 50) di due treni pendolari da
Piacenza per Milano della mattina e dello sdoppiamento dell'attuale treno di ritorno delle
18. 20 da Milano in due treni veloci, uno alle 18.00 con 40 di percorrenza e l'altro
alle 18.40. Trepidi ha precisato che la richiesta è tuttora completamente disattesa.
L'assessore ai trasporti dellEmilia Romagna ha invece esordito
con le soliti frasi:
vi sono dei risultati positivi,
vi sono ampi
margini di miglioramento,
ci sono condizioni irrinunciabili,
non considero il
lavoro finito. Sono le solite frasi che snocciola dal 2001, intanto in un decennio
quelle parole di circostanza hanno portato le ferrovie a far man bassa del servizio
pendolari straziandone i collegamenti a tal punto che, come dimostrato dai pendolari (vedi tabella PDF), i treni
pendolari del 1998 era molto più veloci.
I pendolari hanno poi dettagliato i numerosi peggioramenti del nuovo
orario sia per le tratte verso Milano che verso Parma (per Parma forniremo i dettagli
appena possibile). Come si vede dalla precedente tabella il servizio
prospettato nell'ultima bozza d'orario peggiora i caddenzamenti e allunga i tempi di
percorrenza, tanto che la velocità media dei nostri convogli è scesa 65 km/h per
l'andata e 60 km/h per il ritorno a fronte dei 200 km/h consentiti dalla linea storica o
dei 160km/h a cui potrebbero viaggiare i treni attuali. 120Km/h di velocità madia
sarebbero facilmente garantibili con poche fermate intermedie. Nellera tecnologica
del terzo millennio siamo invece relegati ai tempi delle prime locomotive a vapore di
metà ottocento.
L'assessore ai trasporti dellEmilia-Romagna Alfredo Peri,
infastidito dalle numerose critiche, si è alzato e si è allontanato per non ascoltare i
pendolari. Un segno dinsofferenza che però va compreso. Certi potenti sono soliti
circondarsi di yes-men sempre pronti ad ossequiare le scelte fatte. Non accettano quindi
di buon grado che qualcuno avvia il coraggio di dire la verità, dissotterrando come in
questo caso le tante magagne infilate sotto il tappeto del trasporto ferroviario.
I pendolari hanno pure atteso invano le risposte, a specifiche domande,
dalla nutrita rappresentanza FS. Per esempio su come mai certi treni siano stati
rallentati. Il rappresentante FS lombardo con la mano sul cuore chiedeva scusa per la
sporcizia sui treni: sapete stiamo ancora definendo i nuovi appalti per le
pulizie, ma nonostante la premessa non ha saputo giustificare i rallentamenti. Il
suo compare emiliano invece ha sfoggiato il solito discorso modello nebbia in val padana,
degno di un commento della Gialappas. Ha parlato per 10 senza che si capisse cosa
volesse dire, un vero cinema. Non un dato tecnico, non un'informazione che valesse la pena
di segnalare sul taccuino. Unica frase comprensibile quella che loro sono sul
mercato e se vogliono sopravvivere devono fare come la Fiat che taglia i rami
secchi. Chi è che lo sveglia e gli dice che la Fiat, a differenza delle FS, non fornisce
un servizio pubblico. Ha poi concluso con una delle sue mitiche chicche. Non poteva
lasciarci senza (questa era quella precedente
rilasciata a Telelibertà). Alla domanda: perché ci sono gli allungamenti di
percorrenza, ha terminato linutile discorso dicendo:
poi ci sono
gli allungamenti di percorrenza che hanno segnalato i pendolari e che noi non contestiamo,
eccetera. Eccetera lha detto lui senza aggiungere altro! Cosa vuol
dire? Qual è la causa dei ritardi?
Unica nota positiva è arrivata al termine della riunione quando
abbiamo scoperto che, relegati in fondo alla stanza, c'erano i tecnici che preparano
l'orario ferroviario. Ci sono sembrate persone sveglie e preparate, a conoscenza delle
magagne che abbiamo segnalato. Avremmo preferito che invece di sentire i soliti discorsi
generici dei loro capi, fossero stati loro a dare direttamente le risposte. Abbiamo
vuto appena il tempo di segnalare le urgenze e ricevere qualche promessa (per chi crede
ancora alla promesse). Abbiamo segnalato linsensato anticipo dellR2122 delle
7.08 alle 7.00, e l'assenza di un servizio veloce ed efficiente per Milano Rogoredo e
Lambrate dopo le 8 di mattina, per i tanti genitori che devono prima accompagnare a scuola
i propri figli. Ci hanno risposto che per lR2122 è possibile che torni alle 7. 08 ,
mentre per laltra richiesta valuteranno la possibilità di ritardare la partenza
(senza ovviamente ritardarne l'arrivo) del treno delle 7.59 che ora col nuovo orario
avrebbe tutto il tempo per arrivare a Lodi alle 8.28.
Il presidente delle Provincia ha anticipato di voler aggiornare lincontro prima
dellentrata in vigore del nuovo orario per verificare gli aggiustamenti.
E il momento di protestare e segnalare a Regioni e Ferrovie tutti i problemi
perché, come hanno ammesso le stesse ferrovie, questo non è ancora lorario
ufficiale e può essere modificato!

10 Domande per Mauro Moretti Amministratore
Delegato di FS (23/11/2009)
1. Lei ha recentemente dichiarato alla stampa che le FS non ricevono
sovvenzioni dallo Stato; come spiega allora il pareggio dei bilanci (sempre dalle sue
dichiarazioni alla stampa il gruppo FS chiuderà lanno in utile), visto che i ricavi
da vendita dei biglietti coprono solo una parte dei costi?
2. Ferrovie dello Stato è un gruppo che appartiene al 100% al Ministero del Tesoro e
nessuna parte politica ha nel suo programma una vendita neppure parziale di questa
partecipazione. Questo secondo Lei è solo unarretratezza della cultura politica o
ha a che fare con gli interessi pubblici connessi ai trasporti ferroviari?
3. Lei sostiene che la scarsa qualità dei servizi per i pendolari è da addebitare alle
Regioni ed alle scarse risorse finanziarie che mettono a disposizione per i contratti di
servizio. Ma questi contratti perché li avete accettati e sottoscritti se non erano
remunerativi?
4. Decine di pendolari piacentini vi hanno fatto causa per danni esistenziali, perché
invece di opporvi in giudizio sostenendo che non siete obbligati a rispettare gli standard
di qualità del servizio non avete proposto spontaneamente un accordo bonario offrendo un
indennizzo che sarebbe comunque inferiore ai costi legali che state sostenendo?
5. Lei è in grado di dire quanti sono i treni (es. gli interregionali) che avete
soppresso negli ultimi cinque anni ed i passeggeri che avete perso di conseguenza?
6. Lei è daccordo che la capacità di trasporto delle nuove linee ad alta velocità
vada utilizzata anche a vantaggio dei pendolari, nel rispetto degli indirizzi comunitari e
degli accordi a suo tempo sottoscritti con gli enti locali?
7. Il Sindaco di Piacenza ed il Presidente della Provincia Le hanno notificato un atto di
diffida a rispettare quelle intese. Come avete risposto?
8. Quante volte negli ultimi 4 anni ha viaggiato in incognito su un treno regionale per
pendolari, in seconda classe, nelle ore di punta?
9. Il giornalista del Sole 24 Ore Claudio Gatti nel suo recente volume Fuori
Orario addebita il disastro delle ferrovie italiane a malagestione e ad un sistema
di corruzione diffusa. Perché non lo avete querelato?
10. Lei ha fatto tutta la carriera in ferrovia ed è stato sindacalista. Lei pensa che
anche in un gruppo privato le sarebbe stato possibile arrivare ai vertici aziendali?

Lettere dai pendolari: 8 ore di viaggio per
farne 7 di lavoro (23/11/2009)
Voglio dire la mia rispetto alla vita che i poveri pendolari sono
costretti a fare. La mia giornata inizia prestissimo, mi alzo ogni giorno alle 5.30 e
prendo il treno delle 6.43 per Milano centrale dalla stazione di Piacenza. Per un anno ho
preso il treno regionale delle 7.08, ma alla fine per il disagio che vivevo a causa di
quel treno sempre affollato e in ritardo, ho deciso di alzarmi presto e prendere quello
precedente giusto per fare un viaggio più "dignitoso", E' da due anni e mezzo
che faccio questa vitaccia e le ferrovie Italiane anziché migliorare sono solo
peggiorate: continui e soliti ritardi, carrozze sporche e maleodoranti, freddo in inverno
e caldo in estate. Durante i mesi estivi sul treno delle 6.43 l'aria condizionata era
attiva quando a quell'ora non serviva mentre al pomeriggio alle 16.00 si faceva la sauna.
Veramente la mia non è vita: per 7 ore di lavoro ne trascorro altre 8 tra viaggio e
spostamenti vari senza contare i ritardi. In certe occasioni posso totalizzare anche 16
ore fuori casa. Nessuno ci da mai informazioni, magari dicono che il treno partirà con
qualche minuto di ritardo e dopo aver totalizzato 60 minuti sono stati capaci di farci
scendere dal treno e farci prendere quello successivo. Un delirio totale. Trenitalia si fa
grande con l'alta velocità dicendo di accorciare le distanze peccato che allunghi quella
brevissima distanza che separa Piacenza da Milano.
Grazie a chi potrà aiutarci.

Lettere dai pendolari: Arrivano i treni a 18
km/h (23/11/2009)
Il giorno 29 ottobre ho provato l'ebbrezza di salire sul treno R20409
da Milano Lambrate per Piacenza. Un tempo era un treno interregionale relativamente veloce
che partiva da Milano centrale. Oggi è diventato uno dei tanti finti servizi con cui le
FS infarciscono l'orario ferroviario che propinano a caro prezzo a regioni e pendolari.
E un treno lento, in ritardo, lercio e scomodo.
Dovrebbe partire alle 18.50, non più da Milano Centrale come avveniva un tempo, ma da
Lambrate. Quel giorno però alle 18.56 eravamo ancora fermi senza che nessuno si degnasse
di dirci di che morte saremmo dovuti morire. Per i 6 km che separano la successiva
stazione di Rogoredo sono previsti da orario ben 11 alla fantastica media di 33
km/h. Alle 19.08 eravamo ancora fermi fuori Rogoredo per farci sorpassare da due treni. Ci
sono voluti 20 per completare il tragitto Lambrate - Rogoredo alla folle velocità
media di 18 km/h, roba da guinness dei primati. Che sia il preludio al nuovo orario? Cerco
un bagno per lavarmi le mani, del sapone neanche a parlarne, quella è roba da Eurostar.
Il problema è che pure l'acqua è diventata un miraggio. Che sia colpa della
desertificazione? Dopo le rotaie che si piegano al sole anche questa giustificazione ci
potrebbe stare. Chissà quanto si faranno pagare le FS, nei contratti di servizio con le
regioni, per garantire acqua e sapone nei bagni delle carrozze?
Intanto ad oltre mezzora dalla partenza giungiamo alla successiva fermata di
Melegnano. Tra un'altra mezz'ora dovremmo essere Piacenza, ma ci sono ancora 50 km da
percorrere a fronte dei 20 fatti. A Piacenza arriviamo due minuti prima delle 20. Dieci
minuti di ritardo nonostante gli abissali tempi di percorrenza di quel treno. Cè
voluta 1h e 10 per 68 km con solo quattro fermate intermedie.
Dedico questa lettera a quei manager FS è a quegli amministratori che aprono bocca solo
per decantare i miglioramenti del servizio ferroviario, senza tener in alcun conto le
esigenze di noi pendolari e senza conoscere la reale situazione del trasporto regionale.

Fuori orario, un libro che mette
a nudo le nostre ferrovie (11/11/2009)
La lettura di Fuori Orario, il libro di Claudio Gatti appena pubblicato
dalleditore Chiarelettere, consente al pendolare di capire lorigine di quello
che lautore definisce il disastro delle ferrovie dello stato. Un volume certamente
ben documentato perché frutto di unindagine giornalistica approfondita basata su
interviste a decine di ex dirigenti del gruppo e sullesame di documenti
dindagine anche interni.
Lautore è riuscito a trovare testimonianze, rapporti riservati ed email di
dirigenti ed ex dirigenti, consulenti, imprenditori, fornitori: parole che rivelano un
quadro allarmante frutto di disorganizzazione, sbagli, truffe, ruberie ripetute per anni.
Le tappe più impressionanti di questo viaggio allinterno del mondo ferroviario
italiano sono quelle che riguardano la guerra tra aziende di pulizia, i carri merci
scomparsi (anche perché qualcuno si rivende i pezzi al mercato nero), i percorsi cambiati
per puro interesse elettorale, le lenzuola sporche fatte passare per pulite, le gare
truccate, i dirigenti che intrattengono rapporti incestuosi con i fornitori, i treni in
ritardo fatti passare per treni in orario, le locomotive rotte che continuano a rompersi.
E regali, favori, ma anche minacce, licenziamenti e vendette per la minoranza che osa
opporsi.
Ne emerge un quadro sconsolante: ciò che conta non è la qualità del
servizio ma la distribuzione di almeno 6 miliardi che ogni anno affluiscono nelle casse di
FS e che valgono ad alimentare, secondo Gatti, un sistema di collusione diffusa contro
qualsiasi tentativo di cambiamento e che comporta per ciascuna famiglia italiana una tassa
occulta di almeno 273 euro allanno. Più del canone Rai. Il che serve a dimostrare
linconsistenza della propaganda dellattuale amministratore delegato Moretti
che addossa alle Regioni la responsabilità dei disservizi cronici, perché in sostanza
metterebbero a disposizione finanziamenti troppo ridotti. In realtà dallinchiesta
di Gatti risulta che il fiume di denaro di cui dispone il gestore è sempre molto
consistente ma che dalla privatizzazione, dallo spezzatino societario e dalla
regionalizzazione è derivato un complessivo indebolimento dei controlli e
conseguentemente le patologie del sistema si sono aggravate. Lindagine di Gatti non
tocca però il lato delle istituzioni (centrali e locali) le quali si sono di fatto
limitate a regolare il rubinetto dei fondi ma senza preoccuparsi di tutelare adeguatamente
gli utenti e di ben esercitare il ruolo di indirizzo e controllo che sempre deve spettare
alla parte pubblica, quando si tratta di pubblici servizi. Qui la debolezza del sistema è
aggravata dal fatto che FS non sono un vero privato e che lo stesso Moretti
frequenta la politica e gode di buone coperture (nel libro ampiamente descritte). Il che
spiega anche la ragione del fatto che non tutte le regioni e gli enti locali reagiscono
allo stesso modo di fronte allinefficienza di FS e di Trenitalia, le quali possono
permettersi di non rispettare gli standard di qualità fissati nei contratti di servizio o
di fregarsene delle diffide dei Sindaci al rispetto delle convenzioni dellalta
velocità, senza che succeda nulla.
Dallimpietosa analisi del libro viene quindi una conferma che solo dallazione
sempre più incisiva ed organizzata dei cittadini-utenti potrà venire una spinta a
cambiare le cose sui binari italiani.

Pendolari emiliani: figli di un Dio minore (11/11/2009)
Ci sono Regioni che si preoccupano attivamente delle condizioni di
trasporto dei loro cittadini pendolari, verificano il rispetto del Contratto di Servizio
(pagato profumatamente) ed a fronte delle reiterate violazioni in tema di ritardi e
mancate pulizie comminano fior di penali a Trenitalia.
Ma poiché le penali devono essere un risarcimento tangibile ed effettivo (seppur sempre
inferiore ai molteplici disagi subiti) i soldi incassati vengono girati ai pendolari in
modalità chiara e consistente.
E quanto abbiamo appreso, ad esempio, sul sito ufficiale della Regione Liguria, ove
si legge testualmente:
Buone notizie per i pendolari ferroviari liguri: anche nel 2009 tornano i rimborsi
per i disagi patiti nel corso del 2008. La novità sta nell'entità del rimborso, che
raddoppia.
Dal 15 ottobre al 31 dicembre è possibile presentare la domanda di indennizzo recandosi
nelle biglietterie di Trenitalia. Per ottenere il rimborso è sufficiente presentare,
assieme alla domanda, otto abbonamenti mensili o quello annuale del 2008: in questo caso,
si ha diritto a un abbonamento gratuito per i mesi di novembre e di dicembre 2009, oppure
a uno sconto del 20% sul rinnovo dell'abbonamento annuale.
Chi non dispone di otto abbonamenti (o di un abbonamento annuale) può comunque
richiedere, a partire dal 15 novembre (e fino al 31 dicembre), il rimborso: come lo scorso
anno, presentando almeno quattro abbonamenti mensili del 2008, ha diritto a una riduzione
del 10% sul rinnovo dell'abbonamento annuale o di un abbonamento gratuito per il mese di
dicembre.
La Regione (Liguria) stanzia oltre un milione e quattrocentomila euro, grazie ai quali,
oltre a risarcire i pendolari, verranno aggiunte macchine automatiche per l'emissione di
biglietti ferroviari regionali nelle stazioni e saranno installati schermi informativi e
antenne wi-fi nelle principali stazioni e nei nodi d'interscambio della rete ferroviaria
ligure.
Come si potrà notare, non un contentino, ma un tangibile segno che i soldi ricevuti
vengono interamente devoluti al risarcimento ed al miglioramento delle strutture.
Avendo potuto conoscere i referenti dellAssessorato Ligure, non avevamo dubbi.
Ci sono invece altre Regioni cui non passa nemmeno per lanticamera del cervello di
darsi da fare a riguardo, e non si preoccupano minimamente di informare, verificare e
comminare.
Una a caso, lEmilia Romagna.
Che i disagi subiti nel corso del 2008, perpetuatisi e tuttora evidenti anche in tutti
mesi del 2009 sinora trascorsi, siano stati e continuino ad essere sotto gli occhi di
tutti, è una realtà incontrovertibile.
Li viviamo tutti i giorni. Da figli di un dio minore.
Con un gestore del servizio che ne combina di cotte e di crude, tra ritardi, guasti alle
porte ed ai locomotori, toilettes impresentabili, aria condizionata e riscaldamento
perennemente guasti, carrozze fuori servizio o mancanti del tutto, e chi più ne ha più
ne metta.
E che fa la Regione ? Nulla.
Tutto scorre nel silenzio assordante di due soggetti (chi paga e chi eroga) che, per come
è andata a finire la manfrina del nuovo contratto di Servizio, vanno a braccetto.
Gara effettuata con una sola offerta ricevuta, e quindi vincitrice a prescindere, dal
Consorzio formato da Trenitalia, FER (Ferrovie Emilia Romagna) ed ATC. Guarda caso FER è
di proprietà della Regione.
Committente e fornitore, controllante e controllato sono praticamente la stessa cosa. Un
gran bel confittone di interessi.
Forse è per questo che non si hanno notizie da quella casa di vetro che dovrebbe essere
la Regione, nonostante noi le si chieda da anni, degli importi delle penali comminate, e
di quanto di queste somme nel passato sia tornato, come dovrebbe essere, nelle nostre
tasche a parziale ma mai sufficiente risarcimento per i disagi subiti.
Siamo a fine 2009, dopo un ennesimo annus horribilis, e ci ritroviamo, come
direbbero a Napoli, cornuti e mazziati.
Ricordiamo però a lor signori che, parafrasando un famoso titolo sulle formiche, che
anche i figli di un dio minore, nel loro piccolo, a volte s'incazzano.

13 dicembre 2009: un nuovo cataclisma per
l'orario ferroviario? (26/10/2009)
Si avvicina la scadenza del 13 dicembre, giorno in cui entrerà in
vigore il nuovo orario ferroviario. Delle bozze che le ferrovie sono tenute a fornirci per
tempo come sempre non v'è traccia. Così ancora una volta rischiamo di subire le
imposizioni della Lombardia e il menefreghismo dellEmilia-Romagna. Chissà se le
nostre amministrazioni riusciranno ad ottenerle per tempo facendo sentire la loro voce
alle due regioni. Per ora le notizie arrivano a spizzichi e bocconi. La Lombardia
preannuncia di voler inserire i Regio-Express. Sembrerebbero convogli di un sovrano,
invece a dispetto del roboante nome quei treni effettueranno tutte le fermate tra Piacenza
e Lodi. Il bel nome è stato copiato dai treni svizzeri, solo che là (come si legge su
Wikipedia, lenciclopedia di Internet) il Regio-Express è un treno
considerevolmente più veloce dei treni regionali poiché non ferma in tutte le stazioni
servite dai treni regionali. Per ora i Regio-Express dovrebbero essere confinati tra
le 9 e le 16, ma non sappiamo se occuperanno nuove tracce orarie, andando quindi ad
appesantire la circolazione o se, ancor peggio, sostituiranno gli attuali treni tra Parma
e Milano.
E ovvio che questo non può definirsi un servizio per i tantissimi pendolari
piacentini diretti a Milano che, riuscendo a saturare tranquillamente tre treni
allandata e altrettanti al ritorno, avrebbero il diritto, senza togliere niente a
nessuno, di disporre di altrettanti convogli in grado di connetterli direttamente e molto
velocemente con tutte le stazioni di Milano. Ricordiamo che la Piacenza - Milano Centrale
è una tratta che potrebbe essere percorsa in 40 anche con le fermate di Lodi,
Milano Rogoredo e Milano Lambrate.
La Lombardia per i suoi pendolari ha pensato anche di creare collegamenti frequenti tra
Lodi e Milano col prolungamento, si pensa da dicembre prossimo, della linea S1 da Saronno
a Lodi. Si useranno convogli delle Ferrovie Nord che da Rogoredo a Lodi viaggeranno sulla
linea dello Stato. Il 3 agosto scorso infatti Trenitalia e le Ferrovie Nord Milano hanno
dato il via sperimentale alla società Trenitalia - Le Nord con il compito di gestire in
maniera unitaria il trasporto ferroviario lombardo.
Per questo alla stazione di Lodi fervono i lavori per sistemare i binari in cui si
attesteranno i treni delle Nord. Si tratta di treni regionali che effettueranno tutte le
fermate e che quindi andranno ad appesantire ulteriormente la linea da e per Milano. Il
problema però non sta solo in questo. Chi di ferrovie ha esperienza ci fa sapere che il
grosso rischio è legato alla scarsa affidabilità e alle facili soppressioni dei treni
delle Nord. Questo produrrebbe due effetti nefasti. Il primo è l'aumento dei problemi
alla circolazione sulla linea rispetto a quanto avviene oggi, il secondo è il forte
rischio che nella tratta Milano - Lodi, in caso di guasto o soppressione dei treni delle
Nord, saranno come sempre i treni diretti o provenienti da Piacenza a dover supplire alle
deficienze di servizio sobbarcandosi ulteriori fermate straordinarie.
A dicembre quindi si preannuncia un nuovo cataclisma ferroviario che potrebbe essere
paragonabile al memorabile cambio dorario del dicembre 2005. Ma non è tutto, le
ferrovie vorrebbero anche smerciare alle Regioni il fallimentare servizio Intercity, che
nonostante i camuffamenti e gli artifici, nessuno vuole più utilizzare. Perchè mai
proprio noi pendolari dovremmo usare quei treni lenti, cari e inaffidabili, responsabili
della sparizione dei nostri interregionali? A noi servono treni che possano viaggiare
costantemente a 160 km/h senza essere continuamente fermati o rallentati.
Insomma, visto il prevedibile re-intasamento che da dicembre potrebbe subire la linea
storica lunico modo per migliorare il servizio ai pendolari piacentini diretti a
Milano resta il transito sull'alta velocità. Torniamo quindi a chiedere per
lennesima volta che chi di dovere faccia valere in tutte le sedi questo nostro
diritto.

Le FS
dovranno pagare i pendolari per i disagi sistematici (6/1/2009)
Inizia bene il 2009 per i pendolari. E' finalmente arrivata la sentenza
per la prima delle cause pilota per danno esistenziale che la nostra associazione ha
iniziato un anno fa. Il giudice, che peraltro ha erroneamente inteso che il pendolare
avesse beneficiato del bonus-Lombardia per i ritardi ferroviari (mentre il nostro
abbonamento non ricade tra quelli che hanno diritto a ricevere quel bonus), riconosce
comunque il diritto al rimborso del danno esistenziale legato alla sistematicità dei
disagi che sono fonte di stress per i pendolari.
La somma risarcita è di 1000 per un anno di disagi, più 1500 di spese
legali.
La cosa importante è che questa sentenza, per come è stata concepita, farà
giurisprudenza. Quindi vincolerà le FS a risarcire ogni pendolare che subisca danno
esistenziale.
Se vogliono evitare le cause le FS (e tutti i loro amichetti sparsi
nelle amministrazioni, sempre pronti a fingersi dalla parte dei pendolari per poi fare gli
interessi delle ferrovie) possono rimboccarsi le maniche, mandare a casa i dirigenti
incompetenti, lottizzati e raccomandati e far funzionare il servizio a dovere, con treni
veloci, cadenzati, adeguatamente climatizzati e capienti, puliti, puntuali e con la
necessaria, tempestiva e corretta informazione fornita ai viaggiatori.
Inutile dire che non temiamo eventuali ricorsi, siamo forti delle nostre Scarica gli estremi della sentenza (file .PDF 400Kb).
Ricordiamo che mercoledì 7 gennaio alle ore 19.00 presso la nostra
sede si terrà a riguardo una conferenza stampa.

Maestro di contraddizione (2/1/2009)
Desideriamo mostrare questo filmato (file
.avi 2Mb), trasmesso da Telelibertà lo scorso dicembre, di un'intervista al
responsabile FS Emilia Romagna. Durante l'intervista il dirigente contraddice le
affermazioni da lui stesso appena rilasciate. Lasciamo ai lettori eventuali
considerazioni.

Inaugurazione
della TAV Milano-Bologna: Diario di una messinscena (14/12/08 aggiornato il 22/12/08 con foto e filmati)
Milano 13 Dicembre 2008 - Noi ceravamo e
abbiamo visto quello che molti media non hanno raccontato.
Landata
Ecco il resoconto di una giornata che resterà nella memoria di molti pendolari. Partenza
ore 12.10 dalla stazione di Piacenza, destinazione Milano centrale, sede
dellinaugurazione della tratta ad alta velocità Milano - Bologna. Lunico
treno veloce per Milano in quella fascia oraria è lIntercity plus 558 che però ha
molti minuti di ritardo. Approfittiamo dellIntercity plus 580 delle 11.08 che sta
viaggiando con oltre unora di ritardo. Saliamo in piedi in prima classe sul treno
stracarico di viaggiatori. Appena saputo che facciamo parte di un associazione pendolari,
alcuni viaggiatori seduti in uno scompartimento ci raccontano la loro disavventura,
proprio il giorno dellinaugurazione dellalta velocità, con la preghiera di
riportare al signor Moretti ("di cui abbiamo una diapositiva"),
amministratore delegato delle ferrovie dello Stato, le loro lamentele. Sarà un compito
arduo, ma stiamo ad ascoltare. Sono partiti da villa San Giovanni (sullo stretto di
Messina) con un treno che ha deciso di fermarsi per guasto poco dopo la stazione di
Bologna. Le ferrovie hanno pensato bene di spostare il treno nella successiva stazione di
Castelfranco, il treno viene però messo su un marciapiede diverso da quello in cui sosta
lIntercity che li dovrà portare a Milano. Così una fiumana di persone molte delle
quali anziane coi bagagli caricati dai figli o nipoti che li avevano accompagnati alla
stazione, e che sarebbero stati scaricati da altrettanti figli o nipoti che li avrebbero
raccolti alla stazione di arrivo, si trovano a dover fare i conti - da soli - con un
cambio di treno e relativo trasbordo da un marciapiede allaltro. Unautentica
odissea come ci hanno confermato moltissimi dei presenti. Tra questi anche due ferrovieri,
per loro fortuna in pensione, e quindi autorizzati a dire tutto quello che pensano di
queste ferrovie così tanto malate. Dicono di aver fatto presente ai colleghi in servizio
che i due treni sarebbero dovuti essere sullo stesso marciapiede per evitare gli enormi
disagi ai viaggiatori. Ci dicono con amarezza che le ferrovie nel corso degli anni sono
state smantellate da persone prive di scrupoli che puntavano più allinteresse
personale che non al bene della società. Una buona responsabilità, dicono ce
lhanno anche i sindacati, troppo spesso colpevoli di scambi di favori con la classe
dirigente, guarda caso spesso costituita da ex sindacalisti.
Larrivo a Milano
Con un viaggio a singhiozzo a una velocità deprimente arriviamo finalmente a Milano
centrale con tantissime persone che scendono dal treno inveendo contro le ferrovie e i
loro amministratori (vedi
filmato). Quelli che erano sul treno partito da villa San Giovanni hanno
accumulato quasi 2h di ritardo e molti di loro hanno perso le coincidenze per altre
destinazioni. Gli toccherà aspettare diverse ore o prendere, a loro spese, treni di
categoria superiore.
A pochi metri di distanza da noi, al binario 14, è ben visibile limpalcatura creata
per linaugurazione dellalta velocità Milano-Bologna. È ancora presto però e
al momento non esistono né transenne, né polizia che controlla. Possiamo filmare senza
problemi una flotta di persone che tira a lucido quella parte di stazione e raccoglie le
cartacce dai binari (vedi
foto). Mai visto nulla di simile.
Ci rechiamo verso la piazza antistante la stazione per cercare i colleghi pendolari venuti
a manifestare contro lalta velocità. È ancora presto e non troviamo nessuno così,
restando nella parte coperta della stazione, ci soffermiamo di fronte al palco su cui tra
alcune ore suonerà una prestigiosa orchestra. Di fronte al palco un ricco buffet
accoglierà eminenti personaggi politici, ospiti dellinaugurazione della TAV. Mentre
osserviamo il tutto ci accorgiamo che intorno a noi i tecnici della sicurezza FS stanno
predisponendo una serie di transenne. Nostro malgrado rimaniamo recintati allinterno
di quellarea donore con schiere di poliziotti, carabinieri e guardie di
sicurezza di RFI e FS che sbarrano tutti gli accessi. La cosa è davvero paradossale, noi
manifestanti con gli striscioni nella borsa siamo finiti al centro della manifestazione
donore, e nessuno che ci dice nulla. Stiamo al gioco e vediamo fin dove riusciremo
ad arrivare.
Imbracciamo la telecamera e da reporter improvvisati cominciamo a filmare e a documentare
levento dallinterno. Scambiamo qualche battuta con i primi e pochi presenti,
tutta gente in un modo o nellaltro legata alle ferrovie. Qualcuno con ironia ci fa
notare lorologio della stele in piazza duca dAosta. Era stato messo a
testimonianza di evento straordinario (come si fece per il cambio di millennio) più di un
anno fa per segnare quanti giorni, ore, minuti e secondi mancavano allentrata in
vigore della TAV MI-BO. Invece ha terminato il suo conteggio con un giorno di anticipo (vedi foto)
perché si erano dimenticati che il 2008 è un anno bisestile e ha un giorno in più. Una
volta tanto le ferrovie sono in anticipo, ma, pur non volutamente, barando. Comunque in un
questo caso lanticipo e il ritardo si equivalgono a dimostrare lincapacità di
far funzionare correttamente anche un semplice orologio elettronico.
I vip
Il primo vip ad arrivare è lingegner Moretti che con passo veloce si dirige verso
il buffet, non tanto per mangiare, quanto per attirare, con quella corsetta improvvisata,
lattenzione dei numerosi fotografi e giornalisti che in un attimo lo circondano e
cominciano a fargli domande. Noi siamo a un paio di metri e da bravi reporter ci
mescoliamo ai giornalisti. Poco dopo però una giornalista riconosce il nostro presidente
Fittavoli e comincia a fargli qualche domanda. Ben presto molti fotografi e cineoperatori
lo circondano e il buon Fittavolini, rosicchiando poco alla volta notorietà a Moretti che
diceva frasi di circostanza, riesce nelleccezionale impresa di raccontare i disagi
che questalta velocità porterà ai pendolari in pieno territorio nemico, a meno di
3 m dallamministratore delegato che tanto intento a sparar sentenze, non si accorge
nemmeno della nostra scomoda presenza (vedi filmato1, filmato2).
Subito dopo con ospiti e giornalisti si parte per la visita alla stazione recentemente
ristrutturata, si tratta di scendere una scala mobile che porta al piano inferiore, ma
poco dopo che Moretti è salito la scala sinceppa e si blocca. È in discesa e per
nulla stracarica di gente, ma il buon Moretti, che deve difendere lazienda sempre e
comunque, ha il coraggio di affermare che è colpa dei giornalisti che si sono ammassati
sulla scala. Il vero manager sa sempre dare la colpa a qualcun altro. Moretti non sai che
le scale mobili in una stazione dovrebbero essere progettate proprio per sopportare il
peso di tantissime persone e altrettanti bagagli? Immediatamente viene chiamata
lassistenza (le vecchie scale mobili quando si rompevano solitamente restavano
bloccate per giorni), ma è comunque troppo tardi, latletico Moretti è già
risalito a piedi (vedi filmato)
con un sorriso a denti stretti dovendo ingoiare la prima figuraccia.
Dopo un po cominciano ad arrivare i personaggi della politica. Inizia con lex
ministro Bersani a cui chiediamo cosa ne pensi del fatto che, proprio il giorno
dellinaugurazione della TAV, Comune e Provincia di Piacenza abbiano mandato una
diffida alle ferrovie per non aver rispettato gli accordi presi sul servizio pendolari. La
risposta non ci è chiara, la TAV è o no per i pendolari? (vedi filmato1, filmato2). Arriva anche
lassessore ai trasporti della regione Lombardia Cattaneo a cui chiediamo se si
unirà alla protesta delle amministrazioni piacentine dato che la tratta PC-MI è quasi
tutta lombarda. Precisa subito che Piacenza non è in Lombardia e quindi a questo ci deve
pensare la regione Emilia Romagna, ribadisce però che il nostro assessore Peri ha fatto
un buon lavoro (vedi filmato1,
filmato2).
Quindi su Cattaneo non possiamo contare. Arrivano poi Lunardi, la Moratti e Gianni Letta
in rappresentanza del governo, e anche lex ministro Castelli che propaganda i tanti
nuovi treni per i pendolari che il governo si appresta ad acquistare. Gli facciamo notare
che i pendolari si lamentano perché i nuovi treni sono sempre guasti e malfunzionamenti.
Castelli ci risponde dapprima che ci vorrebbe un po più di civiltà da parte dei
pendolari, come se i guasti fossero causati da noi, poi che comunque i treni non li
costruisce lui (vedi filmato1,
filmato2).
E vero, ma il governo come acquirente che paga con soldi pubblici avrebbe il dovere
di verificarne laffidabilità e le caratteristiche.
Veniamo a sapere che il Presidente della Repubblica, Napolitano, ha declinato
linvito. Un altro sonoro schiaffo allIng. Moretti e a queste ferrovie. Reggi e
Boiardi non sono i soli ad averglielo dato.
Nel frattempo beneficiamo del ricco buffet offerto dalle ferrovie e visti i bocconi amari
che in trentanni di pendolarismo questi signori ci hanno fatto ingoiare, tentiamo di
rifarci assaggiando ogni ben di dio presente sulla lunga tavola (vedi foto).
Limpressione è comunque sgradevole, siamo circondati da persone strane, molte delle
quali sembrano di plastica, si complimentano vicendevolmente per il grande risultato
ottenuto. Se lo dicono tra loro. Poi unenorme quantità di divise, un bel sottofondo
di musica sinfonica e tanti camerieri che girano coi vassoi pieni offrendo dolciumi a
tutti. Ci ricordano tanto quelle feste in pompa magna stile Germania anni 40, così
lontane dalla realtà di milioni di cittadini, dove, nonostante un sistema allo sfascio,
si preferiva illudersi con presunti successi rinchiudendosi in una gabbia dorata.
Nel frattempo siamo ancora dentro, con i nostri cartelli di protesta rigorosamente chiusi
nella borsa. Al loro posto avremmo potuto portare ben altro, nessuno ci ha perquisito,
nessuno ci ha fatto una domanda.
La contromanifestazione
Nel frattempo è iniziata la contromanifestazione con tante persone, cartelli e slogan,
chiaramente udibili anche dalla nostra postazione. È giunta lora di portare anche
lì il nostro sostegno attivo, così Fittavolini abbandona il paradiso dorato per
raggiungere i manifestanti. Ci sono cordoni di polizia ovunque e ampi spazi mantenuti
deserti come a fare una camera morta per meglio isolare il gruppo dei vip. Ci sono cori di
protesta e soprattutto ci sono pendolari venuti da diverse parti del nord Italia,
nonostante la fredda giornata di pioggia, a ribadire la loro contrarietà a un servizio
privilegio per pochi che peggiorerà tutto il traffico pendolare. Scopriamo anche che per
far posto a nove treni dellalta velocità che arriveranno a Milano centrale ben 30
treni pendolari sono stati sgomberati da quella stazione.
Alle 16 ci spostiamo di fronte il binario 14, riusciamo a ritornare tra i vip (potremmo
andare a lavorare alle Iene), sempre senza essere perquisiti. Il corteo dei manifestanti
inneggianti cori viene tenuto indietro dalla polizia (vedi filmato).
Non ci sono incidenti.
La partenza del treno AV
Nei tabelloni di stazione tutti i ritardi sono stati azzerati (vedi foto). Non
bisogna far sapere ai politici e ai giornalisti che dovranno fare i reportage del treno
che la stazione di Milano centrale è paralizzata per questa pantomima. Anche gli annunci
allaltoparlante sono interrotti per tutto il tempo della manifestazione, non è
bello che le voci automatiche informino sul reale stato dei ritardi. Così anche i normali
viaggiatori che necessitano di informazioni non le ricevano e come non bastasse per uscire
dalla stazione o per raggiungere il proprio treno sono costretti a lunghissimi percorsi
per non intralciare il corridoio dei vip che devono accedere al supertreno AV. En passant
notiamo che è stato messo un nuovo cartellone luminoso per informare sugli orari dei
treni, i caratteri sono però più piccoli e risultano essere molto meno visibili e
leggibili di quelli attuali con scritte bianche su sfondo nero (vedi foto). Sono
pessimi, un altro segno di come le FS progettano o appaltano i lavori. Alle 16.19 il treno
alta velocità col suo carico di personalità e giornalisti accreditati parte con 1 minuto
di anticipo sulla tabella di marcia (vedi filmato). Si
sa, fare una figuraccia e non arrivare a Bologna nei 65 minuti previsti, con la linea
completamente sgombra, tutti i semafori verdi, e tutti gli altri treni fermati per far
uscire lETR 600 da Milano, sarebbe uno smacco, quindi la partenza anticipata anche
di un solo minuto può aiutare.
Dopo la partenza del treno un piccolo carrellino, come quello dei gelatai di un tempo,
viene rimosso dal marciapiede del binario 14 (vedi foto e filmato). Si
tratta dellufficietto mobile dellassistenza alla clientela, messo lì per
loccasione per dare informazioni ai viaggiatori che dovevano prendere il treno ad
alta velocità. Avete mai visto un ufficio del genere in una stazione, magari
sovraffollata con tanta gente che ha bisogno di spiegazioni? Eppure anche questo fa parte
della messinscena. Non è finita qui, la cosa più grave deve ancora accadere. I
ferrovieri della sorveglianza RFI, ignari della nostra identità, ci informano che sul
binario di fianco al supertreno ve nè un altro identico (vedi foto), occultato alla
vista del pubblico perché messo in fondo alla stazione, che partirà poco dopo (vedi filmato)
e che sarà il treno di scorta al treno con gli ospiti, pronto ad imbarcarli in caso di
inconvenienti e guasti. Pensate un po a quanto ci costa tutta questa sceneggiata.
Il ritorno a Piacenza
Alle 17, soddisfatti per lottimo lavoro svolto e per aver gabbato questi signori ci
imbarchiamo sul treno Eurostarcity per Pescara che dovrebbe partire alle 17.10 e
riportarci a Piacenza, senza fermate intermedie dopo 41 minuti. È un Intercity camuffato
e dovrebbe rappresentare la classe immediatamente sottostante i treni Eurostar (vedi filmato1, filmato2). Appena
seduti non possiamo che constatare gli innumerevoli difetti. Si va dallo spreco energetico
nellilluminazione, schermata da grossi pannelli metallici che obbligano ad
utilizzare senza motivo potenze luminose più elevate per compensare leffetto
oscurante dei pannelli. Gli spazi per i bagagli sono alti e poco accessibili, tanto che
eventuali chiavi, portafogli o oggetti usciti dalle tasche dei vestiti rimarranno per
sempre adagiati su quei ripiani che nascondono gli oggetti alla vista dei viaggiatori.
Come non menzionare poi il soffione daria che sgorga dalle feritoie poste di fianco
ai finestrini e che colpisce senza pietà il collo e le orecchie di quel 50% di
viaggiatori che hanno la fortuna di sedersi di fianco al finestrino. Altro esempio di come
in FS non si sappia ne progettare ne collaudare le carrozze viaggiatori.
Intanto alle 17.10 il nostro costoso treno di partire non ne vuol proprio sapere. Dopo 20
minuti siamo ancora lì fermi in centrale e nessun annuncio ci ha informato del motivo del
ritardo, è impossibile trovare un ferroviere, figuriamoci lufficietto informazioni
portatile in grado di darci qualche spiegazione. Il treno parte con 25 minuti di ritardo,
ma dopo i primi 100 m si blocca fuori dalla stazione e non cè più verso di farlo
ripartire. Stiamo fermi un altro quarto dora e nessuno dice nulla sulle ragioni
dellarresto. Vuoi vedere che sta già ritornando lETR da Bologna? Dopo un
viaggio alla velocità media di 100 km/h, con un treno che di chilometri allora
potrebbe farne 200, arriviamo a Piacenza e constatiamo finalmente sul tabellone, che i
ritardi su tutti i treni della linea sono tuttaltro che nulli (vedi foto1, foto2).
Veniamo informati telefonicamente da un nostro agente a lHavana, che alla fine il
treno AV super raccomandato non è nemmeno riuscito ad arrivare puntuale a Bologna. Due
sono i minuti di ritardo, che sommati al minuto rubato con la partenza anticipata da
Milano, fanno 3 minuti in più di percorrenza su 65, ovvero quasi il 5% più del dovuto.
Non è certo la stessa entità dei ritardi dei treni pendolari, ma considerato che si
tratta del viaggio inaugurale, provato per mesi e per il quale si è bloccato mezza Italia
ferroviaria, tutto lascia sperare che anche a questa alta velocità toccheranno i
disastrosi effetti di una gestione penosa.
La morale
Si conclude una lunga giornata che ha dimostrato, se ce ne fosse bisogno, che il mondo FS
è semplicemente costruito a immagine e somiglianza di coloro che lo amministrano. Un
mondo finto del tutto artificioso, creato per illudere i politici che lo finanziano, della
magnificenza e delle capacità di chi lo amministra.
Tutto questo ci sembra un insulto al popolo italiano, in particolare al grande popolo di
viaggiatori pendolari che quotidianamente viene mutilato dei servizi essenziali a
beneficio di privilegi per pochi.

Dossier
Borgofaxhall (14/10/2006)
Nel corso della serata organizzata da "Piacenza Rivista", lo
scorso 12 ottobre presso lo Spazio Rosso Tiziano, la nostra associazione ha presentato un dossier (Rev08.zip - 1Mb) che racconta
la lunga e travagliata storia che ha portato alla pesante cementificazione dell'ex area
SEA SIFT, prevista in origine per uso pubblico. Poiché i progetti in quell'area
continuano a susseguirsi, certi che la conoscenza dei fatti sia l'unico modo per
scongiurare ulteriori danni, invitiamo tutti a prendere visione di come sono andate
veramente le cose.

Da Piacenza a Milano in 20 minuti!
(18/7/2006)
 |
Presentiamo finalmente una soluzione che potrebbe
cambiare la vita a migliaia di pendolari. Velocizzare i collegamenti tra l'Emilia
occidentale e Milano rendendo dignitosa l'esistenza di noi pendolari è possibile. Per
ottenere tutto questo dobbiamo fin d'ora chiedere alle amministrazioni locali che si
facciano promotrici dell'iniziativa e che tale progetto venga inserito nei programmi delle
formazioni politiche che intendono tutelare i diritti di noi cittadini, soprattutto in
vista delle future elezioni comunali, provinciali e regionali. |
E' arrivato il tempo in cui il servizio ferroviario deve davvero
potersi definire tale e la tratta ad alta velocità, costruita con i soldi di noi
cittadini, può costituire un'enorme vantaggio per i pendolari piacentini ed emiliani
diretti a Milano e combattere il disastroso monopolio di Trenitalia.
Ecco la proposta della nostra
associazione (PDF 88Kb). Spargete la voce.

Il bando di gara della regione: Un regalo al futuro
gestore? (17/7/2006)
In questi giorni in regione si discute il bando di gara con cui la
regione intende appaltare il servizio ferroviario regionale. Da quanto sappiamo sembra che
si tratti del solito documento molto generico che lascerà mano libera al futuro gestore,
con penali ridicole che incentiveranno la riduzioni delle carrozze e la soppressione dei
treni, senza punire adeguatamente i ritardi e senza richiedere un servizio adeguato.
Chi fosse interessato troverà in questo documento (133Kb) tutte le nostre
osservazioni. Invitiamo tutti a far pressione sull'amministrazione regionale affinché
ascolti le nostre richiestele (indirizzi.pdf; indirizzi.doc).
Ricordiamo inoltre che la nostra associazione sta preparando una
proposta per la gestione efficiente, NON affidata a Trentilaia, dei collegamenti Parma -
Piacenza - Milano quando la linea ad alta velocità sarà disponibile. Sappiamo che
Trenitalia e Regione Emilia Romagna faranno di tutto per affondare il nostro progetto che
prevede fortissime velocizzazioni del servizio per chi è diretto a Milano Rogoredo,
Milano Lambrate e Milano Centrale. Abbiamo bisogno del vostro sostegno, a breve
diffonderemo tutti i dettagli.

Lettera
aperta ai consiglieri della Lombardia sui blocchi totali della circolazione "solo per
alcuni" (7/7/2006)
Scarica lettera
(.txt 5Kb)

A casa i
dirigenti FS raccomandati, lottizzati o incompetenti! (30/1/2006)
Parte la campagna contro quella parte della classe dirigente FS che sta
distruggendo il servizio ferroviario e sta cercando di aumentare i profitti sulla pelle di
noi viaggiatori.
Se vuoi contribuire a ripulire le Ferrovie dai raccomandati scarica
l'email già pronta con gli indirizzi, se vuoi modificala, e poi spediscila.
Email in formato .eml
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