Profilo
d'Autore
PETER RUSSELL
- A cura di Melinda Tamás-Tarr Bonani
-
L'Autore è nato a Bristol
(Inghilterra) il 16 Settembre 1921, cresciuto a Gloucesterschire. Dal 1983 vive
in Toscana, a Pian di Scò (AR) in un vecchio mulino abbandonato con le
condizioni finanziarie precarie. (Chi volesse dare un contributo a favore dello
scrittore si prega di inviarlo alla Redazione precisando la causale: "A
favore di Peter Russell". I nominativi di tutti coloro che hanno aderito
al nostro appello saranno riportati in questa pagina assieme alla cifra
versata. Ogni piccolo contributo può essere un grande aiuto!) Un incendio del
1990, poi successivamente nel 1992, l'inondazione del torrente Resco danneggiò
la sua dimora stracolma di libri e perse 5.000, tutti di gran pregio. Ora ne ha
25.000 volumi.
Peter
Russell
Teorie
ed altre liriche
Carlo Mancosu
Editore, Roma, 1990, pp. 240, L. 36.000
Questo volume di
poesie in bilingue - inglese ed italiano - con l'immagine del poeta sulla
copertina è la prima raccolta lirica di Peter Russell per il pubblico italiano:
contiene una sessantina di poesie composte in un arco di tempo di quasi
cinquant'anni della sua lunga carriera letteraria. Il poeta stesso dice
nell'introduzione: "Queste mie "TEORIE" - chiamate, se
preferite, visioni -, sono paesaggi metafisici che le contingenze esistenziali
necessariamente violano, solo per essere ridimensionate -, sub specie
aeternitatis. Sono i capitoli della storia dell'anima sofferente alla ricerca,
a volte quasi in vista, del Paradiso […]. Per "Paradiso" intendo il
luogo della completa claritas intellettuale o spirituale […]. In quel meraviglioso
regno, meno energia si consuma, più "lavoro" si fa." Queste
poesie rappresentano la continua ricerca di Russell dei valori assoluti della
nostra esistenza e della nostra vita spirituale. Ciascuna lirica ha una forza
espressiva straordinaria a partire dal semplice linguaggio tradizionale alle
espressioni poetiche occidentali ed orientali trasmettendo varie idee, concetti
e dubbi conducendoci attraverso uno straordinario viaggio spirituale fino a
ritornare alle nostre origini. Russell lo sintetizza: "il linguaggio di
queste poesie, volteggia tra una semplicità tradizionale estrema -
"semplice, dolce e sensuale" - e una sofisticata miscela di più stili
poetici appressi dalla letteratura di più nazioni, Occidentali e Orientali, in
modo da presentare immagini e concetti molto complessi che spesso combinano, o
anche identificano, emblemi spirituali tradizionali con la terminologia
scientifica recente. […] Il mio linguaggio (in queste poesie) è spesso semplice
in superficie, ma sfrutta ambiguità fonetiche (omofonia) e l'ambivalenza
grammaticale o di sintassi, cosicché molti significati, e livelli di
significato, sono presenti simultaneamente. […]"
Si scoprono
veramente le tracce dello stile petrarchesco e di quello metafisico. Ci
accorgiamo pure dell'influenza di Shakespeare e di altri autori come Scève,
D'Aubigné, Marini, Donne, Herbert, Vaughan, Traherne oltre agli antichi poeti
classici, dei trovatori, dei romantici tedeschi, inglesi, non manca neanche lo
stile Leopardiano e dei grandi lirici russi. Queste poesie - tradotte in
italiano da Pier Franco Donovan - dalla rivista inglese "The Littack
Supplement" vent'anni fa vennero definite "di altissima qualità,
tutte sostenute da una mente eccezionale". I critici letterari inglesi ed
americani considerano Peter Russell uno dei più grandi poeti britannici
contemporanei.
In queste liriche
spesso incontriamo - come lui stesso sottolinea - le parole terra, acqua,
aria e fuoco: il poeta le usa nel senso dei quattro elementi
tradizionali. Sono composte in forma classica, in quartine, in rima alternata,
con musicalità basata sul ritmo. Attraverso questi canti si rispecchia la sua
vasta cultura classica che oggi giorno pochi possono vantare. È una grande
rarità. Nella prefazione l'Autore ci svela alcune reazioni nei confronti delle
sue poesie: "La tua poesia, sì, mi piace, è bella, - ma cosa significa?"
Devo un po'
sorridere sotto i miei inesistenti baffi. Secondo me questo tipo di espressioni
le fanno coloro che sono privi di una certa cultura o istruzione. Al contrario
riuscirebbero a capire - anche se non totalmente - almeno l'essenzialità del
contenuto, del messaggio poetico. I più sensibili all'arte poetica armati di
una certa cultura sanno anche penetrare oltre le parole e così afferrare il
significato della poesia di Russell. Senza capire il significato di una lirica
come si può dire che piace, o è bella una poesia? Non capendo il significato
non si riesce neanche a giudicare una composizione lirica né pro né contro. Chi
dice così, a parer mio, non capisce niente della poesia in questione, del suo
linguaggio. O forse è meglio dire: è sordo o cieco, privo di sensibilità
spirituale, è grezzo nel senso stretto della parola e tutto questo succede,
forse, perché non si ha nulla in comune col sentimento espresso dal poeta.
Quindi sarebbe più onesto dire: "Non capisco le tue poesie, perciò non so
dire di essere belle o al contrario…" Perché attraverso le corde accordate
dell'anima possiamo essere in sintonia e siamo capaci di capire il significato,
allora si vede e si sente la poesia, quindi essa si capisce!
È questione
dell'impatto - come afferma Russell stesso -: un "impatto totale è allo
stesso tempo analitico, sintetico ed emotivo, e soprattutto indivisibile."
Magari una poesia non ci trasmette la stessa cosa, ma un po' di questo o un po'
di quello ed allora è già un passo avanti. E questo è già qualcosa e poi
rileggendo un'opera poetica si arriva al momento che si comprende la poesia in
oggetto e che questo è una cosa complessa, trascendente, metafisica,
filosofica-mistica. È importante avere anche l'anima e la mente adatte e capaci
di captare il messaggio, così ci si solleva pian piano verso gli orizzonti
infiniti per penetrare in altre sfere in cui si può sognare, fantasticare,
filosofeggiare, gioire, soffrire e così via…
Nello spaziare tra
le righe delle sue liriche ci troviamo in un immenso mondo ricco di varietà e
complessità in cui si mescolano in grande armonia i pensieri del filosofo e
dell'uomo comune, di un grande sognatore con le affermazioni della vita reale
ed i pensieri di un grande savio. E così in un'unica persona convivono un uomo
saggio, un profeta oltre all'eccezionale poeta-cantore-sognatore. Lo spazio di
questa rubrica è piccolo per analizzare profondamente la vasta produzione
letteraria di Peter Russell. (Di lui parlerò anche nella rubrica "Profilo
d'Autore") Questa presentazione è soltanto un piccolo, titubante
tentativo di dare un po' di assaggio della sua voce, del suo canto:
SILENTIUM
La casa è quieta, tutto è immobile -
Io ho scritto per tutta la notte.
I primi raggi dell'alba sopra la collina
Riempiono l'intera valle con la loro luce.
Gli uccelli sono tutti svegli, i primo
Clacson rompe l'immobilità.
Il mondo verde, adesso, sembra dannato -
La civiltà - una malattia.
La povertà, l'inedita, l'orrende guerre -
La spaventosa vacuità della ricchezza -
L'ansietà non concede affatto pausa all'uomo;
Come l'alba la Morte s'insinua furtivamente, -
Oppure lo scaraventa a terra
Con gli arti rotti e tra grida agghiaccianti -
E la sua anima con un gran salto,
Immortale, risorgerà come il sole?
S. Paolo (Firenze),
9 Febbraio 1968
SENTENTIA
L'insoddisfazione rode l'animo,
Un calcolo che pugnala l'Ideale;
La Volontà, come una banderuola, da polo a polo
Ruota come una moneta, - Come si fa a sentire?
Non una nuova natura o un uomo nuovo, -
Una volontà più debole risanata, -
Ma una benevola rigenerazione può
Rallegrarsi d'essersi disperata.
- L'animo, invaso da queste macchie,
Fuori centro, si centra di nuovo,
Quindi, gettando zavorra, i pignoramenti li revoca
tutti, -
Puramente, vive di ossigeno,
Mentre l'uomo, oppresso (dice) "a Morte",
Afferra la terra e abdica le sue ali,
Gridando "Acqua!", - Io: "Musa, infiamma
il mio spirito!"
L'Aria è l'elemento che canta.
Lido di Venezia, 14
Gennaio 1973
ELEMENTARE
Chi è il rumore delle acque?
Chi è il soffio delle tempeste?
Chi è la Terra, Angelo radioso?
Chi sono le forme del Fuoco?
Vocabolario di musica,
Gli elementi della parola,
Linguaggio di tomba e montagna,
Rossa svolta della tenebra, insegnate!
Avvolto nella sua ignoranza, un uomo
Tali quesiti può ben porre;
Il Vasaio soffia nell'argilla,
sputa, - compie il suo dovere.
Sfrega la terra rossa tra le dita,
Misterioso fluido fluisce;
Balsamo mercuriale si fonde,
L'argilla sfolgora in una Rosa.
Victoria B. C.
(Canada), 12 Ottobre 1973
© Traduzione di
Pier-Franco Donovan in stretta collaborazione con l'Autore
Dall'Osservatorio
Letterario, NN. 13-14 Marzo-Aprile/Maggio-Giugno 2000
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ADESIONI ALL'APPELLO:
Melinda Tamás-Tarr Bonani: L. 100.000 (acquisto dei libri
dell'Autore)
Giovanna Mulas: L. 15.000 (acquisto di una copia della
rivista dell'Autore intitolata "Marginalia"
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Concorsi | Direttore dell'Osservatorio Letterario