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Editoriale

Anno III. NN. 7-8 Marzo-Aprile/Maggio-Giugno 1999

 

- di Melinda Tamás-Tarr Bonani -

 

 Lectori salutem!

Mi è venuta la voglia così salutarvi prestando questa forma latina nelle prefazioni degli antichi libri. Per la nostra Redazione questi primi mesi dell’anno corrente sono stati molto intensi, e saranno tali anche i prossimi: in verità facciamo una grande fatica a seguire tutto ciò che riguarda la gestione della nostra attività dato che il personale della redazione è inferiore rispetto agli impegni di lavoro che comporta tutta questa impresa editoriale.

Vi informo che abbiamo dovuto preparare e presentare un ‘business plan’ sia a stampa che su dischetto floppy allegando tutti i materiali prodotti in questo primo anno di vita della testata per partecipare alla seconda fase dell’iniziativa "Crea la tua impresa, crea il tuo lavoro". Mentre aspettiamo la proclamazione dei 100 finalisti e tra loro i primi tre classificati di ciascuna sezione, noi teniamo le dita incrociate. Speriamo sognando: "magari superassimo anche stavolta la selezione e potessimo trovarci tra quelli che saranno premiati con gli strumenti di lavoro e con gli aiuti finanziari!" Noi cerchiamo di tener duro, sfidando l’aumento delle difficoltà. È proprio difficile tenere in vita una qualsiasi rivista di cultura specifica - anche tra quelle finanziate dallo Stato - in una nazione in cui si legge poco, in cui manca una naturale e spontanea esigenza, lo sforzo e l’obbligo interiore per la lettura. Ci si lamenta della vita stressata … D’accordo… Ma ci sono i momenti del tempo libero e delle ferie… In questo periodo si potrebbe recuperare il tempo perduto per leggere… Agli Italiani il tempo libero per leggere non dovrebbe mancare anche perché secondo le statistiche l’Italia figura al primo posto, sia in Europa che in tutto il mondo, fra i paesi nei quali si lavora meno e si sciopera di più! Non è un magnifico biglietto da visita che i suoi cittadini a partire dal 14° anno d’età nel 54,9 % non leggono libri, il 5,8% sono soltanto lettori abituali, mentre i lettori saltuari sono il 39,3%; mentre gli Italiani sono al primo posto fra i popoli che maneggiano e sfogliano rotocalchi, giornalini e fumetti! Anche la scuola è responsabile di questo fenomeno, non soltanto le famiglie con la loro scarsa cultura. A partire dalle prime classi gli insegnanti hanno – o dovrebbero avere! – un importantissimo ruolo ed una grande responsabilità: già nella prima classe elementare si determina, s’influenza il rapporto scolari – libri. L’insegnante deve far amare i libri attraverso la sua materia – non soltanto quello d’italiano, ma di tutte le discipline! – deve iniettare nei ragazzi la fame per il libro! Ma che cosa succede? Al contrario, procurando un enorme danno irreversibile, riescono -–nonostante che la maggior parte degli insegnanti senza risparmio di se stessi danno tutta la loro anima per far funzionare meglio la scuola – a far odiare la lettura ed uccidono ogni voglia, ogni entusiasmo anche nei ragazzi che provengono da un ambiente familiare dove sono circondati da libri, non soltanto per la decorazione del salotto e degli studi, ma dove vengono veramente letti. E tutto ciò è molto grave! (Ora è meglio non parlare del fatto che nella grande maggioranza delle famiglie non si trova neanche un libro di letteratura ed i testi scolastici, nei migliori dei casi, finiscono in cantina!… Sarebbe un altro interessante e lungo argomento…)

Oggi si parla con insistenza della riforma della scuola italiana… Si dovrebbe cominciare urgentemente dal rinnovo dei testi scolastici (il linguaggio di essi già a partire dalle elementari sarebbe un altro tema per una conferenza nazionale!) e dagli insegnanti… Prima di tutto, che non sa fare questo mestiere è meglio che lo cambi al più presto prima che peggiori ancora di più la situazione… Le classi elementari e medie inferiori dovrebbero rappresentare un’oasi del sapere, un’importante base di partenza per una buona capacità di orientarsi tra le conoscenze acquisite e vi si dovrebbe far suscitare l’interesse per la lettura ed in generale per il sapere senza riempire la testa dei ragazzi con conoscenze lessicali enciclopediche.

Spesso gli insegnanti lamentano che il livello di una classe è piuttosto mediocre, che la maggioranza degli alunni raggiunge una sufficienza a volte scarsa in tutte le materie, oppure lamentano uno scarso interesse alle lezioni… Come vengono spiegate le lezioni? Se con le loro spiegazioni attirassero l’attenzione dei ragazzi rendendo stimolante la materia, certamente il loro interesse non sarebbe scarso. Ma se esse sono noiose ed incomprensibili si alimenterà sempre di più l’indifferenza ed il disinteresse degli scolari, e difficilmente si riuscirà ad ottenere che la scuola significhi veramente un’avventura del sapere; ma avverrà il contrario: la scuola sarà odiata sempre di più, il periodo dello studio diventerà una strada tormentata da percorrere…

Molte volte accade che alle domande di chiarimento gli insegnanti reagiscono in modo irritato, dalle aule provengono le loro urla e con un mare di compiti a casa e di pagine da studiare, cercano di recuperare la loro incompetenza… Il genitore sfinito dopo un faticoso lavoro, si trasforma in insegnante per aiutare i figli nello studio… Ma non tutti i genitori possono farlo o per la lunga assenza a causa del lavoro o perché manca la necessaria istruzione scolastica… Poi non è una novità che molti insegnanti pretendono che i ragazzi sappiano tutto. Se fosse così i ragazzi -– con la loro grande gioia – non dovrebbero frequentare le aule scolastiche… La scuola serve per imparare, ma prima la scuola deve insegnare come studiare! Se l’insegnamento si svolge in modo noioso, senza dare alcuna gratificazione agli scolari, senza alcun stimolo è difficile pretendere maggiore interesse da parte dei ragazzi. Se il livello della classe è mediocre, è proprio il compito dell’insegnante far di tutto per alzarlo. Ma è difficile pretendere un livello migliore quando gli stessi insegnanti sono mediocri. Ed è il colmo del disagio scolastico il fatto che un’insegnante non abbia la più pallida idea del contenuto dei libri sui quali fa studiare i suoi allievi! Ecco soltanto un piccolo esempio: i ragazzi ricevono per compito di casa due pagine di un libro da tradurre in italiano ma per loro fortuna essi hanno scoperto che sulla seconda pagina si trovava già la traduzione svolta!…

Adesso cambio argomento. Abbiamo stilato la classifica dei concorrenti del "Praemium Auctoris" il quale è stato bandito dalla nostra Redazione in occasione del primo compleanno della nostra rivista incoraggiata dal successo di partecipanti al Premio Letterario Internazionale "Janus Pannonius", con lo scopo di festeggiare questa ricorrenza con un’ampia antologia. Ogni nostro premio letterario viene promosso con lo stesso spirito della rivista, la quale è nata soprattutto per dar spazio alle voci nuove, ancora poco considerate.

Coerentemente col nome della nostra testata, noi osserviamo le opere inedite ed edite. A partire da questo premio, oltre ai concorrenti iscritti, diamo una possibilità anche alle opere lette qua e là nei vari periodici letterari oppure tra i meritevoli elaborati quotidianamente pervenuti alla redazione facendoli concorrere una volta di più ed assegniamo anche ad essi il premio in questione. [...] Le loro opere saranno pubblicate integralmente nella Grande Antologia Praemium Auctoris, intitolata "In cammino" L’antologia ha ricevuto l’attributo ‘grande’, perché per la prima volta, oltre all’opera classificata al primo posto, le opere di tutti gli autori predetti saranno pubblicate integralmente. L’antologia è in corso di stampa. Alle autrici classificatesi al primo posto sarà inviato oltre al Diploma D’Onore un medaglione artistico di vetro dipinto del Premio appositamente creato, l’antologia e 10 copie di quaderni letterari con la pubblicazione autonoma dell’opera vincitrice. Gli autori classificati al secondo e terzo posto oltre al diploma riceveranno una medaglietta incisa del premio e rispettivamente n. 7 e 5 copie di quaderni con l’opera pubblicata autonomamente. Sulla copertina verrà riportata la classifica ottenuta. Tutti i primi tre classificati riceveranno l’ultima copia della nostra rivista e tutti i selezionati avranno un attestato del premio. La Redazione si congratula con i vincitori e selezionati. Il risultato del Premio già dalla data della proclamazione (20 gennaio scorso) è stata riportata anche sulla nostra pagina Web dell’Internet. L’invio dei premi sarà effettuato, prevedibilmente tra il 30 aprile ed il 20 maggio. La comunicazione dei vincitori del "Premio Almanacco" - in corso di valutazione - avverrà entro il 15 aprile, mentre i premi saranno inviati, probabilmente, entro il giugno.

Infine Vi informiamo che, a partire da questo numero, abbiamo inserito una ‘sottorubrica’ nella rubrica "Poesie e Racconti": "Grandi Tracce" che segue lo spazio degli emergenti dando così uno spazio anche ad alcune opere di autori che hanno lasciato un profondo segno nella storia della letteratura mondiale.

Per ragioni d’organizzazione - a causa degli impegni redazionali notevolmente aumentati (già accennati all’inizio di questo editoriale) - la nostra rivista, a partire da questo numero, uscirà con le seguenti scadenze: nn. 7/8 marzo-aprile/maggio-giugno; nn. 9/10 luglio-agosto/settembre-ottobre; n.11 novembre/dicembre.

Ora non rimane altro che offrirvi questo nuovo e doppio numero ed augurarvi Buona Pasqua! A risentirci al prossimo nostro appuntamento!

 

DIRETTORE DELLA RIVISTA 

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