![]()
![]()
O.L.F.A
________________________________________________________________
EDITORIALE
ANNO V NN. 19/20 MARZO/GIUGNO 2001
------ Melinda Tamás-Tarr Bonani ------
________________________________________________________________

Carissimi Lettori,
eccoci, siamo entrati nel Terzo Millennio.
Prima di tutto vorrei dare un caloroso benvenuto a tutti Voi: ai nuovi e ai "vecchi" fedeli abbonati! L'aggettivo "vecchio" non si riferisce all'età anagrafica, ma al periodo della sottoscrizione dell'abbonamento. Abbiamo chiuso il secolo scorso, il travagliato Novecento ed apriamo con speranza il XXI, con l'edizione della quarta antologia del "Premio Letterario Internazionale "Janus Pannonius"", l'edizione del 2000, l'anno giubilare. Riprendo in parte le mie riflessioni già espresse nella "Prefazione" dell'antologia - che in realtà è stata la bozza di quest'editoriale - per condividere con i nostri Lettori ed Autori che in maggioranza nella nostra comunità non hanno partecipato al concorso e così non possiedono il volume.
Vi confesso, scrivendo queste righe mi emoziono. Anche perché la nostra rivista è nata negli ultimi anni del XX secolo, esattamente nell'anno 1997. Posso dire che in questi brevi tre anni abbiamo fatto dei passi da gigante di cui possiamo veramente essere orgogliosi senza alcuna presunzione:
Abbiamo ottenuto alte considerazioni, riconoscimenti ufficiali da vari enti e personaggi competenti: e questo per il nostro piccolo periodico non è indifferente, anzi! Abbiamo instaurato due notevoli, reciproci rapporti culturali con istituzioni ungheresi: l'OSZK - Országos Széchenyi Könyvtár (Biblioteca Nazionale Széchenyi di Budapest) - come già sapete , la più grande biblioteca ed archivio d'Ungheria - e con la MEK - Magyar Elektronikus Könyvtár (Biblioteca Elettronica Ungherese). Nello scorso mese di luglio - come ho già scritto anche nell'editoriale del numero doppio 17/18 della nostra rivista - è nata ufficialmente la collaborazione reciproca tra l'OSZK e l'Osservatorio Letterario con l'invio del fascicolo n. 13/14 della rivista e di alcune edizioni O.L.F.A. A partire da quel momento la nostra redazione continua a trasmettere, su esplicita richiesta ufficiale della Direzione, i fascicoli successivi della rivista e anche quelli arretrati dell'Osservatorio Letterario - ed i volumi delle altre nostre edizioni… L'altro rapporto culturale è nato nel mese di dicembre dell'anno scorso: la collaborazione con la MEK. Questa biblioteca elettronica ungherese s'interessa particolarmente delle opere letterarie ungheresi scritte dagli ungheresi in lingua straniera o pubblicate all'estero in ungherese, oppure opere riguardanti la letteratura, in generale la cultura ungherese, scritte in qualsiasi lingua straniera sia da ungheresi che da stranieri con lo scopo di divulgarle in tutto il mondo tramite Internet. Oltre le nostre pagine elettroniche abbiamo così altre possibilità in più per farci conoscere. Altri rapporti culturali da instaurare sono in corso con la Biblioteca Comunale e con la Scuola Superiore di Vobarno (Bs).
Siamo presenti anche in varie altre biblioteche o presso altri enti sia all'estero che in Italia… Ed ecco un altro successo professionale che è anche un successo della rivista come prodotto editoriale: la mia iscrizione all'Ordine Nazionale dei Giornalisti Italiani presso la sezione regionale di Bologna. Senza questa rivista avrei dovuto aspettare un miracolo o la fortuna che un giorno una redazione mi assumesse per poter esercitare questa professione e poter domandare la mia iscrizione all'Albo. Qui colgo l'occasione per ringraziare di cuore il Dr. Angelo Giubelli che tre anni fa ha accettato il ruolo di Direttore responsabile dell'Osservatorio Letterario. Senza di lui non avrei mai potuto avviare le pratiche di registrazione di questo periodico al Tribunale di Ferrara, non avrei potuto documentare le mie pubblicazioni come prove dell'esercizio della professione di giornalista. Oltre all'invio dei fascicoli contenenti i miei pezzi giornalistici, egli ha testimoniato con dichiarazione ufficiale la mia attività professionale. Lo ringrazio di cuore per aver creduto in me e nelle mie capacità, nel valore qualitativo di questa testata. Lo ringrazio inoltre per la sua cortesia quando avevo bisogno dei suggerimenti professionali e per la disponibilità a continuare a rimanere in questo ruolo! Il fatto di essere diventata ufficialmente, a pieno titolo, giornalista italiana, lo considero anche come una valutazione qualitativa dell'Osservatorio Letterario: se non valesse, non sarebbe stato considerato dal Collegio Regionale dell'Ordine ed io non avrei in mano la tessera ufficiale dei giornalisti!…
Sono piena di fiducia nonostante le mille difficoltà che si presentano nel gestire un'impresa editoriale e giornalistica. Ho tanti progetti nel cassetto da realizzare a partire da questo nostro nuovo secolo…
Nuovo secolo, nuovo millennio… E questo fatto mi costringe a riflettere ancora con una maggiore intensità.
Che cosa ci aspetta nel nuovo millennio? Quale sarà il ruolo della cultura?
Numerosi scienziati ed artisti s'interrogano sulla sorte della cultura nel terzo millennio. Si formulano le domande: L'uomo del futuro sarà oppure non sarà colto? Si avrà bisogno della cultura? Che cosa s'intende per cultura?…
La cultura è l'insieme dei beni materiali ed intellettuali prodotti da un gruppo di persone, comprese tutte le sue espressioni nella vita quotidiana. Quando si pronuncia la parola 'cultura' immediatamente ci viene in mente una serie di categorie che appartengono ad essa: letteratura, musica, architettura, pittura, varie forme dell'arte, tutte le opere create dall'uomo di ieri e di oggi, l'istruzione, le religioni, le abitudini sociali, le tradizioni e così via. Essa significa anche l'esigenza dell'umanità del bello e del piacevole e la soddisfazione pratica di queste esigenze che sono ereditate dai nostri antenati.
Si sente dire che la grande sfida della cultura dei nostri
giorni è la globalizzazione. Lo sviluppo esplosivo della tecnologia informatica e delle telecomunicazioni ha allargato i confini delle comunicazioni, così la diffusione delle informazioni è superveloce in tutto il mondo. Si constata che di conseguenza accanto alle culture locali n'è apparsa una determinata dalla pubblicità e dalla moda che è diventata presto cultura di massa, comportando la spiacevole conseguenza che la gran parte delle nuove generazioni non conosce nemmeno i valori di quella tradizionale, cioè quella diffusa antecedentemente ai fenomeni di globalizzazione di massa, e quei valori che vengono chiamati comunemente anche cultura d'èlite.La televisione di stato e quelle commerciali hanno la maggiore responsabilità nel processo di separazione tra cultura di massa e cultura d'èlite. La Tv potrebbe essere un ottimo strumento di presentazione e divulgazione dei valori culturali nazionali al pubblico. Ma purtroppo non è così: "programmi spazzatura" "vomitano" soprattutto porcherie ricolme di violenza in tutte le sue forme e liberalizzano la divulgazione della bassa cultura di massa.
Ma la globalizzazione e lo sviluppo tecnologico possono essere utilizzati anche a favore della cultura. I computer ed i CD-ROM multimediali oltre che nell'istruzione possono essere utilizzati in tutti i settori della divulgazione scientifica e culturale.
Non dobbiamo nasconderci però che anche gli strumenti audiovisivi ed Internet oltre che utili possono essere dannosi per gli utenti: Anche in Internet si può trovare della "spazzatura". Tali pericoli esistono purtroppo ovunque, ma si può evitarli utilizzando questi nuovi strumenti con la dovuta cautela e coscienza, così lo sviluppo non andrà a discapito, ma a vantaggio della cultura. Devono essere sviluppati e divulgati dei messaggi che elevino e non facciano regredire il modo di pensare. Tutto questo si otterrà con la realizzazione di prodotti di alta qualità offrendo ampia possibilità di libera scelta. Se l'offerta metterà a disposizione soprattutto prodotti di alta qualità, sempre meno persone opteranno per quelli mediocri o scadenti. Così anche il gusto culturale della massa potrà essere sollevato e non appiattito. Oggi, purtroppo, possiamo constatare che i valori sono deformati. Il mondo in cui viviamo è dominato dal profitto e dal mercato, tutti vogliono accaparrarsi le posizioni migliori. La gente vive in una gara spietata ed in questa lotta cambiano totalmente i criteri di valutazione che si perdono diversi elementi del nostro essere umano. La gente è impaziente, non conosce la tolleranza. Come se vivessimo in una nuova torre di Babele: l'umanità d'oggi è costituita da una massa di persone che non si capiscono tra di loro ed è quindi sempre meno capace di capire le scienze e la cultura. Le conseguenze dell'orientamento al profitto sono evidenti anche nelle fonti della cultura: sono sempre in maggior numero gli editori, teatri, studi che puntano principalmente al raggiungimento dei superprofitti e per questo scopo producono dei libri e degli spettacoli commerciali che non offrono divertimento di lunga durata, non trasmettono valori, ma al contrario, sono più facilmente digeribili, più velocemente vendibili pertanto portano profitti maggiori. In questo modo la cultura si è spezzata in due: la cultura d'èlite che garantisce effetti e sensazioni di lunga durata e la cultura di massa, che conquista sempre maggiore spazio, spesso esclusivamente con scopo di lucro, di scarsa o sempre più. La massa è più interessata agli show luccicanti privi di umorismo ma pieni d'idiozia, alle star famose, alle soap-opere, e così via. Nel mondo dei libri soltanto una fascia sempre più esigua di persone cerca i libri di qualità rispetto alla letteratura mediocre o di pura evasione , pertanto l'edizione dei primi è in continuo calo…
Purtroppo è il mercato a pilotare le arti, perché riesce a sopravvivere soltanto quell'artista, scrittore, scienziato etc., che dispone di una fonte finanziaria. Quindi la cultura viene suggestionata dal mercato ed il mercato è controllato sempre più da gruppi ristretti. Così il futuro della cultura è concentrato nelle mani di poche persone…
Non è facile affatto dare delle "ricette" adatte a salvaguardare la vera cultura. Il problema è più complesso di quanto si possa pensare. Per fortuna il Terzo Millennio inizierà con fonti culturali ancora molto varie ed avremo un compito importantissimo: quello di rispondere correttamente ai richiami, sfidare le "produzioni spazzatura", le basse esigenze culturali, risollevare il gusto medio della gente dalla mediocrità in cui si sta affondando, impegnarci per la conoscenza e per la conservazione delle tradizioni locali e nazionali e fare in modo che i valori oggi appartenenti alla cultura d'èlite siano accessibili a tutti con un utilizzo ragionevole delle nuove tecniche…
Comunque, ogni membro delle società deve essere consapevole del fatto di non essere soltanto una ruota nel meccanismo del mercato capitalista, che la vita non è solamente una competizione, ci dobbiamo rendere conto di essere anime sensibili, bisognose di una visione del mondo sana, di valori reali e della vera cultura. L'arma più efficace in questo senso è l'istruzione che è il mezzo con cui tutti possono accogliere le nuove conoscenze ed i valori. Per tutto questo è necessaria una riforma radicale dell'intero sistema scolastico. Attualmente nell'istruzione pubblica mancano tante cose tra cui l'educazione politica e sociale, e l'educazione estetica. Quest'ultima senz'altro favorirebbe l'apprendimento di una nuova scala di valori, e così si creerebbe un approccio critico nei confronti della cultura di massa. Delle prime due si ha bisogno per capire la democrazia in cui si vive, affinché si possa sfruttarla a fondo evitando che qualsiasi cosa possa spezzare la libertà intellettuale, morale ed artistica degli individui…
Infine termino quest'editoriale con le parole dell'ungherese László Paskai - cardinale, primate, arcivescovo di Esztergom e di Budapest - che ha espresso questo pensiero nell'intervista fatta dai giornalisti del quotidiano "Magyar Nemzet", estendendolo a tutti i popoli del nostro Globo: "…Possiamo chiudere questo millennio con la speranza nel futuro. So molto bene che anche il XXI secolo ci riserverà tante lotte e vicissitudini della vita. Ho fiducia che la speranza, l'elevatezza spirituale, l'aspirazione alla bontà morale, che la maggioranza del nostro popolo possiede, saranno perenni e costruirà la storia del XXI secolo positivamente …"
Ora Vi saluto e Vi auguro un buon XXI secolo e buona lettura!
A risentirci l'estate prossima, nel mese di Luglio!
[Melinda Tamás-Tarr Bonani]
![]()