Riministoria. Antonio Montanari
Tama
di gennaio 2001, nn. 788, 789, 790, 791Il Tama?
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il Tama
>Rubrica n. 791, dal Ponte n. 04 di domenica 28 gennaio 2001
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Tam Tama Ultime notizieSlogan(s)
Come sarà la campagna elettorale
La vera campagna elettorale per le prossime politiche è in pratica iniziata ufficialmente (ancorché non sia stata indetta dal capo dello Stato), venerdì 19 gennaio su tutti i telegiornali nazionali, con un'intervista all'on. Silvio Berlusconi che si presentava in versione inedita. Dietro la sua immagine non appariva più la classica libreria ("con i volumi che non ho mai potuto leggere, per colpa della politica", come più volte ha confessato), ma un cielo azzurro con qualche accenno di nuvola, lo stesso che caratterizza da parecchi mesi i suoi maxi manifesti pubblicitari. Lo stesso che si vedeva, quand'ero bambino io, nei cosiddetti santini religiosi. E sullo sfondo del quale ora appare anche Rutelli, il leader del polo di centro-sinistra, dopo che i suoi consulenti intellettuali hanno deciso di fare qualcosa di originale, ovvero copiare le idee propagandistiche del centro-destra.
Fatto questo non del tutto nuovo, in verità. Pensate a Mussolini, nato socialista rivoluzionario ed arrivato rivoluzionario fascista. Una lezione, quella di Benito, che alcuni suoi pronipotini devono non aver dimenticato, se per incarnare un'eredità politica di sinistra si mettono all'ombra del centro-destra, forse anche perché sono memori che Berlusconi, senza il governo Craxi, la televisione privata se la sognerebbe ancora.
I maxi manifesti del Silvio (e di riflesso, quindi, anche di Rutelli) si alimentano di una serie di slogan che dovranno essere sfornati con una certa originalità di pensiero di qui all'apertura delle urne. Sarà una rincorsa affascinante che metterà in campo il meglio degli specialisti. Dovremo fare attenzione a non confonderci. Ci sono già alcuni rischi. Ogni lasciato è perso, non è l'autobiografia dell'on. Clemente Mastella, ma il titolo di un film di Piero Chiambretti.
Immaginiamo che, dopo aver lanciato precise, fondamentali parole d'ordine (Meno tasse, Città più sicure, Pensioni più dignitose), il tono berlusconiano salirà: Una sola strada porta a Roma, Con il governo degli onesti pioverà meno, Mucca pazza l'hanno inventata i Verdi, Arricchiamo l'uranio (avremo più soddisfazione che se restasse impoverito), La Cuccarini alla Sanità, Costanzo all'Istruzione, Maria De Filippi alla Previdenza sociale, Spinelli anche ai bidelli, Aboliamo il Sud, Mike al Quirinale ed Emilio Fede cardinale.
Rutelli sarà intelligentemente lapidario: Non tiratemi le pietre se perderò.
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>Rubrica n. 790, dal Ponte n. 03 di domenica 21 gennaio 2001
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Tam Tama Ultime notizieIntera / mente
Intelligenza? Cattivo gusto in tivù
Mezzobusto definì Sergio Saviane (Espresso n. 15, 1970) il presentatore dei tigì, quasi ad indicare (per quei tempi, beninteso) limpossibilità che costui aveva di esprimere la verità intera, anche se esibiva la parte più nobile del corpo, dalla cintola in sù, cioè la mente ed il petto in cui un cuore pulsava, a sinistra oppure a destra.
Oggi taluni presentatori si mostrano in tutta la loro pienezza corporea, anche se la natura li ha dotati di una statura (fisica, sintende), che i monarchici definirebbero da Vittorio Emanuele III, e che il decoro consiglierebbe di celare, perché non si pensasse che lintero equivale al mezzo. Ma quella zona dellantico ed ancora attuale conduttore, che la classica scrivania nasconde alla vista, dove va a finire? Può essa rimanere inutilizzata? No, senza dubbio, essendo la tivù come il maiale, per cui non si butta via mai niente.
Cera una volta una realtà più fisiologica, che i galatei celavano del tutto se era possibile, od al massimo di sfrontatezza circondavano di un velo impenetrabile di rispetto (pensate alla geniale ed impossibile definizione relativa al luogo dove non batte mai il sole, smentita dalle sedute elioterapiche marine).
Dove essa approda ora? Si autotrapianta in altri giornalisti, o presunti tali. Lo dimostra un doppio e contemporaneo evento televisivo di mercoledì 10 gennaio. Se la Rai si abbandonava con lamico Daniele Luttazzi ad una serie sfinita più che infinita di scurrilità (un tempo dette da caserma, goliardiche o per duri di destra, riforniti dalle immagini del settimanale "Il Borghese"), Canale 5 replicava con le Grandi Suocere Greggio e Iacchetti, sotto gli occhi del Mauriziocostanzosciò, con unoperazione di controbilanciamento per pareggiare il vuoto intellettuale che denuncia la totale incapacità di scrivere testi accettabili.
Spero di non essere considerato un parruccone moralista, e non minteressa. Lunica cosa che mi disgusta è che non si sappia più comporre una pagina satirica o umoristica. E la definitiva scomparsa di un genere letterario, il trionfo della fisicità maleodorante, del grezzo gioco sui richiami istintivi del sesso o sulle funzioni corporee.
Mi spiace che uno scrittore-attore come Daniele Luttazzi si esibisca senza quellironia ed intelligenza che possiede e che gli attribuisce invano, anche per questo nuovo spettacolo, il direttore generale della Rai, il conterraneo Celli
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>Rubrica n. 789, dal Ponte n. 02 di domenica 14 gennaio 2001
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Tam Tama Ultime notizieAderisco
ad essere moderato
Un amico lettore (ed abbonato), incontrandomi al Porto, mha invitato alla moderazione nello stendere queste righe. Aderisco, con la certezza che per lui moderazione non significa credere che la bomba al quotidiano "il manifesto" sia semplicemente stata un petardo preparato da quegli zuzzurelloni di giornalisti comunisti.
Quindi non parlerò della questione delluranio impoverito, di fronte alla quale predominano tre posizioni, concordi nel ritenere che quella sostanza non possa danneggiare nessuno perché è stata impiegata dagli Usa, perché è stata adoperata a fin di bene, e perché sinora abbiamo ufficialmente ignorato il problema, nonostante fosse di pubblico dominio.
Tralascerò fatti locali come il titolo del "Corriere Romagna" a cui sono abbonato, del 4 scorso, pag. 7, "Ravaioli decade, viva Melucci", che rimanda nella memoria ad altri giornali di molti decenni fa nei quali il grido di gioia era proporzionalmente più meritato, perché riferito al Migliore, cioè Palmiro Togliatti.
Dimenticherò il presunto scandalo di una presunta casa di riposo (che, in qualche caso, per la magistratura inquirente, pare sia stato eccessivamente eterno); le presunte capacità di controllo di troppi presunti organi ad esso comandati in via presuntiva; il reale vasetto di miele regalato dalla Provincia di Rimini agli anziani ricoverati nelle case di cura, per gratificarli ed anche promuovere la conoscenza di una realtà produttiva locale (come da interviste televisive).
Mi limiterò ad un auspicio diciamo così elettorale, forse inutile in quanto espresso troppo in anticipo rispetto allappuntamento con le urne per il nuovo Consiglio comunale di Rimini. Più che un auspicio, è un desiderio. Più che un desiderio sarebbe in sostanza un invito a limitarsi nelle spese.
Gli assessori prescelti, dopo aver ricevuto le deleghe, si astengano, dopo aver preso possesso fisicamente del loro ufficio, dal cambiare i mobili per adeguarli ai loro gusti personali. In questa giunta cè stato qualcuno (chi non so, ma sembrano due casi) che ha rifiutato di sedere davanti a mobili antichi, da studio notarile (di una bellezza che mi fa ingolosire da sempre, ma questi sono gusti personali).
Quei soldi è meglio conservarli per le feste canore che tuttItalia offre a Capodanno, al posto degli spettacoli del circo. Il che rende felice la Protezione animali e chi potrebbe finire sbranato da qualche belva.
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>Rubrica Rubrica n. 788, dal Ponte n. 01 di domenica 07 gennaio 2001
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Tam Tama Ultime notizieIl ritorno
Compromessi politici (e mafiosi) del Dopoguerra
La mostra che lamico pittore Armido Della Bartola ha allestito, prima di Natale, con opere dedicate alla Rimini distrutta dalle bombe del 1943-44, mi ha suggerito alcune considerazioni. Sono nato nel 1942, di quei giorni non ricordo dunque nulla. Nella memoria e nellanimo sono rimaste però le parole raccolte nei successivi conversari casalinghi. Il ritorno alla normalità fu aspro. Mio padre che era impiegato comunale, tesserato fascista sino al 25 luglio 1943, caduta di Mussolini, quindi senza alcuna adesione alla repubblichina di Salò, fu sottoposto ad epurazione. I nuovi arrivati nella Pubblica amministrazione gli dissero di andare con moglie e figlio a mangiare lerba ai fossi. Lumiliazione inferta a mio padre resta non soltanto come piaga mia ma pure quale testimonianza della perfidia delle persone che per bassi motivi (ovviamente, fregargli il posto a favore di qualche protetto), oltraggiavano un uomo innocente.
Uscendo dalla mostra di Armido, incontrai altri amici, più anziani di me, che raccontavano del Dopoguerra. Proprio qui sul Corso, davanti ad una libreria, un compagno prese a ceffoni un altro compagno per aver questultimo militato nella repubblichina come guardia del corpo del terrore di Rimini. Come mai, chiedo, la vigilanza rivoluzionaria dei compagni si era allentata tanto, al punto di accogliere lex repubblichino, attorno al quale poi il partito avrebbe fatto quadrato per decenni, mentre un uomo qualunque come quellimpiegato comunale dovette essere sottoposto al Tribunale della Storia perché tesserato fascista sino al 25 luglio 1943? Non ricevo una risposta razionale. Uno scrittore mi obietta che i casi personali non contano, che il racconto dei fatti deve depurarsi da essi, per poi essere affidato alla serenità del giudizio degli Storici.
Qualche giorno dopo ho letto che la moglie di Antonio Gramsci era una spia dellNkvd (il Kgb del tempo). E che la cognata Tania, ritenuta sempre un Angelo Custode di Gramsci e come tale eternamente celebrata, era pure lei una spia di Mosca. Giuliano Gramsci, figlio di Antonio, non ha mai voluto vedere né parlare con la zia Tania: lo ha confidato Olga, figlia di Giuliano, a Massimo Caprara nel libro "Paesaggi con figure". Al citato scrittore incontrato sul Corso, se avessi fiducia nella razionalità umana, vorrei chiedere: anche quella di Antonio Gramsci è una vicenda personale di cui non tener conto?
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>Rubrica Rubrica n. 787, dal Ponte n. 46 di domenica 24 dicembre 2000
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Tam Tama Ultime notizieLunari
Venditore d'almanacchi e calendari osé
Il venditore dalmanacchi e di lunari nuovi (ma avete mai visto quelli che ne vendono di vecchi?), questanno ha cambiato strategia aziendale. Abbandonate le strade trafficate e gli angoli oscuri delle vie, si è piazzato nel mondo della grande Rete, viaggia su Internet. Lui che indossa ormai da due secoli gli stessi panni un poco logori, ha scelto lo strumento più moderno che esista, e non ha rimpianti. Mi confida di trovarsi benissimo, soprattutto (immagino) con la rumorosa compagnia di attrici e divette che smaniano di farsi notare in ogni luogo virtuale, non dico virtuoso, mettendosi in concorrenza con lui nel reclamizzare i calendari, ed a lui accomunate dallattaccamento a certe antiche vesti, leggermente più vetuste delle sue: quelle che il maschilismo trionfante chiama adamitiche, anche se rimandano alla foglia di Eva, che talora il vento invernale fa volare via lasciando i corpi indifesi. Altro che cacciata dal Paradiso, commenta ironico il venditore dalmanacchi, consapevole che per molti contemporanei quello sia il nuovo paradiso mass-mediatico che sognano, ottenendolo a poco prezzo.
Una cosa preoccupa il venditore dalmanacchi: è la concorrenza che riceve dalle autorità di governo. Non è più il tempo che le regole da seguire per il futuro, vengono lasciate ai compilatori di lunari, oggi ci pensa addirittura il ministro della Sanità, spiegandoci (parlo per me, scusate) che bisogna "rompere lisolamento sociale degli anziani": ed usa proprio un verbo ordinariamente collegato ai vecchi stessi. Poi ammonisce che occorre "prevenire il mobbing sul lavoro, nelle scuole e nella famiglia". Quando si tratta di prevenire è sempre una buona cosa, ma perdonate la mia ignoranza, che cosè il mobbing, se neanche in tre dizionari dinglese che ho in casa cè spiegato?
(Ad esempio, che il mio sito "Riministoria" fosse stato cancellato dal Motore di ricerca della Comunità in cui è inserito, che quel Motore mi avesse spiegato la cosa come impossibile, invitandomi a riscrivere via Internet dopo un mese, e che avendo io seguìto tutte le istruzioni poi non mi avesse più risposto prima di rimettermi in rete dopo 60 giorni ai attesa spasmodica, è mobbing oppure no? Posso immaginare quali persone abbiano avuto in antipatia il mio sito, e che avessero intenzione di fami 'sparire', ma non so però di che cosa mi abbiano potuto accusare presso quel Motore per farmi cancellare provvisoriamente.)
Mi scusi, signor ministro della Sanità, parlare in inglese ad un vecchio come me, è mobbing o no? In caso affermativo, si spieghi per favore: in italiano.
[787]
>Rubrica n. 786, dal Ponte n. 45 di domenica 17 dicembre 2000
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Tam Tama Ultime notiziePerseverare
Mi pento di aver scritto per 18 anni questa rubrica
Il libro
(pressoché massonico) su Bertòla, del quale ho parlato la settimana scorsa, sarà presentato sabato 16 dicembre, in un incontro pubblico il cui titolo è tutto un programma: "Amante più dei salotti e delle alcove che dei chiostri ". La sacrosanta verità biografica rischia di tramutarsi in uno slogan da filmetto porno, mettendo in ombra figura, ruolo e caratteristiche del grande poeta concittadino. Pazienza, così vanno le cose nella società dello spettacolo.Passo ad un altro libro, di un conterraneo dei nostri giorni, Pier Luigi Celli, direttore della Rai, che ha scritto "Passione fuori corso". Ad Alain Elkan (su "Specchio") ha confidato: "Credo di avere alcune passioni. Una è certamente dire quello che penso, e questo può portare dei guai".
Avere questa passione, è un guaio di per sé. Parlo per esperienza: permettetemelo, in una specie di bilancio non soltanto di fine anno, ma di chiusura di secolo. Se dovessi scrivere una pagina autobiografica al proposito, lintitolerei "Cattiva educazione", per spiegare che quando ci hanno allevato al non dire bugie, a rispettare sempre e soltanto la verità, ad essere sinceri, a fuggire le ipocrisie, le falsità, le invenzioni mentali, hanno compiuto unopera di corruzione morale, presentandoci unimmagine del mondo ed offrendoci istruzioni per luso, che non corrispondono a gran parte della realtà.
In ormai diciannove anni di stesura di questa rubrica, credo di essere stato sempre limpidamente aperto nellesprimere le mie opinioni, senza secondi fini o scopi nascosti. Quando nel settembre 1982 accettai la proposta di don Piergiorgio di comporla settimanalmente, ho commesso un errore della cui gravità mi sono dovuto accorgere lentamente mentre passava il tempo.
Se il lettore scorre queste righe, e si diverte o sarrabbia, resta un fatto privato tra noi due, me e lui. Ma cè sempre un terzo, un Grande Fratello che simpersona in varie sedi, in quelle sedi che, per fare un giornalismo decente e non da tappetino scendiletto, si vanno a punzecchiare, disturbare o semplicemente a citare, provocando reazioni nascoste, carsiche, che prima o poi riaffiorano. Credetemi. Non disturbare il manovratore, era un motto della Buonanima. Che ha tuttora seguaci numerosi e convinti nel ritenerlo una Verità Assoluta che tutti dovremmo rispettare. Poiché lerrore che ho compiuto è irreparabile, non mi resta che perseverare in esso?
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>Rubrica n. 785, dal Ponte n. 44 di domenica 10 dicembre 2000
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Tam Tama Ultime notizieCaduta massi
E trionfo dei Massoni
Voi non
lo sapete, ma il Tempio Malatestiano fu dedicato ad un culto massonico. Non impazzisco, il discorso è serio, la teoria è di una persona che, stando a voci circolanti in città, dovrebbe allo scopo produrre il suo bravo libro, con la dimostrazione che anche Sigismondo era iscritto ad una qualche Loggia, come alcuni nostri contemporanei. Non sono un esperto dellargomento, ma ora ne so qualcosa di più grazie ad un bel volume appena pubblicato anche a spese del nostro Comune, cioè gli Atti del Convegno su Aurelio Bertola, tenutosi due anni fa. Tutto quanto, o quasi, si trova in questo testo è un inno alla Massoneria. Vedere ad esempio il secondo saggio dove si citano riflessioni non del nostro poeta ma che "debbono averlo accompagnato tra Pavia e Milano" (in mancanza della Settimana enigmistica): qui leggiamo che nel 1785 la Chiesa era accusata di non far più miracoli e che lo Spirito Santo dopo, aver abbandonato i preti, attraverso percorsi nascosti, aveva illuminato la Massoneria.Il gioco è pesante e scoperto in quasi tutta lopera. Innegabilmente, Bertòla è stato uno dei massoni del 1700, ma nello stesso tempo era un uomo religioso, per quanto egregio peccatore. Perché si dimenticano gli aspetti religiosi delle sue "Notti" in onore di papa Ganganelli? Perché crollerebbe la mitologia massonica, e di conseguenza cadrebbe la falsificazione del suo discorso.
Lavanzata massonica non si limita ai discorsi elevati per gruppi ristretti, ma si estende ai mezzi di massa come la televisione. Da poco arriva in Romagna il segnale di Rete 9 attraverso Telemare. Qui tutti i sabati alle 20 appare lavvocato Mario Bacchiega che sparla della storia della Chiesa con una frenesia da curva sud durante un derby. Per saperne di più ho fatto alcune ricerche su Internet (e poi dite che è inutile): Mario Bacchiega pubblica libri nella collana intitolata Biblioteca massonica. Il proprietario di Rete 9 di Padova è tale filosofo Robi Osti, come ho ascoltato dalla sua emittente. Se è lo stesso Roberto Osti che due anni fa vinse una causa contro il Ministero PT quale titolare dellantenna ATR di Rovigo, e se risiede ancora a Rovigo, risulta essere un amministratore condominiale. Potrebbe trattarsi di unomonimia, ma a Padova non appare in elenco nessun Roberto Osti. Ma forse costui è un seguace di Diogene, vive in una botte e non usa il telefono. Come si dice, basta il Pensiero.
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>Rubrica n. 784, dal Ponte n. 43 di domenica 3 dicembre 2000
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Tam Tama Ultime notizieDi varie cose
Tra cui una lettera anonima
Ante scriptum. Ricevo
una lettera non firmata, a proposito di scritti miei apparsi sul Ponte. La discussione è troppo seria per affrontarla in questo breve spazio. Se il lettore si rivela, prometto di soddisfarlo, con l'avviso che quello che lui sostiene è cosa nota a tutti, anche se il suo discorso è fazioso al punto da negare la verità dei fatti da me riportati. Se non si paleserà con tanto di nome e cognome, gli risponderò sul mio sito Riministoria, per poter avere a disposizione lo spazio necessario a produrre i documenti che danno torto alla sua lettera non firmata.In Redazione mi hanno poi passato un comunicato del Provveditorato agli Studi di Rimini in cui si parla di curricoli: la parola è stata sottolineata come errore perché il plurale di curriculum fa curricula. Giusto: ma l'italiano corrente prevede anche curricolo e curricoli. Quindi nulla di strano se non il fatto che dal Provveditorato tutti ci aspetteremmo la forma latina. Il Corriere Romagna, nel riferire la notizia, ha parlato di nuovi curriculum (e non curricula) adottando una forma basata sulla vecchia regola che le parole straniere non hanno plurale. Ed il latino dunque ci è straniero al punto di buttare impunemente alle ortiche i nostri curricula culturali.
Questa settimana avrei voluto parlare del sondaggio telefonico fatto svolgere dalla Provincia di Rimini sulla qualità della vita e la diffusione della criminalità, che inizia con una domanda bizzarra: lei usa l'autobus? A questo punto non vorrei che il criminale fossi io perché adopero molto la bici e poco l'auto se non piove, ma mai il servizio pubblico. A Cesena alcune settimane fa, per diminuire l'inquinamento atmosferico, si sono indette le domeniche a piedi.
Per andare a Forlì si sono formate file lunghissime che hanno prodotto un inquinamento maggiore di quello che si sarebbe registrato senza la pensata ecologica della chiusura del centro storico, dato che non esistono alternative (leggi: strade) su cui smaltire i mezzi in transito.
LItalia è il Paese delle buone intenzioni. Ogni tanto ci immaginiamo di cambiare il mondo, con il criterio delle nozze con i fichi secchi. Prima facciamo le strade dove chi ha necessità di spostarsi possa farlo in tutta tranquillità, costruiamo i parcheggi, e poi creiamo le zone pedonali dove chi vuol esibirsi a cavallo o col monopattino può farlo senza sfottere chi ha necessità di usare lauto.
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