Il 26 marzo 1930 nasce a New York da
genitori italiani, una famiglia instabile che lo mette di fronte a situazioni
come l'orfanotrofio, fughe e riformatorio. A diciassette anni progetta una
rapina per cui poi viene arrestato; in carcere conosce la letteratura del grande
Ottocento e scrive poesie già verso la fine degli anni Quaranta. Nel '50
conosce Ginsberg per caso al Greenwich Village. Va ad Harvard e diviene un topo
di biblioteca, mentre continua la sua produzione poetica.
Le Opere
La prima raccolta di poesie è The
Vestal Lady on Brattle a cui segue un periodo di connessione
culturale europea. Sempre negli stessi anni stabilisce anche rapporti con i
maggiori esponenti della Beat Generation. Nei primi anni Sessanta invece, dopo
un infelice matrimonio e una sfortunata esperienza come professore, si
trasferisce in Europa per circa due anni. Nel '62 pubblica Long Live Man
e nel '70 Elegiac Feelings American, collaborando sporadicamente nel
cinema e nel teatro. Dopodiché si è orientato sempre più verso le filosofie
orientali e nel '74 ha pubblicato The Japanese Book, in cui trova
sbocco artistico la propria esperienza religiosa. The Vestal Lady on Brattle
(1955) rappresenta lesordio letterario del poeta e anche il primo insuccesso
editoriale; il tutto si svolge attorno ad intricate vicende interiori espresse
il più della volte con grande indecisione ed instabilità data dalle varie
intenzioni e dai vari modi di esprimersi che si sovrappongono e che confondono.
I temi, personali, e gli stili, "allucinati", sono accompagnati della
realtà urbana vista nella sua routine quotidiana; in un certo senso ci si trova
di fronte ad una sorta di "bestiario", una serie cioè di caricature
distorte delle personalità, più o meno spersonalizzate, che si incontrano nel
mondo occidentale. L'influsso di Whitman è parecchio vistoso e spesso,
piuttosto che liberare il verso, lo appesantisce; anche Shelley, molto amato da
Corso, è imitato in modo maldestro. In parte questi aspetti negativi possono
essere riconsiderati anche per parlare della raccolta successiva del poeta, Gasoline
(Benzina), ma decisamente cè da fare un'eccezione.
Nel '58 infatti viene separatamente
pubblicata Bomb, una poesia altrettanto famosa che Howl e
importante manifesto della Beat Generation. Il tono generale di questa raccolta
è più cupo della precedente e difatti si viene proiettati in un incubo
metropolitano, la metafora del decadimento e della disgregazione: l'ombra
della bomba atomica. Per scrivere Bomb, Corso fu ispirato da una
manifestazione contro la "bomba" a cui assistette e da cui rimase
impressionato dalla forte carica d'odio. Così gli sembrò che la mostruosità
distruttrice della bomba non fosse tanto diversa da quella di quei manifestanti
e di tutti gli uomini che rispondevano con l'odio all'odio verso qualcosa
che esiste. Diceva che era impossibile odiare qualcosa che è e che niente può
fare male se viene amata; il vero assassino dell'umanità è l'odio. Il
risultato fu una lettera d'amore alla bomba ed egli si meravigliava perché
tutti inorridissero. Egli affermava quindi che la condizione umana è già
abbastanza difficile senza che la si debba peggiorare: il "flagello",
l"ascia", la "catapulta di Leonardo", i
"tomahawk" indiani, la "spada di S. Michele", la
"lancia di S. Giorgio" e così via tutto per indicare la morte.
Nella raccolta successiva The Happy
Birthday of Death (1960) l'attacco al conformismo è simile a quello di
Kerouac, ma tutto è portato al piccolo quotidiano e si fa più ironico e
tagliente. Infine in Long Live Man il suo messaggio diventa più pacato e
meno provocatorio, simbolo di una riduzione della speranza di creare un'America
migliore; l'esuberanza macabra, l'ironia tagliente e il tono apocalittico
lasciano il posto all'introspezione: "Im good example theres
such a thing called soul" (=Sono un buon esempio che c'è qualcosa detta anima).
La sua poesia è decisamente beat per i
suoi aspetti bizzarri, provocatori e caricaturali, ma il poeta è più diretto
verso un idealismo che gli fa dire che cerca "an America to sing
hopefully for" (=un'America per cui cantare speranzoso). Mentre per Ginsberg il senso di non-appartenenza è
rassicurante, per Corso nascono angosce e sofferenza; mentre Kerouac e Snyder
già alla fine degli anni Cinquanta trovano nello Zen
un superamento della ragione per raggiungere una propria saggezza, egli invidia Ginsberg per la sua
consapevolezza. Il suo cammino è estremamente contorto, segnato da ripensamenti
e marce indietro e proprio a questa sua incertezza va ricondotto il suo
sperimentalismo, fatto di versi che si rincorrono l'uno con l'altro senza
alcuna sorta di interpunzione.