il GRILLO parlante
per un'informazione equa e solidale nell'Est veronese
 
supplemento a "la Voce Civica" - Aut.Trib.VR n.1215 del 27 maggio 1996
Direttore Responsabile ed Editoriale: Amedeo Tosi
Redazione:  località Praissola 74/b - 37047 San Bonifacio (VR)
«il GRILLO parlante» è consultabile anche nel sito della Biblioteca di Nogara (VR), che gentilmente ci ospita.
La responsabilità degli articoli e delle informazioni è tutta ed esclusiva dei rispettivi autori. il GRILLO parlante ospita volentieri ogni opinione e si assume la responsabilità degli articoli a cura della Redazione e di quelli non firmati.

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PAZIENTI E IMPAZIENTI
«Chi è impaziente di avere un figlio sposa una donna incinta»
(Proverbio: Toucouleur - Nazione: Senegal)

Appuntamenti da non perdere
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12/04/02 - Verona - Incontro con Agnoletto e Valpiana
 
«...GENOVA ...PORTO ALEGRE... IL FUTURO» è il tema dell'incontro che si terrà VENERDI' 12 APRILE ore 20,45, presso la SALA LUCCHI (Palazzina Servizi dello Stadio) INCONTRO con Vittorio AGNOLETTO, rappresentante italiano al Consiglio Internazionale Forum Sociale Mondiale, e l'On.Tiziana VALPIANA, deputata e delegata del PRC al Forum di Porto Alegre. L'incontro è organizzato dal Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Verona - via Frangini 9/a - tel. 0458013200
 
12/04/02 - Vicenza - Le frontiere dell'economia veneta
 
La «Casa di Cultura Popolare» organizza un incontro sul tema: LE FRONTIERE DELL'ECONOMIA VENETA. "L'allargamento a Est dell'Unione Europea: vantaggi economici e responsabilità politiche". Introduce Giancarlo Corò, Università di Urbino. Interviene Gabriele Orcalli, docente di Economia dell'integrazione europea all'Università di Padova. L'incontro si terrà presso la Sala Lampertico, alle ore 18.00.
 
12/04/02 - Nogara (VR) - Nascita ed evoluzione della villa veneta
 
«Nogara nel Rinascimento: dalla corte alla villa» è il titolo del ciclo di incontri organizzato dall'Assessorato alla Cultura di Nogara (VR) e dalla locale Biblioteca comunale, che ospita gli appuntamenti in programma. Questa sera, alle ore 21 la dott.sa Daniela Zumiani (Università di Verona) tratterà il tema: "Nascita ed evoluzione della villa veneta".
 
12-14/04/2002 -  Villafranca - «Silenzio & Rumore»
 
Cari amici di "Moscacieca", con questa comunicazione vogliamo invitarvi a far visita alle "stanze di moscacieca", ultimo incontro della rassegna "Silenzio & Rumore", che vi ha visti partecipare numerosi, interessati, critici ed entusiasti. A partire da Venerdì 12 fino a Domenica 14 aprile, potrete visitare, presso palazzo Bottagisio,  la raccolta di installazioni che abbiamo voluto assemblare a conclusione di questo primo evento organizzato dalla nostra associazione. Palazzo Bottagisio si trova a Villafranca in Via Pace, gli orari di in cui potrete visitare la mostra sono i seguenti: venerdì: dalle 18.30 alle 24.00 (inaugurazione alle 19.00 circa con modesto rinfresco); sabato: dalle 16.00 alle 24.00; domenica: dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 24.00 . Oltre al materiale proposto da moscacieca avrete la possibilità di vedere anche opere di  giovani artisti locali: Marcello De Angelis, Diego Norbiato, Gildo Grendene, Caterina Galvani, Federico Flammia, Alberto Capone. Ingresso libero con tesseramento volontario (gradito). (Per informazioni: info@moscacieca.org )
  
12-14/04/2002 -  Rimini - Rete Radié Resch: «Il sorriso di Pacha Mama»

A Rimini, Convegno Nazionale di «Rete Radiè Resch»  il 12 - 14 aprile 2002 dal titolo “Il sorriso di Pacha Mama” sottotitolo “la speranza degli esclusi”, con relatori Manlio Dinucci, Alì Raschid, Giulietto Chiesa, frei Gorgen, Marco Revelli, Guido Viale, Ettore Masina, Alex Zanotelli, … ed altri testimoni. Per informazioni: dinopoli@ferrarisvr.it

13-14/04/2002 -  Vago di Lavagno (VR) -  Giovani Insieme e... Quale modello globale?

Gi.Ins (Giovani Insieme) in collaborazione con il Gruppo Consiliare «Insieme per il Veneto» organizza una duegiorni di riflessione sul tema: «Quale modello globale?».Interverranno: Massimo Cacciari, Paolo Fogliozzo (gesuita), l'on. Franca Bimbi, Emilio Del Bono e il professor Chiamazzo. Si parlerà di diritti umani, economia globale ed istituzioni economiche e politiche. Per informazioni: makulato@tin.it o Marco Burato (338 7991919). Gli appuntamenti si terranno presso l'Oasi San Giacomo di Vago di Lavagno (VR) (tel. 045 994548) a partire dalle ore 9,45 di sabato 13 aprile.

13-14/04/2002 -  San Bonifacio e Verona - WWF: GIORNATA PER LE OASI

Il 13 e il 14 aprile GIORNATA PER LE OASI. Il WWF Italia sarà presente in più di 600 piazze d'Italia per testimoniare il suo impegno e offrire a tutti coloro che sceglieranno di sostenere uno dei suoi progetti nelle Oasi,la guida e la cartina del delle Oasi del WWF insieme ad una confezione di pasta prodotta nel Parco Nazionale della Majella.Il WWF sarà presente a San Bonifacio domenica 14 Aprile in Piazza Costituzione.

14/04/2002 -  Verona - Ventennale del Gruppo Futura/1

In occasione del proprio ventennale, il "Gruppo Futura" gruppo volontariato solidarietà handicap, con sede in via Saliceto 3, Verona organizza domenica 14 aprile 2002 - ore 17.00: «IL MARE RUBATO» letture animate per bambini del Gruppo Ex-Trapola. Testi ed animazioni di Gek Tessaro - Musiche : Anna Lisa Buzzola, Cristina Ribul. L’appuntamento si svolgerà presso il TEATRO CANOSSA Via Albertini 4 Verona (Borgo Trieste).

15/04/2002 -  Colognola ai Colli (VR) - Presentazione della Rete di Lilliput

Il Gruppo Consumo Critico Val d’Illasi, l’Associazione Underforum e l’Associazione Politico-Culturale di Cellore e Illasi organizzano: “UN MONDO DIVERSO E’ POSSIBILE”, Incontro con la Rete Lilliput di Verona. Cos’è la Rete Lilliput, la sua lettura del processo di globalizzazione, le sue proposte a livello Nazionale e Locale.Relatore: Stefano Guffanti, del Coordinamento provinciale Rete Lilliput. Lunedì 15 Aprile ore 20.45 presso la Sala Parrocchiale di S. Zeno di Colognola ai Colli (VR).

15/04/02 - Verona - Anniversario della Liberazione / 1

L’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea organizza, in occasione della ricorrenza del 25 aprile, per ribadire il valore storico, civile e politico dell’anniversario della Liberazione, momento fondante della Repubblica italiana, alcune iniziative pubbliche che avranno luogo a Verona e nella Provincia. In data odierna:  lunedì 15 aprile - ore 20,45 Libreria "Prosivendola", via P.te Nuovo 2, Verona - Presentazione del libro di Mimmo Franzinelli «Le stragi nascoste. L’armadio della vergogna: impunità e rimozione dei crimini di guerra nazifascismi, 1943-1945» (Mondatori, 2002). Ne discutono: Bartolomeo Costantini (Procura militare della Repubblica di Verona) e l’Autore. A questa iniziativa, che vuole ricordare alcuni degli appuntamenti previsti per la ricorrenza del 25 aprile 2002, partecipano: Comitato Laico Antirazzista - Cesar K; CGIL Verona; Circolo Pink Centro di Cultura ed Iniziativa Gay/Lesbica/Bisessuale e Transgender Verona; CISL Verona; UIL Verona; Giovani Comunisti Verona; Donne in Nero Verona; La Prosivendola libreria; Società Letteraria; Rifondazione Comunista Verona; Rete Lilliput Verona; Gruppo RC Consiglio Provinciale di Verona; Comitato Passalacqua e Santa Marta per Verona; Associazione Filorosso; casa editrice Ombre Corte; Antigone Onlus per i diritti e le garanzie nel sistema penale.

15/04/02 - Vicenza - La legge Bossi-Fini

Lunedì 15 aprile a VICENZA, presso Chiostri di Santa Corona, ore 21.00, i Verdi Vicenza organizzano un incontro sul tema: Legge Bossi - Fini: senza diritti non c'è futuro.

17/04/02 - Verona - Anniversario della Liberazione / 2

L’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea organizza, in occasione della ricorrenza del 25 aprile, per ribadire il valore storico, civile e politico dell’anniversario della Liberazione, momento fondante della Repubblica italiana, alcune iniziative pubbliche che avranno luogo a Verona e nella Provincia. In data odierna: Mercoledì 17 aprile - ore 18,00 - a cura di Iversrec e Società Letteraria -  Sala Barbieri di Palazzo Giuliari dell’Università di Verona - presentazione  del libro di Salmen Gradowski, «Sonderkommando. Diario da un crematorio di Auschwitz, 1944» a cura di Philippe Mesnard e Carlo Saletti (Marsilio, 2002). Ne discutono Adriana Cavarero. (Università di Verona), Donatella Levi (scrittrice e psicoterapeuta) e Maurizio Zangarini (Direttore Iversec). Saranno presenti i curatori. A questa iniziativa, che vuole ricordare alcuni degli appuntamenti previsti per la ricorrenza del 25 aprile 2002, partecipano: Comitato Laico Antirazzista - Cesar K; CGIL Verona; Circolo Pink Centro di Cultura ed Iniziativa Gay/Lesbica/Bisessuale e Transgender Verona; CISL Verona; UIL Verona; Giovani Comunisti Verona; Donne in Nero Verona; La Prosivendola libreria; Società Letteraria; Rifondazione Comunista Verona; Rete Lilliput Verona; Gruppo RC Consiglio Provinciale di Verona; Comitato Passalacqua e Santa Marta per Verona; Associazione Filorosso; casa editrice Ombre Corte; Antigone Onlus per i diritti e le garanzie nel sistema penale.

17/04/02 - Sommacampagna (VR) - Riflessi di Pace/2

Il Comitato per l'Educazione alla Mondialità, l'Università del tempo libero, la Biblioteca comunale, il Gruppo teatrale "L'Incontro" e l'Associazione Culturale "Lanternamagica" sono i promotori del palinsesto "Riflessi di Pace". L'appuntamento odierno, presso il Cinema Teatro "Virtus", alle ore 21, sarà dedicato alla poesia. Lo spettacolo è titolato "Dalle ceneri". Voce recitante e regia: Massimo Totola. Percussioni: Sbibu Sguazzabia. Ingresso a pagamento.
 
18/04/02 - Verona - Le Campagne della Rete Lilliput Verona

Rete Lilliput di Verona organizza un incontro, giovedì 18 aprile 2002 – ore 21.00, presso Corte Molon – Lungadige Attiraglio (prima della diga del Chiedo) a Verona. Tema:  “La Rete va in Campagna!”Le Campagne della Rete per costruire “un mondo diverso” Campagne di “Obiezione alle Spese Militari” e “Banchearmate” - Queste campagne, mettendo in discussione le spese militari (lo stato italiano spenderà circa 40 mila miliardi nel 2002) ed i finanziamenti che le banche concedono per la costruzione ed il commercio di armi, permettono di esprimere concretamente il “No alla guerra!” e di non collaborare, seppure in modo passivo, alle politiche belliche. Campagna per l’adozione della Tobin Tax - Ogni giorno quasi 1500 miliardi di $ vengono scambiati sui mercati valutari mondiali per pura speculazione invece che per produrre beni. L'introduzione di una tassa (la Tobin Tax) su queste transazioni disincentiverebbe le manovre puramente speculative e permetterebbe di raccogliere fondi da destinare allo sviluppo di quei 3/4 dell'umanità che non ha accesso ai beni essenziali. - Campagna per l’Acqua - L'acqua è un bene comune dell'umanità e degli altri organismi viventi, ma l'accesso al suo utilizzo è un diritto umano e sociale troppo spesso negato o limitato. La Campagna chiede, per garantire a tutti l’accesso all’acqua potabile: la redistribuzione delle risorse idriche, l’inversione della politica di privatizzazione e maggiori investimenti per migliorare le strutture distributive pubbliche. Agenda 21 Locale - Come coniugare lo sviluppo sostenibile, il rispetto dell’ambiente, i diritti sociali, la partecipazione democratica all’aprirsi del 21° secolo? Agenda 21 propone di coinvolgere e sensibilizzare tutti i soggetti costituenti una comunità (singoli cittadini, amministratori, rappresentanti delle varie categorie del mondo del lavoro), per esplicitare e condividere obiettivi di sostenibilità (locale, ecologica e sociale), verificarne la fattibilità e tradurli in linee d’azione concrete.

18/04/2002 -  Verona - Diapo-racconti: Nicaragua
 
La VI Circoscrizione di Verona, il CENTRO TERRITORIALE PERMANENTE PER L'ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE IN ETA' ADULTA, il  DISTRETTO 29 - SCUOLA " G. CARDUCCI " VERONA, curato del circolo Legambiente Fagiani nel mondo, promuovono la Rassegna di diapo-racconti di viaggio per conoscere paesi e culture di altri mondi " C'è mondo fuor di queste mura…" (dedicato a Walter Pedrotti). 18 aprile 2002 - Nicaragua: dal lago Cocibolca al Rio San Juan… Viaggio nell'Acqua di Sandro Campagnola e Federico Carazzolo. L'incontro inizierà alle ore 20.30 presso la scuola "G. Carducci" Via Betteloni, 21 Verona - tel. 045525551. Ingresso libero. 
 
19/04/2002 -  Fumane (VR) - Tangentopoli, 10 anni dopo
 
Venerdì 19 aprile alle ore 21 il comune di Fumane ospiterà un incontro organizzato in collaborazione con il gruppo Mac^ka dal titolo "Tangentopoli 10 anni dopo: che succede?". A questa domanda spinosa quanto doverosa cercheranno di rispondere Marco Travaglio, giornalista della Repubblica e collaboratore di micromega, Peter Gomez, giornalista dell'Espresso e collaboratore di Micromega e Guido Papalia, procuratore capo di Verona coordinati da Nadir Welponer, consigliere regionale. A 10 anni dal caso Tangentopoli, in attesa del nuovo libro di Travaglio si fa sentire la necessità di sapere a che punto siamo, cosa è rimasto fermo e cosa continua a muoversi, chi sono i nuovi (?) protagonisti, cosa fanno, cosa è possibile aspettarsi per il futuro, cosa sperare. Peter Gomez e Marco Travaglio si interessano da tempo a queste tematiche e i loro sforzi di capire cosa sia realmente accaduto e cosa stia accadendo hanno trovato voce, tra il resto, ne La reppublica delle banane" ( Roma, 2001, Editori Riuniti ). Come si ricorderà, Travaglio aveva attirato l'attenzione in seguito al suo intervento al Satyricon di Daniele Luttazzi in cui aveva presentato "L'odore dei soldi.Origine e misteri delle fortune di Silvio Berlusconi"( Roma, Editori Riuniti ) libro scritto a quattro mani con Elio Veltri. In quella occasione il Cavaliere aveva fatto sapere in Italia che lo spettacolo gli aveva procurato un aumento di 5 punti percentuali, salvo poi correggersi durante un discorso ufficiale in Spagnadichiarando che il suo indice di gradimento era sceso invece di 17 punti percentuali. Viste le premesse (e le tante promesse ) il dibattito si prospetta interessante. Fumane, venerdì 19 aprile, ore 21, presso la sala consigliare del Comune di Fumane.
 
19 - 20/04/2002 -  Verona - Nuovi stili di vita

Il Gruppo di Lavoro Tematico Stili di Vita per una Sobrietà Felice della Rete Lilliput di Verona onorganizza due momenti di confronto dal titolo: Un'Alimentazione diversa è Possibile. Ci troveremo a Corte Molon, sul Lungadige Attiraglio dopo la diga, il 19 Aprile 2002 alle ore 20:45 per un incontro-dibattito sull’Alimentazione Naturale, Sana e Buona. Ed il 20 Aprile 2002 dalle ore 15:00 all’allegro laboratorio di cucina per mettere in pratica quanto appreso: prepareremo alcune pietanze e poi ceneremo insieme. Per partecipare al laboratorio è necessario prenotarsi telefonando a: Graziella dalle 19:30 alle 21:00  al numero 0456150911. La Rete Lilliput di Verona è un insieme d'associazioni, gruppi e singoli cittadini impegnati nel volontariato, nel mondo della cultura, nella cooperazione Nord/Sud, nel commercio e nella finanza etica, nel sindacato, nei centri sociali, nella difesa dell'ambiente, nel mondo religioso, nel campo della solidarietà, della pace e della nonviolenza. Abbiamo dato vita alla Rete Lilliput per unire in un'unica voce tutte le nostre voci. Come i piccoli lillipuziani vogliamo bloccare il gigante Gulliver, ovvero quel concetto ingiusto di libero mercato che concentra il potere economico nelle mani di pochi, e vogliamo sostituire la logica del mero profitto e del consumismo con la salvaguardia della Vita, della Dignità umana, della Salute e dell’Ambiente. Il Gruppo Tematico di Lavoro Stili di Vita per una Sobrietà Felice è un insieme di persone convinto del fatto che:  Dobbiamo incominciare a vivere più semplicemente per permettere a tutti semplicemente di vivere; per raggiungere questo obbiettivo abbiamo pensato a delle modalità di lavoro, che sintetizziamo: il gruppo vuole essere elemento di stimolo innanzitutto per i suoi stessi componenti al fine di ampliare le proprie conoscenze e i settori in cui applicare stili alternativi; fondamentale é apparso l’approccio che si vuole avere sul come operare, deve essere il più possibile PRATICO e PRATICABILE per poterlo attuare quotidianamente; tutto ciò che si arriverà a proporre (conferenze pubbliche, laboratori, incontri…) dovrà essere caratterizzato da un aspetto ludico-creativo-giocoso affinché le persone siano invogliate a venire e vadano via felici del tempo trascorso… non vogliamo cioè ricadere nel solito schema per cui la sobrietà richiama ancora il concetto negativo di rinuncia => chi me lo fa fare? Noi riteniamo che un’Alimentazione diversa sia possibile e necessaria perché: Ci fa stare meglio, ci rende più felici e belli! Permette di salvaguardare l’Ambiente in cui viviamo e rispettare gli animali; Tramite il Consumo Critico e l’acquisto di prodotti etici e solidali permette che ci sia una maggiore giustizia nei confronti di chi lavora, specie nei Paesi che producono a basso costo, spesso sfruttando i bambini; Ci fa risparmiare e imparare tante cose; … il resto lo scoprirete partecipando agli incontri! 

19/04/2002 -  Brescia - Scuola e Religioni

Convegno “E’ L’ORA DELLE RELIGIONI? LA SCUOLA E IL MOSAICO DELLE FEDI”, 19 aprile 2002 presso Cem Mondialità, Istituto Saveriano -  Via Piamarta,9 – 25121 Brescia. Per informazioni e iscrizioni Tel. 030.377.2780  (dal lunedì al venerdì 9.30 –12.30) E-mail cemmondialita@saveriani.bs.it Web:www.saveriani.bs.it/cem

19/04/02 - Nogara (VR) - Lo sviluppo della corte rurale
 
«Nogara nel Rinascimento: dalla corte alla villa» è il titolo del ciclo di incontri organizzato dall'Assessorato alla Cultura di Nogara (VR) e dalla locale Biblioteca comunale, che ospita gli appuntamenti in programma. Questa sera, alle ore 21 il prof. Remo Scola Gagliardi (Ricercatore e Scrittore) tratterà il tema: "Lo sviluppo della corte rurale nella pianura veronese".
 
22/04/02 - Arcole (VR) - Libertà e regole per diventare adulti
 
Inserito all'interno del palinsesto "Incontri per genitori", organizzato dalla Direzione Didattica 2 Circolo di San Bonifacio e dalla Scuola Media Bonturi-Piubello, con il patrocinio del Comune di Arcole, si terrà, presso la sala civica di Arcole (VR) alle ore 20,30 l'incontro "Libertà e regole per diventare adulti" (Come essere liberi accettando i vincoli della convivenza sociale). Interverranno uno psicologo, un sacerdote e un massmediologo.
 
23/04/02 - Verona, S.Marino B.A - Anniversario della Liberazione / 3
 
L’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea organizza, in occasione della ricorrenza del 25 aprile, per ribadire il valore storico, civile e politico dell’anniversario della Liberazione, momento fondante della Repubblica italiana, alcune iniziative pubbliche che avranno luogo a Verona e nella Provincia. Due gli appuntamenti odierni:  Martedì 23 aprile - ore 21,00 - a cura di Iversrec e Va - Circoscrizione Scuola media "E. Meneghetti", Verona: «Per non dimenticare. Chi era Egidio Meneghetti?» incontro per la conoscenza e la memoria del nostro passato, con la partecipazione di Chiara Saonara (Istituto Veneto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea) e Gian Paolo Marchi (Università di Verona). Martedì 23 aprile - ore 10,00  Scuola media "B. Barbarani", S. Martino Buon Albergo  - Incontro con gli studenti delle classi terze e presentazione del libro di Delfina Borgato «Non si poteva dire di no» a cura di Manuela Tommasi (Iversrec, 2002). Saranno presenti il Sindaco di San Martino Buon Albergo, Mario Lo nardi, il Direttore dell’Iversrec, l’Autrice e la Curatrice. L’attore Guido Ruzzenenti leggerà brani del volume. A questa iniziativa, che vuole ricordare alcuni degli appuntamenti previsti per la ricorrenza del 25 aprile 2002, partecipano: Comitato Laico Antirazzista - Cesar K; CGIL Verona; Circolo Pink Centro di Cultura ed Iniziativa Gay/Lesbica/Bisessuale e Transgender Verona; CISL Verona; UIL Verona; Giovani Comunisti Verona; Donne in Nero Verona; La Prosivendola libreria; Società Letteraria; Rifondazione Comunista Verona; Rete Lilliput Verona; Gruppo RC Consiglio Provinciale di Verona; Comitato Passalacqua e Santa Marta per Verona; Associazione Filorosso; casa editrice Ombre Corte; Antigone Onlus per i diritti e le garanzie nel sistema penale.
 
24/04/02 - Verona, S.Marino B.A, Caprino Veronese - Anniversario della Liberazione / 4
 
L’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea organizza, in occasione della ricorrenza del 25 aprile, per ribadire il valore storico, civile e politico dell’anniversario della Liberazione, momento fondante della Repubblica italiana, alcune iniziative pubbliche che avranno luogo a Verona e nella Provincia. Le gli incontri odierni: Mercoledì 24 aprile - ore 17,30  -  a cura di Iversrec e Circolo "Pink" Sala Barbieri di Palazzo Giuliari, Università di Verona - Presentazione del libro «Le ragioni di un silenzio. La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo», a cura del Circolo Pink di Verona (Ombre Corte, 2002). Ne discutono: on. Niki Vendola (parlamentare RC), Gianfranco Goretti (storico), Frediano Sessi (saggista) e Maurizio Zangarini (Direttore Iversec). Mercoledì 24 aprile - ore 20,30  Teatro "Peroni", S. Martino Buon Albergo Presentazione del libro di Delfina Borgato «Non si poteva dire di no» a cura di Manuela Tommasi (Iversrec, 2002). Saranno presenti il Sindaco di San Martino Buon Albergo, il Direttore dell’Iversrec, l’Autrice e la Curatrice. Seguirà il concerto della "Meshuge Kletzmer Band" di Verona con la partecipazione dell’attore Andrea De Manicor. Mercoledì 24 aprile - ore 20,30  Palazzo Carlotti, Caprino Veronese Presentazione del libro «Da Caprino a Ebensee. Danilo Veronesi, un martire del nazismo»,  a cura di Vasco Senatore Gondola, (Comune di Caprino, 2002). A questa iniziativa, che vuole ricordare alcuni degli appuntamenti previsti per la ricorrenza del 25 aprile 2002, partecipano: Comitato Laico Antirazzista - Cesar K; CGIL Verona; Circolo Pink Centro di Cultura ed Iniziativa Gay/Lesbica/Bisessuale e Transgender Verona; CISL Verona; UIL Verona; Giovani Comunisti Verona; Donne in Nero Verona; La Prosivendola libreria; Società Letteraria; Rifondazione Comunista Verona; Rete Lilliput Verona; Gruppo RC Consiglio Provinciale di Verona; Comitato Passalacqua e Santa Marta per Verona; Associazione Filorosso; casa editrice Ombre Corte; Antigone Onlus per i diritti e le garanzie nel sistema penale.
 
25/04/02 - Verona - Anniversario della Liberazione / 5
 
L’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea organizza, in occasione della ricorrenza del 25 aprile, per ribadire il valore storico, civile e politico dell’anniversario della Liberazione, momento fondante della Repubblica italiana, alcune iniziative pubbliche che avranno luogo a Verona e nella Provincia. Tre gli appuntamenti in programma:  Giovedì 25 aprile ore 9.00 Verona  - Manifestazione ufficiale per la ricorrenza della Liberazione con corteo che da Piazza delle Poste raggiungerà la Sinagoga e Piazza Brà. Alle ore 10,30, nella Sala Arazzi del Comune di Verona, verranno tenuti i discorsi da parte del Sindaco di Verona e del prof. Vittore Bocchetta. Seguirà la deposizione di corone al monumento al partigiano. Giovedì 25 aprile - ore 15,00 - a cura di Iversrec e Libreria "Prosivendola" Piazzetta Pescheria, Verona: "La liberazione e il riscatto": festa in piazza con la partecipazione di attori e gruppi musicali. Sono previsti interventi di Vittore Bocchetta, del Provveditore agli Studi, del Sindaco di Verona. Giovedì 25 aprile - ore 18,00 - per iniziativa del Circolo "Pink" e Cesar K. Piazza Brà, Verona . Commemorazione delle altre vittime della persecuzione nazista e fascista; davanti il monumento ai deportati si ricordano Sinti e Rom, politici, Testimoni di Geova, omosessuali, anarchici e “le vite indegne di essere vissute”. A questa iniziativa, che vuole ricordare alcuni degli appuntamenti previsti per la ricorrenza del 25 aprile 2002, partecipano: Comitato Laico Antirazzista - Cesar K; CGIL Verona; Circolo Pink Centro di Cultura ed Iniziativa Gay/Lesbica/Bisessuale e Transgender Verona; CISL Verona; UIL Verona; Giovani Comunisti Verona; Donne in Nero Verona; La Prosivendola libreria; Società Letteraria; Rifondazione Comunista Verona; Rete Lilliput Verona; Gruppo RC Consiglio Provinciale di Verona; Comitato Passalacqua e Santa Marta per Verona; Associazione Filorosso; casa editrice Ombre Corte; Antigone Onlus per i diritti e le garanzie nel sistema penale.
 
26/04/02 - Nogara (VR) - Villa Marogna
 
«Nogara nel Rinascimento: dalla corte alla villa» è il titolo del ciclo di incontri organizzato dall'Assessorato alla Cultura di Nogara (VR) e dalla locale Biblioteca comunale, che ospita tutti gli appuntamenti. Questa sera si terrà l'ultimo incontro in programma, alle ore 21, che sarà tenuto dalla dottoressa Micaela Panarotto (Conservatrice dei beni culturali). Il tema: "Villa Marogna: architettura cinquecentesca nella bassa veronese".
 
27/04/02 - Verona - Anniversario della Liberazione / 6
 
L’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea organizza, in occasione della ricorrenza del 25 aprile, per ribadire il valore storico, civile e politico dell’anniversario della Liberazione, momento fondante della Repubblica italiana, alcune iniziative pubbliche che avranno luogo a Verona e nella Provincia. In data odierna: SABATO 27 aprile - ore 21,00 - per iniziativa dei Giovani Comunisti di Verona Giardini di Ponte Catena Verona Dibattito «Contro i revisionismi e per la memoria delle vittime del nazismo e del fascism». Intervengono: Circolo Pink, Circolo Baldo Garda, Casa ed. Giustizia e Libertà. A questa iniziativa, che vuole ricordare alcuni degli appuntamenti previsti per la ricorrenza del 25 aprile 2002, partecipano: Comitato Laico Antirazzista - Cesar K; CGIL Verona; Circolo Pink Centro di Cultura ed Iniziativa Gay/Lesbica/Bisessuale e Transgender Verona; CISL Verona; UIL Verona; Giovani Comunisti Verona; Donne in Nero Verona; La Prosivendola libreria; Società Letteraria; Rifondazione Comunista Verona; Rete Lilliput Verona; Gruppo RC Consiglio Provinciale di Verona; Comitato Passalacqua e Santa Marta per Verona; Associazione Filorosso; casa editrice Ombre Corte; Antigone Onlus per i diritti e le garanzie nel sistema penale
 
03/05/02 - Sommacampagna (VR) - Riflessi di Pace/3
 
Il Comitato per l'Educazione alla Mondialità, l'Università del tempo libero, la Biblioteca comunale, il Gruppo teatrale "L'Incontro" e l'Associazione Culturale "Lanternamagica" sono i promotori del palinsesto "Riflessi di Pace". L'appuntamento odierno, presso il Cinema Teatro "Virtus", alle ore 21, sarà uno spettacolo musicale con poesie interpretate da Grazia De Marchi. Ingresso a pagamento.
 
04/05/2002 -  Nogara (VR) - LA GIUSTIZIA E' UGUALE PER TUTTI?/3 - INCONTRO CON MARCO TRAVAGLIO, ELIO VELTRI E PETER GOMEZ

All’interno del ciclo di incontri «LA GIUSTIZIA E' UGUALE PER TUTTI ?» organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Nogara (Verona) e dalla Biblioteca Comunale di Nogara "Elisa Masini"  sabato 4 maggio alle ore 16 presso il Teatro Comunale di Nogara (via Roma, 1) si terrà la presentazione del libro di ELIO VELTRI "Le toghe rosse" (Baldini & Castaldi) e dell'ultimo libro di MARCO TRAVAGLIO, GIANNI BARBACETTO E PETER GOMEZ «C'era una volta Mani Pulite» (Feltrinelli). Interverranno: MARCO TRAVAGLIO Giornalista de "la Repubblica"; PETER GOMEZ (giornalista de L'Espresso); ELIO VELTRI, Presidente dell'Associazione "Democrazia e Legalità"; PAOLO ANDREOLI, Sindaco di Nogara. Tutti sono invitati. Per informazioni  http://digilander.iol.it/biblionogara ; biblionogara@libero.it .

04/05/2002 -  Verona - Ventennale del Gruppo Futura/2
 
In occasione del proprio ventennale, il "Gruppo Futura" gruppo volontariato solidarietà handicap, con sede in via Saliceto, 3 Verona, organizza, sabato 4 maggio 2002 - ore 9.00,  TAVOLA ROTONDA “VOLONTARIATO ED HANDICAP:REALTA’ E PROSPETTIVE”. L’appuntamento si svolgerà presso il TEATRO CANOSSA Via Albertini 4 Verona (Borgo Trieste).
 
05/05/2002 -  Verona - Ventennale del Gruppo Futura/3
 
In occasione del proprio ventennale, il "Gruppo Futura" gruppo volontariato solidarietà handicap, con sede in via Saliceto 3, Verona organizza, domenica 5 maggio 2002 - ore 17.00, «LA CICALA E LA FORMICA» spettacolo di burattini curato dal Teatro Mondo Piccino - Autori: Marco Campedelli, Elisabetta Zampini. L’appuntamento si svolgerà presso il TEATRO CANOSSA Via Albertini 4 Verona (Borgo Trieste). Ingresso libero con offerta (il ricavato verrà devoluto alle attività del Gruppo Futura).
 
07- 09/05/2002 -  Verona - Convegno promosso dalla Fesmi

La non violenza possibile: una sfida per la missione’. È il tema del convegno promosso dalla Fesmi (Federazione della stampa missionaria italiana) che si svolgerà a Verona, presso il Centro unitario missionario (Cum), dal 7al 9 maggio prossimi. L’iniziativa è un’occasione privilegiata per riflettere sul tema della ‘non violenza’, con l’aiuto di esperti i cui apporti saranno elaborati ed arricchiti in un’attività di dibattito e di laboratorio. “L’escalation bellica afgana, che ha fatto seguito alla tragedia delle ‘Twin Towers’ e del Pentagono, come anche i numerosi focolai di tensione in numerosi Paesi del Sud del mondo, esige da parte dei missionari un’attenzione privilegiata per un rinnovato annuncio del Vangelo della Pace”, ha commentato padre Ottavio Raimondo, segretario nazionale della Fesmi. Tra i partecipanti al convegno figurano i teologi Tissa Balasuriya dello Sri Lanka e don Gianni Colzani. Per ulteriori informazioni: raggio@rivistaraggio.org - sermis@emi.it

17/05/02 - Sommacampagna (VR) - Riflessi di Pace/4
 
Il Comitato per l'Educazione alla Mondialità, l'Università del tempo libero, la Biblioteca comunale, il Gruppo teatrale "L'Incontro" e l'Associazione Culturale "Lanternamagica" sono i promotori dell'ultimo appuntamento inserito all'interno del palinsesto "Riflessi di Pace". Presso il Cinema Teatro "Virtus", alle ore 21, il Gruppo Teatrale "L'Incontro" metterà in scena "Dirittidiversinversi". Ingresso a pagamento.
 
31 maggio - 1 giugno 2002 -  Vago di Lavagno (VR) - 1° Meeting "Regnum Dei"

31 maggio – 1 giugno 2002 - 1° MEETING “REGNUM DEI” arte e preghiera all’Oasi San Giacomo (Vago di Lavagno – Verona) 1° Meeting all’Oasi San Giacomo di Vago di Lavagno (Verona), casa di incontri dell’Opera Don Calabria. Il 31 maggio e 1 giugno vedremo coinvolti, nel particolare momento di arte e preghiera, artisti, sportivi, laici, religiosi e quant’altro possa servire a testimoniare pace, amore e fratellanza come Gesù insegna. La manifestazione avrà inizio il 31 maggio alle ore 9.30 con un incontro-dibattito sostenuto da Don Antonio Mazzi che tratterà il “Disagio Giovanile”, compagno di viaggio di Don Mazzi, in questo contesto, sarà il popolare cantautore cristiano Roberto Bignoli (autorevolmente riconosciuto anche all’estero dove ha ricevuto numerosi premi). Interverrà il gruppo “Jazz & Fuoco” in uno spettacolo unico al mondo fatto di musica, favole e momenti pirotecnici. La sera del 31 maggio, alle ore 21.00, si esibirà il gruppo gospel “ Venice Gospel Ensemble & Vg’s Out” diretto dal M° Luca Pitteri (Saranno Famosi – Italia 1). Giorno 1 giugno il Prof. Emilio Gandini (Presidente Nazionale delle scuole professionali cattoliche), relazionerà sulle problematiche giovanili. Artisti e sportivi daranno la loro testimonianza. Giusto una pausa pranzo e si riprenderà con un bel momento di incontro tra giovani provenienti da varie parrocchie. Si esibiranno Giovani artisti e Gruppi canori. Parteciperà il “Circolo della Danza” con un gruppo di giovani ballerine dirette da Milena Spera. La Santa Messa delle ore 18.00 avrà la singolarità di essere animata da tutti i cantautori di Dio che aderiscono al Meeting. Alle ore 21.00, dopo una performance del gruppo “Jazz & Fuoco”, Concerto dei “Cantautori di Dio”. Avremo di scena Giuseppe Cionfoli, Michele Paulicelli (ForzaVeniteGente), Paolo Migani, Claudio Venturi, P. Sergio Tommasi, Jordan Sax, Rino Davoli, Gigi Giordano, Mario Migliarese, Don Giuseppe Moscati, Don Paolo Auricchio e altri. I due incontri mattutini saranno preceduti da un breve percorso Storico-Culturale sull’Oasi San Giacomo e sul Colle del Grigliano. Aspettiamo numerose adesioni da gruppi parrocchiali,oratori,scuole e da  chiunque abbia voglia di esibirsi e incontrarsi con giovani e non di altre parrocchie, altre realtà, ma dello stesso ideale: Gesù. Contatti: Oasi San Giacomo Vago di Lavagno – Verona - Tel. 045.99.18.66 - Fax 045.99.15.48 Spaziofioritomariano@libero.it Organizzazione e Direzione Artistica : Rino Davoli: 338/5882169  rinodavoli@libero.it

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DISARMIAMO EXA 2002 

Il 13 e 14 aprile si terranno a Brescia una serie di contro-manifestazioni alla grande fiera-esposzione di armi EXA. Il Brescia Social Forum spiega perché opporsi a questa kermesse... di morte.

Cos’è Exa

Exa è la più grande esposizione al mondo di armi sportive, da caccia e da tiro, comuni da sparo; si svolge annualmente a Brescia e nel 2002, dal 13 al 16 aprile, se ne terrà la ventunesima edizione. Exa si propone propagandisticamente come un evento tutto centrato sull’ “idilliaca” passione per le armi da caccia, sportive, da collezione; in realtà, scorrendo la lista degli espositori dell’ultima edizione della mostra (e di quelle precedenti), si potrà comprendere come dietro la facciata dell’esposizione di armi sportive si nasconda una realtà diversa e ben più complessa. Grandi industrie che espongono a Exa destinano una parte rilevante della loro produzione alle armi da guerra, alle armi leggere e di piccolo calibro, alle dotazioni antisommossa, a sistemi di addestramento per operatori alla sicurezza. Per comprendere quale sia la vera movimentazione di affari promossa da Exa basta citare alcuni dei maggiori espositori: primo tra tutti la Beretta, industria armiera bresciana con una storia plurisecolare, il cui profilo è quello di un’industria fondamentalmente militare in grado di convertirsi almeno in parte al civile. La Beretta deve la propria fortuna alla prima guerra mondiale, e poi alle grandi forniture militari del periodo dell’espansione “imperiale” fascista; dopo una rapida  riconversione postbellica ai fucili da caccia, la Beretta tornò alle commesse governative con l’adesione dell’Italia alla Nato. Oggi la Beretta dichiara ufficialmente un fatturato militare pari soltanto al 25-30% della sua produzione, ma non è azzardato ipotizzare che nel 2000 la produzione militare abbia raggiunto il 40-50%, valutabile in 250-300 miliardi, del fatturato consolidato, e che almeno la metà sia stata prodotta in Italia e da qui esportata. E poiché queste cifre sono lontanissime da quelle ricavabili sulla base delle autorizzazioni all’esportazione, si può ragionevolmente affermare che il gruppo Beretta aggira di fatto, anche se probabilmente del tutto legalmente, la legge 185/90, che sancisce il divieto di esportazione di armi verso paesi in stato di conflitto, in via di sviluppo, e verso quelli i cui governi sono responsabili di violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti dell’uomo. Oggi la Beretta ha assunto una struttura multinazionale, con fabbriche negli Stati Uniti, in Turchia, Grecia e Spagna, e rifornisce le forze armate italiane, l’esercito degli U.S.A., l’aeronautica francese, e numerosi altri paesi. Ma all’esportazione di armi da guerra vere e proprie aggiunge quella delle cosiddette armi leggere o di piccolo calibro (rivoltelle e pistole a carica automatica, fucili, fucili mitragliatori, fucili d’assalto e mitragliatrici leggere), che sfuggono ai divieti della legge 185 ma che sono quelle più frequentemente usate nei vari scenari bellici, e che provocano il maggior numero di vittime, specialmente tra le popolazioni civili. La Beretta, per le sue dimensioni, rappresenta l’esempio più eclatante tra i fabbricanti italiani di strumenti di morte che utilizzano Exa come vetrina per promuovere la propria produzione, ma in scala ridotta valutazioni analoghe possono farsi per altri espositori, come la Benelli, la Franchi, la Breda, ecc. Sono poi presenti colossi internazionali dell’industria armiera, anche bellica, come Browning, Winchester, Colt, Smith & Wesson, Ruger. Accanto a questi, altri produttori espongono a Exa strumenti ad alta tecnologia e dotazioni in uso alle forza antisommossa delle polizie di paesi “democratici” e non; si va dalle cosiddette “armi meno che letali” ai gas lacrimogeni, dalle munizioni speciali agli spray irritanti, ecc. Gli espositori di Exa, quindi, coprono tutta la vasta gamma degli impieghi della produzione armiera.

Perché siamo contro Exa

Exa rappresenta dunque una vetrina per alcune tra le più importanti fabbriche d’armi al mondo; promuove l’uso delle armi a scopo ludico, sportivo, di difesa, ma costituisce occasione d’incontro e di affari anche per tipologie di armi a uso bellico e antisommossa. Le ragioni per boicottare Exa sono quindi molteplici e attraversano diversi temi tutti interni alla dimensione della globalizzazione capitalista. E’ intuitivo e di tutta evidenza il collegamento tra industria armiera e scenari bellici. Alcune delle industrie che espongono a Exa producono vere e proprie armi da guerra (Beretta, Breda, Franchi, ecc.); molte producono le cosiddette armi leggere e di piccolo calibro che, pur non destinate in senso stretto  a uso bellico, di fatto, attraverso esportazioni illegali o triangolazioni che eludono la legge, alimentano gli scenari di guerra che provocano ogni anno oltre 150.000 morti, per lo più tra la popolazione civile. Nel luglio 2001 l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha tenuto a New York una conferenza  sul commercio illegale delle armi leggere e di piccolo calibro, definite dal Segretario Generale dell’O.N.U. Kohi Annan, “armi di distruzione di massa”. Sono stati rimarcati gli effetti nefasti dell’accumulazione e della diffusione di armi leggere e di piccolo calibro di uso militare, e forniti dati che illustrano tutta la portata devastante del fenomeno. Nell’ultimo decennio, due milioni di bambini sono stati uccisi in conflitti dove sono state usate armi di piccolo calibro e cinque milioni sono diventati disabili. Si stima che soltanto in Afghanistan vi siano circa dieci milioni di armi di piccolo calibro; sette milioni in Africa Occidentale, circa due milioni in America Centrale. Amnesty International fornisce dati, relativi all’anno 2000, secondo i quali l’Italia è il terzo paese esportatore di armi di piccolo calibro (dopo U.S.A. e Gran Bretagna), con valori che superano i trecento milioni di dollari. Tra i destinatari delle esportazioni legali di armi e munizioni si trovano Stati coinvolti in conflitti, tra cui India, Pakistan, Eritrea e Etiopia, l’Uganda, la Sierra Leone, il Congo, l’Algeria. Molti dei paesi destinatari sono teatro di violazioni dei diritti umani, come Turchia, Arabia Saudita, Cina e Indonesia. Si sottraggono invece a ogni controllo i traffici illegali, che nella maggior parte dei casi hanno all’origine un trasferimento legale e poi, attraverso triangolazioni tra Stati e intermediazioni di organizzazioni criminali e trafficanti senza scrupoli,  sfuggono agli embarghi e fanno perdere ogni traccia di sé. Le armi leggere e di piccolo calibro sono le armi delle guerre moderne, provocano l’esacerbazione dei conflitti e rendono più difficili le soluzioni diplomatiche, ma aumentano anche il tasso di criminalità e le violazioni dei diritti umani. Exa quindi, dietro la facciata rassicurante che attira decine di migliaia di visitatori ogni anno, nasconde il suo vero volto di vetrina dei fabbricanti di strumenti di morte. Disarmare Exa significa anche colpire la finanza armata: le connessioni tra finanza ufficiale e paradisi fiscali, le banche che finanziano il traffico d’armi internazionale, gli Stati che destinano quote importanti del loro p.i.l. alle spese militari, sottraendole alla spesa sociale; le lobbies e i potentati che influenzano scelte politiche, gravide di effetti distruttivi sullo scenario internazionale. La produzione e l’esportazione di armi, sia legale che illegale, ha bisogno di grandi capitali e di servizi finanziari che solo le banche possono offrire, di modo che gli istituti bancari destinano i risparmi dei cittadini anche a finanziare operazioni bancarie che generano morte. Nell’anno 2000, secondo i dati forniti dal governo, sono state autorizzate esportazioni di armi a uso bellico dall’Italia per oltre 1.500 miliardi di lire, e quasi la metà degli importi autorizzati si riferiscono ad esportazioni verso Sudafrica, Turchia, Nigeria e India. Circa il 70% delle esportazioni ufficiali di armi leggere, quindi considerate “per uso civile”, ha  invece avuto come destinatari paesi del sud del mondo: tra gli altri, paesi come Libano, Congo, Marocco, Algeria, Burkina Faso, Mauritania, Camerun, Senegal, India, Kenia, ecc. Le spese militari sottraggono alla spesa sociale quote importanti dei p.i.l. di tutti i paesi, somme ingenti che anziché essere destinate all’utilità pubblica servono a fornire gli eserciti e le polizie di sempre più sofisticati strumenti di morte.  Ma attraverso le esportazioni di armi verso i paesi in via di sviluppo, si alimenta e perpetua il loro debito, e quindi la loro dipendenza, nei confronti degli Stati industrializzati, con la conseguente impossibilità di sviluppare economie destinate a soddisfare in primo luogo i bisogni primari dei cittadini, di promuovere e finanziare progetti in materia di salute, alimentazione, istruzione. Disarmare Exa significa anche promuovere un modello di sviluppo sostenibile per l’ambiente, perché l’esercizio della caccia impoverisce il patrimonio faunistico del nostro pianeta, alterando l’equilibrio dell’ecosistema e provocando ogni anno la morte inutile di centinaia di milioni di esseri senzienti. La scomparsa e il rischio di estinzione di diverse specie animali sono anche conseguenza della caccia, oltre che della distruzione del loro habitat naturale. Disarmare Exa, insomma, significa pensare alla costruzione di un mondo diverso, in cui le risorse oggi utilizzate per procurare morte, distruzione, danno ambientale, possano essere destinate a utilizzi socialmente utili; in cui le fabbriche d’armi possano essere riconvertite ad altri cicli produttivi; in cui la guerra sia bandita per sempre.  

Exa nella guerra globale

Nell’ultimo decennio i grandi potentati economici e finanziari transnazionali, gli apparati militari-industriali, i principali governi del mondo sempre più frequentemente hanno fatto ricorso alla guerra per risolvere i conflitti, per imporre la loro pace, i loro interessi nei punti di crisi e di rilevanza strategica del pianeta. E dopo la strage terroristica dell’11 settembre alle Twin Towers la guerra sembra diventare ormai, sempre più, la forma stessa del dominio, sanguinosa e devastante, terribile nella sua concretezza, fatta di bombe, pallottole, distruzione e morte per le popolazioni civili. Va imponendosi una sorta di stato di guerra permanente sull’intero pianeta. Le azioni belliche, attuabili ovunque in qualsiasi momento, diventano normalità nel governo sui popoli. Lo schema amico-nemico e la guerra squalificano ogni iniziativa di mediazione politica tra istanze complesse legittime e differenti, e  cercano invece di garantire nel Nuovo Ordine Mondiale neoliberista la concentrazione della ricchezza e del potere nelle mani di pochi a discapito della gran parte dell’Umanità, del diritto universale ad una vita dignitosa. Teatro di operazioni militari sono oggi l’Afghanistan e la Palestina, prestissimo potrebbero essere la Somalia, l’Iraq, forse di nuovo i Balcani… E anche le forze armate italiane, con un consenso ampiamente maggioritario in parlamento, ma non fra i cittadini, sempre più sono impiegate in queste azioni di guerra con un ruolo attivo importante. Nel bilancio pubblico gli stanziamenti del governo per le spese militari sono in costante aumento. All’interno degli stessi Paesi più ricchi, lo stato di guerra porta con se l’ampliarsi dell’esclusione dalla sfera dei diritti, dei servizi e delle tutele sociali, nonché l’adozione sempre più frequente di misure e metodi autoritari, apertamente repressivi, per colpire il dissenso e la protesta democratica. E’ in questo scenario che si pone, nell’anno 2002, l’esposizione di Exa, la cui rilevanza economica e commerciale – come abbiamo visto - va ben al di là della realtà bresciana. Ed è in questo scenario che Exa si rivela più che mai, nei marchi degli espositori di armi leggere per ogni uso, nel logo accattivante che la pubblicizza, nella propria stessa esistenza, un veicolo per alimentare, foraggiare, legittimare, rendere senso comune accettato e persino bello (“sportivo”) proprio la guerra, i suoi strumenti e chi sulla guerra realizza profitti a palate. Senza guerra non ci sono produzione e vendita di armi. Senza produzione e vendita di armi non c’è guerra. E’ tutto qui, in fondo, il gioviale happening di Exa.   

Proposta in progress

Ma noi, uomini e donne comuni, di Brescia, di Genova, di Assisi, di Porto Alegre, noi che pensiamo possibile la globalizzazione della pace e dei diritti, e non del dominio di pochi sull’intero pianeta, siamo parte dell’umanità contro la quale i potenti scatenano e fanno combattere le guerre. Ebbene, chi si oppone alla guerra nei mille modi possibili, senza se e senza ma, chi è per la pace, chi non vuole lasciarsi arruolare, chi diserta e disobbedisce, chi non collabora, chi vivendo ogni fede sa che nessuna guerra si può scatenare in nome di Dio, chi non è d’accordo ma non sa che fare, chi crede possibile un altro mondo senza armi, chi non ci crede molto ma vede che questo mondo è simile al peggiore possibile… invitiamo tutti questi uomini e donne e molti di più, come noi e diversi da noi, a condividere, fra tantissimi soggetti collettivi, politici, associativi, sindacali, studenteschi…, singoli individui, con provenienze, percorsi, sensibilità, pratiche, domande, impegni quotidiani, obbiettivi grandi e/o immediati differenti… un semplice scopo comune: dire no a Exa. Dirlo in molti modi pacifici, pubblici, chiari, comprensibili, con creatività,  allegria e radicalità. Affermare che questa mostra di prodotti che servono ad uccidere è semplicemente illegittima, ingiusta, perché di quei prodotti chiunque può diventare e diventa vittima innocente. Exa non è figlia legittima di Brescia, non è un fiore all’occhiello dell’ “intraprendenza e dell’operosità” dei bresciani. E Brescia non è la città dei produttori e dei mercanti di strumenti di morte. La stessa tradizionale “vocazione armiera” della Valle Trompia è l’esito di scelte politiche ed economiche, non un dato naturale incontrovertibile, certo non è l’unico modello di organizzazione dei rapporti sociali che possa dare identità e lavoro alle popolazioni di quel territorio. Siamo convinti che la sicurezza dell’occupazione e del reddito per i lavoratori oggi impiegati in quel settore non debba essere messa a rischio, ma è altrettanto certo che i percorsi della riconversione dell’industria bellica, pur difficili e realizzabili in tempi lunghi, non siano affatto impraticabili. Per altro, importanti scelte di delocalizzazione produttiva verso regioni del mondo dove il costo del lavoro è più basso negli ultimi anni sono state compiute anche dalla Beretta, e questo, con l’intensificarsi della competizione sul mercato mondiale, dimostra che persino in Val Trompia la produzione armiera non è sinonimo di garanzia occupazionale e che anche in questo ambito della manifattura bresciana prevale la tendenza alla riduzione di manodopera. Dunque, un serio percorso di riconversione al civile dell’industria bellica valtriumplina e di reinserimento degli addetti in altri settori lavorativi può rappresentare non solo una possibilità per porre fine alla produzione di armi ma anche, in prospettiva, una concreta necessità di garanzia dell’occupazione e del reddito per gli operai di quelle imprese a rischio di disoccupazione. Da anni sono moltissimi e sempre di più i bresciani attivi nella solidarietà reale, in mille iniziative che vedono la società civile locale sostenere in modo concreto le popolazioni colpite dalla distruzione portata in ogni parte del mondo anche dalle armi che da Brescia vengono vendute a qualsiasi acquirente. L’impegno fattivo di molti bresciani in questi anni nella cooperazione alla pace nella ex Jugoslavia, a supporto delle popolazioni civili, per il ripristino del legame sociale devastato dalla guerra etnica, è solo uno degli esempi. E’ questo il vero fiore all’occhiello che già da molto tempo ha fatto conoscere i cittadini bresciani ai cittadini di tutto il mondo, non certo la produzione di guerra che riempie le tasche di pochi industriali e banchieri. Esprimere questa solidarietà con coerenza e concretezza, dire no alla guerra non può non significare anche sollevare e affrontare al più presto il grave problema che è Exa, chiedere che la mostra delle armi leggere smetta di esistere. Exa e il suo “palcoscenico”, la rilevanza nazionale ed europea, la visibilità, oltre che la gravità, di questo evento, rappresentano anzi un’opportunità grande che la società civile, il movimento contro la guerra e per i diritti globali può cogliere, per dare ulteriore legittimità ed efficacia concreta alle proprie ragioni e alla preziosissima pratica quotidiana della solidarietà e delle azioni di pace.   Anzitutto, chiediamo con forza ai promotori dell’esposizione una moratoria, cioè di rinunciare almeno all’edizione di quest’anno di Exa. Crediamo che nella situazione di guerra in atto tale decisione sia doverosa come gesto minimo indispensabile di assunzione di responsabilità, di buon gusto e senso civile, di rispetto per l’Umanità martoriata dall’effetto dei loro prodotti. Ma temiamo che i produttori e mercanti di pistole, fucili, mitra, così come le società finanziarie e le banche ad essi collegate, siano più preoccupati di non correre il rischio – rinunciando all’expò 2002 - di una qualche flessione del giro d’affari che attraverso Exa si alimenta. Facciamo appello allora a tutti i soggetti interessati, di Brescia e non di Brescia, a partecipare e a promuovere insieme a noi una serie di iniziative di critica forte, pacifica e radicale ad Exa, dal 13 al 16 aprile prossimi. Immaginiamo e proponiamo uno scenario articolato e complesso di iniziativa, che abbia la maggior efficacia possibile sul piano politico e comunicativo e che si dispieghi, nelle settimane e nei mesi a venire, a partire da ora e poi soprattutto nei giorni dell’esposizione, in momenti di informazione (volantinaggi, articoli di giornale, conferenze stampa, predisposizione di un apposito sito internet...), di approfondimento, di discussione, di mostra e proiezione video, di spettacolo teatrale e musicale, di incontro (in primo luogo con i lavoratori e con gli studenti), di manifestazione di strada e di azione diretta che coinvolgano tanto la città e il suo centro storico, quanto la zona immediatamente a ridosso dello spazio espositivo, alla periferia est di Brescia.   Intendiamo promuovere nei giorni di Exa un forum di approfondimento, di discussione e proposta, al quale abbiamo l’ambizione di dare rilevanza nazionale, sulla produzione bellica, sui percorsi possibili della riconversione dell’industria armiera, sulle pratiche reali di costruzione della pace e di rifiuto della guerra. Compiremo azioni di informazione e denuncia riguardanti le banche armate. Proponiamo, nei giorni dell’esposizione, dei momenti di presenza di massa nelle adiacenze della zona fieristica. L’obbiettivo che ci prefiggiamo è di isolare la mostra e denunciare i “commercianti” di morte. Tenteremo di interporci pacificamente nello svolgimento della rassegna attraverso un percorso critico sugli effetti devastanti delle armi e della guerra. Non vogliamo impedire a nessuno l’accesso all’esposizione, ma crediamo altresì che in un paese libero nessuno ci possa impedire di manifestare il nostro pensiero, il nostro dissenso e la nostra critica. E’ evidente che tale proposta, solo abbozzata, dovrà essere specificata nelle prossime settimane. Del resto lo scenario e le proposte che iniziamo qui a delineare sono volutamente generici, proprio per consentire a tutti i soggetti interessati di portare il loro contributo alla stessa elaborazione del calendario delle iniziative. Iniziative, anche quelle di strada attorno alla zona fieristica, che speriamo molteplici, che crediamo possano e debbano avere modalità e forme le più diverse, pacifiche, nonviolente, di disobbedienza civile e sociale, che non comportino danno a persone e cose, che abbiano come prerogative irrinunciabili la chiarezza, la radicalità, la pubblicità e l’efficacia comunicativa, e siano mosse dall’obbiettivo condiviso da tutti i promotori: criticare, delegittimare, ostacolare Exa. Pensiamo le giornate di Exa non come un punto d’arrivo, ma come un passaggio imprescindibile per rilanciare anche nella provincia di Brescia l’opposizione alla guerra e alla produzione bellica, per la riconversione delle fabbriche d’armi. In tal senso, consideriamo importante arrivare anche attraverso le giornate della contestazione ad Exa alla creazione di un osservatorio permanente sulla produzione ed il commercio di armi leggere. Proponiamo l’inizio di un lavoro lungo, difficile, ma irrinunciabile e importante, per disarmare Exa, per bandire la guerra e le sue armi da Brescia. Comincia adesso…  (Brescia Social Forum) Per informazioni organizzative: ruscelloimpetuoso@tiscalinet.it  oppure 030-313311 (Elena)

 
IN AZIONE

Tobin Tax... a LEGNAGO (VR)

Ferma la voracità degli speculatori finanziari.Il Legnago Social Forum sta costituendo un COMITATO PROMOTORE in favore della campagna TOBIN TAX. L’iniziativa ha la finalità di istituire una tassa sulle transazioni valutarie, che contribuisca contemporaneamente alla riduzione della speculazione valutaria e a finanziare la soddisfazione dei bisogni dei paesi poveri. SONO STATI ORGANIZZATI 3 MOMENTI DI RACCOLTA FIRME IN P.zza GARIBALDI: SABATO 13 APRILE ore 10.00/13.00 ; DOMENICA 14 APRILE ore 16.00/20.00; SABATO 20 APRILE ore 10.00/13.00. Venerdì 19 aprile, ore 20.45, incontro divulgativo organizzato da ATTAC, presso CGIL di Verona (via Settembrini). ADESIONI:  Legnago Social Forum, Libera Ass. di Base, Il Germoglio, Lega Ambiente, Arci, Rif. Comunista, VRonline.it (LEGNAGO SOCIAL FORUM)

GREENPEACE... PER LE FORESTE

L'Aja, 8 aprile 2002 - Greenpeace ha rilasciato oggi alcuni rapporti che denunciano il taglio illegale delle foreste primarie da parte di alcune compagnie a Papua Nuova Guinea e in Finlandia.Greenpeace ha rilasciato inoltre un rapporto che dimostra il ruolo fondamentale del mercato giapponese nella distruzione delle foreste.
"Partners in Crime - Malaysian loggers, timber markets and the politics of self-interest in Papua New Guinea " descrive le distruzioni e gli effetti devastanti che il progetto Kiunga Aiambak ha avuto sulla popolazione indigena e sull'ambiente. Il rapporto invita il governo di Papua Nuova Guinea a fermare il progetto e i consumatori a non acquistare legno proveniente da quelle regioni. il Rapporto: http://www.greenpeace.org/saveordelete/reports/png_partnersincrime.pdf
Il Rapporto "Policies of Destruction " e' un'analisi dell'implementazione finlandese della CBD nella protezione delle foreste.L'industria del legno finlandese e' tra le piu' importanti e avanzate al mondo e produce il 25% del fabbisogno mondiale di carta.Le politiche forestali finlandesi potrebbero sembrare molto avanzate, ma ad un'attenta analisi si vede che la biodiversita' nelle foreste finlandesi e' in crisi.
il Rapporto: http://www.greenpeace.org/saveordelete/reports/finland_destruction.pdf
"Japan's Partners in Crime II Chains of Destruction leading from the world's remaining ancient forests to the Japanese Market"  descrive il ruolo del Giappone nella distruzione delle foreste primarie del mondo.Il Giappone e' il secondo importatore mondiale dopo gli Stati Uniti di legname.Il rapporto dimostra che il governo Giapponese sta facendo ben pochi sforzi per bloccare l'importazione di legno e per sensibilizzare i consumatori ad acquistare legname ecologico.
il Rapporto: http://www.greenpeace.org/saveordelete/reports/j-chainofdestruction.pdf
Oggi inoltre, alcuni attivisti di Greenpeace stanno bloccando in Finlandia le operazioni di taglio in una foresta del nord-est del paese.
Agisci! Aiuta la campagna Salva o Cancella di Greenpeace firmando la petizione on-line http://act.greenpeace.it

MASS MEDIA


SITI DA VISITARE  
1) Agenzia di Stampa Missionaria www.misna.org
2) www.altravicenza.it è il sito di Altravicenza, che ha sede presso la Casa per la Pace di Vicenza.
3) Notiziario femminile www.femmis.org
4) Rete Lilliput: www.retelilliput.org
5) Il sito dell'Associazione no profit «Progetti Alternativi per L'energia e l'ambiente» www.paea.it
6) Terre Libere, altre forme di comunicazione www.terrelibere.it
7) Da Monteforte d'Alpone... www.stilelibero.org
8) Agenzia di stampa: www.consumietici.it
9) Informazioni, relazioni, riflessioni... crmvillage.it
10) Giovani e missione... www.giovaniemissione.it
11) L'importante network italiano dell'informazione ecologica: WWW.PROMISELAND.IT
12) Pedagogisti on line: www.educare.it
13) Associazione Valpolicella 2000  http://www.geocities.com/valpolicella_2000
 
 
 
INFORMAZIONI E RIFLESSIONI
(Nazionale)

Per la pace una Marcia straordinaria

Per la situazione 'straordinariamente grave' del Medio Oriente, la «Tavola della Pace» ha convocato un'edizione straordinaria della Marcia della Pace Perugia-Assisi per il 12 maggio. In questo modo, la Tavola della Pace intende «rivolgere un pressante appello ad Europa e Nazioni Unite ad intervenire subito in difesa dei piu' indifesi, della giustizia e della legalita' internazionale». Chiesto anche l'invio in Medio Oriente di «una forza di interposizione» che promuova il "cessate il fuoco". La Tavola della Pace coordina il lavoro di centinaia di associazioni pacifiste, religiose e laiche. (VEDI BOX ASSOCIAZIONI)

CELEBRAZIONI A ROMA PER L’ENTRATA IN VIGORE DELLO STATUTO DEL TRIBUNALE PENALE INTERNAZIONALE 

E’ una giornata di festa oggi per i sostenitori dei diritti umani. Con la ufficializzazione delle ultime 4 ratifiche necessarie, infatti, entra finalmente in vigore il Trattato di Roma del 1998, costitutivo del Tribunale penale internazionale permanente. Per l’occasione, questo pomeriggio si svolgerà una solenne cerimonia al Quirinale, con la partecipazione del presidente italiano Carlo Azeglio Ciampi e del segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan. Sede della Corte sarà la città olandese dell’Aja. I 18 giudici internazionali dovrebbero diventare operativi a partire dal prossimo luglio e saranno chiamati ad occuparsi di crimini di guerra e contro l’umanità, compreso il genocidio. Potranno essere portati in giudizio soltanto i cittadini degli Stati che hanno ratificato il trattato. Finora sono 60 ma altri 135 hanno firmato lo statuto e nel tempo lo inseriranno all’interno del proprio ordinamento. Fra i grandi assenti spiccano gli Stati Uniti, che si sono sempre opposti alla nascita di questo tribunale. Washington non è disposta a cedere parti della propria sovranità e dunque non accetta l’idea che propri cittadini possano essere processati da una corte internazionale, neppure se coinvolti in crimini di particolare efferatezza. (fonte: Misna)

GREENPEACE: «IL GOVERNO BERLUSCONI CI PORTA INDIETRO...»

Roma, 10 aprile 2002 - Intervenendo sul discusso decreto legislativo di attuazione della Legge Obiettivo 431/2001 che, se approvato,  agevolerebbe le procedure autorizzative di 250 progetti di infrastrutture giudicati strategici, Greenpeace denuncia l'attacco sistematico di questo governo contro l'ambiente. "Agevolare le procedure di impatto ambientale per opere come le dighe mobili alle bocche della laguna di Venezia e' come fare un salto nel buio. Se i rischi che sono stati evidenziati nel dossier del VIA che ne ha finora bloccato la realizzazione dovessero, come e' probabile, avverarsi, la laguna e Venezia sarebbero in reale pericolo" ha dichiarato Fabrizio Fabbri, direttore Scientifico di Greenpeace Italia. L'associazione denuncia un piu' generale clima avverso alle politiche ambientali che caratterizza questo Governo e la maggioranza che lo sostiene. "Questo Governo fa un disinvolto uso delle deleghe nell'evidente intento di evitare che la discussione pubblica in parlamento possa  mettere in luce i continui attacchi agli strumenti tecnici e normativi ambientali, come la ratifica  della direttiva europea sulla brevettabilita' degli organismi viventi. Vero e' che quando la discussione parlamentare c'e', la maggioranza di Governo non brilla certo per sensibilita' ambientale come dimostrato dall'emendamento approvato ieri alla Camera che  include nella legge di ratifica del Protocollo di Kyoto l'energia nucleare tra le fonti rinnovabili" ha aggiunto Domitilla Senni direttore generale di Greenpeace Italia. Secondo Greenpeace, l'esclusione della Valutazione di Impatto Ambientale per le grandi opere e' in netta antitesi con il Principio Precauzionale largamente riconosciuto a livello politico ed imprenditoriale che prevede una corretta valutazione dei rischi in assenza del quale l'intervento umano deve essere scongiurato per evitare ripercussioni negative per la societa'.

 
 
INFORMAZIONI E RIFLESSIONI
(Internazionale)

Meeting per i bambini dell'Africa

Il Centro Internazionale per la Pace fra i Popoli – Assisi con il patrocinio dell’Ambasciata della Costa d’Avorio organizza il 1° MEETING PER I BAMBINI DELL’AFRICA a ABIDJAN - dal 21 al 27 giugno 2002 - Per ogni informazione e per il programma di viaggio contattare: Centro Internazionale per la Pace fra i Popoli – tel. 075816700 Ambasciata Costa d’Avorio – Ufficio Stampa – tel. 0644231129 Linus Viaggi – tel. 0755003366 – fax 0755003322 – info@linus.it

BETLEMME, PADRE IBRAHIM: «SPARANO CONTRO DI NOI OVUNQUE CI SPOSTIAMO»  

11/4/02 - “Da più di un’ora stanno sparando contro il convento e contro di noi. Non sappiamo cosa stia avvenendo all’esterno del complesso della Natività, abbiamo sentito delle detonazioni ma non abbiamo idea di quanto succeda fuori”, ha detto padre Ibrahim Faltas, custode della Basilica, raggiunto telefonicamente dalla MISNA. “Sono già state rotte almeno 4 finestre nell’ostello ‘Casa nova’ – prosegue il francescano - una finestra della sacrestia, hanno colpito anche la cucina, sparano dappertutto… ci seguono dovunque ci spostiamo all’interno del convento”. Proprio stamattina il portavoce della Custodia di Terra Santa, padre David Jaeger, aveva dichiarato alla MISNA che da un paio di giorni gli israeliani hanno il controllo dell’ala nord del convento francescano di Santa Caterina, che si trova accanto alla Basilica dove da dieci giorni si trova un gruppo di 245 palestinesi, gran parte dei quali sono armati. (fonte: Misna)

Gerusalemme - Questo massacro nel nome di dio
 
di LUIGI SANDRI*

Tra gli elementi che formano la miscela esplosiva che ha il suo asse in Gerusalemme vorrei qui metterne in evidenza uno: quello religioso. Il nodo del violento contrasto - storico, politico e sociale - tra ebrei israeliani ed arabi palestinesi è «se» e «come» dividere, o condividere la stessa terra. E, tuttavia, in questo nodo - come copertura, pretesto o fondamento - vi è anche un filo rosso, quello religioso. Quando i kamikaze palestinesi vanno alla morte, immolando, con se stessi, anche la popolazione civile israeliana, proclamano di agire «in nome di Allah». I leader dei coloni degli insediamenti - presenze imposte che spezzettano ed occupano con prepotenza la Cisgiordania e la Striscia di Gaza - hanno ribadito che, semmai un governo israeliano (eventualità che, con Sharon, essi ritengono irrealistica) decidesse, per far la pace con i palestinesi, il totale ritiro dai Territori, e l'abbandono degli insediamenti, essi si opporrebbero a questa «ipotesi blasfema», perché «abbiamo il diritto-dovere di stare nella Terra promessa che Dio ha dato a noi».
A prescindere da un giudizio sui singoli accadimenti - vi è violenza e violenza, quella dell'aggressore e quella dell'aggredito; quella di chi spara nel mucchio e di chi oppone resistenza - un fatto colpisce: sia in Israele che nei Territori si nota ben poca vigilanza per questo uso sacrilego del nome di Dio.
Ritengo invece che gli uomini di religione, i ferventi credenti, dalle due parti, avrebbero dovuto, e dovrebbero porsi con urgenza e consapevolezza questo problema. Certo, l'impresa è ardua, perché nelle Scritture e nelle tradizioni tanto ebraiche che islamiche è possibile trovare passaggi che sembrano giustificare azioni violente (sempre presentate, per essere religiosamente sostenibili, come legittima difesa). Dove è dunque il confine tra l'assenso intangibile alla Rivelazione in cui si crede, e una interpretazione della stessa Scrittura, o della sacra tradizione, che porti a ritenere non usabili affermazioni scritturali che, verbalmente, parrebbero permettere la violenza o la guerra? Il problema è grave: da una parte, infatti, si rischia il più tremendo estremismo, dall'altra la irrilevanza della Rivelazione. Occorre dunque cercare il cuore santo e profondo di essa.
Spetterebbe prima di tutto a chi professa la stessa religione aprire, all'interno della propria comunità, una riflessione radicale su questo dilemma. Naturalmente, domande si si debbono porre anche dall'esterno di una data religione; ma, prima di tutto, dovrebbero emergere dal suo interno.
Domande come queste in realtà sono state poste ma, forse, in tono minore, e comunque non all'altezza della gravità della situazione. Dopo che il 4 novembre 1995 fu assassinato a Tel Aviv Yitzhak Rabin, a parte l'orrore per l'accaduto, pochi in Israele hanno davvero riflettuto sul fatto che il killer - Yigal Amir, un ebreo israeliano - disse ai giudici di aver agito per punire, in nome di Dio, il «sacrilego» Rabin, in quanto il premier intendeva dare agli arabi Cisgiordania e Gaza, facenti parte, secondo Amir, della Terra da Dio promessa agli ebrei.
Specularmente, non risulta che sia stata fatta una adeguata riflessione teologica, in campo musulmano palestinese, sulle scelte dei kamikaze che si sacrificano in nome di Allah.
Questo silenzio è il segno, da una parte e dall'altra, di un grumo irrisolto, di un pensiero non adeguatamente chiarito, di un dibattito incompiuto.
Il 21 gennaio scorso, convocati dall'iniziativa del primate anglicano George Carey, ad Alessandria d'Egitto i più alti rappresentanti religiosi di Ebraismo, Cristianesimo e Islam in vario modo legati a Gerusalemme, hanno sottoscritto una dichiarazione in cui si afferma: «Secondo le nostre tradizioni di fede, uccidere innocenti in nome di Dio è una profanazione del suo Santo Nome, e diffama la religione nel mondo... Come leader religiosi, noi ci impegniamo a continuare una comune ricerca per una giusta pace che porti alla riconciliazione a Gerusalemme e nella Terra santa, per il bene comune di tutti i nostri popoli». Hanno firmato, tra gli altri, il rabbino-capo sefardita d'Israele, il rappresentante del gran mufti di Gerusalemme, i tre patriarchi cristiani di Gerusalemme.
Ebbene, nei giorni di passione che vive Gerusalemme - cuore di pietra e di sangue di un conflitto devastante, e mentre, per punire alcuni feroci kamikaze, il premier israeliano tiene prigioniero un intero popolo - pochi si ricordano di un patto appena firmato: né per denunciare chi lo infanga, né per esigere fedeltà ad esso, né per chiedere alla propria parte di porsi la domanda estrema se Dio aleggi sulla dinamite o sui cannoncini dei carri armati.
Tale tragica impotenza (in parte riscattata da quei credenti palestinesi, musulmani e cristiani, e da quegli ebrei israeliani che, in questi giorni tremendi, hanno tentato di costruire ponti di solidarietà), tale inquietante latitanza, dovrebbe turbare, prima che i «laici», proprio i credenti. E forse spingere ad iniziare un tempo nuovo, quello del silenzio su Dio e del riferimento a lui, fino a che non si sarà compreso che la sola cosa che Egli desidera è il rispetto della persona umana, sua creatura.
Chi opera la violenza, chi fa la guerra o vi assiste, proclami di agire per la patria, per la gloria, per la giustizia, per la vendetta. Ma proclami di agire per sua responsabilità, o per amore della propria causa o in nome del diritto internazionale. Ma nessuno nomini più Dio in Terra santa. Nessuno, se non quelli e quelle che, in Suo nome, sanno vincere l'odio e chinarsi con amore, anche a rischio della vita, sugli Abele dei nostri tempi. Essi soli siano benedetti, e non quanti nominano invano Allah o Jahve. (fonte: il Manifesto, 6/4/02)

giornalista, autore di "Città santa e lacerata. Gerusalemme per ebrei, cristiani, musulmani"
(Ed. Monti). 
 
Saccheggi e vergogna
 
08 aprile 2002. Jerusalem. La notte scorsa la sala parrocchiale di Betlemme ha preso fuoco e un rifugiato, accorso per spegnerlo, è stato ucciso da un soldato. Le versioni sono contrastanti, ma i francescani confermano che  i soldati israeliani sono entrati nella basilica e nei locali adiacenti, tanto che nelle fretta hanno abbandonato (sono caduti?) giubbotti e documenti. I diretti interessati dicono che l’esercito ha sparato e ha usato candelotti lacrimogeni. Nessuno, tanto meno un giornalista, può avvicinarsi.
Sharon ha integrato il suo governo con altri tre ministri, rappresentanti dei partiti di estrema destra che non ne facevano parte. Ora la coalizione che lo portò alla vittoria è tutta dentro il governo e tutti sono coinvolti nelle scelte. Le destre vogliono la distruzione totale dei Palestinesi.
Bush ha intimato che Israele deve ritirarsi “immediatamente” dai territori, ma “comprende” se lo fa con calma, perché “il ritiro no può avvenire in modo disordinato”. Se ne deduce che sarà necessario schierare le truppe israeliane, come le coorti romane, nelle processioni di trionfo del generale vincitore: i soldati marceranno in fila per 4 e seguiranno i segnalinee, appositamente disegnate sulle strade, senza sporgere né a destra né a sinistra, perché bisogna dare la mondo uno spettacolo di “ordine e compostezza”. Non si possono, non si devono lasciare i territori occupati in disordine: sarebbe disdicevole.
Nel frattempo, bisogna sgomberare le strade dai cadaveri insepolti, dalle macerie delle case distrutte e degli alberi sradicati per dimostrare alle malelingue e ai malpensanti che l’esercito d’Israele è andato nei territori solo per fare le pulizie di Pasqua e mettere ordine nel disordine arabo. Notte tra domenica 7- e lunedì 8aprile 2002. L'esercito israeliano ha tentato un assalto alla Basilica di Betlemme che è andato a vuoto e non si sa perché. I pompieri hanno potuto accedere per spegnere l'incendio solo dopo un paio d'ore. L'esercito minimizza. Il mondo sta a guardare e Berlusconi che ha semrpe dichiarato di essere "amico" degli Arabi e cugino primo di Israele, ora tace. Forse è meglio! Lunedì notte, 8 aprile.- Arrivano notizie "incredibili" che chiunque stenta a credere, anche in mezzo alle barbarie più esecrande. Naturalmente questa notizia è molto attendibile, ma non è assolutamente verificabile direttamente (e come potrebbe mai?), dal momento che la Stampa è tenuta lontana e il Governo nega, come è suo mestiere. A Jenin (la notizia arriva da lì, ma non sappiamo se anche altrove sia la stessa cosa, (supponiamo di sì), i plotoni di soldati fanno razzie nelle case, nelle singole case: entrano, chiudono i presenti in una stanza e prendono tutto quello che trovano: vettovaglie, soldi, oggetti di 'valore' (?), viveri, orologi, cellulari, video camere e anche i tappeti che i musulmani usano per la preghiera, che è lo spregio più ignobile che si possa fare ad un musulmano. Bruciano le macchine civili, sapendo quello che fanno, perché lo fanno apposta. Mi dicono che queste razzie da sciacalli, fatti dai soldati israeliani sono documentati, gesto per gesto, con nome e cognome delle famiglie che adesso restano nascosti per ovvi motivi, ma che verranno pubblicati non appena possibile. Quello che non possono portare via, viene distrutto; poi vanno in un'altra casa per ricominciare. Ho provato un senso di "impossibilità" e non volevo credere finché non ho avuto la conferma da altra fonte. Mentre si concedono due ore alla popolazione per rifornirsi di viveri, l'esercito porta via stessi viveri... lo scopo? rendere impossibile la vita, la resistenza, la dignità e costringere i Palestinesi ad emigrare. Non sappiamo dire altro. Sempre da Jenin, arriva la notizia di un attentato palestinese: morti 13 (?) soldati israeliani. Morte per morte, ritorsione per ritorsione, non vi sarà mai più pace in questa terra, visto che da oltre 3.000 anni non vi è mai stata. Il super mercato Max di Ramallah è stato svuotato di quasi tutti i viveri con le camionette dell'esercito che ha fatto diversi viaggi e ha sventrato la cassaforte per portare via i soldi. I capi dell'esercito dicono che sono "gesti" isolati, non autorizzati dal comando supremo. Prendi e porta a casa! I generi alimentari che non hanno portato via, li hanno distrutti. Questa, sì. è lotta al terrorismo! Questa sera ho avuto un incontro con persone che provengono dall'interno dei territori occupati dall'esercito. Non posso aggiungere di più: né nomi, né sesso, né quanti sono perché temo per loro. Non posso nemmeno dire la loro nazionalità (palestinesi, ebrei, americani, europei????). Hanno confermato punto per punto tutte le cose "incredibili" sulle quali avevo ancora dubbi. Il loro racconto è stato terribile. Le parole entrano ancora nella pelle come punte acuminate. Le case "ispezionate" sono segnate con un cerchio giallo e forma di stella. Immediatamente mi ha richiamato alla mente il segno che i nazisti mettevano sulle case e sui negozi degli ebrei. QUESTE NON SONO IPOTESI QUESTI SONO FATTI CHE HA TRASMESSO LA TELEVISIONE LOCALE, avendo l'avvertenza di dire che le immagini sono trasmesse dai militari, quindi confermando che le notizie arrivano solo filtrate dall'esercito. Non è possibile che Israele abbia dimenticato il MARCHIO GIALLO. "Se i resoconti che ci arrivano sono esatti, siamo davanti a una catastrofe umanitaria mai vista prima in Cisgiordania", dice Sami Mshasha, portavoce dell'Agenzia umanitaria delle Nazioni Unite (Unrwa). Lo stesso Onu non riesce a mettersi in contatto con il direttore del campo da due giorni, avendo esaurito le batterie e visto che l'esercito ha tagliato la corrente elettrica per perpetuare il black-out. Avevo preparato una scheda con qualche dato storico per capire il contesto, ma ve la mando un altro giorno.Ora sono stanco e vi saluto, anche se la morte regna sovrana e ha seppellito il senso stesso dell'umanità. A chi mi scrive (uno solo, per la verità) che come prete non devo seminare odio, che devo essere buono con tutti, che devo parlare da prete... ebbene gli rispondo... che no gli rispondo nemmeno. Non ha capito nulla delle mie lettere e se ci vede odio, vuol dire che ha un problema lui, non certamente io... Puoi fare una sola cosa: chiedimi solo di cancellarti dalla list. Ok? Ok! Non ho tempo da perdere a dare risposte a chi non vuol capire o non può capire. (Paolo Farinella, prete).
 

Gli aiuti che non aiutano

I paesi ricchi dicono di voler aiutare quelli poveri ma in realtà gli impediscono di uscire dalla miseria. Colpendo le importazioni con dazi esagerati.

(di Fritz Vorholz – Die Zeit) Non esiste alcun ambito della politica in cui la doppiezza sia così spudorata come lo è nel campo degli aiuti allo sviluppo. Da un lato gli operatori dell’industria della compassione si trovano a fronteggiare sfide colossali: devono alleviare la miseria e la fame, frenare la crescita demografica, risolvere il problema dell’emigrazione, prendersi a cuore i diritti umani, la democrazia e la tutela dell’ambiente. Recentemente è stato loro assegnato anche il ruolo di avamposti civili nella lotta al terrorismo internazionale. Dall’altro lato però a questi stessi operatori viene negato il denaro necessario per affrontare compiti sempre più gravosi. Mentre i capi di stato e di governo dei paesi ricchi promettono da decenni, con molta convinzione, che aiuteranno di più e meglio i paesi poveri, i loro bilanci evidenziano l’esatto contrario. Mai, fino a oggi, i paesi riuniti nel Comitato di assistenza allo sviluppo dell’Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo sono stati così lontani dalla meta che si erano prefissati trent’anni fa, quella cioè di devolvere almeno lo 0,7 per cento del proprio Pil ai paesi meno sviluppati. Nel 2000 non sono riusciti a riservare più dello 0,22 per cento alla lotta contro la miseria nel mondo, vale a dire a malapena 54 miliardi di dollari. Meno, cioè, di quanto in Germania viene trasferito ogni anno dall’Ovest all’Est del paese. La comunità delle Nazioni Unite si è riunita a Monterry, in Messico, per un conclave che molti hanno definito “madre di tutte le conferenze”. Dopo tutti i vertici mondiali dello scorso decennio, l’ordine del giorno dei delegati si è ridotto a un solo punto, quello centrale: i soldi, il finanziamento allo sviluppo. Il minimo denominatore è noto. Ci si è limitati al riciclaggio di una vaga dichiarazione d’intenti: “Sollecitiamo i paesi sviluppati a compiere sforzi concreti in vista dell’obiettivo dello 0,7 per cento” è scritto nella bozza di risoluzione di Monterry, per la cui stesura già si sono accapigliati i mediatori del Nord e del Sud, senza peraltro riportare a casa nulla di nuovo se non rimborsi spese; l’unica eccezione sarà qualche regaletto dell’uno o dell’altro capo di governo. Nulla d’impegnativo, solo gesti spontanei. In realtà la posta in gioco va ben oltre le semplici elemosine. Gli aiuti allo sviluppo non sono più la principale fonte di finanziamento allo sviluppo e non lo saranno mai. Nella comunità dei paesi donatori c’è un ampio consenso sul fatto che i paesi poveri devono a loro volta mobilitare  delle risorse per tirarsi fuori dalla miseria. Eppure sono gli stessi ricchi che lo impediscono. Tanto per restare alla magica cifra dello 0, 7 per cento: una crescita delle esportazioni pari a questa percentuale porterebbe ai paesi in via di sviluppo un aumento delle entrate pari all’importo complessivo degli aiuti stanziati ufficialmente. Eppure, con il loro protezionismo, i paesi industrializzati impediscono ai paesi in via di sviluppo di guadagnare quei soldi. Secondo i dati della Banca Mondiale, il mondo ricco colpisce le importazioni  dal mondo povero con dazi che in media sono quattro volte più elevati delle imposte che gravano sui prodotti dei paesi industrializzati. Il protezionismo dei ricchi costa ai poveri cento miliardi di dollari all’anno, vale a dire circa il doppio di tutti gli aiuti allo sviluppo. E’ uno scandalo. Sono proprio i paesi che fanno affidamento sull’esportazione delle materie prime, i più poveri tra i poveri, ad avere più bisogno di essere aiutati in altri modi. E questo non può significare soltanto più aiuti finanziari. Se si vuole che la cooperazione allo sviluppo abbia un futuro dovrà esserci qualcosa in più.
                                                                   

NO NEWS
(le non-notizie di Carta (www.carta.org), in edicola dal 11 al 17 aprile)
 
Dichiarazione di pace
 
È un numero molto speciale, quello di Carta settimanale. Abbiamo cercato, speriamo con successo, di connettere tra loro le "prove" di fronte a cui i movimenti sociali si trovano in questi giorni: dalla straordinaria esperienza dell'interposizione in Palestina, allo sciopero generale del 16 aprile, alla protesta di Brescia contro Exa, la fiera delle armi, fino al congresso di Rifondazione, che ha voluto innovare il modo d'essere del partito. Che nesso c'è? Resistere alla guerra e alla frantumazione sociale, e proporre alternative, questo è il nesso.
 
La Palestina  
 
Carta aveva due inviate, in Palestina. Anzi, una e mezza. La prima, Rosa Mordenti, c'era andata con il primo gruppo di Action for Peace, la seconda, Anna Pizzo, è stata espulsa appena messo piede a Tel Aviv. E, con lei, molti altri, tra cui Marco Revelli e Francesco Martone, senatore verde. Sono loro, a raccontare la sensazione tremenda di essere caduti dentro una guerra, e il modo in cui pacifisti e Disobbedienti hanno affrontato la situazione, a Gerusalemme, a Ramallah, a Deheishe... Un primo tentativo di far depositare le emozioni e comprendere come mai quelle persone inermi sono state il solo ostacolo alla guerra israeliana contro il popolo palestinese.
 
Lo sciopero generalizzato
 
Il 16 aprile, ne siamo certi, succederà qualcosa di inedito. Causato dalla stessa passione che ha portato centinaia di persone ad affrontare le armi in Palestina. L'espressione "sciopero generalizzato", proposta da Carta a fine novembre sul manifesto, ha avuto successo. Ora siamo alla vigilia del 16 aprile, e abbiamo voluto capire meglio, sul settimanale in uscita, con un reportage a fondo dalla Toscana, per capire chi e in che rapporto con le Cgil locali, si sta preparando a "generalizzare" lo sciopero; e cosa ne pensa un sindacalista intelligente come Maurizio Zipponi, della Fiom Lombardia, cui abbiamo chiesto di scrivere un articolo sul rapporto tra la Cgil e i movimenti.
 
 
ZOOM ASSOCIAZIONI 

PERUGIA-ASSISI: IN MARCIA... PER LA PACE

Il Circolo “Fagiani nel Mondo” di VERONA sta pensando di organizzare un pullman per partecipare alla marcia della Pace Perugia-Assisi il 12 maggio 2002. Chi fosse interessato contatti l'indirizzo: fagianinelmondo@libero.it

Per informazioni sulla Marcia leggere qui sotto: Il 12 maggio tutti alla Perugia-Assisi, per la pace - Domenica 12 maggio 2002: Marcia straordinaria Perugia-Assisi per la pace in Medio Oriente. Appello all'Europa: Fermiamo l'escalation del terrore. Fermiamo la carneficina Si svolgerà domenica 12 maggio e sarà un'edizione straordinaria, com'è straordinariamente grave il momento che stiamo vivendo. Di fronte alla drammatica evoluzione del conflitto Israelo-Palestinese e ai pericoli che incombono, la Tavola della Pace ha deciso di convocare per domenica 12 maggio 2002 una edizione straordinaria della Marcia Perugia-Assisi per la pace in Medio Oriente. "Un'impressionante fiume di sangue -si legge nell'appello di convocazione- scorre sotto i nostri occhi alimentando rappresaglie e vendette. Il peggio che tutti dicevano di voler scongiurare è arrivato. Ma al peggio non c'è un limite naturale. Lo deve porre la comunità internazionale, lo dobbiamo porre noi, lo deve porre l'Europa. E' una nostra responsabilità." Con questa iniziativa la Tavola della Pace intende rivolgere un pressante appello all'Europa e alle Nazioni Unite: "Noi chiediamo all'Europa e all'Onu d'intervenire subito in difesa dei più indifesi, della giustizia e della legalità internazionale. Noi chiediamo all'Europa e all'Onu di inviare una forza di interposizione capace di promuovere il cessate il fuoco e di assicurare la protezione delle popolazioni civili. Noi chiediamo all'Europa e all'Onu di assumere tutte le misure di pressione e sanzione diplomatica ed economica necessarie per bloccare l'escalation e riprendere la via del negoziato per la costruzione di una pace giusta e duratura." "Tutti sanno -scrivono i promotori- che senza un deciso intervento dei responsabili della politica internazionale sarà molto difficile spezzare la catena della morte. Per questo noi cittadini europei, consapevoli delle nostre responsabilità storiche, rivolgiamo un nuovo pressante appello all'Europa: fermiamo la carneficina." La Marcia Perugia-Assisi del 12 maggio è promossa dalla Tavola della Pace: l'organismo che coordina il lavoro di centinaia di associazioni, laiche e religiose impegnate in Italia per la pace, i diritti umani e la solidarietà. Tra le prime adesioni nazionali già raccolte ci sono quelle di CGIL, CISL, UIL, Agesci, Acli, Pax Christi, Legambiente, Forum del III settore, Emergency, Mani Tese, Arci, Associazione per la Pace, Focsiv, ICS, Lega per i diritti e la liberazione dei popoli, Peacelink. Per maggiori informazioni: Tavola della Pace - Ufficio Stampa, via della viola 1 (06100) Perugina tel. 335/6507723 - 075/5736890- fax 075/5739337 - email: info@perlapace.it

«LA PACE PROMESSA» - ASSEMBLEA NAZIONALE 2002 DI PAX CHRISTI

Macerata  25-28 APRILE 2002
Programma: Giovedì 25 aprile: ore 16.00: accoglienza e sistemazioneore; 21.00:"chiacchere" e confronti tra i vari Punti Pace (la serata è lasciata libera perché i vari Punti Pace possano esporre la loro "carta d'identità", il loro operato...)
Venerdì 26 aprile: ore 8.45: meditazione e preghiera guidata da padre Mosè Mora, comboniano; ore 9.45: apertura dei lavori da parte di d. Diego Bona; ore 10.00:Globalizzazione e guerra nello scenario internazionale, con particolare riferimento alla situazione mediorientale.
"Quali i possibili spazi per pace e nonviolenza?" 
Relatori: Padre Benjamin, Luigi Sandri; Un medico che ha operato in Afghanistan ore 15.00: visita a Recanati, accompagnata da una riflessione di Sergio Paronetto "Leopardi: il filo infinito della pace" ; ore 21.30: Video: "Tempo di scelte. Dalla globalizzazione dei  profitti alla globalizzazione dei diritti" (Ed. Comboniani)
Sabato 27 aprile: ore 8.45: meditazione e preghiera guidata da padre Mosè Mora; ore   9.45: Globalizzazione e guerra nello scenario latinoamericano e africano. 
Quali i possibili spazi per pace e nonviolenza dopo l'esperienza di Porto Alegre? Relatori: Padre Mosè Mora; Carlo Gubitosa (Peacelink) Miriam Giovenzana (Altreconomia) Paolo Cereda (Caritas Italiana) ore 15.00: gruppi di lavoro 1. Pax Christi in azione: i movimenti del movimento (facilita M.Antonietta Di Capita); 2. I possibili compagni di viaggio: come camminare con Lilliput, Social Forum, Associazioni Cattoliche (facilita Anna Scalori); 3. La situazione mediorientale: riflessioni e possibili azioni concrete (facilita don Renato Sacco); 4. Sudan e Congo: riflessioni e possibili azioni concrete (facilita Tonio Dell'Olio); 5. El Salvador e Chiapas: riflessioni e possibili azioni concrete (facilita Alberto Vitali) Verranno invitati a partecipare ai gruppi anche i relatori della mattinata; ore 18.30: messa e saluto di don Diego Bona; ore 21.00: momento di festa in piazza
Domenica 28 aprile: ore 8.45: meditazione e preghiera; ore 9.45: presentazione, discussione e approvazione delle variazioni allo statuto e del bilancio; ore 11.00: resoconto e discussione sui lavori di gruppo; ore 13.00: conclusioni
Note logistiche: L'Assemblea si svolgerà presso la Domus Letitiae, Via Cincinelli n.4  - Macerata;  tel. 0733/232738
Come arrivare:In treno: scendere alla stazione di Macerata e, andando verso destra, dopo circa 30 mt. troverete la Domus Letitiae. In auto: con la A14 uscire a Civitanova Marche e proseguire sulla superstrada per Macerata. Uscire a Macerata-Corridonia e seguire le indicazioni per la stazione ferroviaria. La quota di partecipazione, comprensiva delle spese di segreteria, è di 90EUR  in pensione completa.
Per iscrizioni e ulteriori informazioni rivolgersi a Pax Christi Italia - segreteria nazionale Via Petronelli n.6 70052 Bisceglie  (BA) Tel.: 080/395.35.07 Fax: 080/395.34.50 e-mail: segreteria@paxchristi.it http://www.paxchristi.it

SOAVE: LEGAMBIENTE E... L'AMORE DI SILVIA

Sabato 18 Maggio 2002, nell'ambito della Festa Medievale del Vino bianco Soave, che si tiene abitualmente la terza domenica di Maggio a Soave (VR), il circolo Legambiente Soave, con il patrocinio del Comune e della Pro Loco, la collaborazione ed il contributo del Centro di Servizio per il Volontariato della Provincia di Verona, organizza per il secondo anno consecutivo una manifestazione a carattere di rassegna sul tema:
"L'AMORE DI SILVIA" in riferimento ad un angolo nascosto di Parco Zanella detto "luogo di Silvia" dove la contessa era solita incontrarsi con il proprio amante. Il tutto si svolgerà nell'arco della serata del 18 Maggio 2002 a partire dalle ore 21,00 presso Parco Zanella - Soave (VR) tipico giardino all'italiana nel cuore del borgo medievale. La partecipazione è aperta a tutti. E' possibile inviare: poesie, lettere, brevi racconti (max 5 cartelle), o dialoghi (max 5 cartelle) sul tema dell'amore. La manifestazione non ha carattere di concorso.
Tra tutte le opere ricevute saranno selezionate le più originali che verranno lette, recitate o messe in scena per la serata stessa da poeti ed attori professionisti. Durante la manifestazione il parco sarà animato da figuranti in costume medievale: damigelle, cavalieri, soldati ed artigiani all'opera con strumenti dell'epoca. Tutto il materiale dovrà essere inviato entro il 30 Aprile 2002 a: Legambiente Soave Via Cà del Bosco n° 1, 37038 Soave (VR) e-mail: legambiente.soave@libero.it

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VI OCCUPATE DI AMBIENTE?
 
Mi chiamo Elisa, sono una studentessa di sociologia che vuole censire tutti i movimenti, i gruppi o le associazioni ambientaliste della provincia di Verona per la tesi di laurea. Vi chiedo se vi occupate di ambiente in senso stretto o lato, nell'accezione più ampia dalla tutela di un parco; all'opera di informazione per il riciclaggio, all'organizzazione di conferenze di sensibilizzazione, alla difesa di animali, alla protesta verso una legge comunale e quant'altro. Se anche marginalmente vi occupate di questi temi o di altri correlati all'ambiente, alla natura, agli animali, allo sviluppo, alla biodiversità ecc.vi chiedo di inviarmi una mail a( lilline@inwind.it ) Spero mi rispondano anche le associazioni che non si muovono in questi ambiti per dirmi appunto che non appartengono alla categoria che ricerco. Ringrazio tutti anticipatamente.
 
 
PAROLE IN LIBERTA'
di Vincenzo Andraous (vincenzo.andraous@cdg.it- Tel. 0382 3814417)
Vincenzo Andraous è nato a Catania il 28-10-1954,  una figlia Yelenia che definisce la sua rivincita più grande, detenuto nel carcere di Pavia, ristretto da ventinove anni e condannato all’ergastolo “FINE PENA MAI”. Da otto anni usufruisce di permessi premio e lavoro esterno in art.21, da due anni e mezzo è in regime di  semilibertà svolgendo attività di tutor-educatore presso la Comunità “Casa del Giovane “di Pavia. Per dieci anni è stato uno degli animatori del Collettivo Verde del carcere di Voghera, impegnato in attività sociali e culturali con le televisioni pubbliche e private, con Enti, Scuole, Parrocchie, Università, Associazioni e Movimenti culturali di tutta la penisola,  Circa venti le collaborazioni a tesi di laurea in psicologia e sociologia; E’titolare di alcune rubriche mensili su riviste e giornali, laici e cattolici; altresì su alcuni periodici on line di informazione e letteratura laica, e su periodici cattolici di  vescovadi italiani; ha conseguito circa 80 premi letterari; ha pubblicato sette libri di poesia, di saggistica sul carcere e la devianza, nonché la propria autobiografia; “Non mi inganno” edito da Ibiskos di Empoli; “Per una Principessa in jeans”   edito da Ibiskos di Empoli; “Samarcanda” edito da Cultura 2000 di Siracusa; “Avrei voluto sedurre la luna“ edito da Vicolo del Pavone di Piacenza; “Carcere è società” edito da Vicolo del Pavone di Piacenza; “Autobiografia di un assassino-dal buio alla rinascita” edito da Liberal di Firenze; “Oltre il carcere” edito dal Centro Stampa della “Casa del Giovane” di Pavia.

PEDAGOGIA DELL'ERRORE

Quel giorno la professoressa di Italiano tentava di spiegarci che il destino non è una mera fatalità, bensì siamo noi a tracciarne il senso. Aveva ragione da vendere, ma io non volli acquistarne neppure un grammo, tant’è che le lanciai una matita, colpendola alle spalle. “Chi è stato?”. Il silenzio fu l’ unica risposta. Venne il Preside, minacciò la sospensione per tutti, se non fosse saltato fuori il colpevole, ma il mutismo non consentì alcun dialogo, mentre io mi sentivo fiero della mia bravata, e protetto dal silenzio dei compagni. Ora so che fu un errore, scambiare quell’accadimento meschino per una forma di solidarietà. Lentamente ma inesorabilmente piombai nel baratro più oscuro, e uscirne non è stato facile: mi è costato quasi trent’anni di carcere scontato, e tutt’ora è un viaggio di ritorno lento e sottocarico. Ho ricordato questo episodio adolescenziale, perché nella Comunità “Casa del Giovane” dove seguo e accompagno giovanissimi e minori, mi è capitato di assistere a qualcosa di terribilmente simile: come una storia sovente ripetuta, senza che alcuno riesca a coglierne l’insegnamento. Infatti, un minore ne ha combinata una delle sue, e i coetanei continuano ad ammiccare, tacere, e, peggio, acconsentire. Scoperto il guaio e punito giustamente il colpevole, gli amichetti “solidali” si rigano il volto di lacrime. Anch’io sento il morso del dispiacere, ma sale alto quell’episodio che mi ha visto protagonista tanti anni addietro. Così schianto con le parole gli atteggiamenti ipocriti, anzi assai più pericolosi. E’ sottile, quasi invisibile, il confine che separa il sentimento della solidarietà dall’omertà, ma quest’ultima non ha parentela con ciò che nasce spontaneo verso l’altro, ciò che spinge e affianca chi è affaticato, perché la solidarietà è un sentimento che nasce con forza, con amore, con verità, per poi ritirarsi senza clamori. Invece l’omertà è un mezzo per rendere sicura la prepotenza e la prevaricazione. L’omertà è viltà, per coprire l’ignoranza.  Soprattutto, a differenza della solidarietà, è una subcultura che consente di far pagare ad altri il prezzo della propria inutilità. Altri giovani hanno condiviso la trasgressione con quel minore, ma rimangono in silenzio, defilati, nella convinzione che l’importante è “farla franca”. E’ questa loro non-consapevolezza a far riflettere. Ecco che allora diventa prioritario, urgente, intervenire, perché non rimangano seduti nell’ultima fila. Proprio in questa cecità ottusa occorre imprimere il visto di entrata al cuore, e comprendere che è certamente una sola la via da seguire, cioè quella del sentire il richiamo della solidarietà vera, quel sentimento che ci induce a farci avanti, a non nasconderci, per poter essere responsabili del bene di ciascuno e di tutti, ammettendo gli errori e cercando di comprenderne il peso. Non so se oggi, come ieri, questi fraintendimenti dolorosi che assalgono i giovani sono il risultato di una ingiustizia sociale, che moltiplica i casi di emarginazione, di protesta e di disagio. Però sono certo che non saranno le parole, i libri, a salvare chicchessia dal proprio destino. Educare significa non tirarsi indietro, ma avanzare con il bagaglio delle proprie esperienze, come somma degli errori, per porsi a diga di ogni facile conclusione: perché solo in questa direzione può esistere una politica sociale degna di questo nome, che possa partorire giustizia. Per addivenire a questa nuova cultura, occorre, ineludibile, una condizione: il diritto alla vita e alla tutela di ogni minore passa attraverso un’azione collettiva, dove nessuno può chiamarsi fuori. Un’azione che è anche fatica, ma va affrontata giorno dopo giorno.  

p@role @ltre
 
Sognare
 
L'uomo che non è capace di sognare
è un povero diavolo, un eunuco.
L'uomo che è capace di sognare
e di trasformare i suoi sogni in realtà
è un rivoluzionario.
L'uomo che è capace di amare
e di fare dell'amore uno strumento per il cambiamento
è anch'egli un rivoluzionario.
Il rivoluzionario quindi è un sognatore,
è un amante, è un poeta,
perchè non si può essere rivoluzionari
senza lacrime negli occhi e senza tenerezza nelle mani.
Thomas Borge (Nicaragua) (fonte: Federica Sciuscio)
 
Imbrogli
 
"E' possibile imbrogliare chiunque una volta, e qualcuno sempre, ma non è
possibile imbrogliare tutti sempre."
(Abramo Lincoln)
(fonte: Claudio Cappuccino)
 
Errori
 
Amico, sii orgoglioso dei tuoi errori, perché in essi hai offerto pezzi di te stesso. (Fritz Perls)
(Fonte: Luisa Fattori)
 
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