Il Movimento di Difesa del Cittadino,  nella riunione della segreteria nazionale del 12\10\2002, ha deliberato l'adesione all'iniziativa tendente a rendere facoltativa l'assicurazione RC auto (referndum abrogativo dell'art. 1 legge n° 990\'69 e succ. mod. ed int.)  
Leggi la comunicazione dell'adesione  http://www.mdc.it/
aggiornato al 17/02/03 22.39.59

Comitato Promotore del Referendum abrogativo e della Legge di iniziativa popolare di modifica l'art. 1 della legge n° 990\'69 e successive modifiche ed integrazioni sull'obbligo di stipula dell'assicurazione per la responsabilità civile di tutti gli autoveicoli a motore senza guida di rotaie posti in circolazione su strade pubbliche.

Segreteria organizzativa presso Movimento del Cittadino Napoli Area Vesuviana, via Buongiovanni n° 59 –  80046 -  San Giorgio a Cremano (NA), tel. 0815742541 – fax 06233229008 – E mail mdcnapoli@libero.it -        Email referendumcomitato@libero.it  - http://www.comitato.3000.it - http://consumatori.tk http://www.mdc.it

 

Comunicato Stampa del 23\10\2002

 

   Comitato Promotore del Referendum Abrogativo l’art. 1 della legge n° 990\’69 e succ. mod. ed int. sull’obbligo di stipula dell’assicurazione per la responsabilità civile per tutti gli autoveicoli a motore senza guida di rotaie posti in circolazione su strade pubbliche.

 

Per l’abolizione dell’obbligo di stipula delle polizza assicurative r.c. auto.

 

   Il Comitato per il Referendum di cui all’intestazione, con sede in San Giorgio a Cremano alla via Buongiovanni n° 59 presso il Movimento di Difesa del Cittadino Napoli – Area vesuviana, costituitosi in data 13\09\2002, ha lanciato l’ulteriore proposta  di  “Legge di iniziativa popolare con modifiche alla normativa sull’assicurazione per la R.C. Auto”.

   La legge proposta, estesa dall’avv. Eugenio Diffidenti, ha lo scopo di dare una risposta ai molti dubbi, sollevati da più parti, in merito al pericolo per i cittadini di rimanere senza a garanzia alcuna nei sinistri causati dalla circolazione stradale, soprattutto negli eventi più gravi, nel caso in cui la norma  in questione  dovesse essere effettivamente abrogata.

   Il testo, riportato di seguito, si occupa esclusivamente  delle garanzie poste a tutela del danneggiato allorquando l’autovettura del responsabile civile non dovesse essere coperta da assicurazione, e tende a dimostrare che le alternative per poter uscire dalle aberrazioni de sistema attuale esistono e sono praticabili.

   Si chiede la collaborazione di chiunque vi abbia interesse (cittadini, associazioni, gruppi politici, giornali, TV, organi ed agenzie di stampa) al fine di promuovere l’iniziativa per raggiungere il primo obiettivo della raccolta firme.

  

   Per la lettura dei precedenti comunicati e per contatti:

http://www.comitato.3000.it - http://www.consumatori.tk

mailto: referendumcomitato@libero.it - mdcnapoli@libero.it

fax 06233229008 – tel. 0815742541 – sms 3483856397

 

 

    Il testo del progetto di legge di seguito riportato ha subito delle modiche rispetto alla stesura originaria in ossequio ai suggerimenti pervenuti da utenti, da associazioni, da rappresentati di forze politiche. (17\02\2003).

 

Modifiche alla normativa sull’assicurazione per la responsabilità civile automobilistica.

 

   I sottoscritti cittadini italiani promuovono la seguente legge di iniziativa popolare ai sensi dell'art. 71, comma secondo della Costituzione ed in applicazione della legge 25 maggio 1970, n. 352 e successive modificazioni.

RELAZIONE
 

 L’iniziativa si è resa necessaria ed indifferibile a seguito degli aumenti abnormi verificatisi nel settore dal 1994 e provocati dal cartello delle assicurazioni per la mancanza di concorrenza effettiva.

   La mancanza di concorrenza è da attribuirsi all’anomalia in cui opera il mercato nel settore, in quanto la norma sull’obbligatorietà della assicurazione r.c. auto garantisce artificiosamente la domanda costante del prodotto alle imprese del ramo e non permette, pertanto, la libera oscillazione del prezzo del servizio come avviene di norma nelle economie di mercato, laddove il prezzo del prodotto viene fissato liberamente e trova il suo giusto equilibrio allorquando la domanda coincide con l’offerta, infatti ad un prezzo giudicato troppo alto dall’utenza si verifica un corrispondente ridimensionamento della domanda ed una conseguente diminuzione del prezzo.

   Si è consci delle maggiori difficoltà che ne deriverebbero per il risarcimento del danno dalla modifica della normativa inserita dal presente progetto in materia di circolazione di veicoli a motore (si pensi ad esempio che il risarcimento del danno sofferto non sarebbe raggiunto in ogni caso, in quanto soggetto passivo della corrispondente obbligazione rimarrebbe il solo privato, conducente o proprietario del veicolo, il quale potrebbe essere impossidente), ma la strada indicata appare l’unica per raggiungere un qualche risultato apprezzabile in materia, soprattutto dopo le indicazioni degli organi della Comunità Europea che hanno diffidato il Governo Italiano dal prendere provvedimenti che impongano alle imprese di assicurazione il blocco dei prezzi delle tariffe, o quantomeno per accelerare l’iter di una legge di riforma del settore che langue alle camere da anni.

   In ogni caso l’istituzione del Fondo Nazionale di Solidarietà per le Vittime della strada garantirebbe il risarcimento del danno per un’ampia fascia di sinistri ed in particolare per gli eventi più gravi ed inoltre non è escluso che dopo un primo periodo di rodaggio della normativa, la fascia garantita dall’istituto  possa ampliarsi.

 

 

Proposta di legge di iniziativa popolare

 

    Art. 1) I veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli ed i rimorchi, possono essere posti in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate anche se non siano coperti dall’assicurazione civile verso i terzi prevista dall’art. 2054 c.c..

   Art. 2) E’ costituito il Fondo di Solidarietà Nazionale per le vittime della strada a garanzia del risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli posti in circolazione su strade ad uso pubblico o su aree a queste equiparate negli eventi di maggiore gravità.

    Il F.S.N.V.S. garantisce il risarcimento dei danni a persone e cose  allorquando si verifichi un nocumento superiore agli Euro 500,00: a)  nei casi in cui il veicolo non sia stato identificato; b) nel caso in cui il veicolo, pur se identificato, circolava senza copertura assicurativa ed il responsabile civile non abbia formulato una congrua offerta al danneggiato o comunque non sia stato raggiunto un accordo stragiudiziale sull’entità del risarcimento del danno.

   Il F.S.N.V.S. si surroga nei diritti del  danneggiato risarcito e procede al recupero delle somme anticipate nei confronti del responsabile civile.

   Art. 3) Nelle ipotesti prevista dall’art. 2 il danneggiato può convenire in giudizio il responsabile civile ed Il F.S.N.V.S. al fine di vedere soddisfatte le proprie pretese risarcitorie.

   Art. 4) Il danneggiato, prima di proporre l’azione giudiziaria per il risarcimento del danno, è obbligato a costituire in mora il responsabile civile mediante lettera racc. a.r. in cui: I) deve indicare le proprie generalità complete, l’occupazione, la data, l’ora, il luogo, la dinamica del sinistro; II) deve precisare l’entità del danno subito producendo copia della documentazione medica-sanitaria e la quantificazione della somma richiesta a soddisfazione delle proprie pretese risarcitorie; III) deve richiedere gli estremi della eventuale polizza assicurativa operante sull’autovettura del responsabile civile al momento del sinistro al fine di costituire in mora il relativo istituto assicurativo ai sensi e per gli effetti della normativa vigente.

   Art. 5) Il responsabile civile entro trenta giorni dalla ricezione della lettera di costituzione in mora può, se non è  assicurato per il rischio, comunicare il nominativo del proprio consulente medico al fine di far sottoporre a visita il danneggiato e nei successivi trenta giorni può formulare l’offerta a totale ristoro dei danni provocati.

   Art. 6) Nel caso in cui, nei 60 giorni dalla ricezione della lettera di costituzione in mora del danneggiato da parte del responsabile civile, non si riesce a trovare l’accordo sul risarcimento del danno o comunque il responsabile civile non da luogo alla procedura stragiudiziale per la composizione bonaria della vertenza, il danneggiato deve ripetere nelle stesse forme la lettera di costituzione in mora nei confronti del F.S.N.V.S., il quale ha giorni 90 dalla ricezione della lettera di c.m. per nominare il proprio consulente medico, sottoporre a visita il danneggiato e formulare l’offerta risarcitoria.

   Art. 7) decorso infruttuosamente il termine di novanta giorni di cui al precedente articolo, il danneggiato può proporre l’azione di risarcimento del danno nei confronti del responsabile civile e del F.S.N.V.S con azione diretta.

   Art.8) Nei casi in cui il sinistro sia causato da autovettura non identificata, deve essere inviata la lettera di costituzione in mora nelle forme di cui agli articoli precedenti, solo nei confronti del F.S.N.V.S..

   Art. 9) Il F.S.N.V.S. può esercitare, nei giudizi in cui è convenuto, l’azione di regresso nei confronti del responsabile civile nei modi e termini di legge.

   Art. 10) Se il responsabile civile comunica gli estremi della polizza assicurativa operante sulla propria autovettura a copertura del rischio al momento del sinistro, il danneggiato dovrà osservare le disposizioni di cui alla legge n° 990\’69 e succ. mod. ed int. compatibili con le presenti disposizioni.

      Art. 11) Le riserve da cui attinge il F.S.N.V.S. sono costituite:

1)     Da un'imposta addizionale sulla tassa di possesso;

2)     Da un'imposta  proporzionale gravante sulle compagnie di assicurazione esercenti la propria attività nell’ambito della Responsabilità civile automobilistica sul territorio nazionale in ragione del numero di polizze stipulate nell’anno solare;

3)     Da un’imposta versata dalla case produttrici automobilistiche in ragione la numero di autovetture vendute nell’anno solare sul territorio nazionale.

   Il proprietario dell’autovettura che stipula il contratto di assicurazione per la r.c. con validità annuale è esentato dal pagamento della imposta addizionale sulla tassa di circolazione.

   La composizione  e le modalità di funzionamento del F.S.N.V.S. saranno stabilite nel regolamento di attuazione.

   Art. 12) La verifica sui sinistri denunciati e per i quali è stato chiesto l’intervento del F.S.N.V.S. è affidata alla Guardia di Finanza ed ai nuclei di Polizia Tributaria.

   Art. 13) Le altre norme in materia di assicurazione sulla responsabilità civile automobilistica rimangono in vigore per quanto compatibili con le disposizioni della presente legge.

San Giorgio a Cremano addì 23\10\2002

                                                                     Estensore

                                                      Avv. Eugenio Diffidenti

http://www.comitato.3000.it - http://www.consumatori.tk

mailto: referendumcomitato@libero.it - mdcnapoli@libero.it

fax 06233229008 – tel. 0815742541 – sms 3483856397


R.C. Auto ?   No, Grazie!

 

Comitato  Promotore della legge di iniziativa popolare tendente a rendere facoltativa la stipula dell’assicurazione r..c. auto con l’adesione del Movimento di Difesa del Cittadino.

 

Estratto dall’intervento del  7\12\2002 alla conferenza stampa tenutasi in San Giorgio a Cremano (NA) alla Villa Bruno (relatore avv. Eugenio Diffidenti).

(Parte I)

 

Sull’esigenza di separare la tutela del diritto al risarcimento del danno dalla vendita della polizza r.c. auto ovvero sulla necessità di rivedere i presupposti della legge n° 990\’69 e succ. mod. ed int..

 

   La norma che impone l’obbligatorietà della stipula della polizza r.c. auto cerca di assicurare l’esigenza della certezza del risarcimento del danno causato dalla circolazione di veicoli a motore imponendo all’utente l’acquisto del servizio erogato da un’azienda privata.

   Prima di approfondire l’aspetto enunciato, per la corretta impostazione della trattazione, occorre distinguere l’esigenza di assicurare il risarcimento del danno, nel caso che esso sia prodotto da persona la quale non sia in grado di risarcirlo, che ben può essere definita come esigenza di carattere pubblicistico, dalla vendita di un servizio, nel caso di specie mediante la stipula di un contratto di assicurazione, per sua natura aleatorio,  che invece attiene ad una sfera eminentemente privatistica.

   Invero l’obbligo di stipula era una misura giustificabile all’epoca della promulgazione della legge n° 990\’69 allorquando, e fino agli inizi degli anni novanta, lo Stato, così come imponeva l’acquisto del servizio assicurativo, era anche in grado di intervenire sul mercato per frenare l’impennata dei prezzi che l’imposizione provoca, producendo una domanda di prodotto artificiosa.

  Dal 1994, con la progressiva integrazione degli stati facenti parte del mercato unico europeo  e con la riaffermazione della libertà di scambio dei prodotti, è diventato sempre più difficile per l’entità statale nazionale equilibrare le distorsioni introdotte dall’obbligo di stipula nelle dinamiche commerciali di settore, fino a giungere  alla diffida esplicita degli organi della C.E.E. con minaccia di apertura di procedura di infrazione nei confronti del governo italiano nel caso in cui ricorresse nuovamente al blocco delle tariffe assicurative con interventi ad hoc.

   La posizione degli organi comunitari sul punto è condivisibile in linea teorica, ma all’uopo è lecito domandarsi perché gli stessi organi comunitari, mutatis mutando, in virtù di una coerente promozione dei medesimi principi, non abbiano invitato, con la stessa perentorietà, gli stati membri che impongono normativamente l’obbligo di stipula, a rimuovere tale imposizione che di per sé provoca egualmente degli effetti devastanti su quelle dinamiche commerciali che si vorrebbero salvaguardare, evitando il provvedimento di blocco delle tariffe?  Non si ha una risposta precisa, ma è certo che il sistema attuale favorisce le grandi lobbies bancarie – assicurative per le quali la situazione descritta è certamente molto vantaggiosa.

   Ritornando alla valutazione della nostra realtà nazionale è ineludibile che da quando lo Stato non ha  più di fatto la possibilità di influire sul  prezzo delle polizze r.c. auto, esse hanno iniziato ad aumentare in maniera  ingiustificata, e parallelamente la qualità del servizio ha cominciato progressivamente  a scadere per l’effetto della norma indicata che ha reso la domanda del prodotto una variabile indipendente dai contenuti dell’offerta, ovvero dall’equilibrio tra un determinato livello di qualità ed il corrispondente giusto prezzo di mercato.

   Tali presupposti non possono che portare ad una rivisitazione complessiva del sistema  r.c. auto e della normativa che sottende, separando l’aspetto pubblicistico, ovvero l’esigenza di assicurare sempre il risarcimento del danno all’avente diritto, dall’aspetto privatistico, con le forti componenti economiche di interesse particolare, che è la vendita del prodotto polizza assicurativa r. c. auto.

   L’esigenza di assicurare il giusto risarcimento al danneggiato sempre ed in ogni  caso non può essere risolto obbligando l’utente a stipulare la polizza assicurativa r.c. auto: 1) perché, come già detto, altera le normali dinamiche commerciali, provocando un aumento enorme dei prezzi che non può esser bilanciato dalla corrispondente diminuzione della domanda; 2) perché fa scadere notevolmente la qualità del servizio in quanto la eventuale migliore qualità del prodotto diventa variabile indipendente dalla domanda; 3) perché rende le strutture operative delle società assicurative  poco economiche e redditive dimensionandole in una grandezza che non risponde alla effettiva potenzialità del mercato; 4)  perché crea profitto ingiusto ed immorale a favore di poche entità economiche particolari drogando la domanda e dirotta le potenzialità del mercato da consumi che potrebbero essere socialmente più vantaggiosi per la comunità.

   In questo contesto si inserisce il Progetto di legge di iniziativa popolare tendente a rendere facoltativa la stipula della assicurazione r.c. auto il quale, all’art. 1 rende facoltativa la stipula anzidetta ed all’art. 2 introduce l’istituzione del Fondo Di Solidarietà Nazionale Vittime della Strada (di seguito indicato con l’acronimo F.S.N.V.S.), ente pubblico che ha la funzione di assicurare al danneggiato il risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicoli a motore posti in circolazione su strade pubbliche  nel caso in cui il danneggiante non voglia o non possa risarcire, in proprio o mediante l’intervento di un istituto assicurativo, il danno illegittimamente provocato. Il F.S.N.V.S. ha la funzione di anticipare le somme dovute al danneggiato, surrogandosi nei suoi diritti e procedendo successivamente al recupero delle somme anticipate.  Il F.S.N.V.S., ente gestore di denaro pubblico come sarà precisato di seguito,  sopporta le perdite che si dovessero verificare per l’impossibilità di recupero del credito, le quali rappresentano l’effettivo costo sociale dell’innovazione gravante sulla comunità dei cittadini. In ogni caso è opportuno precisare che Il costo sociale di ricaduta su ogni singolo cittadino sarebbe certamente inferiore a quello sopportato attualmente a causa del plusvalore crescente che le compagnie assicurative private riescono ad assicurarsi annualmente sulla vendita di polizze assicurative r.c. auto a prezzi fuori mercato. Le riserve annuali del F.S.N.V.S.  (art. 11) sono costituite: 1) da un’imposta addizionale sulla tassa di possesso,  gravante solo su coloro i quali non stipulano l’assicurazione r.c. auto sulla propria autovettura per la durata dell’anno solare; 2) da un’imposta gravante sulle compagnie di assicurazione esercenti la propria attività nell’ambito della responsabilità civile automobilistica sul territorio nazionale in ragione del numero di polizze stipulate nell’anno solare; 3) da un’imposta versata dalle case produttrici di autovetture in ragione al numero di autovetture  vendute nell’anno solare sul territorio nazionale. L’imposta sulle case produttrici di autovetture certamente rappresenta un’innovazione la cui possibile introduzione dovrà essere valutata anche nella prospettiva  di compatibilità con gli obblighi comunitari, anzi sarebbe auspicabile che a livello comunitario fosse promossa una normativa di settore uniforme da applicare in ogni stato membro meno afflittiva per l’utente. In vero si può dire senza timore di essere smentiti, che il “caro polizza” ha avuto le sue ripercussioni deleterie anche nel mercato dell’autovettura laddove da diversi anni vi è crisi latente. L’utente si è accorto che, in alcuni casi, il costo delle polizze assicurative r.c. auto + furto ed incendio da stipulare su autovetture nuove, in proiezione statistica quinquennale, supera il prezzo dell’utilitaria acquistata. Tale valutazione ha certamente scoraggiato i nuovi acquisti ed ha compresso il parco macchine di ogni nucleo familiare. Le case automobilistiche hanno cercato di correre ai ripari promuovendo campagne con forti sconti e proponendo polizze assicurative per tre anni comprese nel prezzo delle autovetture ed il Governo ha varato le campagne sugli incentivi agli acquisti ben note.  Se tali sono le premesse, appare di tutta evidenza che l’introduzione della detta imposta funzionale ad un nuovo sistema  tendente a creare una effettiva concorrenza nel mercato assicurativo, dovrebbe essere ben vista dalle case produttrici nella prospettiva di una diminuzione dei prezzi delle assicurazioni e di una corrispondente compressione dei costi di gestione delle autovetture che  favorirebbe l’aumento delle vendite e quindi la ripresa del mercato nel settore.

   La verifica sui sinistri denunciati per i quali è stato chiesto l’intervento del F.S.N.V.S. (art. 12) è affidata alla Guardia di Finanza ed ai nuclei di Polizia Tributaria. Tale scelta è dettata dalla considerazione che: - il F.S.N.V.S.  è ente che gestisce denaro pubblico e quindi l’utilizzazione di dipendenti statali è compatibile con gli interessi perseguiti ; - nell’interesse comune, è opportuno assicurare una percentuale alta di recupero delle somme anticipate dall’ente ed erogate a favore dei danneggiati, e ciò rende necessario  l’utilizzazione di professionisti indifferenti rispetto ad interessi particolari; - in ogni caso, tali forze di polizia sono già utilizzate con molta frequenza nell’attuale sistema seppure per perseguire degli eventi patologici.

(fine prima parte)

San Giorgio a Cremano addì 07\12\2002      Relatore Avv. Eugenio Diffidenti

 

   La seconda parte si occuperà della procedura obbligatoria di conciliazione stragiudiziale di cui agli artt. 4, 5, 6, 7 del progetto di legge.

 

    Aderisci al Comitato Promotore del Progetto di Legge di iniziativa popolare tendente a  rendere facoltativa la stipula della polizza R.C. Auto inviando i tuoi dati.

Abbiamo bisogno della tua adesione per dare forza all’iniziativa.

 http://www.comitato.3000.it  -  http://consumatori.tk

E mail referendumcomitato@libero.it - tel. 0815742541 -  fax n° 06233229008

 

Il Movimento di Difesa del Cittadino aderisce all’iniziativa tendente a rendere facoltativa la stipula dell’assicurazione  r. c. auto (www.mdc.it)

 


 

R.C. Auto ?  No, Grazie! – Comunicato del 08\11\2002

Comitato Promotore del Referendum Abrogativo dell’art. 1 della legge n° 990\’69 e succ. mod. ed int. e della legge di iniziativa popolare sulle modifiche alla normativa RC Auto con l’adesione del Movimento di Difesa del Cittadino.

 Attenzione alla e false informazioni messe in circolazione ad arte.

    Di recente è stata diffusa ad arte, da alcuni mezzi d’informazione, la notizia secondo cui i prezzi abnormi delle polizze R.C. Auto sarebbero causati dalle spese che le società assicuratrici sostengono per la gestione del contenzioso legale – giudiziario.

   Lo scopo, nemmeno tanto velato, della cennata falsa comunicazione è quello di spostare l’attenzione procurata dai prezzi esagerati delle polizze da fattori endogeni alle società di assicurazione a fattori esterne ad esse.

   La verità, facilmente verificabile mediante l’analisi dei bilanci delle società,  è che il contenzioso legale – giudiziario incide sui prezzi delle polizze per non più del 5% circa. Inoltre occorre precisare che il contenzioso giudiziario è conseguenza dell’inadempimento delle assicurazioni le quali, ritualmente costituite in mora, non riescono a pagare il risarcimento dei danni agli aventi diritto nei termini previsti dalla legge. Anzi,  a Napoli e provincia, le società assicurative non riescono ad effettuare i pagamenti se non prima di sei mesi circa dalla denuncia, e perciò ben oltre i sessanta giorni previsti dalla normativa ( art. 21 legge n° 990\’69 e succ. mod. ed int.).

   Pertanto i contenziosi giudiziari, che fanno notevolmente lievitare le spese legali delle pratiche assicurative, sono diretta conseguenza dell’incapacità delle assicurazioni di gestire in tempo utile le pratiche dei sinistri e di dare a chi di diritto ciò che gli è dovuto.

   Quanto detto è tanto più grave se si considera che, l’aumento inarrestabile dei prezzi delle polizze, ha coinciso con la dilatazione delle strutture operative delle società di assicurazione e con i maggiori costi conseguenti, ma anche con il peggioramento progressivo della qualità del servizio erogato.

   I necessari correttivi al sistema attuale sono solo quelli tendenti ad inserire nel mercato di settore quegli aggiustamenti che potrebbero portare ad una vera  e sana economia di mercato basata sulla concorrenza. La concorrenza effettiva imporrebbe alle strutture assicurative di essere maggiormente informate a criteri di economicità e redditività.

   La domanda del prodotto non può essere procurata alle assicurazioni mediante la legge, ma sono le assicurazioni che devono conquistarsela sul mercato proponendo all’utenza un servizio che alla qualità coniughi il giusto prezzo.

   Per quanto detto si insiste nel chiedere di sostenere il Comitato Promotore per il Referendum Abrogativo dell’art. 1 legge n° 990\’69 e succ. mod. ed int.  ed il progetto di legge di iniziativa popolare sulle modifiche alla normativa sulla RC Auto, la cui documentazione è fruibile sui siti www.comitato.3000.it e www.consumatori.tk .  (mailto: referedumcomitato@libero.it)

   Portici addì 08\11\2002

Comunicato a cura dell’Avv. Eugenio Diffidenti

Il Movimento di Difesa del Cittadino aderisce all’iniziativa tendente a rendere facoltativa la stipula delle assicurazioni Rc Auto (www.mdc.it).

*****************************************

 

Primo Comunicato del 13\09\2002

 

Per l'abolizione dell'obbligo di stipula delle polizze assicurative r.c. auto.

    Si è costituito in San Giorgio a Cremano (NA) alla via Buongiovanni n° 59, presso la sede del Movimento di Difesa del Cittadino - Area Vesuviana - , il Comitato di cui all'intestazione.

   Il Comitato, nella prima fase, si prefigge di aggregare intorno all'iniziativa il consenso sufficiente a raggiungere la raccolta delle 500.000 firme indispensabili alla proposizione del referendum.

   L'iniziativa si è resa necessaria ed indifferibile a seguito degli aumenti abnormi verificatisi nel settore dal 1994 e provocati dal cartello delle assicurazioni per la mancanza di concorrenza effettiva .

   La mancanza di concorrenza è da attribuirsi all'anomalia in cui opera il mercato nel settore in quanto la norma,di cui si chiede l'abrogazione, assicura artificiosamente la costante domanda del prodotto alle imprese del ramo e non permette, pertanto, la libera oscillazione del prezzo del servizio come avviene di norma nelle economie di mercato, laddove il prezzo del prodotto viene fissato liberamente e trova il suo giusto equilibrio allorquando la domanda coincide con l'offerta, infatti ad un prezzo giudicato troppo alto dall'utenza si verifica un corrispondente ridimenzionamento della domanda ed una conseguente diminuzione del prezzo.

   Si è consci del prezzo sociale che potrebbe derivare dall'abrogazione della norma e dal relativo vuoto normativo in materia di circolazione di veicoli a motore (si pensi ad esempio che il risarcimento del danno sofferto non sarebbe raggiunto in ogni caso, in quanto soggetto passivo della corrispondente obbligazione rimarrebbe il  solo privato, conducente o proprietario del veicolo, il quale potrebbe essere impossidente), ma la strada indicata appare l'unica percorribile per raggiungere un qualche risultato apprezzabile in materia, soprattutto dopo le indicazioni degli organi della Comunità Europea che hanno diffidato il Governo Italiano dal prendere provvedimenti che impongano alle imprese di assicurazione il blocco dei prezzi delle tariffe, o quantomeno per accelerare l'iter di una legge di riforma del settore che langue alle camere da anni.

   Per i motivi esposti, seppur succintamente, si chiede la collaborazione di chiunque vi abbia interesse (cittadini, associazioni, gruppi politici, giornali, Tv, organi di stampa) al fine di dare forza all'iniziativa per raggiungere il primo obiettivo della raccolta firme.

   Per contatti: http://www.comitato.3000.it/http://mdc.3000.it/

 mailto:mdcnapoli@libero.it

  -  Tel. 0815742541  -  Fax 06233229008 - sms 3483856397

       Portici addì 13\09\2002                                                                    Il Presidente                      

                                                                                                     Avv. Eugenio Diffidenti

 

 §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

 

Sul Referendum Abrogativo dell’art. 1

della legge n° 990\’69 e succ. mod. ed int..

RCAuto?      No Grazie!

   Negli ultimi sei-sette anni le polizze assicurative rc auto sono aumentate anche del 400%  e ciò da quando si è passati dal regime dei “prezzi amministrati” al cosiddetto “libero mercato”. Oggi possiamo dire che in realtà il principio del libero mercato, nel settore, non ha mai operato e ciò non tanto, ovvero non solo, perché il mercato è controllato da poche società che operano anche nel settore bancario, ma soprattutto perché, in origine, il sistema è monco.

   La domanda di polizze rc auto non fluttua liberamente in relazione alla bontà del  servizio ed in proporzione al prezzo ma è assicurata dalla legge. Il mercato lo crea la legge e nel mercato operano le compagnie di assicurazione che, non essendo delle istituzioni di beneficenza, mirano a massimizzare i profitti (come è nella  normale dinamica commerciale). L’aumento dei profitti, in presenza di una domanda  costante (la popolazione in Italia tende a rimanere uguale nel numero), può essere procurata solo con l’aumento delle tariffe. La battaglia dei prezzi per assicurarsi fette di  mercato, in presenza di una domanda costante procurata dalla legge, “non funziona” ed è un’utopia, perché ”rebus sic stantibus” non conviene alle compagnie assicurative private. Le compagnie assicurative tendono ad abbassare i prezzi dei servizi soltanto quando la domanda tende a diminuire, ma ciò, come già detto,  non può avvenire. Negli altri casi “la concorrenza” fra le assicurazioni per conquistare fette più ampie di mercato si svolge mediante “accordi interni” che portano alcune compagnie, per ragioni che sono sconosciute allo scrivente ma che ben potrebbero ascriversi alla logica dello scambio,  ad alzare,  in alcune aree geografiche del paese, immotivatamente  ed enormemente le tariffe rispetto la media  uniforme locale per portarsi volontariamente fuori mercato.

   In tale prospettiva l’assicurazione rc auto ben può definirsi, seppur provocatoriamente, la tassa supplementare che ogni utente paga per poter possedere ed utilizzare un’autovettura.

   Oggi assicurare una vespa usata c.c. 150 a Napoli del valore di Euro 400,00 costa ad un quarantenne in 14ma classe circa Euro 580,00 all’anno. Le vendite di autovetture calano e le industrie automobilistiche sono in crisi anche perché chi possedeva la seconda  e terza autovettura ne fa volentieri a meno per evitare delle spese assicurative che sono diventate insostenibili,  e per non affrontare le difficoltà quasi insormontabili per ottenere dalle compagnie la copertura assicurativa dell’autovettura nuova contro il furto e l’incendio.

   Il sistema non funziona perché è “zoppo” e non si può pretendere che raggiunga da solo il giusto equilibrio sul mercato, pertanto non si intravedono alternative: o si elimina l’obbligo di stipula delle polizze r.c. auto, restituendo all’utente l’unico grande potere che possiede per equilibrare il prezzo facendo diminuire la domanda, oppure occorre promuovere un’armonica legislazione specifica di settore nell’ambito dei paesi appartenenti alla Comunità Economica Europea che tenga in debito conto l’obbligo di stipula, le sue inevitabili ripercussioni sulla domanda, sull’andamento del prezzo e predisponga gli opportuni istituti di controllo istituzionale di  tutela effettiva del consumatore.

   In presenza di una situazione di inerzia che fa comodo solo alle società assicurative nell’esplicazione della loro attività imprenditoriale, occorre appoggiare con forza la proposizione  del Referendum abrogativo dell’art. 1 della legge n° 990\’69 e succ. mod. ed int., un’iniziativa che quantomeno renderebbe ineludibile l’approvazione di una nuova normativa. Con l’auspicio che l’emananda legge tenga in debito conto le disarmonie e le distorsioni che l’eventuale riproposizione dell’obbligo di stipula porta inevitabilmente nei meccanismi del mercato.

Portici addì 08\10\2002

Il Comitato per il referendum presso M.D.C. Napoli – Area Vesuviana -.

Avv. Eugenio Diffidenti

http://www.comitato.3000.it/ - http://digilander.iol.it/comitatoreferendum

http://www.mdc.3000.it/

mailto: referendumcomitato@libero.it

 

 

Sostieni il Comitato per il referendum, comunica le tue opinioni e l’eventuale tua adesione.

 

 

[contatore visite]