DA "IL QUOTIDIANO" - 23 dicembre 2005 a firma Alessandro Chiappetta
E' morto ieri un personaggio storico di Castrolibero. Aprì il salone 35 anni fa
"Addio Biagio, maestro dei barbieri"


Da ieri Castrolibero ha perso un pezzo di sé, della sua storia. Un pezzo di paese. Era un pezzo di paese, Biagio Fragalà, uno di quei personaggi che si calano nella loro realtà fino a impersonificarla, a diventarne simbolo, a incarnarsi nel contesto sociale al punto da venire individuati solo col nome. Lui era semplicemente Biagio, o al limite, "mastrubbiaggiu", tutto attaccato, tutta una parola, perché in questi casi, il cognome, è una pura formalità da ufficio anagrafe.
"Mastrubbiaggiu" se n'è andato all'alba di ieri, vinto da una malattia contro la quale aveva lottato per due anni. Un monumento alla "castroliberesità" popolare, autentica, genuina, che veniva dal mare. Nato a Paola nel 1942, era arrivato a Castrolibero nei primi anni '70. Aveva lasciato il mare per amore, perché qui, nel centro storico, viveva Dora Marigliano, la donna che sarebbe diventata sua moglie e la madre dei suoi tre figli, Pietro, Maria e Andrea. Parrucchiere per vocazione, lasciò il mestiere a Paola per continuarlo, ripartendo da zero, a Castrolibero, sul centralissimo viale della Resistenza. Negli anni '70 a Castrolibero c'erano pochi cittadini e pochissime case, ma stavano arrivando. Tutti quelli che in quel periodo hanno abbandonato la città per traferirsi al di là del San Vito, Biagio e il suo salone, ce li hanno trovati. E in più di trent'anni tutti, ma proprio tutti, a Castrolibero, hanno messo la testa nelle mani di Biagio almeno una volta. Biagio che era aperto la domenica mattina, Biagio che il lunedì andava a Paola a prendersi cura della capigliatura dei monaci del convento, Biagio che, ad un certo punto, dai ragazzi veniva "tradito" per presunti fuoriclasse di pettine e forbice pronti a propinare il taglio all'ultima moda. Ma le mode non gli appartenevano, preferiva il sorriso e i modi da gentleman discreto e affabile.
Negli anni '90 spostò il suo salone su via Mancini. Il calcio e la sua Inter erano tra gli argomenti preferiti di discussione. Leggendari gli sfottò dei tifosi della Roma, quando all'Olimpico l'Inter venne battuta proprio da un gol di "Di Biagio".
Si accorse della sua malattia due anni fa. Iniziò il calvario di routine tra medici e terapie, ma quando lo incontravi ti dava l'impressione di star bene. Sorrideva, regalava la sensazione di potercela fare, che perfino il male vigliacco avrebbe potuto arrendersi alla genuinità del suo sorriso. No, invece. Da ieri Biagio non c'è più, la saracinesca del suo salone è rimasta chiusa. Stamattina saranno celebrati i funerali. L'ultimo saluto a "Mastrubbiaggiu", l'ultimo saluto a un galantuomo, simbolo di Castrolibero.