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IL TERRICCIO
(di Elio D'Arcangeli)
 

La condizione più importante in qualunque composta di terriccio è la sua porosità. Tale caratteristica è fondamentale per evitare ogni ristagno d’acqua che porterebbe inevitabilmente al marciume delle radici e quindi alla morte della pianta.
Sia la terra, sia la sabbia devono essere assolutamente setacciate, prima con un setaccio a maglia abbastanza grande (2-3 mm), e poi con un setaccio che un tempo si usava per setacciare la farina, in quanto un terriccio  troppo compatto non lascia respirare la pianta, soffocandola.
Altra pratica assai raccomandabile è la sterilizzazione dei vari componenti del terriccio prima del loro mescolamento; per fare ciò, si pone il componente umido in un recipiente metallico largo e basso ponendolo in forno riscaldato a circa 200° C e lasciato a questa temperatura per circa 30 minuti. Il successivo raffreddamento è bene che sia il più veloce possibile.
I componenti base dei terricci sono i seguenti:

  • fertilizzante base
  • lapillo o pozzolana
  • torba o terra di foglie
  • sabbia grossolana o ghiaia fine

Il fertilizzante base, da aggiungere ai terricci, si ottiene mescolando intimamente 2 parti di cornunghia (corna ed unghie di animali) o fertilizzante organico similare (per esempio sangue di bue in granuli, farina di carne o pennone), 1 parte di perfosfato minerale, 1 parte di solfato di potassio.
La torba non va sterilizzata.
La terra di foglie (di faggio, quercia, cerro, ecc.) deve essere esente da qualsiasi rimasuglio di materiale organico non decomposto. Per terra di foglie si intende la terra reperibile nei boschi di latifoglie che si trova subito al di sotto dello strato di foglie morte e non ancora decomposte.
Per sabbia grossolana si intende la sabbia di fiume, di cava, o silicea, mai di mare. La sabbia grossolana può essere sostituita da argilla espansa in palline della stessa misura, perlite o polistirolo.
La ghiaia fine deve avere un diametro di circa 2-4 mm.

 

 

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