Ecco dell'onda estollere si vede
La sassea Mole tanto desiata,
Che dopo lunghi secoli risiede
Di nuova vita alfin rinovellata.
Non più Eolo o Nettun fia
ch'or deprede
I cavi pini in porto, chè l'irata
Possa del mar, dei venti a fermo piede
Affronta e infrange, e altiera irride e guata.
Bell'opra è questa di gran
mano e senno,
Cui lieto applaude il popolo contento:
Grato a chi compie dei nostri Avi il cenno.
E gli Avi nostri da la loro tomba,
Anch'essi lieti per sì grand'evento,
Fan eco al plauso che intorno rimbomba. |