
IL MONDO A TAVOLA
Consiste in: proporre, in
collaborazione con altri clan, associazioni e comunità etniche un momento
d'incontro interculturale basato su stands gastronomici, espressione delle
diverse culture presenti in città.
Obiettivi:
- favorire la conoscenza di culture diverse;
- proporre alla cittadinanza
un'iniziativa significativa in occasione della giornata del pensiero e della
giornata diocesana per la pace.
L'attività,
prevista nell'ambito di un capitolo sull'interculturalità, ha avuto luogo
domenica 23 febbraio, sfruttando la coincidenza fra la Giornata Diocesana per la
Pace indetta dall'Arcivescovo Mondello e la Giornata del Pensiero.
Partners: hanno allestito due
tavolate molto variegate e rappresentative di diversi paesi l'associazione
"Terre intermedie", composta dai primi mediatori laureati presso il
corso gestito dall'Università per Stranieri, e la coop."Piccolo
Mondo", nata attorno a un progetto di asilo multietnico nell'ambito della
legge 285. Un gruppo di ragazzi libanesi ha preparato una terza tavolata
aggiungendo al cibo oggetti d'artigianato.
Alcuni
rilievi:La formula degli stands ha permesso a soggetti diversi di presentarsi
secondo il proprio specifico, ed agli organizzatori di poter partecipare
senza stress di natura logistica, oltre a tagliare le altrimenti inevitabili
riunioni preparatorie. I contro: proprio a causa della massima autonomia
concessa, le occasioni per lavorare assieme sono state ridotte al minimo,
andrebbero previsti forse momenti di animazione assieme, al di là del quadrato
iniziale che coinvolge solo gli scouts.
La ricorrenza della giornata
della pace è stata un vantaggio considerevole: l'iniziativa è stata lanciata
presso la Consulta diocesana delle aggregazioni laicali, si è pensato di fare
un calendario unico di tutte le iniziative previste in quei giorni e ci si
è fatta pubblicità a vicenda, si è potuto contare sull'interesse che la
tematica della pace suscita in questo periodo per aumentare l'interesse per la
manifestazione.
I partecipanti: la
partecipazione di scouts, che accedendo agli stands hanno imparato qualcosa (in
diversi casi gli staff li avevano preparati lanciando attività che
richiedevano di raccogliere informazioni sui vari paesi), ha dato un taglio
educativo "ad intra" che era importante ci fosse. "Ad
extra", si possono imputare a saldo attivo i contatti attivati in
questa circostanza fra le associazioni e la valenza educativa per la
cittadinanza dell'iniziativa in sè, peraltro abbondantemente propagandata (e
senza bisogno di alcuna pressione) da una stampa locale in genere tiepida su
certi temi (effetto vescovo?). Va precisato che il pubblico è stato per lo più
quello "garantito" dalle associazioni, i passanti sono stati coinvolti
marginalmente.
Il ritorno d'immagine per
l'associazione è stato comunque buono.
A livello di rete va
senz'altro sottolineata la collaborazione fra le associazioni della Consulta, a
parte ovviamente la partecipazione di quanti hanno aderito.
Livello associativo: la
partecipazione di altri clan e reparti ha permesso di moltiplicare l'efficacia
dell'evento. Va però notato che è un risultato reso possibile dalla
sensibilità di alcuni capi e da rapporti di collaborazione già esistenti, non
sono andati a buon fine gli appelli "ufficiali" a garantire una
presenza qualificata dell'AGESCI di fronte ad un momento di mobilitazione
eccezionale per la comunità diocesana, partecipando alla veglia di preghiera
della sera prima e facendo girare voce delle eventuali iniziative nelle
parrocchie (alle quali si è cmq invitato a dare priorità, sollecitando ad
organizzarsi in modo da farsi reciproca propaganda; ma ci sono state?).
Parentesi triste: credo che
quando un vescovo convoca la diocesi per una veglia del genere la cattedrale
andrebbe riempita di camiciotti azzurri, qualunque cosa avessimo programmato per
quella sera, anche perché siamo poi i primi a criticare le nostre chiese locali
perché troppo prudenti su certi temi. La Cattedrale era piena di gente, ma gli
scouts...
Livello RS: l'attività ha
una ricaduta commisurata all'impegno nell'inchiesta (raccogliere dati e
contattare persone), e nella fase preparatoria dell'evento, altrimenti viene
vissuto solo in parte.
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